Esilio. La passione secondo Lucano

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Esilio. La passione secondo Lucano

Si intitola Esilio. La passione secondo Lucano il documentario promosso da Free Zone che sta riscuotendo molto interesse in tutta Italia.
Il film di Maurizio Fantoni Minnella nasce non tanto dal progetto di Mimmo Lucano quanto sul momento di rottura con la giustizia italiana che lo accusa e lo condanna a lasciare non solo il proprio lavoro di sindaco ma la propria abitazione, il paese dove è nato, Riace, dove in vent’anni ha contribuito a creare un’esperienza di accoglienza e di solidarietà che non ha eguali in tutta Europa.
Vista l’attenzione che il pubblico sta dimostrando nei confronti del film oltre che nei cinema, si stanno organizzando serate anche in circoli culturali, sedi Anpi ed in alcuni circoli Arci che hanno richiesto di proiettare il film presso le loro sedi.
Per le richieste di proiezione scrivere a FreeZone: minfo@libero.it – tel. 340/3375969.

Arci Nazionale

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Il vuoto machista – Controcorrente

Sempre più vuoto di contenuti, sempre più acceso nella forma e con una costante che non tradisce mai: il machismo.

Il confronto a sinistra in Italia, benché abbia parecchi motivi per non esserlo, rimane una delle enclave più severe del maschilismo. E gli ultimi match tra Pd e Italia Viva ne hanno dato penosi esempi.

Se il ministro Bellanova guida la delegazione del suo partito ai vertici di maggioranza è «il mastino di Renzi». Se Maria Elena Boschi attacca il Pd «forse ha bisogno di visibilità». Parlare nel merito (controbattendo anche duramente) pare più difficile quando gli interlocutori sono donne. Più facile, per screditarle, insinuare il dubbio su presunte debolezze o sudditanze oppure appioppare, quando sono feroci, alle lotte politiche di figure femminili un carattere dichiaratamente testosteronico.

Quando in politica crescono donne di potere la tendenza è ridurle a immaginette bidimensionali, che vivono di luce riflessa. Così vere leader non se ne vedranno mai. Anzi, non si vedranno a sinistra, perché a destra una c’è già.
Si chiama Giorgia Meloni.

Arci Nazionale

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Presentato l’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo

In libreria dal 19 ottobre la nona edizione dell’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo, promossa dall’associazione 46mo Parallelo, che si pone l’obiettivo di essere uno strumento di informazione per una cittadinanza attiva che orienti il pensiero e l’azione nella direzione della pace.
Nell’edizione di quest’anno un focus speciale sull’organizzazione degli interventi umanitari in aree di guerra e sulla crisi della Repubblica centrafricana, grazie al sostegno di Intersos.
«La collaborazione con Intersos», spiega Raffaele Crocco, direttore dell’Atlante «non fa che rendere sistematico e strutturato un flusso informativo di cui, da un lato, l’organizzazione aveva già un ingente patrimonio e un enorme potenziale da offrire: i suoi operatori sono là, sul terreno, nelle situazioni di tensione, di crisi umanitaria, di guerra aperta. Sono testimoni diretti e ‘voce’ potenziale di ciò che sta accadendo. Non solo: ma il loro punto di vista ideale sugli accadimenti è proprio quello dell’Atlante, ossia lo sguardo sui conflitti e sulle emergenze del pianeta con un’attenzione prioritaria verso chi questi conflitti e queste emergenze subisce, alle vittime, agli sfollati, ai civili che vedono la loro vita stravolta da eventi che non hanno voluto né deciso; inoltre, è comune la volontà di raccontarli con l’ottica di chi si batte perché questi conflitti e queste emergenze non vi siano più. L’Atlante scrive delle guerre perché un giorno l’Atlante non sia più necessario. Anche raccontare l’insensatezza e le atrocità dei conflitti può e deve aiutare a costruire una cultura di pace».

Arci Nazionale

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La lezione di Rodari

Nacque il 23 ottobre del 1920, uno dei maggiori rappresentanti della parola italiana: Gianni Rodari. Ha accompagnato e ancora accompagna l’infanzia di molti, dando a ciascuno la possibilità di esplorare e comprendere con estro e leggerezza il mondo del quotidiano. L’anno prossimo sarà il centenario dalla sua nascita.

Ma perché ricordare Gianni Rodari? Perché è il migliore manifesto culturale della nostra Italia, perché ha dedicato la sua vita a rendere i bambini più consapevoli e felici tramite fiabe fantastiche e racconti straordinari, perché ci ricordava che ridere è importante. Che la curiosità per la conoscenza rende liberi e felici. Al contrario della presunzione e l’arroganza.

Nel Libro dei perché del 1980, alla domanda perché studiare, rispondeva: «Per conoscere il mondo e per farlo diventare più bello e più buono. Attenta, però: non si studia soltanto sui libri. Mi ricordo di un Topo che viveva in biblioteca e amava tanto l’istruzione che si mangiava due libri al giorno. Una volta trovò in un libro l’immagine del Gatto e subito dopo la divorò. Mentre digeriva tranquillamente, convinto di aver distrutto il suo nemico, il Gatto in carne e ossa gli saltò addosso e ne fece due bocconi. Tra un boccone e l’altro, però, si fermò per dire – Topolino mio, bisognava studiare anche dal vero». Ecco chi era Gianni Rodari, uno che voleva trasportare nel reale i bambini (e gli adulti). In quello stesso mondo di cui odiava le ingiustizie sociali, credeva che la cultura dovesse contribuire a migliorarlo. Una convinzione che abbiamo anche noi, perché la cultura, l’approfondimento sono condizioni che creano emancipazione e crescita. Per tanti motivi dobbiamo ringraziare Gianni Rodari e in questo lungo anno che ci accompagnerà ai suoi 100 anni cogliamo l’occasione per leggerlo e – insieme a lui – ridere e riflettere.

Arci Nazionale

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Siria, Erdogan e Putin “cancellano” il sogno curdo

Martedì sera il presidente russo Vladimir Putin e il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan si sono incontrati a Sochi, in Russia, per siglare il patto di ferro sulla situazione nel nordest della Siria, dove dal 9 ottobre era iniziata l’operazione
militare turca Fonte di pace. L’incontro è coinciso con la fine della tregua concordata
il 17 ottobre tra Stati Uniti e Turchia, che prevedeva la sospensione degli attacchi
turchi per cinque giorni e allo stesso tempo il ritiro dei curdi siriani da un’ampia zona
di confine tra Siria e Turchia. Al termine della riunione di martedì,
Putin ed Erdoğan hanno prolungato di 150 ore la tregua, dando altro tempo ai
curdi per lasciare i territori lungo il confine con la Turchia, in una zona larga circa 30 chilometri: è il cosiddetto ‘corridoio di sicurezza’ che Erdoğan aveva detto di volere creare come obiettivo. La Russia ha inoltre riconosciuto il controllo turco nella zona compresa tra Tal Abyad e Ras al Ain, dove si erano concentrati finora gli sforzi militari della Turchia nel nordest della Siria. In tutto il confine al di fuori di quest’area russi e turchi compiranno delle operazioni di pattugliamento congiunte, ad eccezione della città di Qamishli. Di fatto questo accordo che i protagonisti non stentano a definire ‘storico’ non è altro che la dimostrazione che i curdi dopo essere stati scaricati da Trump sono
stati traditi da Putin. L’impressione di diversi osservatori è che
l’accordo tra Putin ed Erdoğan è stato soprattutto una vittoria russa. L’accordo
è positivo anche per la Turchia, che è riuscita a raggiungere lo scopo principale
della sua operazione: liberare le aree di confine dai curdi senza il rischio di
scontrarsi con paesi amici come la Russia. Quanto ai curdi siriani, saranno riassorbiti nella Siria di Assad. E del modello democratico di Rojava non rimarrà più nulla.

Arci Report n 36, 42 ottobre 2019

Entrate di sicurezza nell’Empolese Valdelsa

La campagna “ENTRATA DI SICUREZZA” nasce all’interno del progetto AntidiscriminAction, promosso insieme a Unione dei Comuni Empolese Valdelsa e finanziato dalla Regione Toscana.
La campagna vuole lanciare sul territorio una rete di “luoghi sicuri” dove è possibile trovare rifugio da discriminazioni e violenze, identificati dal bollino “ENTRATA DI SICUREZZA”.
Esponendo al loro esterno un adesivo che raffigura un’entrata di sicurezza si dichiara fermamente che in questi luoghi (circoli, negozi, pub, ristoranti, sedi associative e strutture pubbliche) tutti possono trovare rifugio, solidarietà e aiuto in caso di bisogno.
L’idea nasce da un’esperienza promossa nel 2017 in Germania all’interno del Progetto “Aktion NOTEINGANG” nella città di Schwäbisch Gmünd, dove una rete di posti aderenti al percorso sono diventati “luoghi rifugio” per persone che subiscono discriminazioni e hanno bisogno di aiuto in situazioni di emergenza.
Stimolati dalla loro esperienza, abbiamo avviato con loro una collaborazione, che ha portato alla costruzione della campagna “ENTRATA DI SICUREZZA”.
Circoli ed esercizi commerciali aderenti saranno identificati da un adesivo all’ingresso, creando una rete di luoghi che pongano le basi per la creazione di un tessuto sociale attivo e reattivo alle discriminazioni e alle disuguaglianze, grazie al quale persone consapevoli e capaci di affrontare queste tematiche possano lavorare per costruire una rete sociale.
Con questa campagna intendiamo insomma, attraverso azioni concrete, riconsegnare al termine “sicurezza” la propria valenza culturale e sociale, considerato che con questa parola, ormai erroneamente associata al tema delle migrazioni, si tende a giustificare l’utilizzo di strumenti di difesa e controllo, di chiusura verso gli altri, di diffidenza e paura, assegnandole un’accezione di devianza e criminalità. Con “Entrata di Sicurezza” vorremmo ridefinire il concetto di sicurezza come “condizione che rende e fa sentire esenti da pericoli, o che dà la possibilità di prevenire, eliminare o rendere meno gravi danni, rischi, difficoltà, evenienze spiacevoli, e simili” (cit. Enciclopedia Treccani).
Il progetto grazie al quale è stato possibile realizzare la campagna si è avviato con l’attivazione di un punto antidiscriminazione sul nostro territorio, all’interno del nostro sportello InfoMigranti.
Lo sportello infatti entra a far parte della rete di sportelli antidiscriminazione UNAR (Ufficio nazionale Antidiscriminazioni Razziali) presenti in tutta Italia. Grazie all’iscrizione all’interno del registro nazionale delle associazioni che svolgono attività di antidiscriminazione, a partire dal 2019, è possibile accogliere segnalazioni, denunce e testimonianze su comportamenti o fatti discriminatori, fornire informazioni, orientamento e supporto per prevenirli o contrastarli.
L’adesione al progetto quindi prevede:
– bollino all’entrata degli enti aderenti per comunicare che quel luogo è un posto protetto da comportamenti violenti e discriminatori;
– diffusione e promozione del materiale informativo prodotto all’interno della campagna di sensibilizzazione;
– diffusione e informazione della possibilità di rivolgersi allo sportello per segnalazioni, supporto e contrasto alle discriminazioni.
Per approfondire e conoscere meglio i temi sui quali si basa la campagna sono state organizzate due iniziative, che vogliono essere l’occasione per incontrare i nostri soci e la cittadinanza e parlare con loro di come gli obiettivi che stanno dietro le azioni di “ENTRATA DI SICUREZZA” possono entrare a far parte degli impegni quotidiani di ognuno di noi nel contrasto alle discriminazioni e alle disuguaglianze.
Il 25 ottobre ore 21:15, all’interno di “caffè Letterario”, presso la biblioteca di Empoli sarà presentato il libro “ANCHE SUPERMAN ERA UN RIFUGIATO”, della collana “Battello a Vapore” edito da PIEMME. Si tratta di una raccolta di 24 racconti di vite di rifugiati di ieri e di oggi raccontate da 12 autori e illustrate da 12 disegnatori. Saranno con noi Lilith Moscon (Autrice) e Francesco Chiacchio (illustratore).
Il 7 Novembre, presso il circolo Arci di Petroio, approfondiremo invece il significato della parola “sicurezza” dal nostro punto di vista, cercando di fornire strumenti per renderci attori dell’importantissima sfida della lotta alle discriminazioni e alle disuguaglianze attraverso la costruzione di una rete di sicurezza sociale e culturale. Lo faremo con Filippo Miraglia, esperto in materia di immigrazione per Arci Nazionale, Sara Prestaianni, esperta di immigrazione e flussi internazionali, e Maurizio Cei, operatore del nostro territorio impegnato nella promozione di un approccio sociale e inclusivo all’accoglienza.

circoli Arci aderenti
CIRCOLO ARCI PONTEROTTO APS – Montelupo Fiorentino
SETTEMBRE ROSSO APS – Empoli
CIRCOLO ARCI BRUSCIANA APS – Empoli
CIRCOLO ARCI PETROIO APS – Vinci
CIRCOLO ARCI IVO MONTAGNI LIMITE APS – Limite e Capraia
CIRCOLO RICREATIVO IL PROGRESSO MONTELUPO APS – Montelupo Fiorentino
CIRCOLO ARCI I PRATICELLI APS – Castelfiorentino
CIRCOLO ARCI GARIBALDI APS – Empoli
CIRCOLO ARCI SALVADOR ALLENDE APS – Montespertoli

esercizi commerciali aderenti
BIRRERCOLE – Empoli
I FIORI DI LINDA – Empoli
CHIOSCO AI RENAI – Castelfiorentino

Per aderire alla campagna e condividere questo percorso con noi:
info@arciempolesevaldelsa.it
0571-844279
oppure visitare la sezione “ANTIDISCRIMINACTION” sul sito www.arciempolesevaldelsa.it.

REACT, svolta a Bruxelles la conferenza finale

Si è tenuta a Bruxelles il 15 ottobre la conferenza finale del progetto REACT – Respect and Equality: Acting and Communicating Together, cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Diritti fondamentali e cittadinanza.

Partendo dalle attività e dai risultati del progetto, l’evento ha rappresentato l’occasione per riflettere sulle ragioni e i meccanismi che caratterizzano la propagazione dei discorsi d’odio, fenomeno sociale globale sempre più allarmante, e sui possibili rimedi.

Affermazioni razziste, discriminatorie e che rappresentano un incitamento all’ostilità, all’odio e alla violenza sono sempre più diffuse sia online che offline, e assumono tratti tanto più evidenti in un contesto in cui il dibattito politico e mediatico è dominato, spesso strumentalmente, dalle migrazioni presentate come una minaccia da cui difendersi. Si tratta di una importante sfida per la vita democratica dell’Unione Europea, che non si può non raccogliere.

La conferenza si è articolata in due sessioni di lavoro: una analisi sul fenomeno e sulle strategie culturali, educative e regolative più efficaci ed una tavola rotonda tra rappresentanti delle istituzioni europee e organizzazioni internazionali – Parlamento Europeo, Commissione Europea, Consiglio d’Europa, UNHCR e UNESCO – che hanno riflettuto sull’impatto sociale dell’hate speech, sul ruolo dell’educazione, della cultura e della regolamentazione dei social media e sul ruolo dei policy maker per porre rimedio alla sua diffusione.
Dopo una relazione introduttiva da parte della Presidente dell’Arci Francesca Chiavacci, che ha sottolineato l’urgenza e la crucialità, per le organizzazioni della società civile, di confrontarsi con questo tema ed illustrato sinteticamente il progetto che offriva la cornice al convegno, si è tenuta la keynote lecture di Federico Faloppa. Il professore di Linguistica all’Università Reading ha presentato ai partecipanti una panoramica sul fenomeno, sulla sua (complessa) definizione e sui suoi contorni, sulla sua rapida ascesa e sulle forme che ha assunto, sul ruolo dei media da un lato e della politica dall’altro e sui meccanismi, anche linguistici, per infiammare la discussione.

Il professore, che è anche consulente di Amnesty International e coordinatore del Tavolo nazionale per il contrasto ai discorsi d’odio da loro promosso, ha poi richiamato i principi giuridici sulla base dei quali è possibile classificare e punire lo hate speech, senza sminuirne le ambiguità e difficoltà, e accennato alle possibili strategie di intervento.

Moderata da Nadeesha Uyangoda, giornalista di Al Jazeera, la tavola rotonda è stata l’occasione per animare un dibattito sul ruolo che ciascun attore può avere nel contrasto di questo fenomeno e sulle azioni intraprese. Si sono susseguiti gli interventi di Pietro Bartolo, membro del Parlamento Europeo e vicepresidente della commissione Libertà civili, giustizia e affari interni; Massimiliano Smeriglio, membro del Parlamento Europeo e membro della Commissione Cultura e Istruzione; Louisa Klingvall, Policy Officer dell’Unità Politica Diritti fondamentali e Stato di diritto, Direzione generale della Giustizia e dei consumatori della Commissione Europea; Els Keytsman, membro dell’ECRI (European Commission against Racism and Intolerance) del Consiglio d’Europa e Managing Co-Director dell’UNIA (Interfederal Centre for Equal Opportunities) dell’Equinet; Maeve Patterson, Coordinatrice regionale della comunicazione dell’UNHCR e Louise Haxthausen, Direttrice dell’ufficio di Bruxelles dell’UNESCO e rappresentante dell’UNESCO presso le istituzioni europee.

Arci Nazionale

https://www.arci.it/react-svolta-a-bruxelles-la-conferenza-finale/

 

Siria, nessun accordo sull’embargo alla Turchia

I Ventotto paesi dell’UE hanno spiegato lunedì 14 ottobre che le operazioni militari turche in Siria stanno avendo «drammatiche conseguenze», in particolari umanitarie. E fin qui è un’evidenza.

Pur condannando l’azione turca, i ministri degli Esteri, riuniti in Lussemburgo per la consueta riunione mensile, non sono riusciti a mettersi d’accordo su un embargo europeo contro le vendite di armi alla Turchia, come invece proposto dalla Francia, dalla Germania (più cauta) e in ultimo anche dall’Italia. La paura di molti paesi – in particolare quelli del blocco di Visegrad – è di scatenere la reazione della Turchia che ha già minacciato di lasciare scappare verso l’Europa le migliaia di rifugiati che attualmente hanno trovato riparo sul proprio territorio.
Alla fine i paesi membri si impegnano ad avere posizioni nazionali forti a proposito delle loro politiche di esportazione di armi verso la Turchia, si legge in un comunicato ufficiale. Si riafferma quindi un’Unione che è somma di singole volontà e non voce unica.

Prima della riunione il ministro degli Esteri spagnolo e futuro Alto Rappresentante per la Politica estera e di Sicurezza, Josep Borrell, aveva avvertito che «è difficile giungere ad accordi unanimi», ricordando che con la Turchia ciascun paese membro ha firmato accordi puramente nazionali. Posizione realista ma imbarazzante, che afferma – di fatto – che gli accordi commerciali dettano la politica estera dei Paesi anche in condizioni di estrema gravità.
Nel fine settimana, sia la Francia che la Germania avevano annunciato di voler congelare le loro esportazioni di armi verso la Turchia. Nei fatti però la loro scelta non è stata seguita da molti partner europei.
Dal canto suo, il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio ha annunciato che Roma varerà un decreto ministeriale per bloccare l’export di armi. Si tratta di uno stop «ai prossimi contratti e ai prossimi impegni», ha precisato l’uomo politico a margine della riunione ministeriale. È da ricordare che le commesse in campo militare hanno spesso tempi lunghi, e che quindi l’impatto della scelta dei paesi che hanno deciso l’embargo non si farà sentire rapidamente. Per essere chiari di tratta di un export che vale 362 milioni. La più recente relazione sull’interscambio italiano di armi con il resto del mondo, pubblicata dalla Presidenza del Consiglio e inviata al Parlamento italiano in aprile, rivela che per l’industria italiana la Turchia è attualmente il terzo mercato di destinazione, dietro al Qatar e al Pakistan e davanti agli Emirati Arabi Uniti. Nel 2018, il paese ha venduto ad Ankara fino a 362 milioni di euro di armi, rispetto ai 266 milioni del 2017 e ai 133 milioni del 2016.

Arci Nazionale

https://www.arci.it/siria-nessun-accordo-sullembargo-alla-turchia/

Un (solo) giorno senza fame

C’è un momento delicato che ogni anno a ottobre ci spinge a una riflessione importante su dove stiamo andando. Nei giorni 16 e 17 si celebrano la Giornata Mondiale dell’Alimentazione e la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Povertà, l’occasione per fare il punto sullo stato di un pianeta sempre più impoverito e affamato.
Ecco i dati Fao: 2,1 miliardi di persone vivono in povertà e oltre 800 milioni non possono sfamarsi, un dato che cozza orribilmente con l’aumento costante del dramma obesità che coinvolge 120 milioni di persone. Ancora ieri, anche Papa Francesco ha incitato una volta di più a trovare «soluzioni reali» contro la povertà.
Allora impegniamoci individualmente e auguriamoci che la campagna 2030 Fame Zero raggiunga l’obiettivo che si è data. Magari il segnale arrivato da Stoccolma aiuterà: il Nobel per l’economia è stato appena assegnato a chi a questa battaglia si è dedicato con “un approccio sperimentale”, gli economisti Abhijit Banerjee, Esther Duflo e Michael Kremer è il segno che si può e si deve intervenire.
E torniamo all’auspicio che fu di Gianni Rodari, che nella filastrocca ‘Il pane’ così si augurava: di essere un fornaio in grado un giorno di cucinare un pane tanto grande da sfamare tutta la gente che ha fame: Un giorno senza fame! Il più bel giorno di tutta la storia.

Arci Nazionale

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Servizi, sfide, opportunità: la rete per i diritti dei rifugiati si presenta

A fronte delle significative modifiche relative al sistema d’accoglienza, nonché delle politiche restrittive connesse al diritto d’asilo, è necessario rafforzare le reti e mettere in luce le buone pratiche promosse dagli attori impegnati nella tutela dei diritti e nei percorsi d’inclusione sociale dei rifugiati.
Occorre, in questo senso, costruire e consolidare reti su tutto il territorio italiano, tra associazioni e rifugiati, garantendo l’accesso ai servizi e la tutela dei diritti. In questo modo è possibile promuovere la partecipazione dei rifugiati nella società. È questo il principale messaggio dell’incontro Rifugiati nella rete. Servizi, sfide e opportunità per un sostegno integrato e per una narrazione da protagonisti che si terrà il 22 ottobre alle 17 a Roma, nella sede dell’Agenzia di stampa Dire, in Corso d’Italia 38/a.
L’evento, promosso da Arci, Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e Intersos, rappresenta l’occasione per presentare due progetti, JumaMap e PartecipAzione, realizzati, rispettivamente, da Arci e Intersos, con il supporto dell’UNHCR.
Il primo, JumaMap – Refugees Map Services, è una piattaforma dove trovare associazioni, enti pubblici e privati e spazi informali che offrono servizi rivolti ai richiedenti asilo e rifugiati: dall’assistenza legale, sanitaria, passando dalle scuole d’italiano. La piattaforma è disponibile in 10 lingue e al momento registra oltre 1000 servizi su tutto il territorio nazionale e ha l’obiettivo di fornire a richiedenti asilo e rifugiati uno strumento per orientarsi e accedere ai servizi a loro più vicini, rafforzando allo stesso tempo una rete di attori impegnati nella tutela delle persone richiedenti asilo, rifugiate e migranti per far conoscere il proprio lavoro e i servizi offerti.
Il secondo, PartecipAzione, è un programma di capacity building ed empowerment realizzato da INTERSOS in partenariato con UNHCR, che ha l’obiettivo di sostenere la crescita, le attività e le reciproche collaborazioni di quelle organizzazioni che a livello locale favoriscono la coesione sociale, l’integrazione, la protezione e l’empowerment di rifugiati e richiedenti asilo in 11 regioni target favorendo inclusione e solidarietà nelle comunità.
Entrambi i progetti sono sostenuti finanziariamente da UNHCR.
Info su www.jumamap.com e www.partecipazione.intersos.org

 

Oltre 1000 risorse per i diritti su JumaMap

Orientare e fare rete. Queste sono le azioni-chiave di JumaMap – Refugees Map Services: una piattaforma dove trovare associazioni, enti pubblici e privati, spazi informali che offrono servizi rivolti ai richiedenti asilo e rifugiati. Dall’accoglienza all’assistenza legale, dai servizi sanitari alle scuole d’italiano, la mappa ha l’obiettivo di raccogliere le buone pratiche che offrono supporto alle persone che sono arrivate in Italia in cerca di protezione. La piattaforma è disponibile in 11 lingue e questo mese ha raggiunto un primo importante traguardo: quello di aver mappato oltre 1000 associazioni su tutto il territorio nazionale.
La piattaforma, realizzata dall’Arci con il supporto dell’Unhcr, si propone di essere uno spazio, uno strumento a disposizione di tutti che possono fruirne, aggiornarla e integrarla in autonomia.
Nello scenario delle politiche sempre più restrittive connesse al diritto d’asilo, Juma vuole rafforzare le reti diventando uno strumento di uso pubblico e comune attraverso il quale condividere buone pratiche promosse dagli attori impegnati nella tutela dei diritti e nei percorsi d’inclusione sociale dei rifugiati.

Arci Nazionale

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