antimafia

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Compriamo cibo buono e giusto (e contro le mafie)

Ci sono poi casi, come quello della cooperativa Lavoro e non solo, dove l’agricoltura praticata con tutta la dovuta attenzione e cura dell’ambiente e del lavoro diventa anche occasione di riscatto sociale di un territorio difficile. La cooperativa gestisce dal 2000 un’azienda agricola sui terreni confiscati alla mafia nei territori di Corleone, Monreale e Canicattì. E dal 2005, insieme all’Arci, organizza campi di formazione e studio con il progetto Liberarci dalle spine.
L’attività agricola, condotta interamente secondo i principi della coltivazione biologica, va di pari passo con l’impegno della cooperativa in fatto di inserimenti lavorativi di persone migranti e persone con problemi di salute mentale. Della cooperativa siamo soci sostenitori, convinti che un territorio violentato dalla criminalità possa rinascere attraverso le buone pratiche dell’inclusione e dell’agricoltura di qualità. Oltre alle attività legate all’agricoltura, la cooperativa Lavoro e non solo gestisce Casa Caponnetto, adibito a ostello, e un altro immobile adibito a laboratorio di confezionamento dei legumi.

Arci Nazionale

https://www.arci.it/compriamo-cibo-buono-e-giusto-e-contro-le-mafie/

Via D’Amelio, 27 anni dopo per ricordare Paolo Borsellino e la sua scorta

19 luglio 1992, strage di via D’Amelio, Palermo. A morire, circa due mesi dopo il giudice Falcone, fu il collega e caro amico Paolo Borsellino. Insieme a lui, gli agenti di scorta Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina.

Appena pochi giorni fa, a ridosso dell’anniversario dei 27 anni dalla strage, viene diffuso un audio di Paolo Borsellino, che fa parte dei documenti desecretati dalla Commissione Antimafia.

«Buona parte di noi non può essere accompagnato in ufficio di pomeriggio da macchine blindate – come avviene la mattina – perché di pomeriggio è disponibile solo una macchina blindata, che evidentemente non può andare a raccogliere 4 colleghi – dice Borsellino durante una deposizione alla Commissione antimafia a Palermo nel maggio del 1984 – Io, sistematicamente, il pomeriggio mi reco in ufficio con la mia automobile e torno a casa per le 21 o le 22. Magari con ciò riacquisto la mia libertà utilizzando la mia automobile, però non capisco che senso abbia farmi perdere la libertà la mattina per poi essere libero di essere ucciso la sera».

Purtroppo la sua denuncia, la scorta, le auto blindate non sono servite a salvargli la vita, quella domenica pomeriggio in via D’Amelio, dove si era recato a trovare sua madre.

Quella stessa via D’Amelio oggi tappa di quanti vogliono ricordarlo recandosi all’Albero della Pace, tra cui i nostri volontari dei campi della legalità di Corleone. Quella stessa via D’Amelio dove, quest’anno per la prima volta senza la sorella Rita, venuta a mancare il 15 agosto 2018, si svolgeranno ancora una volta le commemorazioni.

Tra le iniziative, i laboratori per bambini Coloriamo via D’Amelio: il 19 luglio per i cittadini di domani a cura del Centro Studi Paolo e Rita Borsellino, gli interventi dei familiari delle vittime della strage di via D’Amelio e la presentazione del libro Paolo Borsellino – Cosa Nostra spiegata ai ragazzi.

Insieme a questa, tante altre iniziative per 4 giorni, in programma dal 17 al 20 luglio: tra queste, l’incontro Legami di memoria a cura di Arci Palermo, il torneo di calcetto La legalità scende in campo, la veglia La forza dietro ad un sorriso a cura di Agesci Sicilia.

Arci Nazionale

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Mafia, il rapporto di Avviso Pubblico

È stato presentato a Roma, presso la Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto, il Rapporto di Avviso Pubblico sullo scioglimento dei Comuni per mafia. Analisi e proposte (edito da Altreconomia) a cura di Simona Melorio, ricercatrice dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.

“La legge sugli scioglimenti per mafia è nata per risanare la frattura tra Amministrazione e cittadini, causata dalle infiltrazioni della criminalità organizzata – ha spiegato Roberto Montà, presidente di Avviso Pubblico – L’obiettivo del Rapporto è analizzare i cambiamenti che sono avvenuti dal 1991 ad oggi, accendere una discussione pubblica su un adeguamento della normativa che non è più rinviabile, accompagnato dal fornire agli Enti locali una serie di strumenti per prevenire e intervenire a monte”.

Il numero di scioglimenti delle amministrazioni locali conseguente a fenomeni di infiltrazione e condizionamento di tipo mafioso – fattispecie introdotta nel nostro ordinamento nel 1991 – sono stati 328, a cui vanno aggiunti 187 decreti di proroga di precedenti provvedimenti. Sono stati 278 gli Enti locali complessivamente coinvolti in 27 anni.

Sono 62 le amministrazioni locali che sono state colpite da più di un decreto di scioglimento per infiltrazione e condizionamento della criminalità organizzata. Di queste, 45 hanno subito due scioglimenti, mentre 17 ne hanno subiti ben tre.

Risulta evidente una netta predominanza delle province di Reggio Calabria (66 scioglimenti) e Napoli (59), con la prima affermatasi di recente, dopo una lunga primazia della seconda; seguono le province di Caserta (36), Palermo (33) e via via tutte le altre.

Condizione dello scioglimento è l’esistenza di elementi “concreti, univoci e rilevanti” su collegamenti con la criminalità organizzata di tipo mafioso degli amministratori locali o su “forme di condizionamento degli stessi, tali da determinare un’alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere il buon andamento o l’imparzialità delle amministrazioni comunali e provinciali”, incidendo negativamente sulla funzionalità dei servizi a queste affidati, oppure in grado di originare un “grave e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica” (art. 143, co. 1).

Arci Nazionale

https://www.arci.it/mafia-il-rapporto-di-avviso-pubblico/

Campi della Legalità in compagnia di Repubblica Scuola

L’edizione 2019 di Estate in campo si arricchisce di una importante novità, che riconosce il lavoro di tanti anni di impegno con i giovani e meno giovani su campi e terreni confiscati alle mafie: la partnership con Repubblica.it sezione Scuola, che ospiterà per tutta l’estate diari e racconti dei partecipanti ai campi.

Una collaborazione significativa che consentirà di vivere, attraverso le parole e le emozioni di centinaia di volontari – sono stati cinquecento l’anno scorso – l’esperienza di chi ha scelto di dedicare un periodo della propria estate alla creazione di una comunità di impegno alternativa alle mafie. I volontari si racconteranno e racconteranno la loro esperienza, attraverso i lavori svolti sui terreni confiscati, ma anche con i racconti vissuti da testimoni diretti e protagonisti dell’antimafia. Saranno momenti di confronto, e anche di divertimento, tanto più significativi perché uniti da un unico filo conduttore che, da nord a sud, dal Veneto alla Sicilia, crea un legame indissolubile tra chi ha voglia di lavorare per una causa comune, quella lotta alle mafie di cui c’è ancora tanto bisogno.

Arci Nazionale

https://www.arci.it/campi-della-legalita-i-volontari-si-raccontano-su-repubblica-scuola/

Prodotti Cooperativa Lavoro e Non Solo 2019

INFORMAZIONI SU PRODOTTI COOPERATIVA LAVORO E NON SOLO 2019

La Cooperativa Lavoro e Non Solo gestisce dal 2000 un’azienda agricola che coltiva terreni confiscati a Cosa Nostra tra Corleone, Monreale e Canicattì.
L’attività agricola, condotta interamente secondo i principi e i metodi della coltivazione biologica, va di pari passo con l’impegno della Cooperativa in fatto di inserimenti lavorativi di persone migranti e persone con problemi di salute mentale.
La cooperativa è sostenuta fortemente dall’Arci sia in qualità di socio sostenitore sia attraverso l’organizzazione dei campi della legalità, rivolti a adolescenti, anziani, migranti e istituti d’igiene mentale, e a tante altre attività. Oltre alle attività legate all’agricoltura, Lavoro e Non Solo gestisce l’immobile Casa Caponnetto, adibito a ostello, e l’immobile adibito a laboratorio di confezionamento dei legumi.
I prodotti, frutto della perseveranza, della libertà e della consapevolezza siciliana, quest’anno sono dedicati all’impegno sociale di Rita Borsellino. Si tratta di ceci, lenticchie e pasta di agricoltura biologica e a km 0.
Sarà l’occasione per i circoli Arci di promuovere e diffondere prodotti che uniscono qualità e contrasto alle mafie, dare vita a un angolo di vendita diretta per i soci, a cene sociali, a momenti di presentazione delle attività della Cooperativa o semplicemente per rifornire il proprio punto ristoro di provviste che hanno una marcia in più.

Parte del ricavato verrà destinato alla realizzazione dei prossimi campi e laboratori della legalità, promossi dall’Arci sui temi della lotta alle mafie, che ogni anni coinvolgono centinaia di ragazze e ragazzi.

Con l’acquisto dei prodotti si sostiene un’iniziativa di sviluppo e di lavoro, contribuendo alla lotta alla mafia ed alla promozione della cultura della legalità tra i cittadini.

PER ORDINI E INFORMAZIONI
Info@arciempolesevaldelsa.it
prodotti@cooperativalavoroenonsolo.it

Alimentiamo l’antimafia sociale: evento finale al Centro Socializzazione di Ponte a Elsa

Ieri sera, al Circolo Arci O. Ristori di Ponte a Elsa, si è svolto l’evento finale di restituzione del Laboratorio “AlimentiAmo l’antimafia sociale”, realizzato all’interno del Centro di SocializzAzione.

Durante l’iniziativa, organizzata in collaborazione con il Circolo e l’Associazione Caracò, è stato presentato lo spettacolo teatrale “Santa Napoli” di Alessandro Gallo, scrittore e attore, da anni impegnato nel campo dell’educazione alla legalità e dell’antimafia sociale.
Nel corso della serata, inoltre, è stata anche presentata la canzone rap dal titolo “PAE ON THE SHOULDERS”, con la voce di Groppi Duccio, realizzata insieme ai ragazzi del centro come prodotto delle riflessioni e dei pensieri maturati durante il percorso: una denuncia in musica contro tutte le mafie. Utilizzando la memoria storica, strumenti documentali, modalità espressive, tra cui appunto anche quelle artistiche, la canzone è il risultato di un percorso che ha avuto per oggetto l’approfondimento del tema dell’antimafia sociale, nella nostra associazione e nella società. Partendo da cosa significa “socialità”, passando per cosa intendiamo quando parliamo di democrazia e vivere civile, i ragazzi hanno affrontato le problematiche legate a come oggi per loro sia difficile riconoscersi in un sistema condiviso di regole, soprattutto se imposte e non vissute come parte di un percorso individuale.
L’evento si è concluso con la promozione dei nuovi prodotti della Cooperativa Lavoro e non solo di Corleone: ceci, lenticchie e pasta, quest’ultima dedicata a Rita Borsellino.

Ringraziamo i numerosi partecipanti, Alessandro Gallo per l’impegno e la passione dimostrati, il presidente del Circolo di Ponte a elsa Rossano Campigli per averci sostenuto, i ragazzi del centro e Claudio Fiore, figlio di Rita Borsellino, per esserci stato accanto ancora una volta.

Qui sotto potete trovare il link dal quale è possibile ascoltare la canzone dei ragazzi del Centro Socializzazione.

https://www.labellastudio.it/…/PAE%20on%20the%20shoulder%2…/

Strage Capaci, si faccia luce sui mandanti e sulla stagione stragista

“Dopo 27 anni dalla strage di Capaci chiediamo che si faccia piena luce sui mandanti, non solo mafiosi, e sulle connivenze tra mafia e apparati dello Stato e che finalmente emerga tutta la verità su quanto accaduto”.

Lo dichiarano la presidente nazionale e il responsabile legalità dell’Arci, Francesca Chiavacci e Salvo Lipari, alla vigilia del 23 maggio, anniversario della strage di Capaci in cui furono assassinati il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Di Cillo e Antonio Montinaro.

“Ancora oggi – rimarcano – non si è andati a fondo sui depistaggi e sulle omissioni, non smetteremo mai di ricordare le vittime delle stragi di mafia di quegli anni così bui.

Continueremo – concludono – a chiedere la verità sulla stagione stragista di quegli anni”.

Arci Nazionale

https://www.arci.it/strage-capaci-si-faccia-luce-sui-mandanti-e-sulla-stagione-stragista/

 

Il vocabolario delle mafie

«Le parole sono importanti» diceva Nanni Moretti in un suo celebre film.

Proprio a partire da questa riflessione è nato  Il vocabolario delle mafie, progetto di educazione alla legalità che ha coinvolto  i giovani studenti  di 5 classi della scuola secondaria di primo grado di Cerreto Guidi, in provincia di Firenze.

L’Arci Empolese Valdelsa ha coordinato tutto il lavoro (che è un’articolazione del progetto più ampio I Care – Cittadini Attivi e Responsabili, realizzato con il finanziamento della Regione Toscana L.R.T 11/99 con Arci Toscana e Anpi). Il circolo Arci ‘Rossetti’ di Cerreto Guidi ha deciso di far proprio questo percorso, finanziandolo e portandolo avanti con tutta la rete dei soggetti promotori insieme a Spi CGIL di Vinci-Cerreto,  l’istituto Comprensivo di Cerreto Guidi, la sezione soci Coop di Cerreto e l’associazione Caracò.

Il progetto, che si concluderà a maggio con il viaggio a Cinisi sulle orme di Peppino Impastato, ha visto le 5 classi coinvolte affrontare, sotto la guida di Alessandro Gallo (attore, scrittore ed educatore)  un percorso diviso laboratori, ciascuno con un diverso tema, ispirandosi ad una persona simbolo della lotta alle mafie.

Jerry Essan Masslo, giovane sudafricano che viveva e lavorava nei campi a villa Literno, ucciso e divenuto simbolo della lotta al caporalato e al razzismo, ha ispirato il primo percorso.

Da qui è nato un fumetto legato alle vicende di Masslo; un’altra classe,dopo avere approfondito la figura di Peppino Impastato e i suoi trascorsi con Radio Aut, ha invece prodotto un radio dramma registrato a Bologna con  Radio Città del Capo. Sull’eccidio di Portella della Ginestra ha lavorato invece la terza classe attraverso l’incontro e la testimonianza di Pietro La Fata, fratello maggiore di Vincenza, giovanissima vittima della strage a soli 8 anni. Dal lavoro su Antonino Caponnetto,  per molti anni a capo del pool antimafia, la quarta classe ha creato una orazione civile, frutto di suggestioni, approfondimenti e studio dei discorsi del magistrato.

L’ultimo percorso ha riguardato la creazione di un ebook ispirato alla figura della giovane fiorentina Rossella Casini, scomparsa in Calabria, uccisa dalla Ndrangheta, rea di volere fare collaborare con la giustizia il fidanzato, appartenente, per famiglia, a quel mondo di illegalità.

Il progetto ha inoltre visto l’incontro in plenaria con la giornalista Angela Iantosca che ha presentato il libro Bambini a metà, sui figli della ‘ndrangheta, libro che pone ai giovani tante domande: come vivono i giovani mafiosi?

E se conoscessero un altro modo di crescere cosa accadrebbe? E cosa è accaduto a chi ci ha provato?

L’incontro finale svoltosi martedì 26 marzo al Circolo Arci Rossetti di Cerreto ha visto i ragazzi delle 5 classi raccontare questi percorsi con emozione davanti ad una grande folla di persone, e presentare i prodotti del proprio lavoro.

È stata una gradita sorpresa la presenza di Claudio Fiore, presidente onorario del Centro Studi Paolo e Rita Borsellino che è intervenuto sull’importanza della educazione alla legalità.

Arci Nazionale

https://www.arci.it/il-vocabolario-delle-mafie-per-educare-alla-legalita/

RITA, UNA DONNA CORAGGIOSA E APPASSIONATA. I TUOI INSEGNAMENTI RESTERANNO SEMPRE CON NOI.

Dichiarazione di Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci

Ieri pomeriggio si è spenta Rita Borsellino, diventata un simbolo della lotta alla mafia dopo la strage in via D’Amelio il 19 luglio 1992, in cui persero la vita il fratello Paolo,  giudice a Palermo, e la sua scorta.

In tutti questi anni i nostri percorsi si sono incrociati in moltissime occasioni, a partire dal 1994 in cui, insieme all’Arci Sicilia, Rita ha ideato e realizzato la prima Carovana Antimafie, che ha portato in giro per l’Italia e poi per l’Europa l’esperienza di un’antimafia propositiva, stringendo intrecci solidali ed etici tra cittadini, istituzioni e le diverse realtà della società civile organizzata presenti sui territori attraversati.

Rita Borsellino è stata anche vicepresidente di Libera, di cui in seguito è stata nominata presidente onoraria. E’ stata parlamentare europea e consigliera regionale, portando il suo impegno nelle istituzioni. Ha fondato, insieme ad Alfio Foti, già presidente di Arci Sicilia, i cantieri tematici di Un’altra storia, esperienza indirizzata a coinvolgere la società civile.

La sua testimonianza, la sua passione e la sua tenacia sono sempre stati di esempio per chiunque si sia impegnato in questi anni nel promuovere e diffondere la cultura della legalità.

Rita Borsellino è stata una preziosa testimone per tutte le volontarie e i volontari che ogni anno partecipano ai nostri Campi della legalità, occasione formativa e di lavoro sui beni o terreni confiscati alle mafie.

Proprio lo scorso 19 luglio era con loro in via D’Amelio a Palermo, per commemorare l’anniversario della scomparsa di suo fratello Paolo. “La memoria è vita che si coltiva ogni giorno”, ha dichiarato durante quell’evento.

Ciao Rita, lo terremo a mente ogni giorno.

Il messaggio di solidarietà a Roberto Saviano

Il messaggio di sostegno e solidarietà di Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci, a nome dell’associazione, inviato a Roberto Saviano, dopo le recenti affermazioni del ministro degli Intreni Salvini.

Caro Roberto,

voglio dimostrarti la mia vicinanza, e quella di tutta l’Arci, in merito alle vergognose ed irrispettose dichiarazioni del ministro Salvini nei tuoi confronti.
Sono affermazioni gravi, ancora di più se vengono da un ministro della Repubblica.
Con la tua attività di scrittore e con il tuo impegno come giornalista, porti avanti da anni una coraggiosa battaglia di vera denuncia verso il sistema della criminalità organizzata che tu ben conosci e, per questo lo porti alla conoscenza di tutti noi, pagando un prezzo alto, troppo alto.

Di questo non possiamo non essertene sinceramente grati, ma questo dà fastidio.
Dà fastidio a coloro che pensano che vivere sotto tutela sia uno sfizio; dà fastidio a chi pensa che la cultura non sia lo strumento idoneo per fare informazione e svegliare le coscienze. Quelli che pensano e dicono ciò, cercano invece di mettere lo Stato dalla parte delle mafie e questo non possiamo e non dobbiamo permetterlo.
La nostra associazione, attraverso il messaggio “più cultura, meno paura”, affronterà nei prossimi mesi, un lavoro impegnativo che vuole andare nella direzione di rimettere al centro della vita dei cittadini e delle cittadine, una crescita di consapevolezza, il tema della legalità democratica e della partecipazione, della partecipazione attiva e dei saperi, per liberarsi dalle paure.
Noi siamo quindi incondizionatamente dalla tua parte, in un cammino arduo, ma necessario, per riaffermare i valori della libertà e dei diritti individuali e collettivi.

Francesca Chiavacci
Presidente nazionale Arci