Un calendario per Mediterranea

image_pdfimage_print

Un calendario per Mediterranea

Un contributo concreto ad un’azione non governativa di disobbedienza morale e civile

Il calendario per Mediterranea nasce dall’idea di quattro illustratori che hanno sentito la necessità e il desiderio di non restare indifferenti davanti a ciò che sta succedendo nel Mediterraneo e di assumere una posizione chiara e netta attraverso il proprio linguaggio: quello dell’illustrazione.

L’idea di un calendario di raccolta fondi ha visto l’adesione di altri illustratori che hanno scelto di donare una propria opera, mentre l’Arci ha deciso di sposare, sostenere e diffondere il progetto nei territori.

Acquistare una copia di questo calendario significa dare un contributo concreto ad un’azione non governativa di disobbedienza morale e civile.Un piccolo grande gesto per finanziare una nave battente bandiera italiana, la Mare Jonio, al fine di monitorare, denunciare e soccorrere, se necessario, chi si trova in pericolo di vita nelle acque del Mediterraneo.

Mediterranea è l’unica scelta per chi non si rassegna ad un’Italia e ad un’Europa fatta di porti chiusi, intolleranza, indifferenza complice. 

Il calendario, ideato da Daniela Berti, Noemi Vola, Andrea Antinori e Luogo Comune contiene, oltre alle loro opere, i disegni di Sarah Mazzetti, Gianluigi Toccafondo, Massimiliano Vitti, Guido Scarabottolo, Pia Valentinis, Massimiliano Di Lauro, Guerrilla Spam, Giulia Sagramola, Enrico Pantani.

I singoli posso acquistare il calendario su:
oppure presso i seguenti comitati (lista in aggiornamento):
Arci Pescara
Arci Empolese Valdelsa (in arrivo!!!!)
Arci Valle d’Itria Martina Franca
Arci Como
Arci Modena
Arci Milano
Arci Siena
Arci Bologna
Arci Lazio
Arci Udine
Arci Caltanissetta
Arci Torino
Arci L’Aquila
Arci del Trentino
Arci Genova
Arci Cesena
Arci Spazio Condiviso
Arci Rimini
Arci Ravenna
Arci Basilicata
Arci Jesi
Scopri dove si trovano su https://www.arci.it/diventa-socio/
QUI EVENTO FACEBOOK con tutti gli aggiornamenti!

Sequestrata la sede di Casapound a Bari

Sequestrata la sede di Casapound a Bari,una bella notizia per contrastare un partito dall’indole violenta e aggressiva

Il sequestro della sede di Casapound a Bari è una bella notizia. Si riconosce finalmente come questa organizzazione abbia l’obiettivo anticostituzionale di ricreare un regime fascista in Italia, fatto di intolleranza e violenza.Il provvedimento è conseguente ad un’aggressione, a scapito di alcuni manifestanti inermi il 21 settembre scorso a Bari: aggressione pianificata da Casapound usando la propria sede come base logistica.

Un’indole violenta ed aggressiva che non è legata solo agli esponenti di Bari ma è insita nella cultura e nel pensiero politico di Casapound.
Un pensiero che ha portato nella storia del nostro Paese un regime repressivo, contrario alla libertà e autore di orrendi crimini sia in guerra sia contro i cittadini italiani di diverso orientamento politico, sessuale e religioso rispetto a quello promosso dal regime fascista.

Per questo motivo l’Arci, aderente alla rete “Mai più fascismi”, continuerà il suo impegno per chiedere lo sgombero dall’occupazione abusiva a Roma dove Casapound ha installato illegalmente la sua sede nazionale, e più in generale, la chiusura e lo scioglimento di Casapound, come previsto dalle leggi vigenti e dalla Costituzione.

Arci nazionale

NON UN GIORNO SENZA DI NOI

NON UN GIORNO SENZA DI NOI: 10 dicembre

Ormai la criminalizzazione della solidarietà e il restringimento dello spazio per la società civile democratica è una delle priorità comuni alle forze oscurantiste e reazionarie in tutta Europa.

Il Forum Civico Europeo, la rete di cento associazioni dell’Est e dell’Ovest europeo di cui l’Arci fa parte, sta coordinando il lavoro per una azione comune che si terrà il 10 dicembre, settantesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

L’obiettivo è che, in quel giorno, organizzazioni di società civile si rendano visibili insieme in tutta Europa, per difendere il valore democratico della loro esistenza e delle loro azioni, che rendono ogni giorno più accessibili i diritti umani a milioni di persone, e per protestare contro gli attacchi allo spazio pubblico e alla partecipazione.

L’Arci è stata una tra le prime organizzazioni europee alla quale è stato chiesto di aderire e in Italia è capofila della campagna, anche attraverso una lettera inviata dalla Presidente nazionale a tutto il mondo dell’associazionismo che illustrava la campagna e ne chiedeva l’adesione.

La giornata di azione Non un giorno senza di noi si svolgerà in maniera da permettere la più ampia e semplice partecipazione.

Si chiederà agli attivisti associativi e di movimento di mostrare un segno comune, di postare il logo sui siti e sui social media, e di agire altre forme di iniziativa e visibilità – anche utilizzando le molte iniziative previste per quel giorno sui diritti umani in tanti territori.

I circoli dell’Arci possono far propria questa campagna e contribuire al suo successo: abbiamo per questo preparato diversi materiali grafici personalizzati Arci e una linea d’azione comune per l’Italia.

Proposta di azione comune in Italia

D’accordo con il Forum Civico Europeo, questa è la proposta di azione comune per noi italiani:

– 1 dicembre: lancio della giornata di azione da parte degli aderenti (modificando i profili social, con post che invitano ad aderire, e inserendo l’informazione sui siti)

– 10 dicembre (ma anche nei giorni prima e dopo): azioni, realizzate dalle sedi nazionali e locali, e anche da singoli individui.

L’azione che proponiamo è la lettura di uno o più articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani per dimostrare che il nostro lavoro quotidiano pratica il diritto universale che tutti sarebbero obbligati a rispettare e che al contrario viene continuamente violato.

La lettura avverrà nella propria sede, circolo, luogo di impegno sociale – possibilmente nel corso delle attività che lì si svolgono, in modo da mostrare il nostro lavoro.

Ciascuno può scegliere l’articolo da leggere – il più corrispondente al lavoro che si svolge, al diritto che si difende, all’emergenza ritenuta più pressante….

La lettura va filmata e postata sui social, usando l’hashtag  #nodaywithoutus. Nel breve video, sarà utile mostrare una delle immagini della campagna – slogan o poster, in modo da collegare l’azione alla campagna.

Tutti le foto e i video postati usando l’hashtag saranno mostrati in una pagina dedicata del sito e rilanciati dal Forum Civico Europeo – e potranno essere utilizzati da ciascuno di noi per la propria comunicazione interna, esterna, social, o per comunicati stampa.

Ci pare una modalità semplice da realizzare, e facilmente collegabile sia alla vita quotidiana delle nostre sedi che a iniziative specifiche previste in occasione del settantesimo.

Ovviamente, poi, ciascuno può arricchire o modificare la proposta come meglio crede – l’importante è comunque l’uso comune dell’hashtag e degli slogan.

La giornata fa parte della campagna Megacampaign verso le elezioni europee: per mettere la democrazia e la partecipazione civica al centro del dibattito europeo, per aumentare la consapevolezza sul ruolo delle organizzazioni e dei movimenti nei processi democratici e nella società, per dare più voce agli attivisti impegnati a demistificare la narrativa xenofoba e sovranista.

Arci Nazionale

DDL Sicurezza e immigrazione: ingiustizia è fatta!

Il Governo ha raggiunto l’obiettivo di trasformare in legge la campagna di criminalizzazione del diritto d’asilo e, più in generale, dell’immigrazione.

Il Ministro degli Interni, dopo aver messo a tacere con la fiducia i suoi alleati e l’intero Parlamento, si accinge a raccogliere i frutti avvelenati del razzismo istituzionale con questo provvedimento che racchiude tutto l’odio verso i migranti su cui ha costruito la sua carriera personale e le fortune della Lega.

Gli effetti della nuova legge saranno pessimi, per il Paese e per le persone: adesso le città saranno più insicure, le comunità locali e i sindaci si troveranno a gestire più disagio sociale e un numero crescente di irregolari, dovranno far fronte a più conflitti, a una lacerazione sociale maggiore, che sappiamo essere foriera di paure, di una maggiore diffusione del razzismo.

Nelle aule dei tribunali, nazionali e internazionali, negli spazi pubblici, in quelli delle organizzazioni sociali, nelle piazze, toccherà a noi, a tutte e a tutti quelli che hanno a cuore la democrazia e la Costituzione, la salvaguardia dei diritti umani, mettere in campo una campagna di resistenza verso questa legge.

Una campagna a tutela delle persone che saranno costrette a nascondersi, a lavorare in nero, che saranno ricattate e sfruttate perché rese più deboli da una legge che impedisce loro di avere un titolo di soggiorno, che inibisce la possibilità di vivere dignitosamente nel nostro Paese, anche quando ce ne sarebbero le condizioni.

L’ARCI non le lascerà mai sole di fronte alle ingiustizie e al razzismo di questo governo.

24-25 novembre. Contro la violenza maschile sulle donne

Il 24 novembre a Roma CORTEO NAZIONALE:marea femminista senza bandiere e simboli identitari e di partito.
Il 25 novembre ASSEMBLEA NAZIONALE verso lo sciopero globale delle donne dell’8 marzo.

Stralci dell’appello di Non una di meno

Siamo la marea femminista che in Italia e nel mondo ha levato il suo grido globale contro la violenza maschile, di genere e razzista e contro i governi che la legittimano.

Da più di due anni siamo nelle piazze e nelle strade a ribadire che i femminicidi sono la punta di un iceberg fatto di oppressione: la violenza maschile comincia nel privato delle case ma pervade ogni ambito della società e diventa sempre più strumento politico di dominio, producendo solitudine, disuguaglianze e sfruttamento.

Il governo Salvini  – Di Maio si è fatto portatore di una vera e propria guerra contro donne, migranti e soggettività lgbt*qia+, attraverso misure e proposte di legge che insistono su un modello patriarcale e autoritario che  vorrebbe schiacciare e ridurre al silenzio la nostra libertà.

Contro le donne si scaglia il Ddl Pillon su affido e mantenimento dei figli per difendere la famiglia tradizionale e ristabilire ruoli e gerarchie di genere che negano l’autodeterminazione delle donne.

La libertà di decidere sul nostro corpo e delle nostre vite è sempre più attaccata da campagne fondamentaliste di criminalizzazione dell’aborto che oggi trovano spazio in ogni parte del mondo e rappresentanza nel governo. Noi rispondiamo che la libertà di abortire non si tocca e che il Ddl Pillon non si riforma, si blocca!

Vogliamo un reddito di autodeterminazione, universale e individuale, un salario minimo europeo, welfare universale e servizi, per uscire dal ricatto della povertà e della violenza.Riconosciamo scuole e università come luoghi di formazione e di lavoro che producono e riproducono le dinamiche violente della società razzista e patriarcale in cui viviamo.

Attraversiamo città rese sempre più cupe e ostili dalla privatizzazione dello spazio pubblico, dalla militarizzazione delle strade, da provvedimenti per la sicurezza che divengono apartheid. In tutto il mondo continuiamo a urlare che le strade sicure le fanno le donne e le soggettività libere che le attraversano, costruendo le città femministe che meritiamo di vivere. Vogliamo una Casa per dormire, consultori per amare, centri antiviolenza per vivere e sognare …

Non ci stiamo al gioco razzista che strumentalizza stupri e femminicidi.
La violenza contro le donne non ha colore: è sempre violenza maschile. Rivendichiamo la libertà di muoverci e di restare, diritto d’asilo, cittadinanza e un permesso di soggiorno europeo senza condizioni, svincolato da lavoro, matrimonio e studio.

Ci volete sottomesse, ricattate e sfruttate, ci avrete ribelli! Noi siamo il cambiamento.Il 24 novembre a Roma sarà marea femminista senza bandiere e simboli identitari e di partito.

Privilegiamo i contenuti, la costruzione di rete e relazioni. Abbiamo un Piano femminista contro la violenza maschile e di genere con cui vogliamo trasformare la società, il mondo intero.Il 25 novembre ci ritroveremo in assemblea nazionale verso lo sciopero globale delle donne dell’8 marzo.

Lo stato di agitazione permanente è appena cominciato.

https://www.facebook.com/events/899188277136405/ 

 

Aquarius ancora sotto attacco

Aquarius di nuovo sotto attacco, Arci: continueremo a sostenere le attività di soccorso in mare delle Ong

Medici senza frontiere, la nave Aquarius, e di conseguenza il salvataggio di vite umane in mare, sono di nuovo sotto attacco.

La stessa Procura, quella di Catania, che senza successo accusò Medici senza Frontiere di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ora apre una nuova indagine.

L’odore della strumentalità e della propaganda è forte. Una ONG che si occupa da anni in tutto il mondo di salvare vite umane in ambito sanitario, viene accusata di avere smaltito illegalmente “un ingente quantitativo di rifiuti pericolosi a rischio infettivo, sanitari e non, derivanti dalle attività di soccorso dei migranti”.

Smaltimento dei rifiuti di bordo gestito sempre seguendo le procedure standard, mai contestate dalle autorità competenti né individuate come rischiose per la salute pubblica da quando Medici senza Frontiere ha avviato le attività in mare nel 2015.

 Esprimiamo la nostra solidarietà a MSF che ha salvato, con la sua azione nel Mediterraneo, 80mila esseri umani, e anche l’onore delle democrazie europee e della civiltà giuridica del nostro continente.

Ci chiediamo per quanto tempo ancora la Procura di Catania continuerà a usare l’azione giudiziaria per fare propaganda politica, ai danni delle attività di ricerca e soccorso in mare.

Ribadiamo la necessità di un intervento civile nel Mediterraneo per salvare vite umane in assenza di programmi dei governi europei, impegnati a usare questo tema in funzione elettorale.

Non possiamo continuare ad assistere ad una strage senza reagire.

Per questo l’Arci continuerà a sostenere l’azione di Mediterranea, ancora più importante in questa fase nella quale si rafforzano sentimenti e atti di razzismo istituzionale e diventa sempre più difficile salvare vite umane.

Progetto “Il vocabolario delle mafie”

IL VOCABOLARIO DELLE MAFIE
Continua con successo e suscitando interesse nei giovani studenti della scuola secondaria di primo grado di Cerreto Guidi il progetto sulla legalità che vede impegnati il Circolo Arci “Rossetti” finanziatore e l’Arci Empolese Valdelsa organizzatore, in collaborazione con lo SPI Cgil Vinci Cerreto

Il vocabolario delle mafie” è il titolo del progetto di educazione alla legalità che sta coinvolgendo i giovani studenti di 5 classi della scuola secondaria di primo grado di Cerreto Guidi.
Grazie al
Circolo Arci “Rossetti” di Cerreto Guidi che si è fatto carico di finanziare un progetto importante per la crescita civica degli adulti di domani, all’Arci Empolese Valdelsa che si occupa dell’organizzazione e del coordinamento, allo Spi CGIL di Vinci-Cerreto, la scuola secondaria di primo grado di Cerreto Guidi può contare su un progetto di altissima qualità.

Dopo la scoppiettante partenza, dovuta alla buona riuscita dello spettacolo teatrale “Santa Napoli” di e con Alessandro Gallo, il progetto “Il vocabolario delle mafie” ha visto lunedì la partenza di 3 dei 5 laboratori previsti.

Si tratta di un lavoro impegnativo ma efficace quello portato avanti da Alessandro Gallo, attore, scrittore ed educatore, che, insieme a colleghi illustratori, guida i ragazzi di ciascuna classe con leggerezza e complessità in 5 laboratori diversi per modalità, contenuto e restituzione.
Sono state di ispirazione nei primi tre laboratori di lunedì le parole “Radio” (che introdurrà la storia di Peppino Impastato), “Pomodoro” (per ricondursi alla vicenda di Jerry Masslo), “Strage” (che si sostanzierà della storia di Portella della Ginestra e più in generale, dei bambini vittime di mafia).
I giovani studenti si prepareranno al prossimo incontro, con il supporto e la disponibilità degli insegnanti, ascoltando programmi radio di approfondimento, informandosi sulle tristi vicende della strage di Portella e di Jerry Masslo.

I prossimi passi del progetto, già nei primi mesi del 2019, prevedono la presenza di un ospite che arricchirà il lavoro in virtù della propria esperienza diretta, un viaggio in Sicilia nel mese di maggio “sulle tracce di Peppino Impastato”, un evento finale di restituzione dell’intero lavoro.

Dl Sicurezza: una delle pagine più buie della storia

Una delle pagine più buie della storia repubblicana

L’approvazione del Decreto Legge Sicurezza e Immigrazione rappresenta una delle pagine più buie della storia repubblicana.

Il fatto che avvenga nell’anniversario dell’emanazione delle leggi razziali (1938 – 2018) e abbia contenuti esplicitamente razzisti e discriminatori lascia davvero attoniti di fronte ad un Paese ed una classe politica  che non sembra aver imparato nulla dalla sua storia.

Il ddl andrà alla Camera dei Deputati, dove è improbabile che subisca modifiche, anche se questo governo e questa maggioranza ci stanno abituando a una continua rincorsa al peggioramento delle regole democratiche.

Come abbiamo già detto al momento del varo del  Decreto Legge, si tratta di un vero e proprio  manifesto culturale propagandistico di matrice leghista, al quale gli alleati 5 Stelle si sono completamente adeguati, un provvedimento che trasuda cattiveria e che rappresenta un veleno micidiale per la nostra società.

Nel passaggio in Commissione Affari Costituzionali il testo ha subito modifiche, proposte dal relatore leghista e dal governo, che ne hanno peggiorato pesantemente l’impianto già anti costituzionale.

Il diritto d’asilo rischia di essere azzerato perché ogni richiedente asilo che arriva nel nostro Paese potrà essere accusato di presentare una domanda manifestamente infondata e quindi sottoposto a espulsione.

La cancellazione del titolo di soggiorno per ragioni umanitarie produrrà irregolarità, disagio  e conflitti.

L’accoglienza dei richiedenti asilo, ossia di persone che nella quasi totalità dei casi hanno subito torture e violenze, viene relegata dentro la logica del confinamento, con l’idea dei “campi”: grandi strutture private con nessun rapporto con le comunità locali e l’amministrazione pubblica, con un approccio totalmente assistenziale (alla faccia dei profughi che sfruttano la “generosità italiana”) e con regole che attraggono soggetti profit, senza alcuna attenzione alle persone e al territorio.

Un provvedimento che  verrà certamente censurato in gran parte dalla Corte Costituzionale e che otterrà palesemente l’effetto opposto a quello dichiarato.

Intanto però il Ministro della Propaganda ottiene il suo scopo: la costruzione del capro espiatorio: le persone di origine straniera, qualunque sia la loro condizione giuridica, vengono additate come colpevoli di tutti i mali del paese, a prescindere dal comportamento concreto,   per il solo fatto di esistere.

Una strategia che forse funziona sul piano del consenso alla Lega, ma che produrrà effetti devastanti sulla cultura dell’Italia, già molto preoccupante per la deriva razzista e xenofoba che si sta affermando da sud a nord.

L’ARCI sarà impegnata, come ha fatto già in questi mesi, a informare l’opinione pubblica sugli effetti negativi di questa legge e a contrastarla in tutte le sedi, anche in quelle giudiziarie, nonché attraverso iniziative e campagne politiche e culturali.

Arci nazionale

Più cultura, meno paura

La campagna di tesseramento Arci 2018/2019 con lo slogan “Più Cultura Meno Paura” e la grafica stessa della tessera  collocano la nostra associazione in contrapposizione a chi, a partire dal governo del paese, alimenta il fuoco del razzismo, della violenza e dell’intolleranza.

Proprio nell’ottica di un’azione collettiva forte e visibile, che possa sfruttare l’inizio del nuovo tesseramento ed evidenzi l’adesione ai nostri valori statutari, l’Arci ha lanciato su tutto il territorio nazionale una campagna per valorizzare le iniziative culturali e ricreative dei Circoli.

La campagna si chiamerà appunto “Più Cultura Meno Paura” e si concluderà con la fine dell’anno. In questi due mesi i nostri Circoli promuoveranno iniziative relative  a tali tematiche.

In particolar modo le iniziative saranno orientate a sostenere la  missione Mediterranea (https://mediterranearescue.org/) a cui l’Arci partecipa insieme a molte altre organizzazioni. Nei mesi scorsi è stata acquistata una nave battente bandiera italiana, la Mar Ionio, che sta pattugliando il Mar Mediterraneo per operazioni di monitoraggio e segnalazione di migranti in mare. E’ stata attivata una raccolta fondi per recuperare le somme necessarie allo svolgimento di questa attività.

Il lavoro di Mediterranea ha raggiunto il suo primo obiettivo: ha completato la prima missione (4 – 14 ottobre) senza subire interruzioni (se non quelle di carattere meteorologico) riuscendo a coinvolgere positivamente l’opinione pubblica a favore delle missioni di salvataggio in mare e operando quel lavoro di monitoraggio che ha permesso il salvataggio di circa 70 persone lo scorso sabato.  Come sapete Arci è tra i promotori, ossia tra quei soggetti che ha reso possibile l’operazione Mediterranea dalla sua ideazione alla fattibilità concreta.

Per sostenere il Progetto Mediterranea, conto corrente presso Banca Popolare Etica, intestato ad ARCI SOLIDARIETA’ su cui convogliare le donazioni con causale “Progetto Mediterranea” IT 06 S 05018 03200 000011453503

Pagina successiva »