ElleKappa per la tessera Arci 2019-2020

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ElleKappa per la tessera Arci 2019-2020

Parte la campagna di tesseramento ‘Insieme, per passione’

La matita di ElleKappa firma l’immagine della nuova tessera Arci 2019-2020.

La nuova campagna tesseramento si apre ufficialmente con l’inizio di ottobre, sarà possibile riceverla nei quasi 5000 circoli in tutti Italia.
Oltre al disegno, la vignettista satirica ha ideato pure lo slogan: Insieme, per passione.
“ElleKappa è riuscita nel suo disegno a rappresentare il senso di una grande comunità come è quella dell’Arci”. Lo dice Francesca Chiavacci, presidente nazionale della più grande associazione culturale italiana che dal 1957 è presente in tutto il Paese. ElleKappa, storica matita del giornalismo italiano, ha trasformato in disegno le tantissime attività che l’Arci promuove: dall’impegno in difesa dei valori costituzionali fino alla musica dal vivo e il cinema.
“Anche lo slogan ideato – prosegue Chiavacci – l’abbiamo accolto con entusiasmo, è proprio l’essenza di quello che siamo, promuoviamo tantissime iniziative ma alla base di tutto c’è la passione e la volontà di costruire una società migliore e più inclusiva”. Arci, ad oggi, ha oltre un milione di tesserati e quasi cinquemila circoli sparsi in tutte le Regioni italiane. Da quest’anno sarà presente anche un circolo oltre confine, a Bruxelles, “ci tenevamo che il primo circolo estero fosse a Bruxelles – conclude Chiavacci – proprio a rappresentare il convinto spirito europeista”.

Arci Nazionale

https://www.arci.it/ellekappa-per-la-tessera-arci-2019-2020/

 

Italia più laica

La Corte Costituzionale ha preso una decisione che ha qualcosa di storico, tanto più in un paese come l’Italia. Con parole chiare, senza tecnicismi giuridici, ha affermato un principio di laicità. La Consulta, nei termini che le sono propri, afferma con la più lungimirante delle interpretazioni il principio costituzionale, precisando le rigorose condizioni di ritenere «non punibile» chi assiste una persona che abbia maturato «autonomamente e liberamente» l’intenzione di togliersi la vita.
Quindi possiamo dire che si è fatto un passo avanti importante nella libertà e nella laicità dello Stato.
Ci sono condizioni molto drammatiche, faticose per chi le vive e per le persone che assistono, dove è giusto che si possa scegliere di porre fine a sofferenze se la propria volontà ha espresso questa intenzione. Sono diritti solo per chi vorrà esercitarli, per chi – per i vari motivi – preferirà percorrere altri percorsi sarà libero di farlo. La dignità, l’identità del malato, non può essere annientata alle volontà di altri. Certo sono condizioni estreme, la cui valutazione deve essere molto approfondita. Nessun automatismo o leggerezza.
La Consulta ha detto cose chiare, compreso il richiamo al legislatore – di nuovo – che su materie ritenute ‘sensibili’ latita sempre o sfugge dalle proprie prerogative. Vediamo se anche questa volta, per opportunismo, eviterà la responsabilità più importante della politica.
Come abbiamo fatto in passato, insieme a tante altre associazioni, chiederemo al Parlamento di assumersi questa responsabilità e di approvare una legge.
Merito di questa decisione va senz’altro a Marco Cappato, Filomena Gallo e l’associazione Luca Coscioni, grazie alla loro tenacia e passione che oggi possiamo dire di essere un Paese migliore e più laico.

Arci Nazionale

https://www.arci.it/italia-piu-laica/

La Ue equipara nazismo e comunismo: un grave errore

Riportiamo il commento della Presidenza nazionale Arci su questa vergognosa risoluzione. «Un grave errore sia storico che politico». Questo il giudizio espresso nel comunicato che la Presidenza nazionale dell’Arci ha redatto sulla risoluzione approvata dal Parlamento Europeo che equipara nazismo e comunismo. Il Parlamento Europeo è un luogo a cui i cittadini guardano con grande attenzione e ha una funzione educativa primaria, non può dunque permettersi di semplificare o distorcere gli avvenimenti. Chiunque di noi abbia una minima attenzione alla storia politica sa che comunismo e nazismo ad esempio partivano da due presupposti diversi: il comunismo partiva da un presupposto di libertà e uguaglianza, mentre il nazismo aveva come obiettivo la conquista, la sottomissione e la supremazia della ‘razza superiore’. Certamente poi il comunismo ha avuto vie diverse che vanno dal criminale stalinismo e alla privazione delle libertà nei paesi sotto l’influenza sovietica ad esperienze che invece in tante parti del mondo hanno contribuito a portare giustizia, emancipazione e a sconfiggere dittature. Esemplare il percorso maturato in Italia a partire da Antonio Gramsci, l’impegno resistenziale per dar vita alla nostra Repubblica e alla Costituzione, la lunga profonda riflessione critica che ha portato alla condanna di un modello distorsivo e illiberare, la figura di Berlinguer, la scelta di dare casa alle idee di Altiero Spinelli che sedeva al parlamento da indipendente ma eletto nelle liste del Pci ecc. ecc.
Il nazismo e il fascismo invece no, hanno avuto un unico percorso di predominio razziale e di eliminazione scientifica, non vi erano in nessuna di queste due ideologie le parole libertà e uguaglianza. Non c’è stata distorsione del pensiero nazista: tale era e tale si è manifestato e se è stato sconfitto lo si deve anche buona parte all’Urss. Da qui dunque la richiesta a tutte le forze politiche, con il sostegno della società civile  ad un impegno perché sia rivista la risoluzione approvata tenendo conto dei reali fatti storici e politici».

Arci Nazionale

https://www.arci.it/la-ue-equipara-nazismo-e-comunismo-un-grave-errore/

Le dichiarazioni di Francesca Chiavacci sul Summit di Malta

“Se il summit di Malta servirà ad affrontare il tema migrazione in modo condiviso lo vedremo a inizio ottobre in Lussemburgo al Consiglio degli Affari interni. Se così sarà, potremo dire che l’Italia e l’Europa hanno compiuto importanti passi avanti”. Lo dichiara la presidente nazionale dell’Arci, Francesca Chiavacci, sul summit tenuto nell’isola di Malta con i ministri degli interni. “Finora abbiamo assistito – prosegue – al peggiore trattamento possibile verso persone salvate in mare e atteggiamenti persecutori verso le organizzazioni umanitarie. Il tema – sottolinea –  deve essere europeo nei fatti, non è più accettabile lasciare soli paesi come l’Italia e la Grecia a gestire il fenomeno migratorio. Individuare una soluzione condivisa – rimarca – sarebbe il modo migliore per sconfessare Salvini e i sovranisti. Intanto prendiamo atto con soddisfazione che la Ocean Viking ha finalmente attraccato a Messina con 182 persone tra cui donne e bambini. Siamo convinti – continua – che l’altro tema da affrontare è il rapporto con la Libia, interlocutore, come anche indicato da molti osservatori, criminale. Se tra gli obiettivi del Governo per impedire le partenze c’è il sostegno alla Libia, ci opporremo a una simile scelta. Infine, per aprire seriamente una nuova stagione è necessario mettersi alle spalle la stagione dei decreti sicurezza”, conclude Chiavacci.

Arci Nazionale

https://www.arci.it/migranti-summit-malta-un-passo-avanti-ma-aspettiamo-i-fatti/

 

United for climate change

Anche l’Arci nelle piazze e nelle strade per la giustizia climatica

Venerdì 20 settembre è iniziata la settimana di mobilitazione per il clima che culminerà il 27 settembre con lo sciopero globale.

Come già in passato l’onda verde cresce ogni ora e ad oggi sono oltre 5000 le piazze che accoglieranno in oltre 150 nazioni le manifestazioni previste per questo evento che gli organizzatori preannunciano come un evento storico.

Greta Thumberg, a New York per il Climate Action Summit 2019 delle Nazioni Unite lo dice chiaramente davanti al Congresso degli Stati Uniti, la questione del cambiamento climatico non è una presa di posizione politica o un’ opinione personale, ma un fatto comprovato dalla scienza che come mai prima d’ora, si appella ad una presa di coscienza collettiva e ad un intervento immediato da parte dei governi come dei singoli cittadini, perché il tempo a nostra disposizione per invertire la rotta è ormai ridotto a pochi anni.

Come alla vigilia del primo sciopero planetario del 16 marzo scorso, l’Arci si schiera convintamente al fianco del movimento Friday For Future e di tutte le organizzazioni che hanno aderito a questo appello globale per la mobilitazione del 27.

In tutta Italia saremo nelle piazze e nelle strade partendo dai nostri circoli che sono casa naturale di discussione, di scambio di buone pratiche, di crescita collettiva, da quei luoghi che da sempre ospitano le battaglie per i beni comuni, per la difesa del territorio, per la giustizia climatica che non può non essere sociale e viceversa.

Partiremo da lì dove ogni giorno mettiamo in pratica quello che il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha chiesto alla società civile di fare, ovvero di agire sui governi affinché agiscano meglio e più in fretta. 

#UnitedForClimate #SystemChangeNotClimateChange

SCARICA IL MATERIALE REALIZZATO DALL’ARCI

QUI l’elenco di tutte le piazze mobilitate nel nostro paese

Arci nazionale

https://www.arci.it/united-for-climate-change/

Migranti: sindacati e associazioni, preoccupa sistema accoglienza

Cgil, Cisl, Uil, Caritas Italiana, Arci e Cnca hanno incontrato l’Anci mercoledì 11 settembre per una valutazione sul sistema nazionale di accoglienza dei migranti nel nostro Paese. A preoccupare sindacati e associazioni è il rischio di un ridimensionamento della qualità del sistema causato dalla crisi occupazionale che si è determinata nel settore dell’accoglienza.
Il rischio, da una stima effettuata dalle organizzazioni sindacali, è una contrazione complessiva di addetti al settore di circa 15mila – 18mila unità, confermata anche dalle organizzazioni più rappresentative nella gestione dei progetti di accoglienza. Diverse sono le procedure di licenziamento collettivo che già si sono concluse e altre se ne stanno aprendo.
Purtroppo, secondo le organizzazioni, il Fondo d’Integrazione Salariale (Fis) «non è sufficiente a mitigare le manovre di licenziamento collettivo già concluse né quelle prospettate, dati gli scarsi strumenti di tutela previsti per un settore non riconosciuto come merceologico. Il nuovo capitolato relativo al sistema dei centri di accoglienza straordinaria costituisce un ulteriore timore, rischiando di ridurre ulteriormente le figure degli operatori più specializzati, limitando i servizi di accoglienza e integrazione alle sole attività di guardiania e vigilanza».
Da ciò, rilevano, «risulterebbe compromesso il processo di inclusione, basilare per la coesione sociale, a cui si aggiunge il problema dei costi standard sottostimati – problematiche che nel complesso ricadono sul lavoro, sulle realtà di terzo settore e sul territorio».
Per questa ragione si è condivisa la necessità di un raccordo, intorno al tema del sistema d’accoglienza, tra i diversi soggetti, ognuno per la propria competenza e responsabilità, anche per favorire le interlocuzioni ai diversi livelli, con l’obiettivo comune di proseguire nell’affermazione di una qualificazione del sistema di accoglienza.
A tal fine, è auspicabile che possano ripartire i necessari, e non più rimandabili, tavoli di confronto ministeriali per affrontare nel merito le questioni sopra esposte.

Arci Nazionale

https://www.arci.it/migranti-sindacati-e-associazioni-preoccupa-sistema-accoglienza/

 

Una svolta verde

Sono molti gli anni di dibattito sul tema dell’ambientalismo. Possiamo anche dire che abbiamo vissuto anni un po’ di maniera, dove alla fine quanto si predicava per gli altri raramente veniva praticato dai dispensatori di verità. Ma ora qualcosa pare sia cambiato nel verso giusto: cambiare lo stile di vita. L’ambientalismo si deve nutrire di buone pratiche e comportamenti virtuosi. Da un consumo consapevole, dalla scelta di azioni più rispettose del pianeta.
Non occorre essere integralisti, ma la consapevolezza critica di quanto può fare ognuno di noi è un buon inizio.
Tra le buone pratiche possiamo inserire la campagna Puliamo il mondo che da oltre venticinque anni Legambiente promuove e Arci aderisce, l’ultimo fine settimana di settembre, mobilita migliaia di volontari in tutta Italia per ripulire spazi pubblici dai rifiuti abbandonati. Con guanti, rastrelli, ramazze e sacconi ci si ritrova in piazze, strade, parchi urbani, lungo gli argini dei fiumi o delle strade statali, o negli spazi ‘di nessuno’ ai margini delle periferie metropolitane. Giovani e anziani, italiani e non, amministrazioni locali, imprese, scuole, uniti da un unico obiettivo: rendere più vivibile e più bello il territorio in cui viviamo.
Poi, anche quest’anno, una parte delle iniziative è dedicata al tentativo di rimuovere anche le tante discriminazioni di cui sarebbe bello sbarazzarci mentre si ripuliscono città e territori.

Arci Nazionale

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L’Europa secondo Ursula

A seconda del punto dell’Europa da cui si legge la notizia, l’interpretazione cambia: l’ex premier democratico Paolo Gentiloni è il nuovo commissario agli Affari economici della Ue. Il primo italiano a ricoprire questo ruolo. I ‘rigoristi’ del Nord non si danno pace: a vigilare sul rispetto del Patto di Stabilità sarà un uomo che viene dal secondo Paese più indebitato. Si è pronunciato per loro l’ex cancelliere austriaco Sebastian Kurz, prossimo a rifare il pieno di voti a fine mese: «Non pagheremo per voi», ha tuonato. Per l’Italia, invece, la nomina di Gentiloni è una vittoria, anche se l’ex premier dovrà mediare con il popolare Dombrovskis, ‘falco fiscale’, vicepresidente con portafoglio e deleghe ai mercati finanziari.

È proprio per questo che la Commissione guidata da Ursula von der Leyen è definita ‘geopolitica’: 13 donne lei compresa, 14 uomini, che rispettano equilibrio geografico e soprattutto politico tra socialisti, popolari e liberali. L’ex ministra tedesca è riuscita a ricomporre l’Unione e i suoi interessi, minacciati da populiste forze disgreganti, rappresentanti di un nazionalismo eurofobico e fintamente sovranista, schiacciato in un gioco al massacro tra Russia e Stati Uniti.

Di padre in figlio

A oggi i figli dei laureati si laureano, tutti gli altri no. È in estrema sintesi la più grande diseguaglianza nel nostro Paese, quel principio dell’ascensore sociale rappresentato dalla scuola si è fermato. Ma possiamo rassegnarci a questo dato? Un tarlo che dovrebbe avere chiunque voglia costruire una società più equa, dove tutti – avendo la voglia e l’impegno – dovrebbero poter costruire il proprio futuro senza ostacoli imposti da condizioni ascrittive. Del resto ce lo imporrebbe anche la Costituzione quando enuncia «rimuovere tutti gli ostacoli» per lo sviluppo e la partecipazione alla vita comune.
Il nuovo Governo ha – ed è apprezzabile – fin dal suo debutto ricordato il valore e l’importanza della scuola, ma il lavoro da fare è tanto e non c’è tempo da perdere. Si tratta sì di risorse da incrementare, ad esempio per gli insegnanti e per l’edilizia scolastica, ma è urgente il cambio di approccio culturale all’insegnamento. Oggi la stragrande maggioranza delle scuole vede una didattica con metodi del secolo scorso, l’innovazione e l’idea di una scuola come ponte verso il futuro rimangono miraggi.
Questo record negativo italiano, e siamo tra i peggiori in Europa, non è misurabile come il debito pubblico. Ma gli effetti fanno ancora più paura delle tabelle economiche. L’immobilità sociale è una urgenza per qualsiasi società che si preoccupi del futuro, se la tua vita dipende dalla famiglia in cui sei nato è un problema. Mi auguro, che questo Governo introduca questo argomento nella agenda politica con la necessaria priorità. Non è più rinviabile e dopo anni di crisi economica e sociale i dati sono peggiorati. Le diseguaglianze non sono un fenomeno inevitabile, ma sono la conseguenza di scelte politiche.

La strada lunga per battere la destra

Il nuovo Governo ha giurato. Dunque Matteo Salvini non è più Ministro degli Interni. Non c’è dubbio che si possa aprire una fase nuova per il paese. È pur vero che la guida del nuovo esecutivo resta nelle stesse mani in cui era quello uscente, ma sono altrettanto vere due cose. Questo nuovo Governo muove i suoi passi da un programma condiviso, anzichè da un contratto contraddittorio e demagogico che aveva plasticamente rappresentato il deragliamento dalla cultura costituzionale. Nell’attribuzione dei Ministeri sembrano esserci le tracce di una discontinuità.
La scelta di un tecnico e di una donna al Viminale segna simbolicamente il tentativo di voltare pagina rispetto agli ultimi 15 mesi. Ci auguriamo che questa decisione significhi concretamente la cancellazione di linguaggi, politiche e leggi xenofobe e razziste, oltre che assolutamente inefficaci. È un fatto altrettanto importante la nomina al dicastero dell’Economia di una figura politica competente e con una formazione saldamente a sinistra.
Va salutato con favore il rinnovamento generazionale (il governo più giovane della storia repubblicana). Prendiamo atto con rammarico, invece, della scarsa presenza di donne (solo 7 su 21 ministri). La discontinuità che ci aspettiamo dovrà arrivare sui temi del terzo settore, dell’accoglienza, dell’integrazione, della lotta alle disuguaglianze. Coltiviamo la speranza che la nuova maggioranza si adoperi per la fine della stagione dell’odio, per una nuova fase di confronto democratico e di relazioni con chi si occupa di solidarietà, mutualismo, animazione dei territori. Insomma, una riscoperta e rinnovata valorizzazione della cultura costituzionale, duramente scalfita dai mesi di maggioranza gialloverde.
È stato indubbiamente sventato, dunque, un pericolo per la nostra democrazia. Ma destre, sovranismi e populismi non sono stati ancora battuti. La strada resta ancora lunga e faticosa. Il nuovo esecutivo rappresenta solo un passaggio di questa sfida. C’è un lavoro culturale, politico, sociale da fare nelle comunità territoriali attraversata da conflitti e sfiducia. Un compito, quello di dialogo con la società, una lotta che spetta a noi fare e, prima ancora, ai partiti della sinistra che hanno deciso di assumersi responsabilità di governo.

Arci Nazionale

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