Cuba

image_pdfimage_print

Il Che 50 anni dopo

Il 9 ottobre saranno passati 50 anni dall’assassinio di Ernesto Che Guevara.

Ernesto Che Guevara fu ucciso in quella data nel 1967 dall’esercito boliviano, dopo una fuga disperata nella giungla con un drappello di guerriglieri. Moriva così uno degli uomini simbolo del riscatto dei popoli sottomessi dall’imperialismo nordamericano.
La sua è una storia di altri tempi. Un giovane medico argentino con la passione per i viaggi che sceglie di combattere la miseria e le disuguaglianze dei popoli del Sudamerica. La rivoluzione cubana e “El Che” sono, ancora oggi, simbolo di libertà e di partecipazione popolare.
Sappiamo quanto, anche per la nostra Associazione, sia importante ricordare questa figura e sappiamo che molti territori metteranno in piedi iniziative e momenti per ricordarlo.

Il nostro comitato Arci sabato 7 ottobre al Circolo di Pontorme alle ore 21,30 organizza una iniziativa per ricordare la figura di questo straordinario rivoluzionario. All’evento collaboreranno Arci Toscana, Nuovo Circolo Arci Pontorme e Associazione Settembre Rosso.
Interverrà alla serata Raffaele Crocco, giornalista rai che ebbe l’onore di seguire le ultime vicende del Che in Bolivia, che attraverso diapositive e racconti inediti, racconterà il “suo” Che Guevara.
Inoltre approfondiremo la questione del Guevarismo dei giorni nostri a Cuba, con la partecipazione di Carla Cocilova, responsabile politiche internazionali di Arci Toscana.
Vi invitiamo quindi ad essere presenti.

 

 

Gioia per la ripresa del dialogo tra Cuba e Usa e riconoscimento stato di Palestina

Il 17 dicembre 2014 è uno di quei giorni che sarà ricordato per la contemporaneità di due eventi nello scenario globale che muovono la Storia sulla strada della giustizia e della pace mondiale.
Entrambi rappresentano un passaggio epocale che, dopo essersi fatto largo nelle coscienze individuali e collettive, approdano ad un riconoscimento istituzionale che aprirà scenari destinati a mutare significativamente le relazioni tra i popoli e gli Stati.

Per l’Arci, e per tanta parte del fronte progressista del nostro Paese, non sono solo due belle notizie, ma coronano decenni di impegno civile e progettualità associativa che ostinatamente abbiamo perseguito nella consapevolezza di essere “dalla parte giusta”.

Il Parlamento europeo, con un voto a larghissima maggioranza, ha approvato una risoluzione sottoscritta da quasi tutti i gruppi che sostiene “in linea di principio” il riconoscimento dello Stato della Palestina sulla base dei confini del 1967, appoggia la soluzione di due Stati con Gerusalemme capitale ed esorta la ripresa dei colloqui di pace.

L’Europa quindi non solo segue l’analogo pronunciamento dei Parlamenti di Spagna, Gran Bretagna e Belgio e il riconoscimento del Governo della Svezia, ma, con questo voto che fissa i confini tra i due Stati al 1967, afferma l’illegittimità tanto degli insediamenti delle colonie nei territori palestinesi quanto della costruzione del muro che disegna unilateralmente dei confini artefatti e privi di ogni riconoscimento internazionale.
L’Arci, insieme a molte altre organizzazioni della società civile italiana, non solo ha richiesto al Parlamento e al Governo un analogo pronunciamento ma ha anche votato, nel proprio Consiglio nazionale, un documento per il riconoscimento dello Stato palestinese e per la ripresa dei colloqui di pace.

La ripresa delle relazioni diplomatiche tra Cuba e gli Stati Uniti sono una notizia importante anche per la nostra Associazione, fin dai primi anni novanta, continuativamente, impegnata, insieme ad Arcs, in progetti di solidarietà e cooperazione internazionale anche coinvolgendo artisti, intellettuali e personalità del mondo culturale italiano.

Progetti che ci hanno permesso di costruire relazioni prima di tutto umane, scambi e iniziative che hanno rafforzato le reti con le organizzazioni sociali e culturali cubane e che oggi, di fronte a questa notizia, sentiamo ancora più forti e salde. Questo passaggio epocale s’inserisce in un processo di cambiamento in atto da diverso tempo che abbiamo potuto vedere e vivere da vicino.

Sappiamo inoltre che questa notizia porta con sè sentimenti contrastanti, di speranza e al tempo stesso di preoccupazione, tra il popolo cubano; così è anche per noi perché da sempre ci sentiamo vicini, prima di tutto, alle donne e agli uomini di Cuba.

Arci nazionale