2×1000

image_pdfimage_print

TIRAMISU’: 5×1000 e 2×1000 PER I CIRCOLI ARCI

TIRAMISU’:LA CAMPAGNA “SENSORIALE” del 5×1000 e 2×1000 dell’ARCI
Una campagna “sensoriale” di raccolta del 5×1000 e del 2×1000 per cercare di riuscire a “rialzare le serrande” dei Circoli Arci in crisi dopo un anno di chiusura forzata a causa della pandemia.
Cosa ci mancherebbe, anche solamente a livello istintivo, se i Circoli Arci non fossero in grado di riaprire?

Una grande serranda abbassata sopra alla quale campeggia l’insegna di un Circolo Arci e una frase/slogan “TIRAMISU’: è questa l’immagine della nuova campagna del 5×1000 e 2×1000 del Comitato Arci Empolese Valdelsa  APS completamente destinata e pensata per il salvataggio dei Circoli Arci, chiusi da un anno a causa della pandemia.
“Una campagna che abbiamo voluto definire “sensoriale” – spiega Chiara Salvadori, presidente di Arci Comitato Territoriale Empolese Valdelsa APS – che si basa su una domanda che da sempre ci poniamo ma che stavolta diventa drammaticamente reale, ovvero, cosa ci verrebbe a mancare nel caso che i Circoli Arci non fossero in grado di tirarla su questa serranda, dopo questa lunga chiusura forzata? Sappiamo che sicuramente ci mancherebbero i circoli come luoghi di incontro, di aggregazione, di resistenza alla solitudine, presidi di socialità fondamentali nelle nostre comunità e frazioni, ma abbiamo voluto analizzare questo concetto di “mancanza” nel nostro quotidiano, in maniera veramente basica, contando come i nostri sensi percepirebbero queste assenze di suoni, visioni, con-tatti che nei Circoli si vivono e si godono.”

“Tiramisù’ “quindi diventa l’appello che, figuratamente, la serranda (o meglio per dirla alla toscana, il bandone) di ogni circolo rivolge a tutti i soci e a tutti i cittadini che riconoscono all’Arci un ruolo e una funzione importante nel territorio:un invito impellente a contribuire per  garantire la sopravvivenza e il futuro delle nostre strutture. Infatti, nonostante il protrarsi della pandemia e la conseguente crisi dovuta all’impossibilità di potere svolgere le consuete iniziative e attività sociali e culturali di autofinanziamento, tasse e utenze sono continuate ad arrivare, mentre invece al contrario, i contributi statali sono stati scarsissimi (o in alcuni casi, nulli) e completamente insufficienti a sanare le perdite dei Circoli.

 

La campagna “Tiramisù”partirà martedì 4 maggio sui social network dell’associazione: la riconoscerete dall’immagine della serranda da cui sono tratte anche le locandine e gli adesivi che parallelamente saranno esposti in tutti i Circoli.
Altri materiali che si potranno “gustare”della campagna “sensoriale”sui social network Arci Empolese Valdelsa saranno: un audio che ricorderà suoni, rumori e voci  dei nostri circoli che da troppo tempo non sentiamo più e video di con-tatti arci, di quando abbracciarsi,toccarsi, festeggiare, stare vicini e vedere risate e sorrisi senza mascherina, era la normalità.

Contribuire alla nostra campagna non costa nulla: il 5×1000 e il 2×1000 sono le misure fiscali che in fase di dichiarazione dei redditi,  consentono ai contribuenti di destinare una quota dell’IRPEF anche all’Arci Empolese Valdelsa. Basta indicare nella propria dichiarazione dei redditi, negli appositi campi del 5×1000 e 2×1000 per le associazioni culturali, il codice fiscale di Arci Comitato Territoriale Empolese Valdelsa APS: 82003050489.

Anche chi non ha l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi può scegliere di destinare il cinque e il due per mille dell’IRPEF utilizzando l’apposita scheda allegata allo schema di Certificazione Unica  (CU) o al Modello REDDITI Persone Fisiche e consegnarla in busta chiusa allo sportello di un ufficio postale o a un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (professionista, Caf, ecc.).
Aiuta anche tu con una firma i Circoli Arci a tirare su il bandone. Fa’ che l’appello Tiramisù non rimanga inascoltato e che i Circoli Arci del tuo territorio possano ancora essere luoghi di accoglienza e solidarietà, doti di cui avremo molto bisogno dopo la fine di questa pandemia.

03/05/2021

Nella giungla dei ‘per mille’ una grande opportunità per l’Arci: il 2xMILLE alle associazioni culturali

 

di Greta Barbolini, responsabile nazionale Arci Politiche economiche

52header-03.png

Una delle principali novità della stagione fiscale 2016 di cui troppo poco si è parlato è la possibilità per il contribuente di destinare un 2 x1000 ulteriore della propria Irpef alle associazioni culturali. L’anticipazione era stata data in occasione della presentazione della legge di Stabilità 2016, a cui dovevano seguire, entro il 1° febbraio, i relativi decreti attuativi che avrebbero chiarito i requisiti e i criteri per l’iscrizione nell’apposito elenco presso il Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo. L’intenzione dichiarata quella di concorrere con un pacchetto di dispositivi, tra cui il  2×1000 alla cultura, ad un rilancio complessivo di un comparto strategico per l’Italia sia dal punto di vista delle politiche di coesione e crescita dei cittadini sia dal punto di vista economico.  Erano i giorni degli attentati di Parigi e delle manovre straordinarie per la sicurezza che nella volontà del governo dovevano andare di pari passo al potenziamento della cultura.

A distanza di soli pochi mesi dall’annuncio non si parla più di rilancio della cultura come alternativa strategica al terrore e alla chiusura identitaria e i decreti attuativi sono arrivati solo a fine marzo, pochi giorni prima dell’inizio della campagna fiscale, in un quadro di totale disinformazione dei cittadini e delle associazioni che hanno avuto pochi giorni a disposizione per procedere all’iscrizione negli appositi elenchi. Anche ora, a campagna fiscale avanzata, assistiamo ad un grande silenzio informativo sulla possibilità di esplicitare una ulteriore scelta a sostegno della cultura anche da parte delle stesse organizzazioni potenzialmente beneficiarie. In effetti sono tante le incognite da sciogliere: nel concreto come saranno selezionati i soggetti aventi diritto? Sarà data stabilità al provvedimento anche negli anni a venire? Sarà messo a sistema e armonizzato il sistema sempre più complesso dei ‘per mille’? Gli importi saranno assegnati in modo trasparente e tempestivo? Pur con tutti questi elementi di incertezza, sono convinta che il 2×1000 alle associazioni culturali rappresenti una importante opportunità per il mondo delle associazioni culturali a cui finalmente, anche nel campo delle scelte di devoluzione fiscale, viene riconosciuta piena soggettività e  accresciuta rilevanza.

Penso anche che sostenere il dinamismo delle associazioni culturali, spingendole a stringere un rapporto di ulteriore prossimità e reciprocità con i cittadini sia un fattore già di per sé positivo.

Il 2×1000 alle associazioni culturali rappresenta per l’Arci una grande opportunità per farsi conoscere, riconoscere e sostenere sia dai suoi soci come dalla più ampia cerchia di persone che conosce e apprezza il lavoro della rete di circoli e comitati Arci a vantaggio della qualità della vita delle comunità locali.

Nell’attuale quadro di grande frammentazione in cui le reti nazionali culturali sono spesso discontinue e poco efficaci, l’Arci è forse l’unico soggetto che  interpreta oggi in Italia la funzione integrata di attore culturale fortemente impegnato nel sociale. Il nostro è per definizione un modo di fare cultura che crea coesione sociale, rafforza la comunità, aiuta a superare diffidenze e distanze.

Abbiamo quindi di fronte una importante opportunità che, se resa stabile, ci aiuterà ad affermare il nostro modello di fare cultura, a rilanciare e consolidare il legame tra l’Arci e i suoi soci e cittadini chiedendo a tante quante più persone di fare crescere con l’Arci la cultura popolare, la cultura per tutti.

 

Arcisolidarietà Rovigo: Asilo notturno Arcobaleno per l’accoglienza di profughi e senza casa

001.JPGArci solidarietà Rovigo è nata nel 2000, per creare un coordinamento tra singoli, gruppi spontanei, associazioni e circoli che promuovono azioni di solidarietà verso tutti coloro che vedono violati i propri diritti civili e umani: immigrati, profughi, richiedenti asilo, vittime di conflitti, persone disagiate. Viene offerta ospitalità a chi non ha una casa e vive in condizioni di povertà, promuovendo la sua autonomia e valorizzandone  le risorse personali, con un’attività non di carattere assistenziale ma di accompagnamento all’emancipazione e alla responsabilizzazione. Finora sono state svolte iniziative di sensibilizzazione, di formazione sui temi dell’intercultura, gestione dei servizi, gestione diretta dell’asilo notturno Arcobaleno, con servizi di sostegno agli ospiti; la Casa della Pace, la Coccinella che offre ospitalità a donne con minori; la Rosa dei Venti, con alloggi collettivi per nuclei familiari;  laboratorio Formichina, con finalità di formazione e inserimento lavorativo. Vi si svolgono attività di stiro, cucito e riparazione bici. Dal 2015 è stato aperto anche un centro diurno per senza dimora.

Info: www.arcisolidarietarovigo.it

 

Arcisolidarietà Ora d’aria Perugia: Uno sguardo al femminile

genitorialita_carcere_sbarre_bl.jpgL’Associazione Arcisolidarietà Ora d’aria di Perugia, attraverso lo Sportello InformaCarcere, offre un servizio trasversale rivolto all’intera popolazione detenuta. Uno sguardo al femminile è un servizio pensato per le detenute che hanno i propri figli ospiti in Comunità educative e residenziali per minori.

Lo sportello opera all’interno del Nuovo Complesso Penitenziario Capanne di Perugia attraverso l’ingresso di operatori volontari tre volte alla settimana, presso la Sezione Femminile e Maschile, sia Circondariale che Penale dell’Istituto, con l’obiettivo di far fronte ai diritti civili e sociali della popolazione detenuta, fornendo consulenza psico-sociale, contatti con gli avvocati, orientamento e disbrigo pratiche.

Il progetto Uno sguardo al femminile si concentra nella sezione femminile del carcere e opera nel sostegno del nucleo familiare madre-minore offrendo servizi di accompagnamento, organizzazione di giornate della genitorialità e realizzazione di attività culturali.

Info: www.arciperugia.it

ArciReport, 28 aprile 2016