Ambiente

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Cop 25 a Madrid: un fallimento, nessun accordo

Gambia e Marocco. Ecco gli unici due Paesi in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul clima (Cop21), a seguito delle discussioni spagnole della conferenza Cop25, andata in scena a Madrid e naufragata in un nulla di fatto.
È stato un flop colossale quello della 25esima Conferenza sul clima, dove non è stata presa alcuna significativa decisione in merito, è consistito nell’aver rimandato tutto alla Cop26, che si terrà a Glasgow, Scozia, il prossimo novembre. Come a dire che abbiamo solo perso tempo, quello stesso tempo che gli scienziati dicono essercene sempre meno. Un fallimento che si scontro con una nuova, e positiva, presa di coscienza globale sul tema ambientale. Non solo, ma anche grazie alla giovane svedese Greta Thunberg, quelle aspettative si sono scontrati con la cinica realtà del mondo dei potenti.
Lo scoglio diventato insormontabile a Madrid è stata l’intesa sull’articolo 6 dell’Accordo di Parigi che regola i cosiddetti «mercati del carbonio», ovvero i meccanismi che sottendono alla commercializzazione di permessi di emissione di anidride carbonica, pensati per sostenere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 secondo sistemi di compensazione e riduzione delle emissioni. In pratica, viene fissato un tetto alla quantità totale di alcuni gas serra che possono essere emessi dagli impianti che rientrano nel sistema.
Gli interessi delle compagnie dei combustibili fossili e di quelle imprese che vedono in un accordo multilaterale contro l’emergenza climatica una minaccia hanno avuto la meglio nella politica dei veti.
Il futuro è incerto. Nel 2020 in Europa le emissioni dei settori disciplinati dal sistema saranno inferiori del 21% rispetto al 2005 e nel 2030 saranno inferiori del 43%.
Tuttavia, senza il rispetto degli accordi di Parigi, gli Stati Uniti d’America nello stesso periodo (2030) produrranno da soli qualcosa come 5 o 6 miliardi di tonnellate di anidride carbonica in più, causando un aumento delle temperature medie di 0,3 entro la fine del secolo e vanificando di fatto gli sforzi di tutti gli altri Paesi messi insieme.
Risulta quindi evidente che senza un cambio al vertice degli Stati Uniti ogni proposta tesa ad un inversione di marcia sarà destinata a fallire.

Arci Nazionale

https://www.arci.it/cop-25-a-madrid-un-fallimento-nessun-accordo/

Cop25 a Madrid: servono volontà politica e azioni forti per il clima

A Madrid è in corso la 25esima conferenza della COP25 sui cambiamenti climatici, dopo la rinuncia da parte del Cile a ospitare la conferenza sul clima programmata a Santiago, visti i disordini in corso nel paese. Vede impegnati 197 membri europei sino al 13 Dicembre, chiamati a dare seguito con impegni concreti all’obiettivo contro il riscaldamento globale. Negli anni questa conferenza non ha registrato grandi successi. Purtroppo molti degli impegni sono rimasti scritti nel libro delle buone intenzioni. Questa volta però c’è un elemento nuovo, una pressione popolare sul tema ambientale che non ha paragoni con il passato.
Prova lo è la partecipazione della giovane svedese Greta Thunberg.
Siamo in pieno cambiamento climatico. Il mondo è già più caldo di 1,1°C rispetto agli albori della rivoluzione industriale, con un impatto significativo sul pianeta e sulle vite delle persone. Se le attuali tendenze dovessero continuare, le temperature globali potrebbero aumentare dai 3,4 ai 3,9°C già in questo secolo, causando effetti climatici distruttivi su larga scala.
Questo è il contesto, si può continuare a ignorarlo?
Tra gli obiettivi a Madrid c’è la revisione degli impegni dei paesi firmatari dell’Accordo di Parigi per la riduzione dei gas serra, presi nella capitale francese nel 2015, ma divenuti insufficienti per diminuire il riscaldamento globale.
Quello in corso è ritenuto un appuntamento un po’ di passaggio, perché deve chiudere la partita delle definizioni delle regole per l’attuazione dell’Accordo di Parigi; anche dopo la riunione di Katowice erano rimasti in sospeso dei punti specifici relativi in particolare ai meccanismi di cooperazione tra i Paesi. Ricordiamo che con il 2020 si apre invece la fase attuativa dell’accordo di Parigi; finora la comunità internazionale ha solo definito le regole. Però nello stesso tempo questa Cop si occupa anche di altro, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti finanziari. Infatti i Paesi cominceranno a discutere la revisione degli impegni finanziari di cooperazione per il periodo 2020-2025. Quindi diciamo, da una parte si predispongono le ultime regole per l‘attuazione da parte dei Paesi dell’Accordo di Parigi, dall’altra si definisce un po’ il futuro, soprattutto per quanto riguarda la cooperazione tra i Paesi e il supporto ai Paesi in via di sviluppo.
Il rischio – ancora una volta – che il livello sia interlocutorio, senza soddisfare la grande richiesta pubblica verso impegni concreti. Anche Papa Francesco ha scritto a Carolina Schmidt, ministro dell’Ambiente del Cile e presidente di Cop25, esortando: «azioni deboli sul clima, serve volontà politica per agire contro i cambiamenti climatici».

Arci Nazionale

https://www.arci.it/cop25-a-madrid-servono-volonta-politica-e-azioni-forti-per-il-clima/

Può Greta cambiare il mondo?

Alla mobilitazione giovanile si è aggiunta la condivisibile iniziativa dell’Asvis (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile) che giustamente si è chiesta: «Perché dobbiamo salvare il mondo solo il venerdì?» E da questa domanda sono partiti e hanno proposto di iniziare da sabato 28 settembre quanto la maggioranza degli italiani fa la spesa.
Inoltre, nello stesso giorno, dalle 12 alle 13 verrà realizzato un social bombing con #SaturdayforFuture e #CashMobEtico. L’intento è sensibilizzare più persone possibili sul consumo consapevole. Ma tutto è iniziato un anno fa, ispirati dalle proteste solitarie di Greta Thunberg davanti al Parlamento svedese, i ragazzi di tutto il mondo hanno iniziato ad aderire ai Climate Strikes for Future, per ricordare agli adulti la necessità di agire subito contro i cambiamenti climatici.
Oggi gli scioperi globali per il clima sono confluiti in un movimento di protesta civile capace di portare in piazza milioni di persone da un angolo all’altro del Pianeta, e di influenzare l’agenda politica internazionale. Siamo nella settimana delle manifestazioni che si concluderanno il 27 settembre con lo sciopero mondiale per il clima.
Ma il 24 settembre le Nazioni Unite a New York sono state scosse dalle parole di Greta: «L’ecosistema sta collassando, siamo all’inizio di un’estinzione di massa, e tutto ciò di cui voi parlate sono soldi, favole e crescita economica».
Greta Thunberg è il volto del vertice Onu. L’attivista ambientalista svedese di 16 anni, al Palazzo di vetro, ha ribadito ciò che ripete da un anno: «La scienza da trent’anni è chiara ma voi distogliete lo sguardo, come osate?».
«Avete rubato i miei sogni e la mia infanzia» ha continuato.
«Ci state deludendo, ma i giovani stanno iniziando a capire il vostro tradimento, gli occhi di tutte le generazioni future sono su di voi, e se sceglierete di fallire non vi perdoneremo mai».
«Il mondo si sta svegliando e il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no».
Parole dure e dette con commozione.

Arci Nazionale

https://www.arci.it/puo-greta-cambiare-il-mondo/

United for climate change

Anche l’Arci nelle piazze e nelle strade per la giustizia climatica

Venerdì 20 settembre è iniziata la settimana di mobilitazione per il clima che culminerà il 27 settembre con lo sciopero globale.

Come già in passato l’onda verde cresce ogni ora e ad oggi sono oltre 5000 le piazze che accoglieranno in oltre 150 nazioni le manifestazioni previste per questo evento che gli organizzatori preannunciano come un evento storico.

Greta Thumberg, a New York per il Climate Action Summit 2019 delle Nazioni Unite lo dice chiaramente davanti al Congresso degli Stati Uniti, la questione del cambiamento climatico non è una presa di posizione politica o un’ opinione personale, ma un fatto comprovato dalla scienza che come mai prima d’ora, si appella ad una presa di coscienza collettiva e ad un intervento immediato da parte dei governi come dei singoli cittadini, perché il tempo a nostra disposizione per invertire la rotta è ormai ridotto a pochi anni.

Come alla vigilia del primo sciopero planetario del 16 marzo scorso, l’Arci si schiera convintamente al fianco del movimento Friday For Future e di tutte le organizzazioni che hanno aderito a questo appello globale per la mobilitazione del 27.

In tutta Italia saremo nelle piazze e nelle strade partendo dai nostri circoli che sono casa naturale di discussione, di scambio di buone pratiche, di crescita collettiva, da quei luoghi che da sempre ospitano le battaglie per i beni comuni, per la difesa del territorio, per la giustizia climatica che non può non essere sociale e viceversa.

Partiremo da lì dove ogni giorno mettiamo in pratica quello che il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha chiesto alla società civile di fare, ovvero di agire sui governi affinché agiscano meglio e più in fretta. 

#UnitedForClimate #SystemChangeNotClimateChange

SCARICA IL MATERIALE REALIZZATO DALL’ARCI

QUI l’elenco di tutte le piazze mobilitate nel nostro paese

Arci nazionale

https://www.arci.it/united-for-climate-change/

Una svolta verde

Sono molti gli anni di dibattito sul tema dell’ambientalismo. Possiamo anche dire che abbiamo vissuto anni un po’ di maniera, dove alla fine quanto si predicava per gli altri raramente veniva praticato dai dispensatori di verità. Ma ora qualcosa pare sia cambiato nel verso giusto: cambiare lo stile di vita. L’ambientalismo si deve nutrire di buone pratiche e comportamenti virtuosi. Da un consumo consapevole, dalla scelta di azioni più rispettose del pianeta.
Non occorre essere integralisti, ma la consapevolezza critica di quanto può fare ognuno di noi è un buon inizio.
Tra le buone pratiche possiamo inserire la campagna Puliamo il mondo che da oltre venticinque anni Legambiente promuove e Arci aderisce, l’ultimo fine settimana di settembre, mobilita migliaia di volontari in tutta Italia per ripulire spazi pubblici dai rifiuti abbandonati. Con guanti, rastrelli, ramazze e sacconi ci si ritrova in piazze, strade, parchi urbani, lungo gli argini dei fiumi o delle strade statali, o negli spazi ‘di nessuno’ ai margini delle periferie metropolitane. Giovani e anziani, italiani e non, amministrazioni locali, imprese, scuole, uniti da un unico obiettivo: rendere più vivibile e più bello il territorio in cui viviamo.
Poi, anche quest’anno, una parte delle iniziative è dedicata al tentativo di rimuovere anche le tante discriminazioni di cui sarebbe bello sbarazzarci mentre si ripuliscono città e territori.

Arci Nazionale

https://www.arci.it/una-svolta-verde/

 

Di Maio fermi il Jefta, non tradisca ambiente, lavoro e agricoltura

Il 17 luglio le associazioni No Ceta invitano al confronto il ministro Fraccaro e i parlamentari

Il 17 luglio a Roma alla Camera dei deputati le associazioni della piattaforma No Ceta invitano al confronto il ministro Fraccaro, i presidenti delle commissioni competenti e i parlamentari.

Il vicepremier Luigi Di Maio, come ministro dello Sviluppo economico, dando il via libera alla Commissione europea per la firma con il Giappone del trattato di Partenariato economico che liberalizza gli scambi commerciali tra le due parti, contraddice nettamente gli impegni elettorali.

Come tutti i candidati del M5S, infatti, aveva sottoscritto il Decalogo #NoCETA #Nontratto che prevede ai primi tre punti:

1) bocciare il CETA per riaprire un dibattito in Europa sui contenuti e le regole del commercio tra UE e il resto del mondo a partire da diritti, ambiente e coesione sociale;

2) respingere accordi che non siano preceduti da dettagliate valutazioni d’impatto economico, sociale e ambientale a livello europeo, nazionale e globale e da verifiche altrettanto severe sul loro impatto ex post per correggerne i potenziali effetti negativi;

3) rifiutare accordi negoziati senza un’adeguata e trasparente partecipazione dei cittadini, dei loro rappresentanti e delle loro organizzazioni, a partire dagli eletti nei Parlamenti europeo, nazionali e nelle Autorità locali.

Il Jefta, come tutti gli accordi di liberalizzazione commerciale negoziati in questi anni dalla Commissione europea, è stato elaborato in segreto, con una valutazione d’impatto chiusa nel 2015, senza un adeguato coinvolgimento in Italia dei cittadini e degli stakeholders a fronte di un volume complessivo di scambi potenzialmente doppio rispetto al CETA. Non contiene alcun riferimento al Principio di precauzione europeo, indebolisce il sistema dei controlli rispetto a un Paese, il Giappone, leader nei brevetti Ogm e da cui sono arrivate, nel 2017, quantità di Ogm illegali nei mangimi animali, come testimoniato da una celebre inchiesta di Le Monde (https://www.lemonde.fr/planete/article/2018/02/21/des-ogm-interdits-decouverts-dans-des-aliments-pour-animaux_5260053_3244.html)

Il Di Maio ministro l‘ha firmato senza neanche convocare il Tavolo di confronto con imprese, parti sociali e la società civile presso il Mise, attivo da oltre 15 anni e convocato da tutti i suoi predecessori alla vigilia di scadenze come questa.

Questo preoccupa alla luce dell’ancora più ambizioso obiettivo della bocciatura della ratifica del CETA, ribadita al momento da tutti i livelli di Governo

Per questi motivi le nostre organizzazioni Coldiretti, Cgil, Arci, Acli Terra, Fairwatch, Fare Ambiente, Greenpeace, Legambiente, Ecoitaliasolidale, Slow Food, Adusbef, Federconsumatori, Movimento Consumatori,  Fondazione Campagna Amica, Fondazione Univerde,

IN ATTESA DI RICEVERE DAL MINISTRO LA DISPONIBILITA’ A UN INCONTRO URGENTE COME RECENTEMENTE RICHIESTO

– chiedono al Governo e al Vicepremier e ministro Dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio che intervenga presso la Commissione per interrompere il processo di validazione del trattato;

– convocano, insieme all’Intergruppo parlamentare #NoCeta, martedì 17 luglio a Roma tutti i parlamentari per un incontro su questi temi, dalle 14 alle 17 presso la sala del Cenacolo in via di Vicolo Valdina;

INVITANO ANCHE IL MINISTRO PER I RAPPORTI CON IL PARLAMENTO RICCARDO FRACCARO A PARTECIPARE e a specificare quali azioni saranno intraprese perché i parlamentari siano almeno messi in condizione di conoscere i contenuti dell’accordo.
Invitano i presidenti delle commissioni parlamentari competenti a convocare le organizzazioni della piattaforma NoCeta per un approfondimento e istruire un percorso istituzionale corretto.

Roma, Arci Nazionale

L’Arci lancia la campagna contro gli sprechi alimentari

Avanzi popolo, una campagna contro gli sprechi alimentari.

Il tema della lotta agli sprechi alimentari si inserisce nel più ampio contesto della tutela dei diritti, della valorizzazione dei territori e dell’affermazione di un modello di sviluppo sociale basato sulla promozione di corretti stili di vita. Tutti argomenti oggetto dell’azione politica della nostra associazione.

È per questo motivo che l’Arci, insieme ad AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), ha organizzato Avanzi Popolo, una campagna di sensibilizzazione nazionale contro gli sprechi alimentari che si pone l’obiettivo di promuovere un nuovo approccio rispetto al tema del cibo e dell’alimentazione, focalizzando l’attenzione sulla sostenibilità, sulla tutela delle risorse ambientali, sulla lotta alle diseguaglianze, sul contrasto al disagio sociale e sull’adozione di stili di vita compatibili con il nostro ecosistema.

Il lancio della campagna di sensibilizzazione Avanzi Popolo avverrà il 17 novembre 2017 nello storico circolo Arci Bellezza di Milano e, in contemporanea, nel circolo Arci L’Ortaccio di Vicopisano (Pisa) e nel circolo Arci Doxa di Guardia Sanframondi (Benevento), simbolicamente un circolo del nord, uno del centro ed uno del sud Italia. In ciascuno dei suddetti circoli sarà preparato e distribuito un piatto realizzato secondo la ricetta che impiega gli avanzi alimentari della regione d’appartenenza ed un piatto realizzato secondo la ricetta basata sull’impiego di avanzi alimentari di un’altra regione a scelta.

Nell’ambito della campagna di sensibilizzazione, i circoli aderenti realizzeranno iniziative riconducibili alle seguenti azioni: cene sociali a filiera corta; attività di informazione e promozione relative alle buone pratiche che è possibile attivare per contrastare gli sprechi alimentari; attività di comunicazione, ricreative e culturali; azioni divulgative e formative in ambito scolastico; elaborazione di applicazioni multimediali; sperimentazione di progetti innovativi basati sulla connessione tra industria alimentare, ristorazione e comunità locali finalizzati alla definizione di nuovi modelli di consumo e di riciclo delle risorse alimentari; attività basate su processi di inclusione sociale e di aggregazione con particolare attenzione alle fasce deboli della popolazione; costituzione di realtà lavorative dedicate al recupero degli scarti alimentari quale occasione di inserimento lavorativo e, nel contempo, quale strumento di promozione della cultura del consumo critico e responsabile; creazione di percorsi, strumenti ed iniziative utili a diffondere il messaggio oggetto della campagna.

Tutte le iniziative organizzate faranno parte di un unico programma nazionale.

La campagna avrà inizio il 18 novembre e terminerà il 10 dicembre 2017 e tutte le informazioni saranno reperibili sul sito internet e le pagine social dell’Arci.

 

Filippo Sestito, coordinatore nazionale Arci Ambiente, difesa del territorio, stili di vita

L’Arci partecipa a “Il mio amico Arno” domenica 28 maggio

Come ogni anno la Uisp Empolese Valdelsa organizza la tradizionale pedalata di Bicincittà che si svolgerà domenica 28 maggio a partire dalle 10,00
Quest’anno alla tradizionale biciclettata si lega una importante iniziativa chiamata “Il mio amico Arno” che intende invitare la cittadinanza a scegliere la mobilità sostenibile, percorrendo la strada bianca che costeggia l’Arno e invitare a stili di vita più sani attraverso percorsi vari e alimentazione salutare.

Tra le tante associazioni che hanno aderito c’è anche la nostra, l’Arci Empolese Valdelsa, che sulla stessa lunghezza d’onda della Uisp, promuove nuovi stili di vita e nuove proposte culturali da mettere in circolo.
Nemmeno un mese fa è infatti stato inaugurato un nuovo progetto che coinvolge 9 circoli del territorio, chiamato “Circoliamo”; obiettivo del progetto è quello di mettere in movimento la cultura attraverso la libera circolazione di libri e di promuovere una nuova forma di mobilità lenta e sana come quella della bicicletta. In tre circoli (Turbone, Anselmo e Pontorme) infatti sarà possibile trovare due biciclette a disposizione dei soci arci che vorranno utilizzarle gratuitamente per poi riportarle nel medesimo circolo nel quale le hanno prelevate.Negli altri sei (Petroio, Ass. Agrado, Montagnana, Ponterotto, Pp. AA. Limite, Toiano) è invece possibile prendere libri dagli scaffali gratuitamente e senza bisogno di alcuna registrazione  e riportarli dopo averli letti  anche in uno degli altri circoli aderenti al circuito Circoliamo.
Con le biciclette e il materiale promozionale di “Circoliamo” l’Arci Empolese Valdelsa sarà  presente domenica 28 maggio alla Vela “Margherita Hack” di Avane con un banchino informativo, mentre nei medesimi locali si terrà un importante dibattito “Un fiume di salute: mobilità sostenibile” al quale prenderanno parte esponenti di vari associazioni e autorità.
Sette circoli arci del territorio ( Avane, Monterappoli, Corniola, Pontorme, Pozzale, Ponterotto e Spicchio) invece diventeranno alle 10,00 punti di ritrovo per recarsi alle 10,30 in Piazza della Vittoria da cui partirà la biciclettata.
Il Circolo arci “Il Progresso” di Montelupo, collabora invece fattivamente alla mattinata organizzando una camminata lungo le vie ciclabili sull’Arno per raggiungere Avane e il Centro polifunzionale “La Vela”. La partenza è prevista alle ore 8,30 davanti al Circolo9 in Via Rovai, 43 a Montelupo Fiorentino.

 

Un milione di firme per fermare il glifosato

Raccolta di firme per fermare il glifosato: il pesticida killer che arricchisce la Monsanto

Il glifosato è un pesticida dannoso per l’ambiente e pericoloso per l’uomo, presente nel nostro cibo, nella nostra acqua, e nei nostri corpi. Quasi un europeo su due, tra quelli che si sono sottoposti al test, avevano tracce di questa sostanza tossica nelle urine, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito probabile cancerogeno per l’uomo.

La grande mobilitazione pubblica che si è sviluppata lo scorso anno a livello europeo ha evitato che l’uso del glifosato venisse permesso nei prossimi 15 anni sui campi italiani ed europei. Adesso si tratta di andare avanti con la mobilitazione dei cittadini fino alla messa al bando totale del pericoloso erbicida evitando che sulla nostra pelle la Monsanto guadagni milioni di euro vendendo glifosato in tutto il mondo.

Ora abbiamo la possibilità di toglierlo dal mercato europeo, raccogliendo  1 milione di firme entro l’estate, per chiedere alla Commissione Europea di vietarne l’utilizzo in tutti i paesi membri.

Non è una petizione normale, ma un’iniziativa dei cittadini europei: uno strumento di democrazia dal basso che vincola la Commissione Europea a prendere in considerazione la richiesta dei cittadini. Per questo stanno partecipando realtà di tutta Europa.

Se la campagna avrà successo potrebbe essere il primo passo per un cambiamento dei modelli di agricoltura in tutta Europa, spingendo i paesi a potenziare le politiche a sostegno dall’agricoltura biologica e biodinamica. Nell’interesse della nostra salute e dell’ambiente.

Sarai parte di questo cambiamento?

Abbiamo bisogno di migliaia di firme al giorno, la tua è importante, così come quella dei tuoi amici e contatti

Firma e condividi sui social e via mail!

https://stopglyphosate.org/it/

 

Logo_firma_piccolo.jpgL’ICE SUL GLIFOSATO

Cos’è un ICE

L’iniziativa dei cittadini europei (ICE) è uno strumento per chiedere che la Commissione europea proponga una legislazione in una delle materie di competenza dell’UE.

Un’ICE deve essere firmata da almeno un milione di cittadini dell’Unione europea con soglie minime raggiunte in almeno sette Stati membri.

 

Il contesto dell’ICE contro il Glifosato

Nel corso dell’ultimo anno e mezzo, la campagna contro la ri-approvazione del glifosato ha mobilitato in modo impressionante l’opinione pubblica in molti paesi dell’UE. Grazie alla collaborazione di una rete di organizzazioni e iniziative, si è riusciti a bloccare i piani della Commissione per rinnovare la licenza glifosato per altri 15 anni. Anche l’estensione tecnica di 18 mesi della licenza per l’uso del glifosato proposta dalla Commissione non è riuscita a vincere con una maggioranza qualificata degli Stati membri dell’UE. Questo è stato un grande risultato!

La Commissione ha decretato ancora una proroga di 18 mesi per attendere la decisione dell’Agenzia europea delle sostanze chimiche (ECHA) su una possibile classificazione del glifosato, che si pronuncerà entro novembre 2017. La Commissione deciderà se rinnovare la licenza per il glifosato – e in caso affermativo, a quali condizioni – entro la fine del 2017 al massimo.

Una campagna basata su un’ICE consentirà di utilizzare questo tempo prima della classificazione dell’ECHA per continuare a mobilitare l’opinione pubblica e portare la battaglia contro i pesticidi ad un livello successivo.

 

L’Ice contro il glifosato ha le seguenti finalità:

– formare una rete europea di organizzazioni per fare pressione sulla Commissione europea e sui singoli stati membri per vietare l’uso del glifosato;

– collegare il dibattito sul glifosato con le più ampie domande di riforma delle procedure di autorizzazione e di obiettivi vincolanti di riduzione dell’uso di pesticidi in Europa;

– garantire che si mantenga alta l’attenzione sulla decisione che il Parlamento europeo dovrà prendere sulla ri-approvazione dell’uso del glifosato;

– difendere il principio di precauzione, in connessione con le campagne contro il Ttip e Ceta;

– rafforzare l’idea di un’Europa in cui cittadini possano essere parte attiva.

 

 

Arci Nazionale

REFERENDUM CONTRO LE TRIVELLE 17 APRILE: NASCE IL COMITATO NAZIONALE DEL SI’ PER FERMARE LE TRIVELLE

17 aprile 2016, referendum contro le trivelle

E’ nato il comitato nazionale “Vota SI per fermare le trivelle”

“Il Governo scommette sul silenzio del popolo italiano! Noi scommettiamo su tutti i cittadini che si mobiliteranno per il voto”

E’ nato il comitato nazionale delle associazioni“Vota SI per fermare le trivelle”. Lavorerà per invitare i cittadini a partecipare al referendum del 17 aprile contro le trivellazioni in mare e votare SI per abrogare la norma (introdotta con l’ultima legge di Stabilità) che permette alle attuali concessioni di estrazione e di ricerca di petrolio e gas entro le 12 miglia dalla costa di non avere più scadenze.

La Legge di Stabilità 2016, infatti, pur vietando il rilascio di nuove autorizzazioni entro le 12 miglia dalla costa, rende “sine die” le licenze già rilasciate in quel perimetro di mare.

Far esprimere gli italiani sulle scelte energetiche strategiche che deve compiere il nostro Paese, in ogni settore economico e sociale, è la vera posta in gioco di questo referendum. Il comitato nazionale si pone l’obiettivo di diffondere capillarmente informazioni sul referendum in tutti i territori e far crescere la mobilitazione, spiegando che il vero quesitoè: “vuoi che l’Italia investa sull’efficienza energetica, sul 100% fonti rinnovabili, sulla ricerca e l’innovazione?”.

Il petrolio è una vecchia energia fossile causa di inquinamento, dipendenza economica, conflitti, protagonismo delle grandi lobby. Dobbiamo continuare a difendere le grandi lobby petrolifere e del fossile a discapito dei cittadini, che vorrebbero meno inquinamento, e delle migliaia di imprese che stanno investendo sulla sostenibilità ambientale e sociale?Noi vogliamo- dice l’appello del Comitato – che il nostro Paese  prenda con decisione la strada che ci porterà fuori dalle vecchie fonti fossili, innovi il nostro sistema produttivo, combatta con coerenza l’inquinamento e i cambiamenti climatici.

Il Governo, rimanendo sordo agli appelli per l’electionday (l’accorpamento in un’unica data del voto per il referendum e per le amministrative) ha deciso di sprecare soldi pubblici per 360 milioni di euro per anticipare al massimo la data del voto e puntare sul fallimento della partecipazione degli elettori al Referendum. Il Governo scommette sul silenzio del popolo italiano! Noi scommettiamo su tutti i cittadini che vorranno far sentire la loro voce e si mobiliteranno per il voto.

Primi firmatari del Comitato nazionale “Vota SI per fermare le trivelle”:

Adusbef, Aiab, Alleanza Cooperative della Pesca, Arci, ASud, Associazione Borghi Autentici d’Italia, Associazione Comuni Virtuosi, Coordinamento nazionale NO TRIV, Confederazione Italiana Agricoltori, Federazione Italiana Media Ambientali, Fiom-Cgil, Focsiv – Volontari nel mondo, Fondazione UniVerde, Giornalisti Nell’Erba, Greenpeace, Kyoto Club,  La Nuova Ecologia, Lav, Legambiente, Libera, Liberacittadinanza, Link Coordinamento Universitario, Lipu, Innovatori Europei, Marevivo, MEPI–Movimento Civico, Movimento Difesa del Cittadino, Pro-Natura, QualEnergia, Rete degli studenti medi, Rete della Conoscenza, Salviamo il Paesaggio, Sì Rinnovabili No nucleare, Slow Food Italia, Touring Club Italiano, Unione degli Studenti, WWF.

L’ufficio stampa Arci