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‘C’è Campo 2020’: tornano i campi della legalità dell’Arci in diretta streaming

‘C’è Campo 2020’: tornano i campi della legalità dell’Arci in diretta streaming

I Campi della legalità non si fermano. Nonostante la fase complessa e incerta che stiamo vivendo, legata all’emergenza Covid-19, proseguirà anche quest’anno l’esperienza di ‘Estate in campo’ grazie agli strumenti del web.

“C’è campo 2020. Laboratori Antimafia online”, questo il nome scelto per l’edizione di quest’anno, con appuntamenti quindicinali da seguire in diretta streaming sulla pagina Facebook Campi della Legalità.

I Campi della legalità, promossi dall’Arci insieme a Rete degli studenti medi, UDU – Unione degli Universitari, Cgil, Spi Cgil e Flai Cgil, hanno proposto in questi anni centinaia di attività su terreni e beni confiscati alle mafie e hanno ospitato migliaia di ragazze e ragazzi. Un’occasione di incontro di formazione, di relazioni, di condivisione e di
vita in comune.

Proprio per rimanere in contatto con tutti i giovani che ci seguono da anni, e quelli che lo avrebbero fatto quest’anno, abbiamo deciso di promuovere attraverso il web degli incontri formativi e culturali sui temi dell’antimafia sociale, che possano dare un segnale concreto che l’Arci, insieme ai compagni di viaggio di ‘Estate in campo’, non abbandona un tema e un impegno così importante.

Gli appuntamenti di ‘C’è campo 2020. Laboratori Antimafia online’ partiranno a metà giugno per concludersi a metà ottobre, con cadenza quindicinale. Il format andrà in diretta streaming alle ore 10 e avrà una durata di circa un’ora. Solo gli ultimi appuntamenti, quelli che coincidono con la riapertura dell’anno scolastico, si svolgeranno in orario pomeridiano alle ore 16.30.

‘Diritti in campo’ questo il titolo del primo appuntamento in programma il 17 giugno, alle ore 10, organizzato a Erbé (Verona). Interverranno, tra gli altri:

Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci;

Giovanni Ceriani del Progetto Diritti per le nostre strade;

Laura Calafà del Progetto VALE e FARM;

Giuseppe Ballottari, responsabile del bene confiscato del Gruppo Scout Tartaro Tione 1;

Giorgio Citto, SPI CGIL;

Emanuele Passerella, Rete Studenti Medi Veneto.

Previsto anche l’intervento musicale di Marino Severini (Gang).

La diretta streaming di tutti gli appuntamenti sarà visualizzabile sulla pagina Facebook Campi della Legalità e sull’account Instagram Campi della Legalità.

Il programma completo su www.campidellalegalita.net.

Roma, Arci Nazionale

#Giustaitalia – Patto per la ripartenza

#Giustaitalia – Patto per la ripartenza

Un manifesto con 18 proposte concrete rivolte al Governo e al Parlamento per una società nuova, libera da mafie e corruzione

Un manifesto con 18 proposte concrete rivolte al Governo e al Parlamento per una società nuova, libera da mafie e corruzione

Diritti sociali, Trasparenza degli appalti, Sostegno alle imprese
al centro delle azioni del manifesto presentato da
Libera insieme ad associazioni, organizzazioni sindacali, rappresentanti di enti locali e del mondo delle imprese

Luigi Ciotti: “La lotta contro la pandemia può e deve essere anche l’occasione per risanare la nostra democrazia!

Un manifesto per far ripartire l’Italia uscendo dalla cultura dell’emergenza e affermando quelle delle regole. #Giustaitalia, un “Patto per la Ripartenza” fondato sull’etica della responsabilità promosso da Libera con Avviso Pubblico, Legambiente, Arci, Rete dei Numeri Pari, Rete della Conoscenza, Fuci, Centro Studi Pio La Torre, Cooperare con Libera Terra, Acsi, Us Acli, Cngei, Fondazione Interesse Uomo, Cgil, Cisl, Uil.

Diciotto proposte concrete rivolte al Governo e al Parlamento, perché ascoltino la voce della società civile, del mondo del lavoro, delle imprese, degli enti locali, di tutti coloro che, hanno a cuore la ripartenza del nostro Paese nella legalità e nella giustizia sociale. Diciotto proposte suddivise in tre aree strategiche per mettere al centro i diritti sociali, assicurare la trasparenza nella gestione degli appalti, prevedere la tracciabilità del sostegno alle imprese , applicando bene e senza scorciatoie le norme che già esistono; garantendo diritti fondamentali, come il lavoro, la casa, il reddito, l’istruzione e la salute; lottando contro tutte le forme di povertà, a cominciare da quella educativa che colpisce le giovani generazioni; recuperando gli oltre 100 miliardi di euro sottratti annualmente alla collettività dall’evasione fiscale, per sostenere la nostra economia e ridurre il carico fiscale alle famiglie italiane.

L’Italia – scrivono le associazioni nel Manifesto- può ripartire davvero, dopo il lungo isolamento a cui è stata costretta dalla pandemia del Covid 19, solo se non si commettono gli errori del passato. Quelli che hanno trasformato ogni emergenza, dai terremoti alla gestione dei rifiuti fino al dissesto idrogeologico, in una nuova opportunità di arricchimento e di crescita del potere delle mafie e, più in generale, di quei sistemi criminali fondati sul disprezzo delle regole, la corruzione, l’accumulazione illecita di profitti, che già condizionano la nostra democrazia.

Voci autorevoli, come la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo , la Banca d’Italia e il ministero dell’Interno, hanno già segnalato i pericoli concreti a cui andiamo incontro, nella gestione degli appalti e delle risorse finanziarie. Mafie, corruzione, criminalità economica e ambientale sanno sfruttare l’allentarsi delle regole, in nome di una legittima urgenza ma approfittano anche dell’acutizzarsi delle povertà, per conquistare consenso sociale e riciclare i capitali accumulati illegalmente, anche attraverso l’usura.

“Giusta Italia”- commenta Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera- perché non basta “aggiustare”: bisogna ripristinare giustizia, altrimenti il cambiamento si ridurrà ad adattamento. Le mafie uccidono – e lo sapevamo – ma oggi scopriamo che anche la corruzione e la privatizzazione dei beni comuni possono essere strumenti di morte. Non sarebbe così alto il numero delle vittime della pandemia se avessimo avuto un sistema sanitario più forte, in grado di monitorare, proteggere e curare con tutti gli strumenti necessari. E prima ancora politiche sociali in grado di garantire quei diritti che stanno alla base di una democrazia viva: il lavoro, la casa e la scuola. È necessario considerare le politiche sociali come un investimento, un volano di sviluppo non un costo da contenere. Ecco allora il senso di “Giusta Italia”. Senso di un impegno per costruire un futuro davvero nuovo. Non scambiamo per futuro il ritorno a una normalità malata! La lotta contro la pandemia può e deve essere anche l’occasione per risanare la nostra democrazia!”

Aumentare le risorse in dotazione al Fondo per la lotta alla povertà educativa; sospendere, o in alternativa, ridurre drasticamente gli affitti regolati dal mercato; bloccare le procedure esecutive di sfratto; estendere il reddito di cittadinanza e realizzare, al tempo stesso, la costituzione di un reddito di emergenza; istituire un fondo di 5 miliardi di euro a sostegno degli enti locali, per garantire servizi fondamentali per la coesione sociale, investimenti e occupazione sui territori; regolarizzare tutti i lavoratori e le lavoratrici migranti presenti in Italia, ma attualmente sprovvisti di un regolare titolo di soggiorno. E ancora applicare gli strumenti di assegnazione, anche in situazioni di urgenza, già previsti dal Codice degli appalti, senza ulteriori deroghe; prevedere meccanismi di controllo preventivo e incrociato sulle imprese attraverso l’utilizzo sinergico delle banche dati; escludere da qualsiasi beneficio le imprese oggetto di procedimenti penali per reati gravi (associazione a delinquere di stampo mafioso, corruzione, frode, delitti ambientali etc.) e quelle che pagano le imposte nei paradisi fiscali, pur operando in Italia. Infine garantire la tracciabilità dei flussi di risorse finanziarie destinate alle imprese e del loro utilizzo coerente, con l’indicazione conti correnti dedicati e l’assegnazione di un codice identificativo. Sono queste le principali azioni messe al centro del manifesto per far ripartire il Paese. Un patto di assunzione di responsabilità collettiva, per presentare al Governo e al Parlamento un elenco di proposte concrete per rilanciare l’economia, abbattere le disuguaglianze sociale, combattere le diverse forme di povertà. L’Italia può, e deve, raccogliere questa sfida.

Le 18 proposte

Diritti sociali

1. Aumentare le risorse in dotazione al Fondo per la lotta alla povertà educativa, al fine di rafforzare le attività di contrasto alla dispersione scolastica;
2Sospendere, o in alternativa, ridurre drasticamente gli affitti regolati dal mercato, bloccare le procedure esecutive di sfratto e prevedere un contributo per le famiglie in condizioni di povertà assoluta nel periodo di crisi economica causata dal Covid- 19;
3. Estendere il reddito di cittadinanza e realizzare, al tempo stesso, la costituzione di un reddito di emergenza per raggiungere tutti coloro che sono esclusi da ogni altro intervento di sostegno;
4. Rilanciare e rafforzare il Sistema sanitario nazionale, riqualificando tutta la rete dei servizi sanitari territoriali;
5. Istituire un fondo di 5 miliardi di euro a sostegno degli enti locali, per garantire servizi fondamentali per la coesione sociale, investimenti e occupazione sui territori;
6. Regolarizzare tutti i lavoratori e le lavoratrici migranti presenti in Italia, ma attualmente sprovvisti di un regolare titolo di soggiorno;
7. Approvare un Piano di interventi pluriennale per persone senza dimora, comunità Rom e persone in condizione di detenzione, tra le più colpite dagli effetti, economici e sociali, della pandemia.

Appalti

8. Rafforzare e qualificare le Centrali uniche di committenza, senza ulteriori deroghe ed elevandone le competenze tecniche;
9. Limitare alla sola fase emergenziale acuta il ricorso ai commissari con poteri straordinari;
10. Applicare gli strumenti di assegnazione, anche in situazioni di urgenza, già previsti dal Codice degli appalti,
 senza ulteriori deroghe;
11. Abrogare la Legge 55/2019 (Sblocca Cantieri), ripristinando il D.Lgs. 50/2016 (Codice dei Contratti Pubblici);
12. Prevedere meccanismi di controllo preventivo e incrociato sulle imprese attraverso l’utilizzo sinergico delle banche dati esistenti, inasprendo le sanzioni in caso di affermazioni non veritiere e di inadempimento;
13. Rafforzare l’Autorità nazionale anticorruzione, anche attraverso la nomina del suo Presidente, quale autorità di supervisione del sistema degli appalti;
14. Valorizzare i sistemi di raccolta delle segnalazioni dei cittadini su speculazioni e inosservanze delle regole;
15. Semplificare e migliorare le procedure di informazione e partecipazione previste nelle Valutazioni d’impatto ambientale, per nuove opere, sia pubbliche che private.

Aiuti alle imprese

16. Escludere da qualsiasi beneficio le imprese oggetto di procedimenti penali per reati gravi (associazione a delinquere di stampo mafioso, corruzione, frode, delitti ambientali etc.) e quelle che pagano le imposte nei paradisi fiscali, pur operando in Italia.
17. Introdurre l’autocertificazione obbligatoria per le imprese beneficiarie circa l’assenza di motivi ostativi alla concessione dei benefici previsti;
18. Prevedere la tracciabilità dei flussi di risorse finanziarie destinate alle imprese e del loro utilizzo coerente, con l’indicazione conti correnti dedicati e l’assegnazione di un codice identificativo.

Compriamo cibo buono e giusto (e contro le mafie)

Ci sono poi casi, come quello della cooperativa Lavoro e non solo, dove l’agricoltura praticata con tutta la dovuta attenzione e cura dell’ambiente e del lavoro diventa anche occasione di riscatto sociale di un territorio difficile. La cooperativa gestisce dal 2000 un’azienda agricola sui terreni confiscati alla mafia nei territori di Corleone, Monreale e Canicattì. E dal 2005, insieme all’Arci, organizza campi di formazione e studio con il progetto Liberarci dalle spine.
L’attività agricola, condotta interamente secondo i principi della coltivazione biologica, va di pari passo con l’impegno della cooperativa in fatto di inserimenti lavorativi di persone migranti e persone con problemi di salute mentale. Della cooperativa siamo soci sostenitori, convinti che un territorio violentato dalla criminalità possa rinascere attraverso le buone pratiche dell’inclusione e dell’agricoltura di qualità. Oltre alle attività legate all’agricoltura, la cooperativa Lavoro e non solo gestisce Casa Caponnetto, adibito a ostello, e un altro immobile adibito a laboratorio di confezionamento dei legumi.

Arci Nazionale

https://www.arci.it/compriamo-cibo-buono-e-giusto-e-contro-le-mafie/

Via D’Amelio, 27 anni dopo per ricordare Paolo Borsellino e la sua scorta

19 luglio 1992, strage di via D’Amelio, Palermo. A morire, circa due mesi dopo il giudice Falcone, fu il collega e caro amico Paolo Borsellino. Insieme a lui, gli agenti di scorta Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina.

Appena pochi giorni fa, a ridosso dell’anniversario dei 27 anni dalla strage, viene diffuso un audio di Paolo Borsellino, che fa parte dei documenti desecretati dalla Commissione Antimafia.

«Buona parte di noi non può essere accompagnato in ufficio di pomeriggio da macchine blindate – come avviene la mattina – perché di pomeriggio è disponibile solo una macchina blindata, che evidentemente non può andare a raccogliere 4 colleghi – dice Borsellino durante una deposizione alla Commissione antimafia a Palermo nel maggio del 1984 – Io, sistematicamente, il pomeriggio mi reco in ufficio con la mia automobile e torno a casa per le 21 o le 22. Magari con ciò riacquisto la mia libertà utilizzando la mia automobile, però non capisco che senso abbia farmi perdere la libertà la mattina per poi essere libero di essere ucciso la sera».

Purtroppo la sua denuncia, la scorta, le auto blindate non sono servite a salvargli la vita, quella domenica pomeriggio in via D’Amelio, dove si era recato a trovare sua madre.

Quella stessa via D’Amelio oggi tappa di quanti vogliono ricordarlo recandosi all’Albero della Pace, tra cui i nostri volontari dei campi della legalità di Corleone. Quella stessa via D’Amelio dove, quest’anno per la prima volta senza la sorella Rita, venuta a mancare il 15 agosto 2018, si svolgeranno ancora una volta le commemorazioni.

Tra le iniziative, i laboratori per bambini Coloriamo via D’Amelio: il 19 luglio per i cittadini di domani a cura del Centro Studi Paolo e Rita Borsellino, gli interventi dei familiari delle vittime della strage di via D’Amelio e la presentazione del libro Paolo Borsellino – Cosa Nostra spiegata ai ragazzi.

Insieme a questa, tante altre iniziative per 4 giorni, in programma dal 17 al 20 luglio: tra queste, l’incontro Legami di memoria a cura di Arci Palermo, il torneo di calcetto La legalità scende in campo, la veglia La forza dietro ad un sorriso a cura di Agesci Sicilia.

Arci Nazionale

https://www.arci.it/via-damelio-27-anni-dopo-per-ricordare-paolo-borsellino-e-la-sua-scorta/

Mafia, il rapporto di Avviso Pubblico

È stato presentato a Roma, presso la Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto, il Rapporto di Avviso Pubblico sullo scioglimento dei Comuni per mafia. Analisi e proposte (edito da Altreconomia) a cura di Simona Melorio, ricercatrice dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.

“La legge sugli scioglimenti per mafia è nata per risanare la frattura tra Amministrazione e cittadini, causata dalle infiltrazioni della criminalità organizzata – ha spiegato Roberto Montà, presidente di Avviso Pubblico – L’obiettivo del Rapporto è analizzare i cambiamenti che sono avvenuti dal 1991 ad oggi, accendere una discussione pubblica su un adeguamento della normativa che non è più rinviabile, accompagnato dal fornire agli Enti locali una serie di strumenti per prevenire e intervenire a monte”.

Il numero di scioglimenti delle amministrazioni locali conseguente a fenomeni di infiltrazione e condizionamento di tipo mafioso – fattispecie introdotta nel nostro ordinamento nel 1991 – sono stati 328, a cui vanno aggiunti 187 decreti di proroga di precedenti provvedimenti. Sono stati 278 gli Enti locali complessivamente coinvolti in 27 anni.

Sono 62 le amministrazioni locali che sono state colpite da più di un decreto di scioglimento per infiltrazione e condizionamento della criminalità organizzata. Di queste, 45 hanno subito due scioglimenti, mentre 17 ne hanno subiti ben tre.

Risulta evidente una netta predominanza delle province di Reggio Calabria (66 scioglimenti) e Napoli (59), con la prima affermatasi di recente, dopo una lunga primazia della seconda; seguono le province di Caserta (36), Palermo (33) e via via tutte le altre.

Condizione dello scioglimento è l’esistenza di elementi “concreti, univoci e rilevanti” su collegamenti con la criminalità organizzata di tipo mafioso degli amministratori locali o su “forme di condizionamento degli stessi, tali da determinare un’alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere il buon andamento o l’imparzialità delle amministrazioni comunali e provinciali”, incidendo negativamente sulla funzionalità dei servizi a queste affidati, oppure in grado di originare un “grave e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica” (art. 143, co. 1).

Arci Nazionale

https://www.arci.it/mafia-il-rapporto-di-avviso-pubblico/

Campi della Legalità in compagnia di Repubblica Scuola

L’edizione 2019 di Estate in campo si arricchisce di una importante novità, che riconosce il lavoro di tanti anni di impegno con i giovani e meno giovani su campi e terreni confiscati alle mafie: la partnership con Repubblica.it sezione Scuola, che ospiterà per tutta l’estate diari e racconti dei partecipanti ai campi.

Una collaborazione significativa che consentirà di vivere, attraverso le parole e le emozioni di centinaia di volontari – sono stati cinquecento l’anno scorso – l’esperienza di chi ha scelto di dedicare un periodo della propria estate alla creazione di una comunità di impegno alternativa alle mafie. I volontari si racconteranno e racconteranno la loro esperienza, attraverso i lavori svolti sui terreni confiscati, ma anche con i racconti vissuti da testimoni diretti e protagonisti dell’antimafia. Saranno momenti di confronto, e anche di divertimento, tanto più significativi perché uniti da un unico filo conduttore che, da nord a sud, dal Veneto alla Sicilia, crea un legame indissolubile tra chi ha voglia di lavorare per una causa comune, quella lotta alle mafie di cui c’è ancora tanto bisogno.

Arci Nazionale

https://www.arci.it/campi-della-legalita-i-volontari-si-raccontano-su-repubblica-scuola/

Prodotti Cooperativa Lavoro e Non Solo 2019

INFORMAZIONI SU PRODOTTI COOPERATIVA LAVORO E NON SOLO 2019

La Cooperativa Lavoro e Non Solo gestisce dal 2000 un’azienda agricola che coltiva terreni confiscati a Cosa Nostra tra Corleone, Monreale e Canicattì.
L’attività agricola, condotta interamente secondo i principi e i metodi della coltivazione biologica, va di pari passo con l’impegno della Cooperativa in fatto di inserimenti lavorativi di persone migranti e persone con problemi di salute mentale.
La cooperativa è sostenuta fortemente dall’Arci sia in qualità di socio sostenitore sia attraverso l’organizzazione dei campi della legalità, rivolti a adolescenti, anziani, migranti e istituti d’igiene mentale, e a tante altre attività. Oltre alle attività legate all’agricoltura, Lavoro e Non Solo gestisce l’immobile Casa Caponnetto, adibito a ostello, e l’immobile adibito a laboratorio di confezionamento dei legumi.
I prodotti, frutto della perseveranza, della libertà e della consapevolezza siciliana, quest’anno sono dedicati all’impegno sociale di Rita Borsellino. Si tratta di ceci, lenticchie e pasta di agricoltura biologica e a km 0.
Sarà l’occasione per i circoli Arci di promuovere e diffondere prodotti che uniscono qualità e contrasto alle mafie, dare vita a un angolo di vendita diretta per i soci, a cene sociali, a momenti di presentazione delle attività della Cooperativa o semplicemente per rifornire il proprio punto ristoro di provviste che hanno una marcia in più.

Parte del ricavato verrà destinato alla realizzazione dei prossimi campi e laboratori della legalità, promossi dall’Arci sui temi della lotta alle mafie, che ogni anni coinvolgono centinaia di ragazze e ragazzi.

Con l’acquisto dei prodotti si sostiene un’iniziativa di sviluppo e di lavoro, contribuendo alla lotta alla mafia ed alla promozione della cultura della legalità tra i cittadini.

PER ORDINI E INFORMAZIONI
Info@arciempolesevaldelsa.it
prodotti@cooperativalavoroenonsolo.it

Alimentiamo l’antimafia sociale: evento finale al Centro Socializzazione di Ponte a Elsa

Ieri sera, al Circolo Arci O. Ristori di Ponte a Elsa, si è svolto l’evento finale di restituzione del Laboratorio “AlimentiAmo l’antimafia sociale”, realizzato all’interno del Centro di SocializzAzione.

Durante l’iniziativa, organizzata in collaborazione con il Circolo e l’Associazione Caracò, è stato presentato lo spettacolo teatrale “Santa Napoli” di Alessandro Gallo, scrittore e attore, da anni impegnato nel campo dell’educazione alla legalità e dell’antimafia sociale.
Nel corso della serata, inoltre, è stata anche presentata la canzone rap dal titolo “PAE ON THE SHOULDERS”, con la voce di Groppi Duccio, realizzata insieme ai ragazzi del centro come prodotto delle riflessioni e dei pensieri maturati durante il percorso: una denuncia in musica contro tutte le mafie. Utilizzando la memoria storica, strumenti documentali, modalità espressive, tra cui appunto anche quelle artistiche, la canzone è il risultato di un percorso che ha avuto per oggetto l’approfondimento del tema dell’antimafia sociale, nella nostra associazione e nella società. Partendo da cosa significa “socialità”, passando per cosa intendiamo quando parliamo di democrazia e vivere civile, i ragazzi hanno affrontato le problematiche legate a come oggi per loro sia difficile riconoscersi in un sistema condiviso di regole, soprattutto se imposte e non vissute come parte di un percorso individuale.
L’evento si è concluso con la promozione dei nuovi prodotti della Cooperativa Lavoro e non solo di Corleone: ceci, lenticchie e pasta, quest’ultima dedicata a Rita Borsellino.

Ringraziamo i numerosi partecipanti, Alessandro Gallo per l’impegno e la passione dimostrati, il presidente del Circolo di Ponte a elsa Rossano Campigli per averci sostenuto, i ragazzi del centro e Claudio Fiore, figlio di Rita Borsellino, per esserci stato accanto ancora una volta.

Qui sotto potete trovare il link dal quale è possibile ascoltare la canzone dei ragazzi del Centro Socializzazione.

https://www.labellastudio.it/…/PAE%20on%20the%20shoulder%2…/

Strage Capaci, si faccia luce sui mandanti e sulla stagione stragista

“Dopo 27 anni dalla strage di Capaci chiediamo che si faccia piena luce sui mandanti, non solo mafiosi, e sulle connivenze tra mafia e apparati dello Stato e che finalmente emerga tutta la verità su quanto accaduto”.

Lo dichiarano la presidente nazionale e il responsabile legalità dell’Arci, Francesca Chiavacci e Salvo Lipari, alla vigilia del 23 maggio, anniversario della strage di Capaci in cui furono assassinati il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Di Cillo e Antonio Montinaro.

“Ancora oggi – rimarcano – non si è andati a fondo sui depistaggi e sulle omissioni, non smetteremo mai di ricordare le vittime delle stragi di mafia di quegli anni così bui.

Continueremo – concludono – a chiedere la verità sulla stagione stragista di quegli anni”.

Arci Nazionale

https://www.arci.it/strage-capaci-si-faccia-luce-sui-mandanti-e-sulla-stagione-stragista/

 

Il vocabolario delle mafie

«Le parole sono importanti» diceva Nanni Moretti in un suo celebre film.

Proprio a partire da questa riflessione è nato  Il vocabolario delle mafie, progetto di educazione alla legalità che ha coinvolto  i giovani studenti  di 5 classi della scuola secondaria di primo grado di Cerreto Guidi, in provincia di Firenze.

L’Arci Empolese Valdelsa ha coordinato tutto il lavoro (che è un’articolazione del progetto più ampio I Care – Cittadini Attivi e Responsabili, realizzato con il finanziamento della Regione Toscana L.R.T 11/99 con Arci Toscana e Anpi). Il circolo Arci ‘Rossetti’ di Cerreto Guidi ha deciso di far proprio questo percorso, finanziandolo e portandolo avanti con tutta la rete dei soggetti promotori insieme a Spi CGIL di Vinci-Cerreto,  l’istituto Comprensivo di Cerreto Guidi, la sezione soci Coop di Cerreto e l’associazione Caracò.

Il progetto, che si concluderà a maggio con il viaggio a Cinisi sulle orme di Peppino Impastato, ha visto le 5 classi coinvolte affrontare, sotto la guida di Alessandro Gallo (attore, scrittore ed educatore)  un percorso diviso laboratori, ciascuno con un diverso tema, ispirandosi ad una persona simbolo della lotta alle mafie.

Jerry Essan Masslo, giovane sudafricano che viveva e lavorava nei campi a villa Literno, ucciso e divenuto simbolo della lotta al caporalato e al razzismo, ha ispirato il primo percorso.

Da qui è nato un fumetto legato alle vicende di Masslo; un’altra classe,dopo avere approfondito la figura di Peppino Impastato e i suoi trascorsi con Radio Aut, ha invece prodotto un radio dramma registrato a Bologna con  Radio Città del Capo. Sull’eccidio di Portella della Ginestra ha lavorato invece la terza classe attraverso l’incontro e la testimonianza di Pietro La Fata, fratello maggiore di Vincenza, giovanissima vittima della strage a soli 8 anni. Dal lavoro su Antonino Caponnetto,  per molti anni a capo del pool antimafia, la quarta classe ha creato una orazione civile, frutto di suggestioni, approfondimenti e studio dei discorsi del magistrato.

L’ultimo percorso ha riguardato la creazione di un ebook ispirato alla figura della giovane fiorentina Rossella Casini, scomparsa in Calabria, uccisa dalla Ndrangheta, rea di volere fare collaborare con la giustizia il fidanzato, appartenente, per famiglia, a quel mondo di illegalità.

Il progetto ha inoltre visto l’incontro in plenaria con la giornalista Angela Iantosca che ha presentato il libro Bambini a metà, sui figli della ‘ndrangheta, libro che pone ai giovani tante domande: come vivono i giovani mafiosi?

E se conoscessero un altro modo di crescere cosa accadrebbe? E cosa è accaduto a chi ci ha provato?

L’incontro finale svoltosi martedì 26 marzo al Circolo Arci Rossetti di Cerreto ha visto i ragazzi delle 5 classi raccontare questi percorsi con emozione davanti ad una grande folla di persone, e presentare i prodotti del proprio lavoro.

È stata una gradita sorpresa la presenza di Claudio Fiore, presidente onorario del Centro Studi Paolo e Rita Borsellino che è intervenuto sull’importanza della educazione alla legalità.

Arci Nazionale

https://www.arci.it/il-vocabolario-delle-mafie-per-educare-alla-legalita/