antimafia

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RITA, UNA DONNA CORAGGIOSA E APPASSIONATA. I TUOI INSEGNAMENTI RESTERANNO SEMPRE CON NOI.

Dichiarazione di Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci

Ieri pomeriggio si è spenta Rita Borsellino, diventata un simbolo della lotta alla mafia dopo la strage in via D’Amelio il 19 luglio 1992, in cui persero la vita il fratello Paolo,  giudice a Palermo, e la sua scorta.

In tutti questi anni i nostri percorsi si sono incrociati in moltissime occasioni, a partire dal 1994 in cui, insieme all’Arci Sicilia, Rita ha ideato e realizzato la prima Carovana Antimafie, che ha portato in giro per l’Italia e poi per l’Europa l’esperienza di un’antimafia propositiva, stringendo intrecci solidali ed etici tra cittadini, istituzioni e le diverse realtà della società civile organizzata presenti sui territori attraversati.

Rita Borsellino è stata anche vicepresidente di Libera, di cui in seguito è stata nominata presidente onoraria. E’ stata parlamentare europea e consigliera regionale, portando il suo impegno nelle istituzioni. Ha fondato, insieme ad Alfio Foti, già presidente di Arci Sicilia, i cantieri tematici di Un’altra storia, esperienza indirizzata a coinvolgere la società civile.

La sua testimonianza, la sua passione e la sua tenacia sono sempre stati di esempio per chiunque si sia impegnato in questi anni nel promuovere e diffondere la cultura della legalità.

Rita Borsellino è stata una preziosa testimone per tutte le volontarie e i volontari che ogni anno partecipano ai nostri Campi della legalità, occasione formativa e di lavoro sui beni o terreni confiscati alle mafie.

Proprio lo scorso 19 luglio era con loro in via D’Amelio a Palermo, per commemorare l’anniversario della scomparsa di suo fratello Paolo. “La memoria è vita che si coltiva ogni giorno”, ha dichiarato durante quell’evento.

Ciao Rita, lo terremo a mente ogni giorno.

Il messaggio di solidarietà a Roberto Saviano

Il messaggio di sostegno e solidarietà di Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci, a nome dell’associazione, inviato a Roberto Saviano, dopo le recenti affermazioni del ministro degli Intreni Salvini.

Caro Roberto,

voglio dimostrarti la mia vicinanza, e quella di tutta l’Arci, in merito alle vergognose ed irrispettose dichiarazioni del ministro Salvini nei tuoi confronti.
Sono affermazioni gravi, ancora di più se vengono da un ministro della Repubblica.
Con la tua attività di scrittore e con il tuo impegno come giornalista, porti avanti da anni una coraggiosa battaglia di vera denuncia verso il sistema della criminalità organizzata che tu ben conosci e, per questo lo porti alla conoscenza di tutti noi, pagando un prezzo alto, troppo alto.

Di questo non possiamo non essertene sinceramente grati, ma questo dà fastidio.
Dà fastidio a coloro che pensano che vivere sotto tutela sia uno sfizio; dà fastidio a chi pensa che la cultura non sia lo strumento idoneo per fare informazione e svegliare le coscienze. Quelli che pensano e dicono ciò, cercano invece di mettere lo Stato dalla parte delle mafie e questo non possiamo e non dobbiamo permetterlo.
La nostra associazione, attraverso il messaggio “più cultura, meno paura”, affronterà nei prossimi mesi, un lavoro impegnativo che vuole andare nella direzione di rimettere al centro della vita dei cittadini e delle cittadine, una crescita di consapevolezza, il tema della legalità democratica e della partecipazione, della partecipazione attiva e dei saperi, per liberarsi dalle paure.
Noi siamo quindi incondizionatamente dalla tua parte, in un cammino arduo, ma necessario, per riaffermare i valori della libertà e dei diritti individuali e collettivi.

Francesca Chiavacci
Presidente nazionale Arci

Con “Liberarci dalle Spine” a Corleone ripartono i Campi della Legalità Arci

Tornano anche quest’anno i campi e i laboratori antimafia promossi da Arci, Cgil,  Spi Cgil, Flai Cgil, Rete degli studenti medi e Unione degli Universitari.

I campi, che coinvolgono ogni anno centinaia di giovani e volontari provenienti da tutta Italia, si legano in modo indissolubile ai terreni confiscati alla criminalità organizzata. Sono una conseguenza naturale della filosofia della confisca: restituire i beni alla comunità, renderli vivi, animarli con iniziative culturali, formative e informative sulla difesa della democrazia, della legalità, della giustizia sociale, del diritto al lavoro.

La giornata tipo del campo a Corleone sarà suddivisa in 3 momenti:

– attività nei terreni o nei beni confiscati insieme ai soci della cooperativa Lavoro e non solo;

– formazione: studio, approfondimento, incontri, testimonianze e visite guidate. Sono previsti momenti di incontro con soggetti e associazioni impegnate nell’antimafia sociale e momenti seminariali con il contributo di personalità quotidianamente attive nell’antimafia. Saranno inoltre organizzate alcune visite in luoghi simbolo, come la casa di Totò Riina a Corleone (oggi sede della Guardia di Finanza); Portella della Ginestra (luogo dell’omonima strage del 1 maggio 1947) dove i campisti incontreranno i sopravvissuti della strage; Casa Memoria Peppino Impastato a Cinisi; i luoghi degli attentati mafiosi ai giudici Gaetano Costa, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e ai politici Pio La Torre e Piersanti Mattarella; la visita al Laboratorio della Legalità a Corleone dove, attraverso una mostra di quadri del pittore Gaetano Porcasi, i campisti potranno ricostruire la storia della mafia e dell’antimafia fino ai giorni nostri.

Vi sarà inoltre uno spazio di studio legato ai percorsi storici dell’antimafia per approfondire conoscenze specifiche sull’impegno di contrasto alle mafie emerso dalle comunità locali del luogo. I campisti approfondiranno i singoli argomenti attraverso la pubblicazione Arci Appunti di antimafia, che rappresenta un compendio sulla storia di Cosa Nostra e, parallelamente, dell’antimafia in Sicilia;

– attività culturali: volontari avranno l’opportunità di fare visite alla città di Palermo e ai suoi maggiori presidi di patrimonio artistico e culturale, assisteranno alla presentazione di libri alla presenza degli/le autori/trici, a proiezioni di film – in collaborazione con Ucca –  scelti dal progetto L’Italia che non si vede, parteciperanno a workshop, incontri con circoli Arci e associazioni culturali giovanili di Corleone e di Palermo. Campi e laboratori si svolgeranno inoltre in diverse località delle province di Verona, Reggio Calabria, Venezia, Brindisi, Lecco, Pesaro-Urbino, Crotone, distribuite su 6 regioni.

Tra le proposte, a Tuturano (BR) i partecipanti saranno alle prese con un laboratorio giornalistico itinerante nei beni confiscati alla mafia tra le province di Bari, Brindisi e Lecce, che si avvale del supporto di giornalisti ed esperti dell’informazione.

Ai Campi del Sole di Riace (RC) le mattinate saranno dedicate ad attività di laboratorio in cui i partecipanti affiancheranno i migranti nelle botteghe artigiane del borgo.

I programmi formativi e culturali proposti a Estate in Campo si arricchiscono, per l’edizione 2018, di contributi importanti come quelli di Avviso Pubblico, di Articolo 21, di Arcigay che proporranno moduli formativi, racconti di storie, incontri e laboratori sulle libertà intese come antidoti imprescindibili all’illegalità.

Per informazioni e iscrizioni: www.campidellalegalita.it

Sulle orme di Peppino Impastato: il diario

Prima di iniziare con questa breve cronaca, è doveroso ringraziare chi si è
adoperato in prima persona per la riuscita di quest’esperienza: l’Unione dei Comuni del Circondario Empolese Valdelsa, la Regione Toscana, Arci Comitato Regionale Toscano.

I circoli Arci Santa Maria, Ponzano, (Empoli), Rossetti (Cerreto Guidi), San Donato (Vinci), Puppino (Castelfiorentino). Le leghe SPI CGIL di Empoli, Castelfiorentino, Cerreto Vinci e CGIL Empolese Valdelsa.

L’associazione Avviso Pubblico e Slow Food, e la Coop Cerreto-Vinci.
Don Armando Zappolini che ci ha inserito nel suo tour.
Gli studenti e gli insegnanti dell’IIS Ferraris-Brunelleschi che ci hanno dato fiducia.

Il team è composto da Valeria Carboncini di Arci Empolese Valdelsa, Andrea Nerla, volontario di Arci Servizio Civile, Silvia Desideri, insegnante dell’IIS Ferraris-Brunelleschi, e Olivia, Gabriele, Marcello, Lorenzo, e Matteo, studenti dell’I.I.S. Ferraris-Brunelleschi di Empoli.

8 maggio

 

A causa di uno sciopero dei dipendenti di Ryanair, il volo Pisa-Palermo previsto in mattinata viene cancellato, quindi dobbiamo attendere il primo volo utile successivo ,
quello delle 22:20. Decidiamo di trascorrere le ore libere a nostra disposizione
esplorando i luoghi più caratteristici di Pisa: Piazza dei Miracoli, Via del Corso e
Lungarno. Le bellezze siciliane devono aspettare!
Riusciamo finalmente a partire alle 00:20, per arrivare alle 01:30 all’aeroporto di Palermo. Il nostro residence si trova ad Isola delle Femmine, distante pochi minuti dall’aeroporto. Qui, senza farcelo ripetere, sfruttiamo le poche ore di sonno a disposizione, in vista dell’impegnativa giornata successiva.

9 maggio

Sveglia alle 9:30. La giornata si apre con la visita al casolare dove è stato
assassinato Peppino; qui incrociamo il giornalista dell’Espresso sotto scorta Lirio Abbate, l’attore e regista Ascanio Celestini, e Pino Manzella; amico di Peppino e grafico di Radio Aut.
Il viavai di persone – perlopiù studenti – è incessante. QUI un video dell’evento.

Davanti al casolare dove fu ucciso Peppino Impastato

Alle 13 ci spostiamo al vicino ristorante “Peppino Impastato”, dove i ragazzi
dell’I.I.S. Ferraris-Brunelleschi al termine del pranzo si esibiscono, davanti agli
amici del Vespa Club di Ponsacco, in una lettura riguardo al fatidico 9 maggio 1978:
il giorno dell’uccisione di Peppino.
Dopo pranzo il bus-navetta ci porta nella casa natale di Peppino, oggi trasformata inCasa Memoria Peppino e Felicia Impastato, curata da giovani volontari.

La camera da letto di Peppino Impastato

Un particolare della mostra sulla vita di Peppino

Successivamente ci spostiamo nel vicino paese di Terrasini, dove aveva sede la storica Radio Aut, e dove ha inizio il corteo in ricordo di Peppino Impastato. Un corteo decisamente partecipato, colorato da sigle, partiti, associazioni, persone. Tutti uniti dalla volontà di contribuire, per quanto simbolicamente, al ricordo della figura di Peppino Impastato e alla lotta alla mafia. QUI alcune immagini della manifestazione. Arrivati a destinazione, di nuovo davanti a “Casa Memoria”, inizia la presentazione dei vari ospiti.
Esordisce Giuseppe Impastato (QUI potete leggere il suo discorso integrale), fratello di Peppino. Successivamente parla Susanna Camusso, segretaria generale della CGIL, il cui discorso si incentra sulla correlazione tra attività mafiosa e carenza di condizioni lavorative degne.
E’ il turno poi di Giuseppe Giulietti, presidente della FNSI, che porta i saluti della Federazione nazionale della Stampa. Intervengono anche Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, che pone l’accento sul ruolo della satira e di “Onda Pazza” nel contrastare il potere e le mafie, e Umberto Santino, fondatore del centro siciliano di documentazione “Peppino Impastato”.
La manifestazione si conclude con l’intervento in streaming dei genitori di Giulio Regeni.
Al termine della manifestazione ci concediamo una cena in un ristorante nei paraggi,
per concludere la giornata con una passeggiata nel cuore di Cinisi.

Alcune immagini del corteo

10 maggio

Il terzo e ultimo giorno è forse quello più denso di attività ed eventi. La sveglia suona presto; c’è da arrivare in mattinata a Corleone, che da Isola delle Femmine dista circa 1 ora e mezzo in bus. Arrivati all’altezza di Cinisi scopriamo che avremo a bordo della nostra navetta un ospite particolare: Giovanni Impastato. Il fratello di Peppino, che solo il giorno prima ammiravamo pronunciare il suo discorso davanti a migliaia di persone, ci accompagnerà  nel cuore di Cosa Nostra, culla di personaggi come Totò Riina e Bernardo Provenzano. Un comune sciolto per associazione mafiosa solo 2 anni fa, inoltre. Sembra quasi irreale.

Eppure, arrivati a destinazione, ci accorgiamo di non essere così isolati. Entriamo nel Laboratorio della Legalità, nel cuore di Corleone; un luogo dove l’antimafia non è soltanto una parola, ma una pratica da portare avanti quotidianamente. Si presenta l’amministrazione temporanea del comune, guidata da Giovanna Termini. Poi la parola passa a Pippo Cipriani:ex sindaco di Corleone e personalità di spicco nel campo dell’antimafia, che per questo ha ricevuto più volte minacce da esponenti mafiosi, sia dirette che indirette. Poi è il turno di Calogero Parisi, presidente della Cooperativa Lavoro e non Solo, che si occupa della lavorazione dei campi confiscati alla mafia. Calogero ci racconta del furto subito appena pochi giorni fa di due trattori del valore complessivo di circa 100’000€. Un intoppo non da poco che, tuttavia, non ha smorzato la determinazione della cooperativa che si è già adoperata per l’acquisto di un altro trattore. Infine tocca a Giovanni Impastato, che ricorda come anche la sua non fosse una famiglia estranea alla mafia, anzi.

Il laboratorio della legalità di Corleone

Al termine dell’incontro andiamo a mangiare all’interno della Cooperativa Lavoro e Non Solo, dove ci preparano alcuni buonissimi piatti tipici siciliani.

Poi partiamo insieme al Vespa Club Valdera alla volta di Portella della Ginestra, teatro della famosa strage dove persero la vita 12 persone, perlopiù giovani e giovanissimi.

Gli studenti di Empoli a Portella della ginestra

I ragazzi delle scuole di Empoli recitano la storia della strage di Portella della ginestra del 1 maggio 1947. Accompagnati da Filippo Torrigiani, (consulente della commissione antimafia), sono in Sicilia grazie al contributo dei consiglieri comunali della provincia che si sono tassati per sostenere le spese di viaggio e soggiorno.

Pubblicato da RADIO 100 PASSI su giovedì 10 maggio 2018

Portella della Ginestra

Giunti verso l’epilogo di questo viaggio, ci spostiamo in un altro bene confiscato alla mafia, sempre a Portella della Ginestra, dove facciamo merenda insieme a Giovanni con degli ottimi cannoli siciliani.

Infine la navetta ci porta nuovamente a Palermo, dove ritroviamo la mostra sulla vita di Peppino Impastato che avevamo visto a Casa Memoria il giorno prima. Ci congediamo con Giovanni Impastato e, dopo aver comprato una consistente scorta di cannoli da portare ad amici e parenti, ci avviamo al gate dell’aereo che ci riporterà a Pisa.

Si conclude così un tour de force denso di impegni e di riflessioni, di interrogativi. Di emozioni. Un’esperienza che certamente non ha lasciato indifferente, sul tema dell’antimafia, chiunque vi ha partecipato.

Andrea Nerla

AlimentiAmo la Legalità – con Danilo Sulis – Il resoconto

Lunedì scorso si è tenuta una giornata fondamentale per la sensibilizzazione del nostro territorio riguardo al tema dell’antimafia.

Arci Empolese Valdelsa, all’interno del progetto AlimentiAmo la Legalità, ha avuto l’onore di ospitare una figura storica dell’antimafia: Danilo Sulis. Amico di Peppino Impastato e co-fondatore della storica Radio Aut, attualmente Sulis dirige il network “Rete 100 Passi” e la web radio “Radio 100 Passi“, che di Radio Aut raccoglie l’eredità, abbattendone i limiti fisici grazie alla portata potenzialmente infinita concessa da Internet. Quella di Sulis è una vita piena di avventure, tutte legate a doppio filo dal tema dell’antimafia.

Prima di iniziare il resoconto, è opportuno ringraziare chi si è impegnato in prima persona per la riuscita dell’evento, oltre ad Arci Empolese Valdelsa nella figura di Valeria Carboncini e dei ragazzi del servizio civile: Alessio Vignali, Valentina Papale ed Andrea Nerla, e ad i circoli Arci di Cerreto Guidi e Santa Maria che hanno reso disponibili i loro spazi. Un caloroso ringraziamento va quindi a: Cgil Empolese Valdelsa, Spi-Cgil Vinci-Cerreto-Castelfiorentino-Santa Maria, i circoli Arci di S. Maria, di S. Donato, di Ponzano e Puppino di Castelfiorentino, Slow Food, Unicoop sezione soci di Vinci-Cerreto Guidi, Avviso Pubblico, Istituto Comprensivo Cerreto Guidi.

L’urgenza di esporsi di Danilo Sulis si riconosce anche dalla sua disponibilità a parlare per ben tre occasioni nell’arco della giornata di lunedì 19 marzo: alle 11 all’Istituto Comprensivo di Cerreto Guidi; alle 15 al Circolo Arci di Santa Maria; alle 18:30 Circolo Arci di Cerreto Guidi.

Durante il primo incontro,  con i ragazzi della Istituto Comprensivo di Cerreto Guidi, Danilo ha optato per un confronto orizzontale con gli studenti: raccontando le sue esperienze legate all’antimafia nella parte iniziale; successivamente, ascoltando le riflessioni e rispondendo alle domande dei tanti curiosi; tracciando un interessante parallelo tra i comportamenti dei mafiosi e quelli dei bulletti nelle scuole, nella parte conclusiva. Divertendosi e facendo divertire.

danilo sulis antimafia cerreto guidi

 

La seconda tappa della giornata si è consumata nello spazio gentilmente concesso dal Circolo Arci di Santa Maria, con alcune classi dell’Istituto Tecnico Industriale di Empoli.

Qui i ragazzi partecipanti al progetto GR.ATT. (Giovani responsabili e attivi per la legalità) hanno introdotto Sulis con alcune diapositive ed una breve pièce teatrale riguardanti il film “I Cento Passi“. Anche in quest’occasione gli studenti ed i cittadini presenti all’incontro si sono dimostrati interessati intervenendo con domande ed osservazioni di vario genere. Qui Sulis ha posto l’enfasi sul ruolo che le mafie hanno, spesso con modalità più silenti e meno spettacolari, anche nel territorio toscano.

danilo sulis antimafia

La terza ed ultima tappa è stata quella del Circolo Arci di Cerreto Guidi, dove alla fine della presentazione si è consumata un’ottima cena composta di piatti tipici del nostro territorio.danilo sulis antimafia arci cerreto guidi

Alla fine di questo intenso tour de force, il ritorno a casa è segnato dalla consapevolezza di aver instillato in centinaia di persone – in modo realmente intergenerazionale ed interclassista – attraverso questa preziosa testimonianza, un po’ di coscienza antimafiosa.  D’altronde, come Sulis ribadisce più volte, l’antimafia “non ha bisogno di martiri o eroi, ma di tante persone che svolgano con onestà il loro lavoro ogni giorno“.

Approvata la nuova legge sui testimoni di giustizia: un risultato importante per la nostra democrazia

Il comunicato di Arci, Acli, Avviso Pubblico, Centro Pio La Torre, Cgil, Cisl, Uil, Legacoop, Legambiente, Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, SOS Impresa

Salutiamo con grande soddisfazione l’approvazione definitiva della proposta di legge sui testimoni di giustizia, un provvedimento già licenziato dalla Camera dei deputati nel marzo scorso volto a garantire finalmente una loro più efficace tutela (clicca QUI per leggere l’articolo dove veniva chiesta l’approvazione della legge).

Siamo consapevoli che non è stato né semplice né facile giungere all’approvazione di questo provvedimento, generato dal lavoro svolto in Commissione parlamentare antimafia, che ha visto approvare all’unanimità una relazione specifica sul tema.

La sua gestazione è durata quattro lunghi e intensi anni di lavoro, un tempo in cui i testimoni di giustizia hanno fatto sentire più volte la loro voce, insieme al mondo delle associazioni e dei sindacati, chiedendo insistentemente alla Commissione parlamentare di farsi interprete delle loro esigenze e dei loro drammi personali affinché fosse finalmente modificata la normativa in materia.

Si tratta infatti di semplici cittadini – ad esempio imprenditori oggetto di racket o di usurai – di persone oneste che hanno messo a repentaglio la loro vita e quella dei loro familiari per dare uno specifico apporto alle indagini della magistratura e che per questo sono spesso perseguitati da gruppi criminali.

Con la nuova legge viene finalmente assicurato loro un trattamento diverso rispetto a quello dei collaboratori di giustizia, come invece accadeva fino ad oggi, superando l’impropria sovrapposizione tra questi cittadini, la cui vita è stata stravolta per il solo fatto di aver assolto ad un dovere civico con la propria testimonianza, e quella dei collaboratori di giustizia, che invece facevano parte di organizzazioni criminali e che dissociandosi sono in grado di fornire informazioni utili per lo svolgimento delle indagini.

La riforma migliora sensibilmente la condizione di vita dei testimoni, rendendo per altro il sistema più rigoroso e trasparente.

È importante quindi che la politica abbia ascoltato la loro voce perché la lotta alle mafie e alla corruzione passa anche attraverso la tutela e la valorizzazione dei testimoni di giustizia, persone oneste che hanno messo a repentaglio la loro vita e quella dei loro famigliari per denunciare mafie, corruzione e malaffare, contribuendo in questo modo a difendere la nostra democrazia e la nostra Repubblica.

Articolo tratto dal sito web di Arci Nazionale

Tornano i pacchi della Legalità

I PACCHI DELLA “VITAMINA L”

Tornano i pacchi della legalità contenenti i prodotti della “Vitamina L”. Confezionati al Circolo Arci Ponzano dagli studenti dell’ I.I.S. Ferraris-Brunelleschi di Empoli, sono disponibili presso il Comitato Arci Empolese Valdelsa.

Anche quest’anno, in occasione delle feste natalizie, sarà possibile acquistare al costo di 15 €, presso il Comitato Arci Empolese Valdelsa (via di Magolo 29), i Pacchi della “Vitamina L”, il cui ricavato favorirà la partecipazione degli studenti della nostra zona ai Campi della Legalità 2018 presso le cooperative che lavorano sui territori confiscati alle mafie, tra cui anche la Cooperativa di Corleone “Lavoro e non solo”.

Ogni confezione contiene una bottiglia di vino rosso, un barattolo di marmellata di limoni, una passata di pomodoro, un pacco di ceci o di pasta: tutti prodotti provenienti esclusivamente dalle terre confiscate alla mafia e sostenute dal lavoro di soci e giovani volontari provenienti da tutta Italia. Il pacco è, inoltre, arricchito da raffinate decorazioni naturali, da un bigliettino di auguri e soprattutto da una citazione, posta sull’etichetta, di Peppino Impastato, del quale ricorre quest’anno il 40esimo anno dalla morte.

Novità di quest’anno è la presenza, accanto ai prodotti, di un CD contenente due video, “Non è Così?” e ”La parola Mafia”, realizzati dagli i studenti dell’ istituto I.I.S Ferraris – Brunelleschi di Empoli, istituto che da anni compie percorsi formativi sull’antimafia e sulla legalità democratica che grazie ad insegnanti appassionati, vanta riconoscimenti importanti come la vittoria al Concorso nazionale del Cortometraggio “OrziinCorto 2017/2018”, ottenuta proprio con il secondo video.

Valore aggiunto dell’iniziativa è il fatto che I pacchi sono stati confezionati al Circolo Arci Ponzano dagli studenti di cinque classi dello stesso istituto di Empoli., come ulteriore passo di questo percorso formativo.L’iniziativa è stata la tappa finale di un lungo percorso che ha visto come protagonista nelle scuole il tema dell’antimafia sociale, allo scopo di sensibilizzare e rendere consapevoli i ragazzi di uno dei problemi più spinosi della nostra società.
L’Arci Empolese Valdelsa da anni promuove progetti su questo tema coinvolgendo, oltre ai più giovani all’interno delle scuole, anche i propri circoli (soprattutto quelli che dimostrano da anni una sensibilità e un interesse specifica verso il tema della legalità: il Circolo Arci di San Donato a Vinci, Il Circolo si Santa Maria e Ponzano a Empoli e il Circoloe un grande numero di partner, che da anni sono diventati veri e propri compagni di viaggio: la CGIL Empolese Valdelsa, lo spi Cgil di Empoli e Castelfiorentino, Re.So, Unicoop Firenze (Sezioni soci Empoli e Castelfiorentino), Slow Food, Avviso Pubblico .

Per prenotare i pacchi si può chiamre il Comitato arci Empolese Valdelsa allo 0571/80516 o 375 5442380 o scrivere a info@arciempolesevaldelsa.it.

AlimentiAmo la legalità

Antimafia

Domenica 19 novembre al circolo Arci Puppino una iniziativa sulla legalità e un pranzo per finanziare la partecipazione di giovani volontari ai campi di lavoro nelle cooperative antimafia per il 2018

Arci Empolese Valdelsa organizza domenica 19 novembre al circolo Arci Puppino di Castelfiorentino un’iniziativa intitolata “AlimentiAmo la legalità”, strutturata in vari momenti durante i quali si alterneranno le testimonianze di diversi ospiti e partners.
Dalle 11,30 saranno presenti i ragazzi ospitati nei progetti accoglienza di Arci Terni e alcuni giovani del nostro territorio che, assieme ai volontari dello Spi-Cgil, racconteranno le loro esperienze maturate presso le cooperative antimafia durante l’esperienza dei campi della legalità del progetto “Liberarci dalle spine

Partecipare ai campi della legalità è un’esperienza di volontariato non comune poichè rilancia nei giovani il concetto di citttadinanza attiva e di antimafia sociale: i prodotti della Vitamina L provenienti dai terreni confiscati alla mafia sono espressione della vittoria della legalità e alimentano la speranza di un futuro migliore per la Sicilia.

Momento centrale dell’iniziativa sarà il “pranzo della legalità”, il cui ricavato verrà utilizzato per finanziare la partecipazione di nuovi giovani volontari ai campi della legalità in Sicilia del prossimo anno. Il pranzo, al costo di € 15, prevede un ricco menù composto da fantasia di crostini, penne all’arrabbiata, farfalle al ragù, pollo arrosto con patate, dolci casalinghi.

Dopo il pranzo sarà la volta di “Io vedo, io sento, io parlo”, l’intervento dei i ragazzi dell’ I.I.S. Ferraris Brunelleschi di Empoli che proietteranno video realizzati dal Laboratorio di Scrittura Creativa, all’interno dei progetti di Educazione alla Legalità curati da Arci Empolese Valdelsa e finanziati dalla Regione Toscana (L.R. 11/99). A conclusione dell’evento, che vede la collaborazione di Cgil Empolese Valdelsa, Re.So, Spi-Cgil Unicoop Firenze (Sezioni soci Empoli e Castelfiorentino), Slow Food, Avviso Pubblico e i circoli Arci Santa Maria, Ponzano e San Donato, si terranno una serie di Giochi della Legalità. Saranno messi in palio premi offerti dai partner dell’iniziativa.

Per partecipare al pranzo occorre prenotarsi, entro venerdì 17, chiamando uno dei seguenti numeri: Circolo Arci Puppino 392 3827695, Arci Empolese Valdelsa 0571 80516, Ivana 333 4516858

Questo il volantino dell’evento.

Antimafia

Testimoni di giustizia: Approvare rapidamente la riforma di legge

Un nuovo appello al presidente Pietro Grasso e a tutte le forze politiche per approvare al più presto la proposta di riforma della normativa sul trattamento dei testimoni di giustizia.

Lo scorso marzo la Camera dei Deputati ha approvato all’unanimità la proposta di legge di riforma della normativa in materia di trattamento dei testimoni di giustizia (pdl 3500, Bindi-Gaetti). Il provvedimento, generato dal lavoro svolto in Commissione parlamentare antimafia, migliora sensibilmente la condizione di vita dei testimoni di giustizia.

Questi, simbolo di fedeltà alla Repubblica richiesta dall’articolo 54 della nostra Costituzione, sono cittadini con un alto senso dello Stato italiano che hanno denunciato mafiosi, corrotti e persone dedite al malaffare, assumendosi in prima persona la responsabilità di cambiare il nostro Paese.

Il provvedimento, già licenziato dalla Commissione Giustizia del Senato, è ora in attesa di essere discusso dall’Assemblea, dove peraltro non risulta ancora inserito nel programma dei lavori di ottobre-dicembre 2017. Facciamo appello al Presidente Pietro Grasso e ai senatori di tutte le forze politiche affinché approvino il testo della riforma legislativa nel più breve tempo possibile, senza apporvi alcuna modifica.

I testimoni di giustizia e l’Italia onesta stanno aspettando da tempo questo provvedimento. Chi ha messo in gioco la propria vita e quella dei propri famigliari, dovendo spesso cambiare identità e luogo di residenza e di lavoro per evitare di essere intimidito e assassinato, ha il diritto di sentire forte che le Istituzioni e la società civile responsabile, siano schierate chiaramente dalla sua parte. Che è quella dell’Italia migliore.

Arci

Acli

Avviso Pubblico

Centro Pio La Torre

Cgil, Cisl, Uil

Legacoop

Legambiente

Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie

SOS Impresa

La Camera approvi il codice Antimafia!

Arci, Avviso Pubblico, Libera, Legambiente, Cgil, Cisl, Uil: “Approvare il Codice Antimafia è un atto politico di responsabilità”

Finalmente dopo più di quattro anni in cui tante organizzazioni sindacali, dell’associazionismo e della cooperazione hanno dato vita alla campagna nazionale “Io riattivo il lavoro” per promuovere una legge di iniziativa popolare che ha raccolto migliaia di firme e durante i quali si sono moltiplicati le discussioni pubbliche, i dibattiti parlamentari e le mediazioni politiche, il 25 settembre inizia la discussione della modifica del Codice antimafia in Aula alla Camera.

Il nuovo Codice antimafia, già votato al Senato, non solo rafforza alcuni strumenti già esistenti – come ad esempio l’Agenzia per i beni sequestrati e confiscati – ma migliora la normativa in vigore, in particolare per quanto riguarda le misure di prevenzione, tenendo conto dell’esperienza applicativa precedente alla riforma e di alcune criticità che si sono manifestate nella gestione degli immobili e delle aziende sottratte alle mafie e al crimine organizzato. Sono convinti di questo non solo la maggior parte di esperti ed esponenti delle Istituzioni, ma anche il Consiglio superiore della magistratura che il 13 settembre scorso ha approvato una specifica delibera.

Avviso Pubblico, Arci, Cgil, Cisl, Uil, Legambiente e Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, già sottoscrittori di un appello rivolto al Parlamento e al Governo all’inizio di quest’anno, chiedono a tutte le forze politiche di approvare senza modifiche alla Camera il testo ricevuto dal Senato, dimostrando in tal modo di avere coscienza di compiere un atto politico di responsabilità, a distanza di 35 anni dall’approvazione della legge Rognoni-La Torre e in un momento storico nel quale le mafie e la corruzione hanno dimostrato la loro pervasività e la loro capacità di inquinare parti della pubblica amministrazione, dell’economia e della società.

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