Condanna dell’Italia per il mancato riconoscimento delle coppie omosessuali

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Condanna dell’Italia per il mancato riconoscimento delle coppie omosessuali

 

Il triste primato dell’Italia, condannata dalla Corte europea dei diritti umani per il mancato riconoscimento delle coppie omosessuali

La Corte europea dei diritti umani ha condannato l’Italia per la violazione dei diritti di tre coppie omosessuali, stabilendo che “lo Stato italiano deve introdurre il riconoscimento legale per coppie dello stesso sesso” e riconoscendo un risarcimento di 5000 euro per danni morali a ognuno dei ricorrenti.

Le tre coppie avevano fatto ricorso a Strasburgo contro l’impossibilità di vedersi riconoscere l’unione in patria. Avevano infatti chiesto ai rispettivi Comuni (Trento, Milano e Lissone, in provincia di Milano) di fare le pubblicazioni per potersi sposare, ma si erano visti rifiutare questa opportunità.

Dopo lo straordinario risultato referendario dell’Irlanda, che lo scorso maggio ha riconosciuto che il matrimonio può essere contratto da due persone dello stesso sesso, l’Italia resta ancora una volta indietro, posizionandosi tra i nove paesi europei (insieme a Grecia, Cipro, Lituania, Lettonia, Polonia, Slovacchia, Bulgaria e Romania) che non hanno ancora previsto alcun tipo di tutela per le coppie omosessuali, che si parli di matrimonio o di unioni civili.

Un primato imbarazzante, considerato anche che il disegno di legge sulle unioni gay, dopo il primo sì da parte della Commissione Giustizia di Palazzo Madama, ora giace in Senato e continua ad essere rimandato.

Quando l’Italia deciderà di occuparsi seriamente e soprattutto di legiferare su un tema tanto attuale ed importante per una società che possa definirsi davvero civile?

Continueremo a chiedere ad alta voce il pieno riconoscimento dei diritti per tutte le coppie.

Continueremo a sostenere la campagna #Lostessosì, in cui chiediamo, insieme ad altre 27 associazioni riunite nella Coalizione per il matrimonio egualitario, che sia eliminata ogni forma di discriminazione nella legislazione italiana sul matrimonio civile, aprendolo anche alle coppie dello stesso sesso, riconoscendo i matrimoni e le unioni celebrate all’estero e assicurando pari diritti ai figli delle persone dello stesso sesso.

Non c’è più spazio per discriminazioni odiose come quelle inflitte alle persone omosessuali, alla loro affettività e alle loro unioni, e anche l’Italia dovrà decidersi quanto prima a colmare questa grave lacuna.

Arci nazionale

 

L’ARCI PROMUOVE UNA CAMPAGNA DI RACCOLTA FONDI PER SOSTENERE I CENTRI DI SOLIDARIETÀ SOCIALE IN GRECIA

In questi giorni è stata scritta una pagina buia della storia del nostro continente. Non riguarda solo la Grecia, riguarda tutti e tutte.

L’ Europa che vogliamo non umilia i popoli, non affama le persone, non mette le banche prima della dignità, non sostituisce la forza del potere alla democrazia.

Non vogliamo morire di austerità. Chiediamo a tutti e tutte un gesto concreto. Con generosità e convinzione, come gesto politico di resistenza alla guerra contro i diritti e la democrazia che è in atto in Europa.

Per questo chiediamo un gesto concreto, un modo per stare dalla parte giusta. Dalla parte della nostra Europa, che è fatta di giustizia sociale, di diritti, di partecipazione, di solidarietà.

Sosteniamo con una donazione i centri di solidarietà sociale in Grecia.

Sono più di quattrocento, sono tutti gestiti da volontari e dagli stessi utenti.

Sono ambulatori e farmacie sociali, mense e ristoranti sociali, botteghe alimentari a costo zero, doposcuola, scuole di musica e di informatica, corsi di lingua, centri di assistenza legale, filiere di distribuzione alimentare senza intermediari, spazi di economia sociale, strutture di sostegno per chi ha perso la casa, è senza lavoro o è sommerso dai debiti. Sostengono greci, immigrati, richiedenti asilo.

Affrontano da anni collettivamente le conseguenze disastrose dell’austerità. Le persone si aiutano a sopravvivere e a difendere la dignità umana. Dalla solidarietà fanno rinascere la speranza. Trasformano la frustrazione in partecipazione e autogestione, generano mobilitazione e resistenza popolare.

L’Arci, che è nata dal mutuo soccorso italiano, e con i suoi cinquemila circoli è al servizio della partecipazione popolare, sta dalla loro parte. Facciamo appello ai nostri soci e socie, a tutte le persone e alle comunità di fare altrettanto, subito.

Con generosità e convinzione, come gesto politico di resistenza alla guerra contro i diritti e la democrazia che è in atto in Europa. Iniziamo con una raccolta di fondi straordinaria.  

D’accordo con Solidarity for All, struttura di servizio a 400 centri di solidarietà in Grecia (www.solidarity4all.gr),  i fondi raccolti saranno destinati a sostenere: un ambulatorio sociale, un centro culturale, una struttura per l’infanzia e un centro di prima accoglienza per immigrati e richiedenti asilo, con i quali si costruiranno nelle prossime settimane i primi gemellaggi con comitati e circoli dell’Arci.

 

Per effettuare le donazioni:

  • Banca: BANCA POPOLARE ETICA
  • BIC: CCRTIT2T84A
  • Conto: ASSOCIAZIONE ARCI ~ IT36A0501803200000000000041

Causale: solidarietà con la Grecia
Brochure campagna per la Grecia

Fonte: Arci nazionale

Grecia:vince il No alle politiche di austerità

Referendum in Grecia: vince il No alle politiche di austerità
Per un’Europa fondata sui diritti e la giustizia sociale

Dichiarazione di Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci

 

 Il risultato straordinario  del referendum in Grecia  che ha visto un’affermazione del no a larga maggioranza ci dice che i cittadini ellenici hanno lanciato un messaggio chiaro: la salvezza del proprio paese passa da un’Europa capace di andare oltre le politiche di austerity.
L’ex Troika e la cosiddetta Europa del rigore devono prendere atto che le loro ricette hanno fallito. La perseveranza sulla strada dell’austerità porterà maggiori diseguaglianze e soffierà sui carboni ardenti dei populismi nazionali ed euroscettici. Insistere metterà a rischio il progetto unitario europeo.

Per questo, l’Eurogruppo deve ascoltare quanto oggi i cittadini della Grecia hanno detto democraticamente attraverso una consultazione referendaria.
In un clima generale di crisi della rappresentanza e della politica, ciò che è accaduto in Grecia ridà fiato alla democrazia,  all’idea di una partecipazione popolare su cui può ripartire tutta l’Europa.
Si devono riaprire subito i negoziati con il governo guidato da Alexis Tsipras, e si deve trovare una soluzione che non faccia uscire la Grecia dall’Euro.
Il popolo greco ha scelto. La voce per la costruzione una nuova Europa sociale, fatta di democrazia, maggiore giustizia e di una distribuzione più equa della ricchezza, si è fatta sentire.

E dovrebbero ascoltarla anche le forze del   socialismo europeo, per  ritrovare quel pensiero di più ampio respiro per la costruzione di un’Europa popolare fondata sui diritti e la giustizia sociale.

 

Roma, 6 luglio 2015

Arci nazionale

 

Per un’Europa della solidarietà, non della finanza!

 

PER UN’EUROPA FONDATA SUI VALORI DELLA DEMOCRAZIA E DELLA SOLIDARIETA’, NON SULLA FINANZA E LA TECNOCRAZIA

Da troppo tempo il progetto dell’Europa unita resta schiacciato su uno schema in cui la politica soggiace alle ragioni della tecnocrazia e della finanza.

Di fronte alla resistenza del governo greco, questo schema ha generato un cortocircuito che non solo rischia di abbattersi sui cittadini ellenici ma mette in pericolo le basi che fondano il progetto dell’Europa unita.

Per questo pensiamo che in queste ore drammatiche stiamo assistendo ad una crisi che travalica il conflitto tra Grecia e vertici Ue. In realtà, si contrappongono, come non mai, due visioni di Europa. Una ostinatamente perseverante in politiche di austerity che hanno aumentato disuguaglianze e compresso i diritti. Un’altra invece che guarda al primato della politica e della pratica della democrazia e della solidarietà.

La possibilità che avrà domenica prossima il popolo greco di esprimersi sulla proposta dell’ex trojka rappresenta un sussulto di dignità, sovranità, democrazia, in questo buio passaggio della storia dell’Unione europea. Potrà rappresentare un’altra visione dell’Europa unita, quella secondo cui al centro ci sono i popoli e la democrazia.

Raccogliamo l’invito di tante organizzazioni sociali europee per l’organizzazione di una settimana straordinaria di mobilitazione, invitiamo i nostri soci e tutti i cittadini a sottoscrivere la petizione che inviamo di seguito:

NO ALL’AUSTERITÀ. SÌ ALLA DEMOCRAZIA!

 Attivisti di sindacati, organizzazioni e movimenti sociali, forze politiche di tutta Europa ci siamo incontrati ad Atene in un momento carico di responsabilità e significato storico. 

L’Europa è a un bivio. Non stanno solo cercando di distruggere la Grecia, stanno cercando di distruggere tutti e tutte noi. È il momento di alzare la nostra voce contro i ricatti delle oligarchie europee. 

Domenica prossima il popolo greco potrà decidere di rifiutare il ricatto dell’austerità votando per la dignità, con la speranza di un’altra Europa. 

Il momento storico impone a ciascuno in Europa di schierarsi. 

Diciamo NO all’austerità, ad ulteriori tagli alle pensioni, ad altri aumenti delle imposte indirette. Diciamo NO alla povertà e ai privilegi. Diciamo NO ai ricatti e alla demolizione dei diritti sociali. Diciamo NO alla paura e alla distruzione della democrazia.

Diciamo insieme SÌ alla dignità, alla sovranità, alla democrazia e alla solidarietà con il popolo greco.

Ma questa non è una questione tra la Grecia e l’Europa.

Riguarda due visioni contrapposte di Europa: la nostra Europa solidale e democratica, costruita dal basso e senza confini. E la loro versione che nega la giustizia sociale, la democrazia, la protezione dei più deboli, la tassazione dei ricchi.
Basta! È troppo!

Un’Altra Europa è possibile ed è davvero necessaria. 

Costruiamo un forte OXI, un chiaro NO europeo e partecipiamo al nostro referendum, on line e fisicamente nelle piazze di tutta Europa. On line, si firma qui: www.change4all.eu

In questo momento storico, facciamo appello al popolo europeo, ai sindacati, alle forze politiche, alle organizzazioni e movimenti sociali a esprimere il loro NO visibile alla austerità venerdì 3 luglio in tutta Europa.

Troviamo il nostro modo per dire NO in tutte le lingue d’Europa!
Troviamo il nostro modo per dire OXI!

Domenica sarà un giorno decisivo per l’Europa. Per noi, popolo europeo. Per i nostri sogni, per le nostre speranze. Ma non dobbiamo dimenticare che non sarà l’ultimo nella strada della lotta comune per un’altra Europa, fatta dalle persone e al loro servizio. Continueremo a difendere la democrazia.

 

 Arci nazionale