#SaharaLibre, campagna di sensibilizzazione per la solidarietà politica al popolo Saharawi

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#SaharaLibre, campagna di sensibilizzazione per la solidarietà politica al popolo Saharawi

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di Franco Uda

Coordinatore nazionale Pace, solidarietà e cooperazione internazionale dell’Arci

 

Abbiamo deciso di avviare la campagna di sensibilizzazione per la solidarietà politica al popolo Sahrawi #SaharaLibre il 20 giugno, proprio nel giorno in cui ci lasciava, 12 anni fa, Tom Benetollo, uno dei protagonisti nella promozione di questa causa in campo nazionale e internazionale. La campagna vuole essere uno strumento per risvegliare la coscienza civile su una delle cause di ingiustizia globale più rilevanti del ‘secolo breve’: l’indipendenza e la libertà del popolo Sahrawi. E’ una causa moto cara  a noi dell’Arci e per la quale, nel corso degli anni, abbiamo promosso iniziative e progetti di diverso tipo, tanto nazionali quanto articolati nel territorio. Seppur nel passato ha avuto molti protagonisti e attivisti, si sta perdendo con lo scorrere del tempo – complice il fatto che ancora non ha avuto gli esiti attesi – e necessita quindi di un vigoroso rilancio.

Si tratta di riavviare il processo che porti al referendum di autodeterminazione – così come già affermato dall’Onu nel 1991 e così come ribadito dal suo Segretario generale pochi mesi fa durante una visita nei campi Sahrawi – facendo una richiesta esplicita al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite attraverso un sito internet appositamente creato da uno dei tanti gruppi di solidarietà col popolo Sahrawi, nella fattispecie operante in Svizzera.

L’invito all’azione è contenuto in una cartolina e in una locandina – illustrate con una delle tante meravigliose foto di Giulio Di Meo – con la possibilità di accedere al sito dove ‘cliccare’ semplicemente puntando la fotocamera del proprio cellulare.

Parte integrante della campagna è la pubblicazione di un pamphlet contenente uno studio per la Peace University di Bedford (UK) scritto da Tom Benetollo nel 2004, e a tutt’oggi inedito. Questo scritto è stato integrato, con un capitolo aggiuntivo, per arrivare ai nostri giorni nella narrazione della storia e delle traversie di questo popolo. Chiude con il contributo di Marisa Rodano – partigiana, fondatrice e poi Presidente dell’UDI, Deputata, Senatrice ed Europarlamentare, grande esperienza in campo internazionale – che ha seguito con passione le vicende legate al popolo Sahrawi. A impreziosire la pubblicazione numerose foto tratte dal volume Il deserto intorno.

E’ uno strumento agile che può consentire a tutti di immergersi in un racconto che si snoda attraverso i secoli per scoprire le radici e le ragioni dei Sahrawi, dal loro esodo dalla penisola arabica fino alle vicende contemporanee. La conoscenza di una causa è certamente condizione necessaria per farla propria, per suscitare empatia, atteggiamento dell’anima ma anche precondizione della politica, poichè il suo contrario – l’apatia – non ha mai prodotto alcuna dinamica collettiva per il cambiamento della società. Conoscere la storia e la cultura di un popolo, le aspirazioni e le sue lotte sociali, ci è anche di grande aiuto a interpretare il presente – quello delle nostre società anestetizzate dalla ricerca della ricchezza – e discernere i traguardi effimeri dalle conquiste raggiunte: se riusciremo a elevare lo sguardo dal nostro cortile, a saper guardare oltre il nostro orizzonte, saremo anche capaci di riscoprire bellezza e significato di parole come libertà, democrazia e diritti.

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con un semplice click!
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www.westernsahara-referendum.org

 

 

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SAHARA LIBRE. La questione Sahrawi dalle radici fino ai nostri giorni

a cura dell’Arci

 

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#MIGRAZIONI IN CAMPO: REGOLAMENTO E ISCRIZIONI PER IL TORNEO DI CALCETTO DELL’ARCI EMPOLESE VALDELSA

#MigrAzioni in campo

Aperte le iscrizioni per il torneo di calcetto a 5 in programma per Domenica 26 Giugno

==> PER SCARICARE IL REGOLAMENTO QUI <==

==> PER SCARICARE IL MODULO DI ISCRIZIONE QUI <==

Sono aperte le iscrizioni di #migrAzioni in campo, il torneo di calcio a 5 promosso da Arci Empolese Valdelsa in collaborazione con Uisp Empoli e la Cooperativa La Pietra D’Angolo che si svolgerà domenica 26 giugno presso il campo di calcio a 5 della Casa del Popolo di Ponte a Elsa.

Per poter partecipare è necessario essere Soci Arci e compilare l’apposito modulo di iscrizione visionabile e scaricabile insieme al regolamento della manifestazione sul nostro sito: arciempolesevaldelsa.it.

Il modulo di iscrizione dovrà essere consegnato, compilato in tutte le sue parti, presso la sede di Arci Empolese Valdelsa in via d’Avane 72/b – Empoli (FI) oppure può essere mandata la sua scansione all’indirizzo email: redazione.arciev@gmail.com

Termine ultimo di iscrizione è venerdì 24 luglio ore 17.

La manifestazione, che si svolgerà nell’arco di tutto il pomeriggio, è una delle azioni previste all’interno della campagna #MigrAzioni lanciata lo scorso novembre con lo scopo di sensibilizzare la cittadinanza verso i temi dell’immigrazione e dell’accoglienza.

L’intenzione del torneo è quella di portare a giocare sia i cittadini italiani che stranieri, quindi con squadre anche miste, con particolare attenzione verso i  nuovi rifugiati ospitati nella zona, offrendo loro uno spazio di socialità e divertimento. Lo sport, quindi come veicolo di integrazione attraverso cui creare dei legami con i cittadini del nostro territorio.

Per ulteriori chiarimenti e informazioni chiamare lo 057180516 oppure scrivere a redazione.arciev@gmail.com

Ufficio Stampa Arci Empolese Valdelsa

Telefono: 057180516

Redazione.arciev@gmail.com

20 GIUGNO 2016 GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO

Quest’anno il 20 giugno, Giornata Mondiale del Rifugiato, ha una valenza particolare: quel che accade alle nostre frontiere, interne ed esterne, e le politiche messe in atto dai governi dell’UE va fermato.

Dobbiamo arginare il dilagare del consenso verso l’Europa dei muri e chiedere e promuovere l’Europa dell’accoglienza e dei diritti.

Per questo motivo abbiamo deciso di continuare a usare lo slogan ‘Welcome Refugees’ : vogliamo essere parte di una campagna comune al resto dell’Europa solidale e promotrice di diritti.

Welcome Refugees caratterizza, a partire dalla crisi dei migliaia di profughi del 2015, quell’Europa che si riconosce nell’Unione fondata sui valori della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza e del rispetto dei diritti umani.

 

E’ la campagna che tiene insieme lo spirito di solidarietà di milioni di cittadini europei, dalle curve degli stadi alla piattaforma per l’accoglienza in famiglia in Germania; dalla staffetta di automobilisti austriaci che sono andati a prendere migliaia di profughi in Ungheria alle manifestazioni di accoglienza al loro arrivo; dalle campagne di sensibilizzazione e promozione di una cultura dell’accoglienza in Italia all’iniziativa promossa dall’Arci per un’Europa che dica no ai muri e sì all’accoglienza.

 

Abbiamo pensato che le tante iniziative che quotidianamente si organizzano e che si intensificheranno per la Giornata del rifugiato del prossimo 20 giugno e per le attività estive possano essere rafforzate da oggetti a marchio Arci con lo slogan, immediato e comprensibile, Welcome Refugees.

SERVIZIO CIVILE NAZIONALE: ECCO I TRE PROGETTI SUL TERRITORIO

Stiamo cambiando il mondo!

Tre progetti di Arci Servizio Civile su questo territorio: scegli quello che fa per te!

C’e’ tempo fino al 30 giugno (ore 14,00) per consegnare la domanda per la partecipazione alle selezioni sui tre progetti di Servizio Civile nazionale promossi da Arci Servizio Civile Empoli.

Il Servizio Civile Nazionale e’ un’occasione rivolta a giovani dai 18 ai 28 anni che vogliano intraprendere un percorso di crescita ed arricchimento personale attraverso le attivita’ e la formazione prevista da ogni singolo progetto di servizio civile.

Arci servizio civile Empoli organizza, con i ragazzi attualmente in servizio civile momenti di informazione sul bando in corso ed sui contenuti dei tre progetti:

I GRADINI DEL MOVIMENTO – sede di servizio, Uisp Empoli Valdelsa – 4 volontari

UNA CAREZZA PER SPERARE…UNA CASA PER SOGNARE – sede di servizio, ARCA Canile di Empoli- 4 volontari

PEOPLE 4 PEOPLE – sede di servizio, Arci Empolese Valdelsa – 4 volontari

Di seguito il calendario dei singoli appuntamenti informativi in questo mese di giugno:

Mercoledi’ 15, 22 e 29 dalle ore 9 alle 14 – Venerdi’ 17 e 24, dalle 9 alle 14

presso il Canile di Empoli, Via del Castelluccio, snc

Lunedi’ 13, lunedi’ 20 e venerdi’ 17, dalle 9 alle 13 – mercoledi’ 15, 22 e martedi’ 28, dalle 13 alle 17

presso Arci Empolese Valdelsa, via di Avane 72b

Per ulteriori informazioni, potete anche telefonare il martedi’ e giovedi pomeriggio dalle 15 alle 19 presso la sede di Arci Servizio Civile Empoli 0571 82718 o consultare la pagina FB “Arci Servizio Civile Empoli”

Empoli 10 giugno 2016

Ufficio Stampa Arci Servizio Civile Empoli 

Toscana Pride

TOSCANA PRIDE

Il 18 la parata finale a Firenze dove l’Arci Empolese Valdelsa invita a recarsi tutti insieme partendo da Empoli con gadget arcobaleno appositamente preparati. Per ribadire la nostra richiesta di tutele, di parità di diritti, di laicità delle istituzioni .

Il 18 giugno Firenze ospiterà per la prima volta il Toscana Pride, un risultato significativo in termini di visibilità dell’evento e di unità del movimento lgbtq toscano.
Sarà un Pride che coniugherà l’impegno civico e l’accoglienza con le istanze di un movimento che fa ancora i conti con una discriminazione sostanziale e giuridica nel nostro Paese. Sarà un’edizione particolare nel segno della legge Cirinnà entrata in vigore da pochi giorni, che ha riconosciuto per la prima volta nel nostro paese diritti e doveri alle coppie omosessuali colmando un vergognoso ritardo. E sarà un’edizione particolare nel segno delle molte battaglie per il raggiungimento per una piena uguaglianza che ancora ci aspettano in cui l’Arci sarà, ancora una volta, a fianco del movimento.
L’onda dei Pride continua ad essere un momento di forte visibilità del movimento in cui accanto all’orgoglio gay, lesbico e trans emerge a gran voce la voglia di partecipazione, la richiesta di tutele, di parità dei diritti, di laicità delle istituzioni. Vogliamo fare arrivare al Pride toscano un forte messaggio di supporto da parte dell’Arci, crediamo che la battaglia per i diritti sia una strada ancora lunga ed il nostro impegno per il raggiungimento di una piena uguaglianza accanto ai tanti cittadini e cittadine omo/trans/bisessuali non mancherà.
Consapevoli dell’importanza di questo appuntamento il nostro comitato ha dedicato tutto il numero in uscita del nostro periodico “Parole in Circolo” al tema dei diritti LGBT.
Per tutti questi motivi l’Arci Empolese Valdelsa organizza un “gruppo arci per il Pride” che dà appuntamento a tutti coloro che vogliono partecipare, sabato 18 alla stazione di Empoli, da cui partiremo tutti insieme con il treno delle 14,04 e a Firenze raggiungeremo il concentramento previsto in piazza Massimo D’Azeglio alle ore 15,00:
I partecipanti saranno forniti di due grossi adesivi arcobaleno: uno con scritto “L’amore è amore” , l’altro con “Arci Empolese Valdelsa”.

USCITO BANDO SERVIZIO CIVILE NAZIONALE: “People4people” è il progetto di Arci Empolese Valdelsa

3 PROGETTI DI SERVIZIO CIVILE DA ARCI SERVIZIO CIVILE EMPOLI
Di questi tre, uno  è proposto da Arci Empolese Valdelsa.
Il 30 giugno è il termine per presentare la domanda per un anno formativo

E’ stato pubblicato il 30 maggio, il Band nazionale per la selezione di n. 21.359 volontari da impiegare in progetti di servizio civile nazionale in Italia e all’estero.

Arci Servizio Civile Empoli propone tre progetti in cui impiegare in totale 12 volontari
I progetti su cui è possibile candidarsi sono:
1)People 4 people. Il progetto, proposto dall’associazione Arci Empolese Valdelsa si propone di promuovere una rete di comunicazione di eventi e opportunità attraverso mezzi informatici e cartacei che raggiungano i giovani e i cittadini del territorio per renderli informati e attivi. Inoltre si occuperà di organizzare laboratori educativi e sulla comunicazione.
2) Una carezza per sperare, un casa per sognare. Il progetto proposto dall’Associazione Amici Ambiente Gruppo Arca di Empoli è basato sulla realizzazione di percorsi di responsabilizzazione dei giovani attraverso i quali ritrovare una dimensione emotivo-affettiva anche attraverso la cura dei cani del canile di Empoli.
3)I gradini del movimento.Il progetto proposto dall’associazione UISP di Empoli prevede la realizzazione di percorsi di conoscenza e promozione dell’attività motoria come elemento formativo dell’individuo anche nei casi di prevenzione da disturbi dell’apprendimento dei bambini.

Possono fare domanda e partecipare alla selezione i giovani, senza distinzione di sesso che, alla data di presentazione della domanda, abbiano compiuto il diciottesimo e non superato il ventottesimo anno di età, in possesso dei seguenti requisiti:
– cittadini italiani;
– cittadini degli altri Paesi dell’Unione europea;
– cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti;
– non aver riportato condanna anche non definitiva alla pena della reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo ovvero ad una pena della reclusione anche di entità inferiore per un delitto contro la persona o concernente detenzione, uso, porto, trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o materie esplodenti, ovvero per delitti riguardanti l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi eversivi, terroristici o di criminalità organizzata.
I requisiti di partecipazione devono essere posseduti alla data di presentazione della domanda e, ad eccezione del limite di età, mantenuti sino al termine del servizio.

Non possono invece presentare domanda coloro i quali:
– abbiano già prestato servizio civile nazionale, oppure abbiano interrotto il servizio prima della scadenza prevista, o che lo stiano prestando ai sensi della legge n. 64 del 2001, nonché coloro che alla data di pubblicazione del presente bando siano impegnati nella realizzazione di progetti di servizio civile nazionale per l’attuazione del programma europeo Garanzia Giovani e per l’attuazione del progetto sperimentale europeo IVO4ALL;
– abbiano in corso con l’ente che realizza il progetto rapporti di lavoro o di collaborazione retribuita a qualunque titolo, ovvero che abbiano avuto tali rapporti nell’anno precedente di durata superiore a tre mesi.

Non costituisce causa ostativa alla presentazione della domanda di servizio civile nazionale l’aver già svolto il servizio civile nell’ambito del programma europeo “Garanzia Giovani” o aver interrotto il servizio civile nazionale a conclusione di un procedimento sanzionatorio a carico dell’ente originato da segnalazione dei volontari.

I moduli e i documenti da allegare per presentare domanda sono descritti e possono essere scaricati al seguente link http://scn.arciserviziocivile.it/2016/05/modulistica-bando2016/#more-256


La domanda deve quindi essere consegnata o spedita insieme alla documentazione
direttamente alla sede di Arci Servizio Civile di Empoli entro e non oltre le ore 14.00 del 30 giugno 2016.


LA LISTA UE DEI “PAESI SICURI”: UNA NEGAZIONE DEL DIRITTO DI ASILO

euromed.jpgBrussels /Paris, 26 May 2016

Il 30 maggio 2016, la Commissione Libertà Civili, Giustizia e Affari Interni (LIBE) del Parlamento Europeo discuterà gli emendamenti presentati in merito alla proposta del settembre 2015 per un regolamento della Commissione Europea finalizzato a definire una lista UE dei “paesi di origine sicuri”. Questa definizione implica che in questi paesi è rispettata la legalità e non dovrebbe esistere nessun rischio di persecuzione per i richiedenti asilo.

La Associazione Europea per i Diritti Umani, Euromed Rights e la Federazione Internazionale per i Diritti Umani avvertono sui rischi derivanti dall’uso del concetto di “sicurezza” nell’esaminare le richieste di asilo. Nessun paese può essere considerato “sicuro”. Adottando una simile lista, la Unione Europea e i suoi stati membri istituzionalizzeranno a livello europeo una pratica attraverso la quale i paesi membri possono rifiutare di ottemperare pienamente alle proprie responsabilità verso i richiedenti asilo, in violazione ai loro obblighi internazionali.

Finora, 12 dei 28 stati membri hanno una lista nazionale di “paesi sicuri”, ma le liste sono tutt’altro che omogenee. La proposta della Commissione mira a porre rimedio a queste disparità. I sette paesi che la proposta considera “sicuri” sono: Albania, Bosnia-Erzegovina, Macedonia, Kosovo, Montenegro, Serbia e Turchia.

La Commissione intende usare lo stesso approccio per garantire che una lista comune di “paesi terzi sicuri” sia adottata per consentire che i richiedenti asilo siano rimandati indietro nei paesi per i quali sono transitati prima del loro arrivo nella Unione Europea, e dove essi dovrebbero “legalmente” depositare le loro richieste di asilo.

Con la giustificazione di razionalizzare e armonizzare il sistema europeo, la UE darebbe legittimità istituzionale a un abuso sul diritto di asilo allo scopo di controllare la migrazione. L’uso del concetto di “sicurezza” ha serie conseguenze sui diritti dei richiedenti asilo: esami sommari delle richieste di asilo, appelli non sospensivi, probabile rigetto della domanda, dichiarazione di inammissibilità della domanda nel caso di “paesi terzi sicuri”, e respingimento nel paese di origine. Nonostante la criticità del problema, nello stesso momento in cui tante persone cercano di avere accesso alla protezione internazionale nella UE, le nostre organizzazioni deplorano che la società civile non sia stata coinvolta a nessun livello in questa discussione.

La AEDH, EuroMed Rights e la FIDH si sono sempre opposte all’uso del concetto di “paese di origine sicuro” nell’applicazione della legislazione sull’asilo. Nessun paese può presumersi sicuro per tutti i suoi cittadini, non importa che le liste siano fatte dalla Commissione Europea o dagli Stati Membri. Le nostre organizzazioni lo hanno dimostrato attraverso relazioni regionali e paese, anche per tutti paesi che nei prossimi giorni la UE vorrebbe dichiarare sicuri.

Ci opponiamo a questa nozione che, noi crediamo, è contraria al principio di non discriminazione sulla nazionalità che è iscritto nel diritto internazionale. E facciamo appello al Parlamento Europeo e al Consiglio a rigettare l’adozione di questo regolamento.

RIFUGIATI SGOMBERATI DA IDOMENI

Report di Sara Prestianni, ufficio Immigrazione Arci

Gli autobus partono a decine dal campo di Idomeni, scortati da macchine della polizia greche, carichi di rifugiati, raggiungono i campi di accoglienza nelle periferie di Salonicco e Atene. Nel campo di Idomeni, reso inaccessibile a volontari e giornalisti, lo sgombero continua anche mentre scriviamo. Per ora pacifico. I rifugiati sono fatti uscire tenda per tenda. Subito dopo una ruspa distrugge tutto ciò che rimane del loro passaggio. sgombero-idomeni-09.jpg

Il governo conta di svuotare il campo in 48 ore. Per ora sono stati portati via quelli che non hanno fatto opposizione, ma già dai giorni precedenti allo sgombero il clima di tensione era palpabile. Con decisione random la polizia chiudeva l’accesso al campo. I rifugiati sono stati portati all’esasperazione perché non si opponessero, stremati, allo sgombero.

Una voce da un altoparlante ripeteva in kurdo e arabo che dovevano lasciare il campo, se non  volevano essere costretti con la forza.  Una giovane donna siriana si sfoga “Non voglio andare in un altro campo, perché non voglio restare in Grecia. Mio marito è in Germania. Andare in un campo di accoglienza militare sarebbe allontanarmi ancora di più dalla frontiera, avere orari di entrata ed uscita, stando nelle stesse condizioni miserabili in cui sono ora”.

Viste le condizioni dei centri di accoglienza –  100.000 posti trovati in pochissimi giorni dal Governo su pressione dell’Ue – è facile capire perché nessuno se ne vorrebbe andare. Capannoni militari, stadi o aeroporti abbandonati riempiti di tende sono i nuovi centri di accoglienza. L’Unione Europea sta di nuovo strozzando la Grecia, questa volta non sulla pelle dei suoi abitanti,  ma su quella di migliaia di rifugiati che si trovano bloccati nel paese.

Nessuno dei rifugiati rimasti nel limbo greco, dopo la chiusura della frontiera macedone e l’accordo Ue-Turchia,  vuole restarci, ma essere a Idomeni significa conservare la speranza di potersene andare. Vivere accampati alla frontiera macedone significa sperare di riuscire a passare. Allontanarsi dopo mesi di resistenza nell’inferno di Idomeni significa rassegnarsi.

Quei pochi che hanno ancora soldi si affidano ai trafficanti, ma la maggior parte viene respinta. Quasi tutti avrebbero diritto a entrare nel processo di ricollocamento, essendo soprattutto siriani, ma il sistema non funziona. Tutti sanno che l’unico modo per raggiungere altri paesi europei è farlo con i propri mezzi. Ma molti non hanno più niente, nemmeno la speranza, e dicono di voler tornare nei loro paesi, pur sapendo che questo significherebbe per molti andare incontro alla morte.

A Idomeni ormai restano solo donne e soprattutto bambini. Chi temeva uno sgombero violento ha lasciato il campo la notte prima, spostandosi in altri campi informali creatisi attorno alle stazioni di benzina. Alcuni sono lì da 3 mesi, altri sono arrivati dopo l’annuncio dello sgombero. Qui non c’è nemmeno l’acqua. Il proprietario della stazione di benzina fa pagare 5 euro una doccia e il costo dei beni di prima necessità è aumentato. Temono anche loro di essere sgomberati.

L’Europa sta tendendo in ostaggio più di 50.000 persone in Grecia, facendo dello sgombero di Idomeni il simbolo della sua fermezza politica. Quando invece, a vederlo da vicino, lo sgombero e l’agonia a cui sono costretti i rifugiati è l’ennesima prova della morte dell’Europa dei diritti e del buonsenso.