Nella giungla dei ‘per mille’ una grande opportunità per l’Arci: il 2xMILLE alle associazioni culturali

Nella giungla dei ‘per mille’ una grande opportunità per l’Arci: il 2xMILLE alle associazioni culturali

 

di Greta Barbolini, responsabile nazionale Arci Politiche economiche

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Una delle principali novità della stagione fiscale 2016 di cui troppo poco si è parlato è la possibilità per il contribuente di destinare un 2 x1000 ulteriore della propria Irpef alle associazioni culturali. L’anticipazione era stata data in occasione della presentazione della legge di Stabilità 2016, a cui dovevano seguire, entro il 1° febbraio, i relativi decreti attuativi che avrebbero chiarito i requisiti e i criteri per l’iscrizione nell’apposito elenco presso il Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo. L’intenzione dichiarata quella di concorrere con un pacchetto di dispositivi, tra cui il  2×1000 alla cultura, ad un rilancio complessivo di un comparto strategico per l’Italia sia dal punto di vista delle politiche di coesione e crescita dei cittadini sia dal punto di vista economico.  Erano i giorni degli attentati di Parigi e delle manovre straordinarie per la sicurezza che nella volontà del governo dovevano andare di pari passo al potenziamento della cultura.

A distanza di soli pochi mesi dall’annuncio non si parla più di rilancio della cultura come alternativa strategica al terrore e alla chiusura identitaria e i decreti attuativi sono arrivati solo a fine marzo, pochi giorni prima dell’inizio della campagna fiscale, in un quadro di totale disinformazione dei cittadini e delle associazioni che hanno avuto pochi giorni a disposizione per procedere all’iscrizione negli appositi elenchi. Anche ora, a campagna fiscale avanzata, assistiamo ad un grande silenzio informativo sulla possibilità di esplicitare una ulteriore scelta a sostegno della cultura anche da parte delle stesse organizzazioni potenzialmente beneficiarie. In effetti sono tante le incognite da sciogliere: nel concreto come saranno selezionati i soggetti aventi diritto? Sarà data stabilità al provvedimento anche negli anni a venire? Sarà messo a sistema e armonizzato il sistema sempre più complesso dei ‘per mille’? Gli importi saranno assegnati in modo trasparente e tempestivo? Pur con tutti questi elementi di incertezza, sono convinta che il 2×1000 alle associazioni culturali rappresenti una importante opportunità per il mondo delle associazioni culturali a cui finalmente, anche nel campo delle scelte di devoluzione fiscale, viene riconosciuta piena soggettività e  accresciuta rilevanza.

Penso anche che sostenere il dinamismo delle associazioni culturali, spingendole a stringere un rapporto di ulteriore prossimità e reciprocità con i cittadini sia un fattore già di per sé positivo.

Il 2×1000 alle associazioni culturali rappresenta per l’Arci una grande opportunità per farsi conoscere, riconoscere e sostenere sia dai suoi soci come dalla più ampia cerchia di persone che conosce e apprezza il lavoro della rete di circoli e comitati Arci a vantaggio della qualità della vita delle comunità locali.

Nell’attuale quadro di grande frammentazione in cui le reti nazionali culturali sono spesso discontinue e poco efficaci, l’Arci è forse l’unico soggetto che  interpreta oggi in Italia la funzione integrata di attore culturale fortemente impegnato nel sociale. Il nostro è per definizione un modo di fare cultura che crea coesione sociale, rafforza la comunità, aiuta a superare diffidenze e distanze.

Abbiamo quindi di fronte una importante opportunità che, se resa stabile, ci aiuterà ad affermare il nostro modello di fare cultura, a rilanciare e consolidare il legame tra l’Arci e i suoi soci e cittadini chiedendo a tante quante più persone di fare crescere con l’Arci la cultura popolare, la cultura per tutti.

 

Arcisolidarietà Rovigo: Asilo notturno Arcobaleno per l’accoglienza di profughi e senza casa

001.JPGArci solidarietà Rovigo è nata nel 2000, per creare un coordinamento tra singoli, gruppi spontanei, associazioni e circoli che promuovono azioni di solidarietà verso tutti coloro che vedono violati i propri diritti civili e umani: immigrati, profughi, richiedenti asilo, vittime di conflitti, persone disagiate. Viene offerta ospitalità a chi non ha una casa e vive in condizioni di povertà, promuovendo la sua autonomia e valorizzandone  le risorse personali, con un’attività non di carattere assistenziale ma di accompagnamento all’emancipazione e alla responsabilizzazione. Finora sono state svolte iniziative di sensibilizzazione, di formazione sui temi dell’intercultura, gestione dei servizi, gestione diretta dell’asilo notturno Arcobaleno, con servizi di sostegno agli ospiti; la Casa della Pace, la Coccinella che offre ospitalità a donne con minori; la Rosa dei Venti, con alloggi collettivi per nuclei familiari;  laboratorio Formichina, con finalità di formazione e inserimento lavorativo. Vi si svolgono attività di stiro, cucito e riparazione bici. Dal 2015 è stato aperto anche un centro diurno per senza dimora.

Info: www.arcisolidarietarovigo.it

 

Arcisolidarietà Ora d’aria Perugia: Uno sguardo al femminile

genitorialita_carcere_sbarre_bl.jpgL’Associazione Arcisolidarietà Ora d’aria di Perugia, attraverso lo Sportello InformaCarcere, offre un servizio trasversale rivolto all’intera popolazione detenuta. Uno sguardo al femminile è un servizio pensato per le detenute che hanno i propri figli ospiti in Comunità educative e residenziali per minori.

Lo sportello opera all’interno del Nuovo Complesso Penitenziario Capanne di Perugia attraverso l’ingresso di operatori volontari tre volte alla settimana, presso la Sezione Femminile e Maschile, sia Circondariale che Penale dell’Istituto, con l’obiettivo di far fronte ai diritti civili e sociali della popolazione detenuta, fornendo consulenza psico-sociale, contatti con gli avvocati, orientamento e disbrigo pratiche.

Il progetto Uno sguardo al femminile si concentra nella sezione femminile del carcere e opera nel sostegno del nucleo familiare madre-minore offrendo servizi di accompagnamento, organizzazione di giornate della genitorialità e realizzazione di attività culturali.

Info: www.arciperugia.it

ArciReport, 28 aprile 2016

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