Sono uomini, non pesci

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Sono uomini, non pesci

Non mangiano pesce, perché temono che il pesce si sia nutrito dei resti dei loro cari. È la protesta delle donne del Mediterraneo che hanno figli e mariti dispersi in mare, partiti da casa e mai arrivati a destinazione.
Marocco, Algeria, Tunisia, Libia: il Maghreb fa rete e poco importa da dove sia partita l’iniziativa. Sperano di ritrovare vivi quanti sono spariti, inghiottiti dai flutti o dalle frontiere. O chissà, forse arrivati da qualche parte e nascosti dietro a un nome inventato. Nessuno dà loro notizie. La voce non basta, così puntano a colpire una delle economie del mare: la pesca. «Se l’avessi potuto seppellire, avrei accettato il destino di Dio». «Non smetteremo di cercarli, non si possono abbandonare i propri figli». Missing at the borders, Alarm Phone, Watch the Med: il Mediterraneo è sotto osservazione, come l’Argentina ai tempi dei desaparecidos.
Secondo OIM 45.505 tra migranti e rifugiati sono arrivati in Europa, via mare, nel 2019, fino al 13 agosto. Di questi, 4.664 hanno raggiunto le coste italiane. I decessi registrati lungo le tre rotte principali, nei primi sette mesi dell’anno sono 859. Ma i conti alle donne del Maghreb non tornano.

Arci Nazionale

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Ricostruire non sarà facile

Questa estate politicamente turbolenta volge al termine con il tentativo di composizione di un puzzle complicato.

Il governo Conte 2 è un esperimento complesso e difficile sul quale le forze politiche di ispirazione progressista si giocano l’osso del collo.

Dare vita a un governo in coalizione con il Movimento 5 Stelle è una sfida rischiosa e solo obiettivi di alto spessore possono offrire le basi per affrontarla. Non sarà valsa la pena se tutto si esaurirà nella sterilizzazione delle clausole Iva e nel varo di una manovra economica. Giuseppe Conte è stato il presidente del Consiglio della maggioranza giallo-verde, l’alleanza populista e sovranista che in questi 15 mesi ha abbassato la qualità della nostra democrazia, rallentato l’economia, nutrito le paure in nome del consenso.

Per questo, per essere credibile, al nuovo esecutivo occorreranno concreti segnali di svolta sul piano politico e sociale. Alcuni spunti positivi in queste settimane non sono mancati. Uno su tutti un ritorno alla  centralità del Parlamento, insieme all’abbandono dell’antieuropeismo. Ma ora è necessario dare corpo concretamente alla parola discontinuità. È urgente porre fine alla stagione dell’odio e del rancore,  a cominciare dal linguaggio, e aprirne una nuova capace di combattere le disuguaglianze, che sono alla base della questione democratica aperta nel nostro Paese, introducendo temi programmatici sociali su istruzione, cultura, sanità e lavoro.

La sinistra e il centrosinistra sono  ancora in tempo per costruire con la società civile uno spazio condiviso.

Rimaniamo convinti che per battere le destre, i sovranismi e i populismi, la strada sia ancora lunga e impervia. Un nuovo esecutivo che mette fuori la Lega di Salvini rappresenta solo un passaggio di questa sfida. Ma la battaglia politica, culturale e sociale è tutta da combattere, prima di tutto nelle comunità dei territori e nella società italiana. Noi, come abbiamo sempre fatto, non ci sottrarremo.

Mare Jonio, restare umani non è negoziabile

Ieri mattina la Mare Jonio ha completato il salvataggio di 98 persone tra cui 26 donne di cui almeno 8 incinte, 22 bambini di meno di 10 anni e almeno altri 6 minori. Il salvataggio è avvenuto a circa 70 miglia a nord di Misurata. Molti dei migranti provengono da Costa D’avorio, Camerun, Gambia e Nigeria.  Alcuni  dei ragazzi soccorsi presentano segni di evidenti torture, con lesioni serie agli arti, tanto da non riuscire a salire a bordo di Mare Jonio autonomamente, e ustioni sul corpo dovute al prolungato contatto con la benzina.

Dopo la richiesta alle autorità marittime di un porto sicuro di sbarco, questa mattina alle 6 l’equipaggio è stato svegliato  da una motovedetta della Capitaneria di Porto italiana che notificava al comandante il divieto di ingresso in acque territoriali.

Pur avendo acconsentito all’evacuazione di donne, bambini e malati dalla Mare Jonio, il Viminale non permetterà l’ingresso nelle acque territoriali della nave con gli altri migranti a bordo. Ma, come dichiara l’equipaggio «Per noi il salvataggio si concluderà solo quando ognuno dei naufraghi sarà a terra, curato e assistito». Restare umani non è negoziabile.

Arci Nazionale

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Il Meeting Internazionale Antirazzista compie 25 anni

Torna a settembre il MIA-Meeting Internazionale Antirazzista a Cecina, che quest’anno spegne le sue prime 25 candeline: un quarto di secolo per la manifestazione dedicata ai temi della solidarietà, dell’accoglienza e dell’antirazzismo promossa da Arci, con il patrocinio e il contributo della Regione Toscana, del Comune di Cecina e del Cesvot.
Dal 4 al 7 settembre, al Parco I Pini di Cecina mare, tante occasioni di formazione, eventi, concerti, mercatino antirazzista e approfondimenti con esperti, studiosi e amministratori locali di tutt’Europa, sui temi delle migrazioni, dell’antirazzismo, dell’emergenza climatica, dei conflitti dimenticati, dell’antifascismo e della solidarietà. Tra i protagonisti confermati di questa edizione, il poeta Guido Catalano che il 5 settembre porterà sul palco il suo monologo Tu che non sei romantica.
Ci sarà Mediterranea Saving Humans, la piattaforma fondata – tra gli altri – anche da Arci Nazionale per monitorare la situazione nel Mediterraneo e salvare vite in mare, che proprio al MIA organizza due giorni di formazione (sabato 7 e domenica 8 settembre) per i volontari di terra e di mare, per le future missioni della nave Mare Jonio. Per partecipare è necessaria la preiscrizione entro domenica 25 agosto, inviando una mail a mediterranea.rescueteam@gmail.com
Tornerà anche StraniEroi, il progetto sull’identità e sulla cittadinanza portato avanti da Arci Toscana e CoNNGI – Coordinamento Nazionale Nuove Generazioni Italiane, che porta al MIA, grazie alla collaborazione con Woodworm label artisti del calibro di Ministri, Giovanni Truppi e Campos, che saranno protagonisti della giornata di venerdì 6 settembre.
Un’edizione come sempre ricca di laboratori per i più piccoli e per gli operatori del settore, e che sarà particolarmente attenta all’ambiente: il MIA sarà plastic free e, grazie alla collaborazione con ASA spa, sarà installato un fontanello per la distribuzione dell’acqua e non mancheranno occasioni di informazione su un suo corretto consumo, responsabile e sostenibile.
Le informazioni sul programma e sulla partecipazione al mercatino, ai laboratori, ai seminari e ai concerti sono sulla pagina fb MIA.arci e sul sito
www.mia-arci.it

Arci Nazionale

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Se la Madonna è fuori legge

La patrona di San Severo, terra di grande agricoltura ma anche di grande sfruttamento, di ghetti e caporalato, è una Madonna nera che tiene in braccio un Gesù bambino bianco. È la Madonna del Soccorso.

Da lunedì 5 agosto, con la conversione in legge del Decreto Sicurezza bis, il soccorso in mare è un reato e chi salva naufraghi e migranti in difficoltà è considerato un criminale. Una legge disumana che il ministro dell’Interno, Matteo Salvini ha sconsideratamente dedicato proprio alla Madonna.

Un uso spregiudicato e strumentale della fede. La stessa fede che cristianamente e laicamente porta tanti, e continuerà a portarli, a soccorrere. In mare come in terra.

Il primo Decreto Sicurezza sta sbattendo sulle strade con lo stigma di ‘clandestini’ tanti immigrati che erano stati soccorsi.  Il secondo impedisce questi soccorsi. Il primo distrugge le buona accoglienza. Il secondo affonda il buon soccorso. Decreti di (in)sicurezza. Sbagliati e pericolosi.

Ma accoglienza e soccorsi, siamo certi che, per umanità e giustizia (quella vera), proseguiranno. Questi sì sotto la protezione della Madonna e di tutti quei santi profughi, martiri dell’ingiustizia, dell’indifferenza, della disumanità.

Arci Nazionale

https://www.arci.it/controcorrente-se-la-madonna-e-fuori-legge/

CHIUSURA UFFICI ARCI EMPOLESE VALDELSA

CHIUSURA UFFICI ARCI EMPOLESE VALDELSA PER FERIE ESTIVE

In occasione delle ferie estive, i nostri uffici rimarranno chiusi dal 10 al 18 agosto compresi.
La settimana successiva, dal 19 al 23 agosto, gli uffici saranno aperti solo la mattina in orario 9-13.
Riprenderemo il consueto e regolare orario di apertura da lunedì 26 agosto.
Buone ferie a tutti!

Decreto sicurezza bis: passa la disumanità

 

Oggi con molta probabilità si approverà il decreto sicurezza bis, un testo che pone come bersaglio chi salva le vite in mare oltre ad essere contro le convenzioni internazionali in materia di diritto del mare in caso di salvataggio.

Questo il commento dell’Arci nazionale in merito alla discussione in Senato che dovrebbe portare all’approvazione del testo del Decreto sicurezza bis.

Continueremo ad opporci sull’uso strumentale del tema immigrazione a scopo politico e di partito.  Le tragedie in mare – continua – sono purtroppo tante e l’instabilità nel mondo aumenta, avendo di conseguenza effetti  devastanti sulle vite di milioni di persone.

L’Unione europea e l’Italia – rimarca – continuano a non affrontare la situazione se non in termini emergenziali. Rimane un obbligo salvare vite umane in difficoltà e contribuire all’accoglienza.

Non si sta migliorando la gestione del fenomeno con la criminalizzazione di chi fa salvataggio, anzi la si sta peggiorando. E le morti aumentano.

Continuare a respingere esseri umani verso una zona di guerra – rimarca – viola ogni principio di diritto internazionale, oltre che le coscienze di chiunque mostri un po’ di umanità.

La situazione della Libia è decisamente peggiorata – conclude – e non può essere un riferimento per uno Stato democratico o per l’Europa.

 

05/08/2019
Arci nazionale

Cortocircuito Italia

In questo cortocircuito tra il livello istituzionale e quello della peggiore propaganda politica, la disumanità al potere prosegue il suo lavoro e in settimana arriva in Senato il testo del decreto sicurezza bis.

I numeri sono risicati a Palazzo Madama e sono in diversi ad annunciare che sul tema potrebbe scattare quel casus belli tante volte paventato e mai veramente praticato dalla maggioranza giallo-verde.

Staremo a vedere se le varie Cassandre, questa volta, avranno ragione.Oppure se sarà l’ennesima puntata della sceneggiata attraverso la quale i nazionalpopulisti al governo eterodirigono media, social, commentatori politici mentre a picconate riducono in brandelli la cultura costituzionale e del rispetto dei diritti umani del nostro paese.

Di certo, questa maggioranza continuerà a stupirci in negativo e il potere difficilmente smetterà di fare da formidabile collante. Il termine per gli emendamenti è scaduto mercoledì scorso, le proposte di modifiche sono migliaia, ma tutto fa pensare che anche in questo caso il dibattito, attraverso la fiducia, sarà impedito e rapidamente si arriverà all’approvazione.

Noi continueremo a batterci senza fare sconti a nessuno contro queste nuove norme disumane. Sia per impedire che il decreto venga convertito in legge, sia, qualora quella conversione divenga realtà, perché al più presto si giunga all’abrogazione.

Trasformare in reato il soccorso in mare, codificare l’assimilazione di ong a trafficanti di esseri umani – assieme agli ignobili trattenimenti di centinaia di persone su imbarcazioni della Guardia costiera – sono delitti che lasceranno una macchia nella storia del nostro paese per cui dovremo lavorare tanto per cancellarla.

Arci Nazionale

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