AlimentiAmo la Legalità – con Danilo Sulis – Il resoconto

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AlimentiAmo la Legalità – con Danilo Sulis – Il resoconto

Lunedì scorso si è tenuta una giornata fondamentale per la sensibilizzazione del nostro territorio riguardo al tema dell’antimafia.

Arci Empolese Valdelsa, all’interno del progetto AlimentiAmo la Legalità, ha avuto l’onore di ospitare una figura storica dell’antimafia: Danilo Sulis. Amico di Peppino Impastato e co-fondatore della storica Radio Aut, attualmente Sulis dirige il network “Rete 100 Passi” e la web radio “Radio 100 Passi“, che di Radio Aut raccoglie l’eredità, abbattendone i limiti fisici grazie alla portata potenzialmente infinita concessa da Internet. Quella di Sulis è una vita piena di avventure, tutte legate a doppio filo dal tema dell’antimafia.

Prima di iniziare il resoconto, è opportuno ringraziare chi si è impegnato in prima persona per la riuscita dell’evento, oltre ad Arci Empolese Valdelsa nella figura di Valeria Carboncini e dei ragazzi del servizio civile: Alessio Vignali, Valentina Papale ed Andrea Nerla, e ad i circoli Arci di Cerreto Guidi e Santa Maria che hanno reso disponibili i loro spazi. Un caloroso ringraziamento va quindi a: Cgil Empolese Valdelsa, Spi-Cgil Vinci-Cerreto-Castelfiorentino-Santa Maria, i circoli Arci di S. Maria, di S. Donato, di Ponzano e Puppino di Castelfiorentino, Slow Food, Unicoop sezione soci di Vinci-Cerreto Guidi, Avviso Pubblico, Istituto Comprensivo Cerreto Guidi.

L’urgenza di esporsi di Danilo Sulis si riconosce anche dalla sua disponibilità a parlare per ben tre occasioni nell’arco della giornata di lunedì 19 marzo: alle 11 all’Istituto Comprensivo di Cerreto Guidi; alle 15 al Circolo Arci di Santa Maria; alle 18:30 Circolo Arci di Cerreto Guidi.

Durante il primo incontro,  con i ragazzi della Istituto Comprensivo di Cerreto Guidi, Danilo ha optato per un confronto orizzontale con gli studenti: raccontando le sue esperienze legate all’antimafia nella parte iniziale; successivamente, ascoltando le riflessioni e rispondendo alle domande dei tanti curiosi; tracciando un interessante parallelo tra i comportamenti dei mafiosi e quelli dei bulletti nelle scuole, nella parte conclusiva. Divertendosi e facendo divertire.

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La seconda tappa della giornata si è consumata nello spazio gentilmente concesso dal Circolo Arci di Santa Maria, con alcune classi dell’Istituto Tecnico Industriale di Empoli.

Qui i ragazzi partecipanti al progetto GR.ATT. (Giovani responsabili e attivi per la legalità) hanno introdotto Sulis con alcune diapositive ed una breve pièce teatrale riguardanti il film “I Cento Passi“. Anche in quest’occasione gli studenti ed i cittadini presenti all’incontro si sono dimostrati interessati intervenendo con domande ed osservazioni di vario genere. Qui Sulis ha posto l’enfasi sul ruolo che le mafie hanno, spesso con modalità più silenti e meno spettacolari, anche nel territorio toscano.

danilo sulis antimafia

La terza ed ultima tappa è stata quella del Circolo Arci di Cerreto Guidi, dove alla fine della presentazione si è consumata un’ottima cena composta di piatti tipici del nostro territorio.danilo sulis antimafia arci cerreto guidi

Alla fine di questo intenso tour de force, il ritorno a casa è segnato dalla consapevolezza di aver instillato in centinaia di persone – in modo realmente intergenerazionale ed interclassista – attraverso questa preziosa testimonianza, un po’ di coscienza antimafiosa.  D’altronde, come Sulis ribadisce più volte, l’antimafia “non ha bisogno di martiri o eroi, ma di tante persone che svolgano con onestà il loro lavoro ogni giorno“.

#WorldAfrinDay

Arci Empolese Valdelsa e Anpi Empoli, rispondendo all’appello della Rete Kurdistan, invitano tutti a partecipare alla giornata di solidarietà globale per Afrin il giorno sabato 24 marzo al presidio organizzato alle 16,30 in Piazza della Vittoria a Empoli

Da vari giorni i media trasmettono immagini e notizie drammatiche sull’invasione del cantone di Afrin, territorio, collocato nella parte occidentale della Federazione Democratica della Siria del Nord e bombardato senza pietà.
L’esercito Turco, al fine di non sporcarsi le mani e cancellare il numero di morti dalle sue statistiche, sta conducendo l’attacco servendosi di milizie jihadiste. Queste milizie, che in principio facevano parte
di Al-Qaeda e che nel 2014 si sono riorganizzate nella forma di Daesh, vanno oggi sotto il nome di FSA. Le immagini brutali che gli invasori stanno pubblicando sui propri social media, così come le chiamate rumorose alla guerra contro gli infedeli, ci ricordano che il Rojava sta ancora combattendo lo stesso nemico che ha già sconfitto a Kobane e Raqqa.

Recep Tayyip Erdogan, ha dichiarato pubblicamente che, attraverso questa invasione ai danni di un territorio autonomo all’interno di una nazione sovrana, si augura di “restituire Afrin ai suoi veri proprietari”. Dietro questa messinscena, si sta effettivamente portando avanti una pulizia etnica e un genocidio ai danni del popolo Curdo e di altre minoranze che vivono ad Afrin da tempo immemore.

La comunità internazionale sta chiudendo gli occhi di fronte alle continue richieste di aiuto che arrivano da Afrin. Il 24 Febbraio, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha unanimemente adottato una risoluzione per una tregua in tutta la Siria. Ciò ha offerto un barlume di speranza per evitare altri massacri di civili. Nonostante questo, resta innegabile il silenzio seguìto all’intensificazione degli attacchi turchi.

L’esercito Arabo Siriano ha scelto di evitare ogni confronto diretto che potrebbe opporsi ai piani di Erdogan e di abbandonare le forze siriane democratiche. La sua dipendenza dalla Russia e la sua ostilità nei confronti della Federazione Democratica della Siria del Nord sta permettendo alle forze jihadiste neo-ottomane di occupare Afrin.

Le forze di occupazione sono ai cancelli della città. Una città che offre riparo non solo ai suoi abitanti, ma a molti rifugiati che hanno lasciato i propri villaggi dopo la distruzione causata dai bombardamenti turchi. Oltre ai bombardamenti massicci, sono stati registrati attacchi chimici contro i civili, in particolare con cloro gassoso. Anche le infrastrutture vitali alla sopravvivenza della popolazione civile sono state volutamente attaccate. Una settimana fa la Turchia ha interrotto la fornitura di acqua e elettricità alla città, costringendo i residenti a fuggire.

L’assedio continua e la popolazione va incontro ad un massacro imminente. Ieri si trattava dell’ISIS a Kobane, oggi dello stato turco ad Afrin.

Per questi motivi Arci Empolese Valdelsa e Anpi Empoli, rispondendo alla richiesta (www.retekurdistan.it) di unirsi in una giornata di azioni e solidarietà globale, esortano soci, cittadini, associazioni, partiti e istituzioni a partecipare al #worldAfrinday sabato 24 marzo.

In questa giornata invitiamo tutti a riunirsi alle ore 16,30 al presidio per Afrin a Empoli in piazza della Vittoria, piazza che auspichiamo sia riempita dai colori del Kurdistan invece che dalle nostre singole bandiere, per dimostrare che la nostra solidarietà va oltre l’appartenenza.

Alimentiamo la legalità

ALIMENTIAMO LA LEGALITA’
Lunedì 19 marzo una serata con cena dedicata alla legalità al Circolo Arci “L. Rossetti” di Cerreto Guidi con il coinvolgimento degli studenti dell’Istituto Comprensivo e la partecipazione di Danilo Sulis, direttore siciliano di Rete Cento passi e amico di Peppino Impastato.

 

Lunedì 19 marzo l’Arci Empolese Valdelsa organizza una serata con cena dal titolo “Alimentiamo la legalità” insieme al Circolo arci “Rossetti” di Cerreto Guidi, luogo in cui si svolgerà l’iniziativa. In questa serata sono stati coinvolti gli studenti dell’Istituto comprensivo di Cerreto Guidi, che hanno iniziato un percorso sulla legalità, e dalle 18,30 daranno vita all’appuntamento “Io vedo, io sento, io parlo” nel quale intervisteranno un ospite d’eccezione: Danilo Sulis, direttore siciliano di Rete Cento passi e amico di Peppino Impastato. Sarà quindi un’occasione importante di confronto con esperienze e testimonianze importanti per un percorso di crescita personale oltre che di informazione sul tema per i giovani e per la cittadinanza che interverrà.
L’iniziativa rientra all’interno del progetto G.R.A.T.T.  finanziato dalla Legge Regionale Toscana 11/99.
Momento culminante dell’iniziativa sarà la “Cena della legalità” che si terrà alle ore 20, il cui ricavato verrà interamente dedicato alla realizzazione del progetto. Durante la cena gli studenti si alterneranno con letture di brani, canzoni e scritti di Peppino Impastato. Il menù della cena, al costo di  15 euro per gli adulti e di 10 per i ragazzi fino a 14 anni, comprende antipasto toscano, risotto del contadino, tacchino alla boscaiola, fagioli all’uccelletta, dolci casalinghi. Per partecipare alla cena è necessario prenotarsi entro il giorno 16 marzo chiamando uno dei seguenti numeri: 057155085 (Circolo Arci “L Rossetti”), 057180516 (Arci Empolese Valdelsa), 3476073685 (Susanna)

Collaborano all’iniziativa Cgil, Spi Cgil, i circoli Arci di S. Maria, di S. Donato, di Ponzano e Puppino di Castelfiorentino, Slow Food, Unicoop sezione soci di Vinci-Cerreto Guidi, Avviso Pubblico, Istituto Comprensivo Cerreto Guidi, Orme Radio (il loro servizio verrà trasmesso anche su Radio Cento passi).

 

Solidarietà, mutualismo, diritti: riprendiamoci la Sinistra…

Solidarietà, mutualismo, diritti: riprendiamoci la Sinistra…

Dovremo prenderci tutto il tempo necessario per metabolizzare, digerire e reagire al senso di sconfitta che ci ha accolto al risveglio lunedì mattina.

Una cosa però possiamo permetterci di dirla, subito: c’è bisogno dei nostri circoli per dire cosa significa essere di sinistra oggi. E non voglio assolutamente dire che noi possiamo insegnare qualcosa, perché credo che il voto ci abbia detto anche che nessuno può permetterselo: quello che voglio dire è che ciò di cui abbiamo bisogno è ridare alla parola sinistra un significato chiaro e univoco, forte e preciso, e questo è possibile farlo con cultura e informazione, confronto, dialogo, socialità e aggregazione attorno ai nostri temi e al nostro agire quotidiano all’insegna del mutualismo, della solidarietà e dei diritti.

Sinistra non può significare voto utile o meno utile, né studiare e sottostare a equilibrismi partitici e giochi di potere. Per riparlare di sinistra c’è bisogno di ricomprenderne il significato più profondo e saperlo raccontare bene, e i nostri circoli possono essere insostituibili spazi con i quali percorrere questa strada. Dobbiamo lavorare per capire cosa significa per noi oggi parlare di sinistra, cosa significa per noi oggi dare senso a quei valori che da sempre caratterizzano il nostro sentirci “da quella parte”. Ridiamo senso alle parole con le quali da sempre ci riempiamo la bocca, ma che forse non sono in grado di essere chiaramente e univocamente interpretate come tali da un popolo che ha perso il suo riferimento a “ovest”. Parlo di bussola, sì, perché spesso vediamo come anche tra i nostri soci sia evidente il senso di spaesamento ed estraneità: non perché ci sia distanza da quello che rappresentiamo concretamente, ma perché c’è impossibilità di comprendere cosa questo realmente voglia dire: cosa vuol dire oggi essere antifascisti? Cosa vuol dire oggi essere antirazzisti, lottare per i diritti, per l’uguaglianza e contrastare il neoliberismo? Tutte cose chiare ai pochi ma oscure ai molti, i nostri molti, e il nostro compito non può che essere restituire questa bussola al nostro popolo attraverso il nostro modo di fare cultura popolare. Tutti i giorni e tra la gente. Ricollocare le parole, ridare senso ai concetti che esprimiamo, concretamente.

Sarebbe folle parlare di colpe, iniziare una corsa pazza alla ricerca del responsabile che ha portato la sinistra ad avere il peggior risultato della sua storia a livello nazionale, sarebbe stupido scaricare la frustrazione nella ricerca di qualcuno o qualcosa contro cui puntare il dito: Movimento 5Stelle e Lega sono i vincitori di questa tornata elettorale perché la maggioranza degli italiani, con un’affluenza che contrariamente alle previsioni non è pressoché cambiata, ha scelto.

Il circolo è un luogo di aggregazione ed è una delle poche realtà territoriali dove in questi mesi tutte le forze politiche progressiste hanno fatto iniziative. (…) Credo che da questo risultato emerga un’indicazione importante: c’è un elettorato di sinistra che vuole sentire parole di sinistra e si ritrova in pratiche che in questi tempi si sono perse: solidarietà, mutualismo, diritti”.

È da queste parole del più giovane dei nostri presidenti, intervistato ieri dal quotidiano il Tirreno, che dobbiamo ripartire.

Il nostro primo gesto di responsabilità è prendere atto di questo voto: costruire un’opposizione carica di cultura, approfondimento e modalità volte alla comprensione di quello che significa essere di sinistra oggi.

Chiara Salvadori
Presidente Arci Empolese Valdelsa

8 marzo: sciopero mondiale delle donne

Il prossimo 8 marzo la marea femminista tornerà nelle strade di tutto il mondo con lo sciopero globale delle donne.

Il rifiuto della violenza maschile in tutte le sue forme e la rabbia di chi non vuole esserne vittima si trasformeranno in un grido comune: da #metoo a #wetoogether.

Sarà sciopero femminista perchè pretendiamo una trasformazione radicale della società: scioperiamo contro la violenza economica, la precarietà e le discriminazioni. Sovvertiamo le gerarchie sessuali, le norme di genere, i ruoli sociali imposti, i rapporti di potere che generano molestie e violenze. Rivendichiamo un reddito di autodeterminazione, un salario minimo europeo e un welfare universale, garantito e accessibile. Vogliamo autonomia e libertà di scelta sui nostri corpi e sulle nostre vite, vogliamo essere libere di muoverci e di restare contro la violenza del razzismo istituzionale e dei confini.

Sappiamo che scioperare è sempre una grandissima sfida, perchè ci scontriamo con il ricatto di un lavoro precario o di un permesso di soggiorno. Sappiamo quanto è difficile interrompere il lavoro informale, invisibile e non pagato che svolgiamo ogni giorno nel chiuso delle case, nei servizi pubblici e privati, per le strade.

Sappiamo che scioperare può sembrare impossibile quando siamo isolate e divise.

Sappiamo che il diritto di sciopero subisce quotidiane restrizioni.

Lo sciopero dell’8 marzo in Italia dovrà affrontare anche le limitazioni imposte dalle franchigie elettorali, che impediscono ad alcune categorie di incrociare le braccia nei 5 giorni che seguono il voto del 4 marzo.

Sappiamo anche, però, che lo scorso anno siamo riuscite a vincere questa sfida, dando vita a un imponente sciopero sociale, sostenuto da alcuni sindacati e agito con forme e pratiche molteplici che ne hanno esteso i confini.

Quest’anno, alcuni sindacati hanno già dichiarato lo sciopero. Molti mancano ancora all’appello. Di fronte alla più grande insorgenza globale delle donne contro la violenza patriarcale e neoliberista, noi crediamo che i sindacati debbano cogliere quest’occasione unica, prendendo parte a un processo che combatte la violenza maschile e di genere come condizione fondamentale della precarizzazione del lavoro.

Lo sciopero femminista coinvolgerà il lavoro produttivo e riproduttivo, andrà oltre il corporativismo delle categorie e i confini nazionali, unirà le molteplici figure del mondo del lavoro e del non lavoro. In questi mesi di campagna elettorale, non c’è lista o partito che non citi nel suo programma la violenza contro le donne senza però riconoscere il carattere sistemico della violenza e senza mai porre realmente in questione i rapporti di potere vigenti. Contro ogni strumentalizzazione, contro il razzismo fascista e quello istituzionale, che usano i nostri corpi per giustificare la violenza più brutale contro le migranti e i migranti e ulteriori restrizioni alla loro libertà di movimento, rivendichiamo la nostra autonomia e ribadiamo la necessità/volontà di autodeterminarci. Il piano su cui ci interessa esprimerci è il Piano Femminista contro la violenza maschile e di genere, il nostro terreno di lotta e rivendicazione comune, scritto da migliaia di mani in un anno di lotte.

Grideremo a tutto il mondo che non siamo il campo di battaglia né il programma elettorale di nessuno. Abbiamo il Piano femminista per riprenderci ciò che vogliamo. Occuperemo lo spazio pubblico per riaffermare la nostra autonomia e forza politica. Il nostro movimento eccede l’esistente, attraversa frontiere, lingue, identità e scale sociali per costruire nuove geografie.

Al grido di #WeToogether il prossimo 8 marzo questo movimento mostrerà ancora una volta la sua forza globale.

Noi scioperiamo!

 

LE INIZIATIVE A ROMA