34.361 MORTI DI FRONTIERA NEGLI ULTIMI 25 ANNI

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34.361 MORTI DI FRONTIERA NEGLI ULTIMI 25 ANNI

La presidente nazionale dell’Arci scrive ai protagonisti del Consiglio d’Europa che inizia oggi a Bruxelles

Comincia oggi a Bruxelles un importante Consiglio europeo, dove al centro della discussione ci saranno le politiche che la Ue e i singoli stati membri adotteranno verso i migranti. Già molti commentatori, e alcuni capi di governo, lo annunciano come un vertice in cui non si arriverà a decisioni condivise sulle questioni più delicate, a cominciare dalla revisione del Regolamento Dublino.

Ancora una volta a prevalere saranno, molto probabilmente, gli interessi politici ed elettorali nazionali, legati al consenso che le scelte da fare possono incontrare o meno ell’opinione pubblica del proprio Paese. Ancora una volta, i protagonisti del dibattito non saranno dunque i migranti e i loro diritti, a cominciare da quello alla vita, ma le convenienze dei singoli governi. Con una lettera firmata dalla Presidente nazionale Francesca Chiavacci, l’Arci richiama tutti i protagonisti del vertice alle loro responsabilità, inviando, con la lettera, il lunghissimo elenco dei morti di frontiera negli ultimi 25 anni. Ben 34.361 persone, donne, uomini, bambini, hanno perso la vita nel tentativo di entrare nella ‘Fortezza Europa’.

La maggior parte sono rimasti senza nome e senza sepoltura, inghiottiti da quel Mediterraneo un tempo ponte tra popoli diversi e oggi cimitero a cielo aperto. “Fermare questa strage è possibile, scrive Chiavacci, prevedendo canali di ingresso legali e sicuri, sia per ricerca lavoro sia per richiesta di protezione. Se l’Europa rinuncerà ai suoi principi fondanti la democrazia e i diritti di tutte e tutti saranno a rischio”. In allegato il testo della lettera e a questo link l’elenco dei migranti morti http://unitedagainstrefugeedeaths.eu/about-the-campaign/about-the-united-list-of-deaths/

LIBERARE SUBITO CRISTINA CATTAFESTA

Arci chiede alle autorità turche di liberare subito Cristina Cattafesta e al governo italiano il massimo impegno perché ciò accada al più presto

Dichiarazione di Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci

Cristina Cattafesta si batte da tutta la vita per i diritti delle persone, delle donne in particolare. Era in Turchia per seguire le elezioni, per verificare che nelle zone curde – da sempre oggetto di repressione da parte del governo di Ankara – non ci fossero brogli e violenze.

È stata fermata, accusata di complicità con “i terroristi” del Pkk (proprio lei che da tutta la vita si batte contro la guerra e contro la violenza) e ora è stata rinchiusa in un “centro di smistamento”, l’equivalente dei nostri Cie, in attesa di essere espulsa. Secondo le leggi turche potrebbe essere trattenuta in quel centro anche sei mesi. Cristina è donna dell’Arci (iscritta al Circolo Arci Traverso di Milano), e l’Arci chiede alle autorità turche l’immediato rilascio della nostra concittadina. Chiede inoltre al governo italiano che si impegni con la massima determinazione e con ogni possibile strumento perché ciò avvenga al più presto.

Noi ci impegneremo con ogni mezzo perché Cristina non rimanga sola.

 

Firma per l’ICE “Welcoming Europe”

Il 20 giugno, Giornata mondiale del rifugiato, cade quest’anno in un momento difficilissimo per quanti difendono i diritti e offrono aiuto umanitario

La decisione del ministro Salvini di negare l’approdo in Italia all’Aquarius e al suo carico umano e l’attacco violento e quotidiano alle ONG, sulla scia di quanto fa da tempo il primo ministro ungherese Orban, non solo mettono a rischio migranti, soccorritori, operatori ma mettono in discussione i diritti stessi di tutti i cittadini.

A tutto questo non possiamo restare indifferenti. Perché crediamo in un’Europa che accoglie e tutela i diritti umani!

Questo l’obiettivo dell’Iniziativa dei cittadini europei (ICE) “Welcoming Europe. Per un’Europa che accoglie”, uno strumento di iniziativa popolare con cui i cittadini europei chiedono alla Commissione europea di agire per fermare il reato di solidarietà, creare passaggi sicuri per i rifugiati, proteggere le vittime di abusi e violazioni e garantire accesso alla giustizia.

Si può firmare l’iniziativa anche on-line, in pochi minuti, qui sul sitoinserendo alcuni dati personali e gli estremi della carta d’identità o del passaporto.

Puoi sostenere l’iniziativa invitando i tuoi contatti a firmare allo stesso link.

Segui e diffondi la campagna su:

Facebookhttps://www.facebook.com/welcomingeuropeIT/

Twitterhttps://twitter.com/WelcomingEU_IT

Sul sito trovi tutte le informazioni utili. Per contatti, scrivi a: info@welcomingeurope.it.

Contiamo su di te!

Insieme contro il razzismo, in piazza a Firenze il prossimo 27 giugno

Appello promosso dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e dal sindaco di Firenze Dario Nardella, a cui hanno aderito Arci nazionale, Arci Toscana e Arci Firenze

Il nuovo governo si è subito contraddistinto per la sua propaganda basata sulla discriminazione razziale ed etnica. Certamente il numero uno di questa propaganda è il Ministro dell’Interno, nel silenzio sconvolgente e accondiscendente dei suoi alleati. Questa propaganda manipola e distorce il linguaggio con metodo scientifico. Usa le ansie, le paure, le fragilità dei cittadini, spingendoli verso l’odio e il disprezzo degli altri. I poveri diventano cattivi, pericolosi e, soprattutto, stranieri, con parole d’ordine solo apparentemente nuove ma connesse alle pagine più nere della storia italiana.

La senatrice a vita Liliana Segre, in occasione del dibattito sulla fiducia al nuovo governo, ha pronunciato le seguenti parole: «Mi rifiuto di pensare che la nostra civiltà democratica sia sporcata da leggi speciali, se accadrà mi opporrò con tutte le forze». Parole scolpite. E quel «se accadrà» si sta avverando. Il nostro monito non è un’esagerazione. Le leggi razziali non arrivano per caso, ma fermentano lentamente, attraverso l’individuazione di presunti nemici del popolo eletti a capro espiatorio e attraverso l’istigazione all’odio. Gli immigrati di oggi come gli ebrei, gli omosessuali, i Rom e i Sinti negli anni ‘30.

La Toscana ha vissuto su di sé le persecuzioni etniche e razziali pagando un prezzo insopportabile di vite umane, sopportando il dolore di una ferita che tutti erroneamente pensavamo rimarginata dalla storia e dalla democrazia.

Anche per questo in Toscana, negli ultimi quindici anni, con il Treno della Memoria nei lager nazisti, abbiamo diffuso e alimentato la consapevolezza di quello che è stato lo sterminio delle minoranze tra gli anni ‘30 e ‘40 del Novecento.

Ma libertà e democrazia non sono mai scontate: si conquistano e si difendono giorno dopo giorno.

Non possiamo star fermi. È giunta l’ora che si facciano sentire le voci di tutte le persone oneste e libere, come singoli e in ogni formazione sociale: scendiamo in strada, animiamo le piazze e i luoghi di lavoro, le sedi dei partiti, dei sindacati, dell’associazionismo laico e cattolico, dando vita a un’insorgenza democratica. Per risvegliare le coscienze dormienti e per ricordare che nessuno è al riparo. Ebrei, omosessuali, profughi, immigrati, rom sono i volti di una comune umanità. Quell’unica umanità che non si può comprimere in nessuna razza. Razza è la parola infetta che avvelena ancora una volta il nostro paese.

Ottant’anni fa, tra il 22 agosto (data della pubblicazione del Manifesto della Razza) e il 5 settembre 1938 (giorno della firma del R.D. 1390, intitolato Provvedimenti per la difesa della razza), l’Italia perse del tutto la sua innocenza, mai più riacquistata. Anche in quel caso niente avvenne all’improvviso. Tra il ‘35 e il ‘38, l’apparato razzista fu sperimentato in anteprima nelle colonie dell’Africa orientale e con il censimento degli ebrei. In quella circostanza, con la complicità di scienziati e intellettuali, il fascismo calpestò l’umanità.

Oggi questo nuovo razzismo proviene dal basso e dall’alto e propaga il suo messaggio in forma anonima e pervasiva sui social network, in un crescendo indegno e in una generale acquiescenza.

Vogliamo e possiamo offrire alle nostre comunità un’alternativa democratica, libera e credibile di società, basata su un modello di comunità che coniuga legalità e umanità, che lotta contro l’odio e la paura puntando sulla coesione e l’inclusione. Ricostruiamo una società che attualizza i valori della nostra Costituzione, nel rispetto dei diritti e dei doveri di ciascuno; una società dove la centralità dell’educazione sostituisce la cultura della repressione; una società nella quale, Istituzioni, famiglie e scuola collaborano per rifondare valori civici, invece di abbandonare gli individui a una guerra fratricida per la sopravvivenza.

Ora è giunto il momento di mobilitarsi per difendere la nostra democrazia da una minaccia che ci è familiare e che dobbiamo essere in grado di riconoscere da lontano.

Per questo lanciamo un appello al Presidente della Repubblica e al mondo dell’informazione perché le parole degli esponenti di questo governo siano valutate negli effetti lesivi dei principi costituzionali e chiamiamo i rappresentanti delle istituzioni democratiche, i partiti e le forze sociali a sottoscrivere questo testo e a impegnarsi per organizzare nella prossima settimana una manifestazione pubblica, dandoci appuntamento a Firenze.

Per sottoscrivere l’appello inviare una mail all’indirizzo:insiemecontroilrazzismo@gmail.com

Roma, Arci Nazionale 21 giugno 2018

Il messaggio di solidarietà a Roberto Saviano

Il messaggio di sostegno e solidarietà di Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci, a nome dell’associazione, inviato a Roberto Saviano, dopo le recenti affermazioni del ministro degli Intreni Salvini.

Caro Roberto,

voglio dimostrarti la mia vicinanza, e quella di tutta l’Arci, in merito alle vergognose ed irrispettose dichiarazioni del ministro Salvini nei tuoi confronti.
Sono affermazioni gravi, ancora di più se vengono da un ministro della Repubblica.
Con la tua attività di scrittore e con il tuo impegno come giornalista, porti avanti da anni una coraggiosa battaglia di vera denuncia verso il sistema della criminalità organizzata che tu ben conosci e, per questo lo porti alla conoscenza di tutti noi, pagando un prezzo alto, troppo alto.

Di questo non possiamo non essertene sinceramente grati, ma questo dà fastidio.
Dà fastidio a coloro che pensano che vivere sotto tutela sia uno sfizio; dà fastidio a chi pensa che la cultura non sia lo strumento idoneo per fare informazione e svegliare le coscienze. Quelli che pensano e dicono ciò, cercano invece di mettere lo Stato dalla parte delle mafie e questo non possiamo e non dobbiamo permetterlo.
La nostra associazione, attraverso il messaggio “più cultura, meno paura”, affronterà nei prossimi mesi, un lavoro impegnativo che vuole andare nella direzione di rimettere al centro della vita dei cittadini e delle cittadine, una crescita di consapevolezza, il tema della legalità democratica e della partecipazione, della partecipazione attiva e dei saperi, per liberarsi dalle paure.
Noi siamo quindi incondizionatamente dalla tua parte, in un cammino arduo, ma necessario, per riaffermare i valori della libertà e dei diritti individuali e collettivi.

Francesca Chiavacci
Presidente nazionale Arci

Adesso tocca ai Rom: Salvini e le “schedature”

Adesso tocca ai rom

Per Salvini bisogna schedarli tutti

Dichiarazione di Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci

Nel mirino di Salvini adesso ci sono i rom. D’altra parte già se ne parlava nel “contratto di governo”, quando si minacciava di smantellare i campi.

Ora, dopo la provocazione delle impronte digitali del suo predecessore Maroni, Salvini, non potendoli cacciare tutti come vorrebbe, li vuole contare, per schedarli e controllarli meglio. Poco importa che in Italia sia vietato il censimento su base etnica (che periodo buio ci ricorda una simile proposta!) e che non solo i rom italiani non possano essere cacciati ma nemmeno gli altri, essendo o cittadini comunitari o apolidi.

In tutto stiamo parlando di 200 mila persone, secondo le stime dell’opera Nomadi, una percentuale insignificante rispetto ai quasi 60milioni abitanti del nostro Paese.

Ma per il capo della Lega l’importante è spararle grosse, avere ogni giorno un titolo sui giornali, anche quando è costretto a correggere un po’ il tiro, come in questo caso, e a non parlare più di censimento ma di “ricognizione”. Persino il suo alleato Di Maio, schiacciato più che mai dall’attivismo propagandistico di Salvini, è infatti costretto a battere un colpo e a spiegargli che “se è anticostituzionale non si può fare”.

Intanto il dibattito corre sui social, tanto qualcuno che gli dà credito e lo applaude si trova sempre, purtroppo.

Ma in questo modo il livello di civiltà del nostro Paese si abbassa ogni giorno di più.

Sito Arci nazionale

20 giugno: giornata mondiale del rifugiato

Il 20 giugno si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale del Rifugiato, l’appuntamento voluto dall’Assemblea generale dell’Onu, il cui obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione di milioni di rifugiati e richiedenti asilo. Nello stesso giorno del 1951 l’Assemblea approvò la Convenzione di Ginevra.

Negli ultimi anni, e particolarmente in questo periodo, il diritto d’asilo è diventato oggetto di campagne diffamatorie e strumentali. Non applicare questo diritto significa delegittimare norme previste dalla legislazione internazionale e, nel nostro Paese, significa non applicare un principio sancito dalla nostra Costituzione. In Europa è quello che fanno i cosiddetti Paesi di Visegrad, che prevedono il blocco dei flussi di richiedenti asilo, negando così il diritto di ogni persona – sancito dalla Convenzione di Ginevra – a chiedere Protezione internazionale.

Così come l ’Unione europea ha firmato un accordo con la Turchia di Erdogan per bloccare il flusso di richiedenti asilo dal Medio Oriente, proprio mentre i siriani scappavano dalle bombe della coalizione internazionale e da quelle di Daesh.

In Italia, in questi giorni, alle “esternazioni” della campagna elettorale, sono seguite azioni gravissime, come quelle del Ministro degli Interni Salvini, che ha negato l’approdo a una nave di una ONG carica di persone salvate in mare.

Le risorse per l’accoglienza dei profughi destinate all’UNHCR sono sempre di meno a fronte di quasi 70 milioni di persone nel mondo che fuggono in cerca di protezione: il numero più alto dall’approvazione della Convenzione di Ginevra. Il diritto d’asilo è dunque sotto attacco in nome della compatibilità economica e della convenienza politica, in Europa come nel resto del mondo. In questo 20 giugno è necessario dunque, più che mai,   stare con chiarezza dalla parte dei rifugiati.

L’ARCI da sempre lavora per la difesa e l’attuazione di questo diritto e si batte perché si possa giungere a una legislazione compiuta ed efficace perché venga realizzata l’accoglienza ai rifugiati.
Per questo anche a Empoli L’arci Empolese Valdlsa parteciperà all’organizzazione della giornata che si compone di tre iniziative, insieme a tante associazioni, enti del progetto SPRAR.
Sarà dunque un’ occasione per aprire le porte della Casa della conoscenza di Via Tipoli  a Empoli, dove, alle 12 sarà possibile assistere e partecipare alle lezioni aperte di italiano  delle insegnanti dell’ASEV,
Alle 18 sarà inaugurata la mostra fotografica “Exodus” del fotografo brasiliano Sebastiao Salgado, che rimarrà visitabile per un mese. La mostra è allestita dall’Arci Empolese Valdelsa.
Alle 21 spostandosi al Cinema la Perla di Via de’Neri si potrà assistere alla proiezione del fil presentato in anteprima al Balkan Florence Express dal titolo “When pigs come”  (2017) di Biljana Tutorov. Ingresso Gratuito.

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Toscana Pride – 16 giugno a Siena

Sabato 16 giugno Siena ospiterà la terza edizione del Toscana Pride, un progetto itinerante della Regione Toscana, che arriva nella città del Palio dopo aver fatto tappa, negli anni precedenti, a Firenze e Arezzo.

Il Toscana Pride è promosso da associazioni e da gruppi organizzati che animano il territorio toscano nello spazio LGBTIQA, per promuoverne la piena cittadinanza e superare gli ancora troppi episodi di discriminazione che ancora oggi colpiscono lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, intersessuali, queer e asessuali.

In particolare l’obiettivo della manifestazione è rivendicare un ruolo centrale, nel dialogo con le Istituzioni, per tutti quei soggetti quotidianamente impegnati a rispondere ai molteplici bisogni delle persone LGBTIQA.

Lo slogan scelto per l’edizione di quest’anno è “Per orgoglio e per amore”, proprio per simboleggiare il sentimento che fa da sfondo alla manifestazione: i diritti di chi vive un diverso tipo di amore vanno portati avanti con orgoglio, non accontentandosi di episodiche conquiste (come le unioni civili) ma considerandole come un passo, sicuramente importante, avanti verso la parità nei confronti di tutti.

Come già accaduto per il Pride di Firenze e quello di Arezzo, anche per questa edizione, il nostro Comitato Arci Empolese Valdelsa insieme ad ARCI Toscana e ai Comitati territoriali della regione daranno il loro supporto ampio e diffuso alla manifestazione che, dal punto di vista della nostra associazione, rappresenta un momento importante in cui accendere i riflettori su tematiche importanti quali la parità di diritti, la tutela e l’autodeterminazione dei singoli e delle singole, il riconoscimento dei legami affettivi e genitoriali e la laicità delle istituzioni.

Il Toscana Pride è promosso da: Agedo Toscana, Chimera Arcobaleno, Arcigay Livorno, Azione Gay e Lesbica, Associazione Consultorio Transgenere Onlus, l’associazione “Carro di Buoi”, Famiglie Arcobaleno Toscana, Ireos, LuccAut, Movimento Pansessuale Arcigay Siena, Pink Riot, Polis Aperta e Rete Genitori Rainbow.

Ad oggi, hanno dato il proprio patrocinio: Regione Toscana, Provincia di Arezzo, Provincia di Lucca, Provincia di Pisa, Comune di Camaiore (LU), Comune Casciana Terme Lari (PI), Comune di Castelnuovo Berardenga (SI), Comune di Collesalvetti (LI), Comune di Impruneta (FI), Comune di Palazzuolo sul Senio (FI), Comune di Ponsacco (PI), Comune di Quarrata (PT), Comune di San Miniato (PI), Comune di Scarperia e San Piero (FI), Comune di Siena, Comune di Scandicci (FI) e Comune di Torrita di Siena (SI).

Aderiscono: Accademia Minima – Teatro dei sintomi, AFPP – Associazione Fiorentina di Psicoterapia Psicoanalitica, Anpi Comitato provinciale – Siena, A.N.P.AS Comitato Regionale Toscano, Arci Arezzo, Archeodromo di Poggibonsi, Arezzo In Comune, Associazione aiutosieropositivi Arezzo, Associazione Propositivo (PRO+), Associazione Psicologi Psicoterapeuti Toscana, Chiesa Pastafariana Italiana, Conkarma Aps, Csx Firenze, FdS Valdinievole, Fratelli dell’Uomo Sezione Toscana, Federazione degli Studenti Toscana, Giovani Democratici – Pistoia, Giovani Democratici – Toscana, Glauco – Associazione Universitaria LGBTQI+ (Pisa), Gruppo Spiragli di Luce (Chiesa Protestante Unita di Firenze), Insieme Per Il Bene Comune – Calcinaia, LINK Siena – Sindacato Universitario, NonUnaDiMeno – Siena, Potere al Popolo – Lucca, Rete 13 febbraio Pistoia, Rete degli Studenti Medi – Firenze, Rete degli Studenti Medi – Pisa, Rete degli Studenti Medi – Prato, Rete degli Studenti Medi – Toscana, SISM (Segretariato Italiano Studenti in Medicina) – Siena, UAAR Siena, Unione degli Universitari – DaS Pisa e Unione degli Universitari – Firenze Sinistra Universitaria.

www.toscanapride.eu/it

 

#Apriteiporti – Presidio per Aquarius a Empoli Piazza della Vittoria

SI APRANO I PORTI A CHI FUGGE DA CONFLITTI E DISPERAZIONE!
presidio mercoledì 13 in piazza della Vittoria per la vicenda Aquarius.

Invitiamo le associazioni, i partiti e la società civile a chiedere al nostro Governo l’apertura dei porti, il rispetto della vita umana e delle norme internazionali sul soccorso marino.

Le cronache di questi giorni ci mostrano una nave dallo scafo arancione immobile nel mare tra l’Italia e Malta, carica di 629 persone tratte in salvo, ma costrette dalla volontà del governo italiano a non entrare nei nostri porti per ricevere una adeguata assistenza medica , acqua e cibo: un’umanità già oltraggiata da guerre e miseria, composta da donne, bambini (tra cui molti minori non accompagnati) e uomini esausti. E’ l’Aquarius e questo caso è destinata tristemente a segnare un precedente vergognoso nella storia del nostro Paese, l’esempio di come si siano superati i limiti e di come la politica dimentichi l’umanità in cambio di una prova di forza che non lascia vincitori sul campo, ma solo un senso di enorme sgomento per la vita umana. Salvini non ha vinto, la Spagna sì, dimostrando di avere cari i valori della solidarietà e dell’accoglienza. Eppure dovremo ricordare che la cultura dell’accoglienza ha sempre contraddistinto le nostre coste, che hanno sempre accolto chi approdava in cerca di un futuro dignitoso. Per fortuna il nostro paese alza la testa e dice no a questa barbarie: già città come Napoli e Palermo attendono di ricevere l’Aquarius e chiedono, andando contro alle decisioni barbare del governo, di essere orgogliosamente riconosciute come disobbedienti, ma umane.

La chiusura dei porti italiani alla nave Aquarius , annunciata dal ministro degli Interni Salvini, è infatti una soluzione inaccettabile.
La Convenzione di Amburgo del 1979 e le altre norme internazionali sul soccorso marittimo, oltre che i fondamentali principi di solidarietà, impongono che le persone soccorse in mare debbano essere sbarcate nel primo “porto sicuro” sia per vicinanza geografica sia dal punto di vista del rispetto dei diritti umani.

L’Italia non può voltare le spalle, ogni migrante, tra cui tante donne e bambini indifesi, è prima di tutto una persona costretta a lasciare la propria terra, a causa di guerre, fame, siccità e disastri ambientali, per cercare la sopravvivenza altrove chiedendo accoglienza e asilo.

L’Arci Empolese Valdelsa, insieme ad una lunga lista di associazioni e organizzazioni sotto riportate, organizza un presidio che si terrà mercoledì 13 giugno, alle 18,00 in piazza della Vittoria a Empoli invitando cittadini, partiti e la società civile a partecipare e aderire per chiedere che vengano aperti i porti e che il nostro paese recuperi il senso della civiltà e dell’apertura, contro chiusure che generano solo inutili e assurde paure.

ANPI Empoli
Settembre Rosso
Cgil Empoli
Spi Empoli
Condotta Slow Food Empolese
Emergency Empoli
Amici di Padre Roberto Maestrelli onlus
Lilliput Empoli
Associazione 46° Parallelo
GAS Millepiedi – Cerreto Guidi
Ass. ANNA FIRENZE
OXFAM Italia

Anpi, Arci, Legambiente, Libera e Rete della Conoscenza sulla chiusura dei porti italiani.

La chiusura dei porti italiani alla nave Aquarius e alla Sea Watch 3, annunciata dal ministro Salvini, è una soluzione inaccettabile. La Convenzione di Amburgo del 1979 e le altre norme internazionali sul soccorso marittimo, oltre che i fondamentali principi di solidarietà, impongono che le persone soccorse in mare debbano essere sbarcate nel primo “porto sicuro” sia per prossimità geografica sia dal punto di vista del rispetto dei diritti umani. L’Italia non può voltare le spalle, ogni migrante, tra cui tante donne e bambini indifesi, è prima di tutto una persona costretta a lasciare la propria terra, a causa di guerre, fame, siccità e disastri ambientali, per cercare la sopravvivenza altrove chiedendo accoglienza e asilo. Non si faccia l’imperdonabile errore di chiudersi nei confini della propria nazione, di alzare nuovi muri di odio e paura che non fanno bene al Paese e che aumentano ancora di più le disuguaglianze. Per questo chiediamo al Governo che vengano riaperti immediatamente i porti italiani per accogliere le navi che soccorrono i migranti”. A ribadirlo sono le associazioni Anpi, Arci, Legambiente, Libera e Rete della Conoscenza che lanciano un appello affinché vengano riaperti i porti italiani all’arrivo di vite umane che fuggono da conflitti e disperazione.

Nemmeno di fronte all’appello dell’Onu che parla di “imperativo umanitario”, il Ministro Salvini desiste dal riproporre e rafforzare la propria scelta sciagurata di negare lo sbarco alla nave Aquarius, mentre, in queste ore, nuove emergenze si aprono per altri salvataggi effettuati nella notte al largo della Libia, nel Mediterraneo centrale.

Come ha sottolineato Msf, ritardare le operazioni di sbarco vuol dire mettere a rischio le persone più vulnerabili presenti sulle imbarcazioni.

Lo ripetiamo: le decisioni di questo governo, schiacciato sulle posizioni di un Ministro dell’interno come Salvini, non hanno precedenti e segnano una ferita profonda nella storia del nostro Paese, che si è sempre contraddistinto per la solidarietà e ha sempre garantito il soccorso in mare.

Ci auguriamo ancora una volta che non sia questo il cambiamento tanto sbandierato.

Occorre reagire con urgenza.

Abbiamo sottoscritto con numerose organizzazioni della società civile italiane, un appello al Governo che chiede un netto passo indietro rispetto a questa scelta scellerata (vedi qui la dichiarazione congiunta) e in queste ore, in molte città italiane, i comitati  ARCI si stanno mobilitando, da soli o in rete con altri , per organizzare momenti di protesta.

Contro ogni frontiera, restiamo umani.

Di seguito le prime mobilitazioni promosse o co-promosse dai comitati Arci:

PALERMO

lunedì 11 giugno, ore 21

mobilitazione al porto di Palermo

 

ROMA

lunedì 11 giugno, ore 17.30

walk around a Porta Pia

BOLOGNA

lunedì 11 giugno, ore 18, piazza Roosevelt,

presidio davanti alla Prefettura

FIRENZE

lunedì 11 giugno, ore 18, via Cavour 1

presidio davanti alla Prefettura di Firenze

 

CAGLIARI

lunedì 11 giugno, ore 21, piazza Deffenu

Mobilitazione popolare

 

LECCE

martedì 12 giugno, a partire dalle ore 8

sit-in davanti alla sede della Prefettura di Lecce

GENOVA

martedì 12 giugno, ore 18-21

Presidio in piazza De Ferrari

PAVIA

martedì 12 giugno, ore 19

presidio Porti Aperti! in piazza della Vittoria

SAVONA

martedì 12 giugno, ore 17.30

presidio in Piazza Mameli, davanti al Monumento ai Caduti

 

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