Stop all’emendamento sulla cannabis: a rischio 40 milioni e posti di lavoro

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Stop all’emendamento sulla cannabis: a rischio 40 milioni e posti di lavoro

L’emendamento alla manovra che avrebbe dato il via libera alla commercializzazione della cannabis light è stato dichiarato inammissibile; la proposta del Movimento Cinque Stelle che prevedeva la possibilità di vendere la canapa industriale a patto che il contenuto di Thc non superasse lo 0,5%.
La Presidente Casellati, che ha respinto l’emendamento, dice che la sua è stata una scelta tecnica e che per introdurre questo tipo di modifiche serve un disegno di legge. In realtà un ddl c’è già, depositato da quasi un anno, la Presidente Casellati non ha mai calendarizzato il voto neanche su questa procedura. Indignato si è dichiarato il presidente della Confederazione italiana agricoltori: «Il Parlamento porti chiarezza per un settore che negli ultimi anni ha visto un rilancio importante della produzione a partire dai giovani agricoltori. Oggi chi produce ha delle regole e chi trasforma non le ha. Sono a rischio numerosi posti di lavoro e investimenti».
Secondo Coldiretti si tratta di un settore con centinaia di aziende agricole che hanno investito nella cannabis. I terreni coltivati a canapa in Italia nel giro di cinque anni sono aumentati di dieci volte dai 400 ettari del 2013 ai quasi 4000 stimati per il 2018, nelle campagne dalla Puglia al Piemonte, dal Veneto alla Basilicata, ma anche in Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna.

Arci Nazionale

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Depistaggio Cucchi, Carabinieri contro i superiori

Nuovo colpo di scena al processo a carico degli otto carabinieri accusati dalla procura di aver«depistato» l’inchiesta sul pestaggio di Stefano Cucchi arrestato il 15 ottobre del 2009 per droga e deceduto sette giorni dopo all’ospedale Sandro Pertini di Roma.
In udienza presso il Tribunale di Roma, i carabinieri Massimiliano Colombo Labriola e Francesco Di Sano, entrambi imputati nel processo sui «depistaggi», hanno chiesto al giudice Giulia Cavallone di costituirsi parte civile nel procedimento contro i colleghi coimputati Francesco Cavallo e Luciano Soligo. La motivazione, hanno spiegato i legali dei due carabinieri, sarebbe da ricercare nell’obbligo come militari di eseguire ordini superiori. Per questo la decisione di costituirsi parte civile contro i due superiori gerarchici, anche loro imputati nel processo. Per i depistaggi sono imputati anche il generale Alessandro Casarsa, all’epoca dei fatti comandante di Roma, e altri 7 carabinieri. Gli otto carabinieri sono accusati a vario titolo e a seconda delle posizioni di falso, favoreggiamento, omessa denuncia e calunnia.
Ma a far discutere è anche la scelta del giudice Giulia Cavallone che ha negato le riprese delle udienze in risposta alla richiesta da parte di alcune televisioni di riprendere il processo.
È una decisione che risulta incomprensibile perché senza la costanza della famiglia e senza la copertura mediatica, il caso Cucchi non sarebbe diventato di interesse nazionale. Un caso che riguarda il rispetto dei diritti umani dei detenuti e l’integrità dell’Arma dei Carabinieri.

Arci Nazionale

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Cop 25 a Madrid: un fallimento, nessun accordo

Gambia e Marocco. Ecco gli unici due Paesi in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul clima (Cop21), a seguito delle discussioni spagnole della conferenza Cop25, andata in scena a Madrid e naufragata in un nulla di fatto.
È stato un flop colossale quello della 25esima Conferenza sul clima, dove non è stata presa alcuna significativa decisione in merito, è consistito nell’aver rimandato tutto alla Cop26, che si terrà a Glasgow, Scozia, il prossimo novembre. Come a dire che abbiamo solo perso tempo, quello stesso tempo che gli scienziati dicono essercene sempre meno. Un fallimento che si scontro con una nuova, e positiva, presa di coscienza globale sul tema ambientale. Non solo, ma anche grazie alla giovane svedese Greta Thunberg, quelle aspettative si sono scontrati con la cinica realtà del mondo dei potenti.
Lo scoglio diventato insormontabile a Madrid è stata l’intesa sull’articolo 6 dell’Accordo di Parigi che regola i cosiddetti «mercati del carbonio», ovvero i meccanismi che sottendono alla commercializzazione di permessi di emissione di anidride carbonica, pensati per sostenere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 secondo sistemi di compensazione e riduzione delle emissioni. In pratica, viene fissato un tetto alla quantità totale di alcuni gas serra che possono essere emessi dagli impianti che rientrano nel sistema.
Gli interessi delle compagnie dei combustibili fossili e di quelle imprese che vedono in un accordo multilaterale contro l’emergenza climatica una minaccia hanno avuto la meglio nella politica dei veti.
Il futuro è incerto. Nel 2020 in Europa le emissioni dei settori disciplinati dal sistema saranno inferiori del 21% rispetto al 2005 e nel 2030 saranno inferiori del 43%.
Tuttavia, senza il rispetto degli accordi di Parigi, gli Stati Uniti d’America nello stesso periodo (2030) produrranno da soli qualcosa come 5 o 6 miliardi di tonnellate di anidride carbonica in più, causando un aumento delle temperature medie di 0,3 entro la fine del secolo e vanificando di fatto gli sforzi di tutti gli altri Paesi messi insieme.
Risulta quindi evidente che senza un cambio al vertice degli Stati Uniti ogni proposta tesa ad un inversione di marcia sarà destinata a fallire.

Arci Nazionale

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REGIONI SOLIDALI per costruire coesione sociale

Le Regioni hanno importanti competenze e un ruolo fondamentale nell’attività di programmazione. Le loro scelte entrano nella vita quotidiana delle persone.
Per questo consideriamo svilente interpretare le prossime tornate elettorali regionali soltanto come un test in funzione delle dinamiche politiche nazionali.
Sanità, istruzione, formazione, contrasto del rischio idrogeologico e difesa del suolo, servizi per la cultura sono temi troppo importanti per scomparire nelle nebbie della propaganda e di un dibattito inutilmente sopra le righe.
Senza nascondere il timore di un esito a favore delle destre e senza far finta di non vedere la politicizzazione che si vorrebbe dare a questo voto, crediamo che non si debba perdere di vista il senso di queste elezioni: l’amministrazione regionale. E per noi queste amministrazioni dovranno essere ispirate – in Emilia-Romagna, in Calabria, nelle Marche – a politiche di uguaglianza, solidarietà e sviluppo sostenibile.
Siamo parte di una storia ispirata ai valori fondatori comuni della difesa della giustizia sociale, di una cultura popolare ed emancipativa, della solidarietà, della coesione, del mutualismo, della lotta contro una globalizzazione ingiusta, della rivendicazione di una sostenibilità ambientale, del contrasto alle mafie e ad ogni forma di violenza, della piena tutela dei diritti civili.
Riteniamo necessario rimettere in campo politiche in grado di ridurre, fino ad azzerare, il divario tra Nord e Sud e tra le diverse aree del Paese, anche attraverso l’affermazione dei valori di solidarietà, equità e unità nazionale oggi fortemente minacciati da un’idea di regionalismo differenziato che sembra ispirarsi all’egoismo ed all’emarginazione.
Siamo convinti che in fasi politiche e sociali di carattere straordinario occorra compiere tutti insieme un lavoro di ricomposizione, rinnovamento dei contenuti e delle proposte, nella prospettiva di rimotivare e dare fiducia ai cittadini nella possibilità di immaginare una nuova idea di società.
Con questo spirito presentiamo qui alcuni temi e proposte su cui auspichiamo un impegno da parte delle forze progressiste nelle campagne elettorali che nelle prossime settimane animeranno le regioni coinvolte.
E’ necessario che questo avvenga praticando la più ampia unità possibile delle forze progressiste nell’affrontare questa sfida elettorale, affrontando temi che per troppo tempo sono stati classificati come “allontanatori” del consenso.
Questo è possibile se soprattutto si sostengono i valori fondativi delle formazioni civili (solidarietà, mutualismo, educazione).
Con questo spirito presentiamo qui alcuni temi e proposte su cui auspichiamo un impegno da parte delle forze progressiste nelle campagne elettorali che nelle prossime settimane animeranno le regioni coinvolte:
1. Promuovere un nuovo modello di sviluppo sostenibile, nuovi percorsi di economia circolare mediante la sperimentazione di modelli di produzione e consumo basati sulla riduzione dell’impatto ambientale
2. Investire e promuovere l’incremento di nuovi posti di lavoro, fondandosi sui principi di una più equa redistribuzione sociale, sulla condivisione, riutilizzo, riciclo e riuso.
3. Mettere al centro il tema della riduzione delle diseguaglianze, prima di tutto quelle economiche, con la capacità di tenere assieme diritti e principi di solidarietà.
4. Garantire livelli di qualità e di accessibilità alla sanità pubblica, e l’affermazione di un sistema di welfare locale.
5. Farsi promotori di un modello di accoglienza diffusa dei rifugiati e dei richiedenti asilo e perseguire politiche di integrazione per i cittadini stranieri che vivono nel nostro paese.
6. Riconnettere le aree interne che, vivono il fenomeno della “desertificazione economica e sociale”, con le aree a più forte sviluppo economico con l’obiettivo di costruire una maggiore coesione territoriale.
7. Rivedere, anche in questa ottica, l’impianto istituzionale (cfr. svuotamento delle funzioni delle province / abolizione circoscrizioni / ripensamento delle unioni comunali) in chiave partecipativa.
8. Sostenere all’interno dei territori le istituzioni culturali presenti e valorizzare il tessuto associativo che ne rafforza la presenza e l‘impatto sociale.
9. Fornire risposte concrete all’emergenza abitativa ed alle crescenti richieste di alloggio razionalizzando le risorse disponibili e promuovendo investimenti adeguati.
10. Programmare interventi edilizi ed infrastrutturali caratterizzati dalla riduzione del consumo del suolo e dall’utilizzo di energie pulite e rinnovabili.
11. Organizzare un sistema dei trasporti pubblici sostenibile e integrato, capace di soddisfare le esigenze di mobilità ed in linea con gli obiettivi di accessibilità, efficienza e sicurezza.

Arci Nazionale

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“Notizie senza approdo”, come e quanto i media raccontano i migranti

Nel 2019 i quotidiani hanno scritto di immigrazione il 30% in più dell’anno scorso. I notiziari dei telegiornali vi hanno dedicato oltre 4.000 servizi, ossia il numero più alto negli ultimi dieci anni. Nei tg solo un giorno su 365 non ha avuto notizie riguardanti profughi, migranti, rifugiati. Se ne parla nel VII Rapporto Carta di Roma Notizie senza approdo, presentato martedi a Roma, a cura dell’Associazione Carta di Roma e Osservatorio di Pavia.
Questo trend è ovviamente legato alla politica, che usa il tema ‘migranti’ per alimentare la paura e spostare voti a proprio favore, in una perenne campagna elettorale. Nel 2019 abbiamo avuto il caso della Sea Watch e della sua comandante Carola Rackete, della Mare Jonio di Mediterranea hanno contribuito ad amplificare l’informazione propagandistica su questo tema.
Il rapporto è composto di tre sezioni: analisi della carta stampata; analisi dei telegiornali nazionali prime time; analisi delle voci di migranti e rifugiati nell’informazione di prima serata.
L’analisi sulle prime pagine dei giornali constata la crescita del 30% in più di notizie sull’immigrazione rispetto al 2018.
La gestione dei flussi migratori è la prima voce con il 51% e la dimensione della società e della cultura è la seconda voce con il 23% (5 punti in più rispetto agli ultimi anni). Si dimezza invece il tema dell’accoglienza, con il 9% di attenzione. Costanti le notizie sui migranti nei Tg. Il campione dell’analisi delle news include le edizioni prime time dei notiziari delle tre reti RAI e delle tre reti Mediaset e il TgLa7. Nel 2019 sono 4.002 le notizie dedicate al tema dell’immigrazione nelle edizioni del prime time dei telegiornali; in pratica lo stesso numero dell’intero 2018 (4.058) a conferma di come l’immigrazione sia diventato un tema costante. Nel 2019 le notizie legate al tema dell’immigrazione rappresentano l’11% del totale delle notizie prodotte dai 7 Tg. In tv è ancora più presente che nei quotidiani: solo un giorno, il 22 luglio, non ha almeno una notizia legata all’immigrazione.
È una «campagna elettorale permanente», nella quale le migrazioni e i migranti hanno svolto e svolgono un ruolo importante, perché contribuiscono a «spostare e a orientare le scelte di voto».
La maggior parte delle interviste è focalizzata sull’emergenza, secondo un frame conflittuale. Le buone pratiche di integrazione, iniziative dal basso, appaiono del tutto marginali.

Arci Nazionale

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Dalla parte dei curdi: raccolta fondi per una clinica mobile

Raccolta su Produzioni dal Basso e tramite Banca Etica

La situazione al confine tra la Turchia e la Siria è tutt’altro che tranquilla, sono ancora numerose le persone sfollate e bisognose di aiuto. Difatti la nostra campagna Dalla parte dei curdi, il progetto di solidarietà con il popolo kurdo sulla piattaforma di crowdfunding Produzioni dal Basso, in collaborazione con UIKI (Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia), prosegue e punta ad aumentare la soglia di raccolta.
Dal 9 ottobre di quest’anno abbiamo assistito a un attacco che ha colpito soprattutto la popolazione civile, e in particolare donne come Hevrin Khalef. Da allora più di 300.000 persone, di cui almeno un terzo bambini, sono in fuga.
In accordo con UIKI e sulla base dei bisogni emersi, i fondi raccolti con la nostra campagna finanzieranno una clinica mobile ad Heseke, che si rivolgerà soprattutto a donne e bambini in condizioni di povertà e sarà una forma flessibile e diretta di servizio sanitario che garantirà sia il pronto soccorso in caso di necessità sia assistenza continua.
Attualmente vi è una grande mancanza di cure mediche. Il team della clinica, composto da un medico, un’ostetrica, un’infermiera e un assistente medico, raggiungerà soprattutto le aree rurali. Condurrà lì esami e distribuirà medicine. In caso di emergenza, effettuerà visite a domicilio. Inoltre, il team istituirà un servizio di trasporto per i pazienti in urgenza.
In caso di risoluzione pacifica del conflitto la Clinica mobile sarà utilizzata in aree rurali e regioni poco prive di servizio sanitario.
Potete sostenere il progetto sia al link http://sostieni.link/23367 oppure con un bonifico sul c/c Banca Etica IBAN IT 06 S 05018 03200 000011453503, indicando la causale Solidarietà popolo curdo.
Siamo sicuri di poter contare sul vostro aiuto concreto e restiamo a disposizione con tutti i nostri contatti per qualsiasi chiarimento e collaborazione.

Arci Nazionale

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In Italia donne al potere (ma per nove mesi) – Controcorrente

Grandi notizie per le donne. In Finlandia per la prima volta c’è una prima ministra e le donne sono alla guida dei cinque partiti della coalizione di governo.
In Germania è donna la cancelliera da tre mandati e ha scelto un’altra donna a prendere il suo testimone.
In Danimarca c’è una prima ministra e in Estonia una presidente della Repubblica.
In Ue la Commissione e la Banca Centrale sono guidate da donne.
E in Italia?
In Italia no. È vero, è appena stata eletta una presidente della Corte Costituzionale per la prima volta nella storia della Repubblica ma la nomina è avvenuta quando è a fine mandato e non c’era alternativa: la Corte Costituzionale italiana sarà guidata da una donna per nove mesi poi tornerà un uomo. Tutti i partiti sono guidati da uomini tranne uno. Ai vertici delle regioni si è riusciti nella grande impresa di veder quasi azzerare le donne: negli ultimi quattro anni sono passate da cinque a una. Un comune su sette è guidato da una prima cittadina.
Grandi notizie per le donne ma lontano dall’Italia.

Arci Nazionale (Flavia Amabile, La Stampa)

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Più cultura, democrazia più forte

Nella tormentata discussione sulla legge di Bilancio è avvenuto nelle scorse settimane un fatto simbolicamente importante: la Commissione al Senato ha approvato una modifica che prevede detrazioni fiscali per l’iscrizione a corsi di educazione musicale organizzati sia dai conservatori sia da tantissime scuole popolari di musica italiane.
Da anni era un proposta dell’Arci e ci auguriamo che arrivi definitivamente in porto.
Sappiamo bene che i cittadini italiani attendono risposte importanti, che ci si sta confrontando su come ricollocare il nostro paese in Europa, come affrontare la crisi e la crescita delle diseguaglianza, ma se è vero che è anche da piccole cose che si intuisce la direzione verso cui andare, ci sentiamo di darne evidenza.
Perché consentire che le famiglie meno abbienti possano detrarre i costi sostenuti per la formazione musicale (misura prevista oggi nel nostro Paese solo per le attività sportive) rappresenta un riconoscimento del diritto di tutti alla cultura, del valore di quest’ultima come parte integrante per la crescita e il benessere di una persona, dei suoi desideri e delle sue aspirazioni.

L’Arci conosce bene ciò di cui si parla. I nostri circoli, le associazioni culturali sono impegnate quotidianamente nella promozione della cultura e dell’educazione popolare quotidianamente nei luoghi più difficili e nascosti del paese ed è ancora troppo scarso il riconoscimento istituzionale e pubblico di questo nostro grande lavoro.
La tempistica prevista per la discussione, il confronto politico che su questo emendamento si è svolto e i tempi ristretti della Camera, ci fanno pensare che dovrebbe avere un esito positivo nell’approvazione definitiva.
Auspichiamo che la fase complessa dei lavori parlamentari non cambi il destino di questo emendamento.
Anche per questo, facciamo appello a Governo e Parlamento perché si riesca ad approvare e tenere viva questa piccola grande azione.
Continuiamo a pensare che la cultura che illumina le città e anima i quartieri, diffonde curiosità e distingue la verità dalle bugie, possa rafforzare la democrazia a alimentare partecipazione.

Arci Nazionale

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AIUTA MEDITERRANEA EMPOLESE VALDELSA

E’ online il sito del Comitato Mediterranea Empolese Valdelsa consultabile alla pagina web https://mediterraneaempolesevaldelsa.jimdofree.com/. Il progetto Mediterranea nasce dalla volontà di tante persone di dire basta alle migliaia di morti in mare che avvengono ogni giorno nell’indifferenza generale. L’iniziativa è partita fin da subito grazie ai tanti operatori e alle tante operatrici che lottano per la difesa dei diritti umani, ma oggi vuole coinvolgere ciascuno di noi perché tutti in qualche modo possiamo contribuire.

Una delle nuove azioni indirizzata al sostegno economico delle navi è l’utilizzo dell’applicazione PemCards che ti permette di inviare a chi vuoi cartoline personalizzate direttamente dal tuo smartphone. Ti basterà acquistare il pacchetto di coin necessari per l’invio dedicato al supporto di Mediterranea. Sul nostro giornalino “Parole in Circolo” di dicembre, abbiamo dedicato una pagina a Maila Cocci, fondatrice del blog “Aspetto il Postino” e co-ideatrice, insieme al Comitato Mediterranea Empolese Valdelsa, di questa bellissima opportunità che ti consente di spedire cartoline ai protagonisti delle “storie migranti” che puoi leggere sul sito. Sul blog di Mediterranea Empolese Valdelsa è possibile consultare tutte le istruzioni necessarie all’utilizzo dell’applicazione.

Mediante questa azione potrai non solo trasformare i tuoi ricordi in bellissime cartoline ma anche diventare parte di un progetto così importante!

‘Un anno con Mediterranea’, l’agenda di chi salva vite in mare

Il regalo di Natale per sostenere Mediterranea Saving Humans

Un anno con Mediterranea’ è l’agenda per il 2020 che l’Arci nazionale ha creato a sostegno della piattaforma Mediterranea-Saving Humans.
L’Arci, dopo il 5X1000 e numerose iniziative in tutta Italia, continua a supportare l’organizzazione di cui è tra i fondatori insieme a tante altre associazioni, movimenti e singole persone, che salva vite in mare.
L’Agenda raccoglie parole, immagini e testimonianze dell’equipaggio di Mediterranea e di scrittori, giornalisti e illustratori amici di Mediterranea, per accompagnare ogni giorno dell’anno all’insegna dell’impegno umanitario, convinti che restare umani tutti i giorni sia una condizione necessaria.
L’intero ricavato sostiene Mediterranea affinché continui a prestare soccorso in mare alle persone in fuga dall’inferno libico, difendendo così i diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione e dalle convenzioni internazionali.
L’agenda è disponibile, previa prenotazione, su ‘Open DB-Distribuzioni dal Basso’ al link http://bit.ly/Med2020, ma è anche possibile richiederla presso la rete delle sedi Arci alla pagina https://www.arci.it/trova-il-tuo-circolo/.

Arci Nazionale

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