Sulle orme di Peppino Impastato: il diario

Sulle orme di Peppino Impastato: il diario

Prima di iniziare con questa breve cronaca, è doveroso ringraziare chi si è
adoperato in prima persona per la riuscita di quest’esperienza: l’Unione dei Comuni del Circondario Empolese Valdelsa, la Regione Toscana, Arci Comitato Regionale Toscano.

I circoli Arci Santa Maria, Ponzano, (Empoli), Rossetti (Cerreto Guidi), San Donato (Vinci), Puppino (Castelfiorentino). Le leghe SPI CGIL di Empoli, Castelfiorentino, Cerreto Vinci e CGIL Empolese Valdelsa.

L’associazione Avviso Pubblico e Slow Food, e la Coop Cerreto-Vinci.
Don Armando Zappolini che ci ha inserito nel suo tour.
Gli studenti e gli insegnanti dell’IIS Ferraris-Brunelleschi che ci hanno dato fiducia.

Il team è composto da Valeria Carboncini di Arci Empolese Valdelsa, Andrea Nerla, volontario di Arci Servizio Civile, Silvia Desideri, insegnante dell’IIS Ferraris-Brunelleschi, e Olivia, Gabriele, Marcello, Lorenzo, e Matteo, studenti dell’I.I.S. Ferraris-Brunelleschi di Empoli.

8 maggio

 

A causa di uno sciopero dei dipendenti di Ryanair, il volo Pisa-Palermo previsto in mattinata viene cancellato, quindi dobbiamo attendere il primo volo utile successivo ,
quello delle 22:20. Decidiamo di trascorrere le ore libere a nostra disposizione
esplorando i luoghi più caratteristici di Pisa: Piazza dei Miracoli, Via del Corso e
Lungarno. Le bellezze siciliane devono aspettare!
Riusciamo finalmente a partire alle 00:20, per arrivare alle 01:30 all’aeroporto di Palermo. Il nostro residence si trova ad Isola delle Femmine, distante pochi minuti dall’aeroporto. Qui, senza farcelo ripetere, sfruttiamo le poche ore di sonno a disposizione, in vista dell’impegnativa giornata successiva.

9 maggio

Sveglia alle 9:30. La giornata si apre con la visita al casolare dove è stato
assassinato Peppino; qui incrociamo il giornalista dell’Espresso sotto scorta Lirio Abbate, l’attore e regista Ascanio Celestini, e Pino Manzella; amico di Peppino e grafico di Radio Aut.
Il viavai di persone – perlopiù studenti – è incessante. QUI un video dell’evento.

Davanti al casolare dove fu ucciso Peppino Impastato

Alle 13 ci spostiamo al vicino ristorante “Peppino Impastato”, dove i ragazzi
dell’I.I.S. Ferraris-Brunelleschi al termine del pranzo si esibiscono, davanti agli
amici del Vespa Club di Ponsacco, in una lettura riguardo al fatidico 9 maggio 1978:
il giorno dell’uccisione di Peppino.
Dopo pranzo il bus-navetta ci porta nella casa natale di Peppino, oggi trasformata inCasa Memoria Peppino e Felicia Impastato, curata da giovani volontari.

La camera da letto di Peppino Impastato

Un particolare della mostra sulla vita di Peppino

Successivamente ci spostiamo nel vicino paese di Terrasini, dove aveva sede la storica Radio Aut, e dove ha inizio il corteo in ricordo di Peppino Impastato. Un corteo decisamente partecipato, colorato da sigle, partiti, associazioni, persone. Tutti uniti dalla volontà di contribuire, per quanto simbolicamente, al ricordo della figura di Peppino Impastato e alla lotta alla mafia. QUI alcune immagini della manifestazione. Arrivati a destinazione, di nuovo davanti a “Casa Memoria”, inizia la presentazione dei vari ospiti.
Esordisce Giuseppe Impastato (QUI potete leggere il suo discorso integrale), fratello di Peppino. Successivamente parla Susanna Camusso, segretaria generale della CGIL, il cui discorso si incentra sulla correlazione tra attività mafiosa e carenza di condizioni lavorative degne.
E’ il turno poi di Giuseppe Giulietti, presidente della FNSI, che porta i saluti della Federazione nazionale della Stampa. Intervengono anche Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, che pone l’accento sul ruolo della satira e di “Onda Pazza” nel contrastare il potere e le mafie, e Umberto Santino, fondatore del centro siciliano di documentazione “Peppino Impastato”.
La manifestazione si conclude con l’intervento in streaming dei genitori di Giulio Regeni.
Al termine della manifestazione ci concediamo una cena in un ristorante nei paraggi,
per concludere la giornata con una passeggiata nel cuore di Cinisi.

Alcune immagini del corteo

10 maggio

Il terzo e ultimo giorno è forse quello più denso di attività ed eventi. La sveglia suona presto; c’è da arrivare in mattinata a Corleone, che da Isola delle Femmine dista circa 1 ora e mezzo in bus. Arrivati all’altezza di Cinisi scopriamo che avremo a bordo della nostra navetta un ospite particolare: Giovanni Impastato. Il fratello di Peppino, che solo il giorno prima ammiravamo pronunciare il suo discorso davanti a migliaia di persone, ci accompagnerà  nel cuore di Cosa Nostra, culla di personaggi come Totò Riina e Bernardo Provenzano. Un comune sciolto per associazione mafiosa solo 2 anni fa, inoltre. Sembra quasi irreale.

Eppure, arrivati a destinazione, ci accorgiamo di non essere così isolati. Entriamo nel Laboratorio della Legalità, nel cuore di Corleone; un luogo dove l’antimafia non è soltanto una parola, ma una pratica da portare avanti quotidianamente. Si presenta l’amministrazione temporanea del comune, guidata da Giovanna Termini. Poi la parola passa a Pippo Cipriani:ex sindaco di Corleone e personalità di spicco nel campo dell’antimafia, che per questo ha ricevuto più volte minacce da esponenti mafiosi, sia dirette che indirette. Poi è il turno di Calogero Parisi, presidente della Cooperativa Lavoro e non Solo, che si occupa della lavorazione dei campi confiscati alla mafia. Calogero ci racconta del furto subito appena pochi giorni fa di due trattori del valore complessivo di circa 100’000€. Un intoppo non da poco che, tuttavia, non ha smorzato la determinazione della cooperativa che si è già adoperata per l’acquisto di un altro trattore. Infine tocca a Giovanni Impastato, che ricorda come anche la sua non fosse una famiglia estranea alla mafia, anzi.

Il laboratorio della legalità di Corleone

Al termine dell’incontro andiamo a mangiare all’interno della Cooperativa Lavoro e Non Solo, dove ci preparano alcuni buonissimi piatti tipici siciliani.

Poi partiamo insieme al Vespa Club Valdera alla volta di Portella della Ginestra, teatro della famosa strage dove persero la vita 12 persone, perlopiù giovani e giovanissimi.

Gli studenti di Empoli a Portella della ginestra

I ragazzi delle scuole di Empoli recitano la storia della strage di Portella della ginestra del 1 maggio 1947. Accompagnati da Filippo Torrigiani, (consulente della commissione antimafia), sono in Sicilia grazie al contributo dei consiglieri comunali della provincia che si sono tassati per sostenere le spese di viaggio e soggiorno.

Pubblicato da RADIO 100 PASSI su giovedì 10 maggio 2018

Portella della Ginestra

Giunti verso l’epilogo di questo viaggio, ci spostiamo in un altro bene confiscato alla mafia, sempre a Portella della Ginestra, dove facciamo merenda insieme a Giovanni con degli ottimi cannoli siciliani.

Infine la navetta ci porta nuovamente a Palermo, dove ritroviamo la mostra sulla vita di Peppino Impastato che avevamo visto a Casa Memoria il giorno prima. Ci congediamo con Giovanni Impastato e, dopo aver comprato una consistente scorta di cannoli da portare ad amici e parenti, ci avviamo al gate dell’aereo che ci riporterà a Pisa.

Si conclude così un tour de force denso di impegni e di riflessioni, di interrogativi. Di emozioni. Un’esperienza che certamente non ha lasciato indifferente, sul tema dell’antimafia, chiunque vi ha partecipato.

Andrea Nerla

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