Cultura

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‘C’è Campo 2020’: tornano i campi della legalità dell’Arci in diretta streaming

‘C’è Campo 2020’: tornano i campi della legalità dell’Arci in diretta streaming

I Campi della legalità non si fermano. Nonostante la fase complessa e incerta che stiamo vivendo, legata all’emergenza Covid-19, proseguirà anche quest’anno l’esperienza di ‘Estate in campo’ grazie agli strumenti del web.

“C’è campo 2020. Laboratori Antimafia online”, questo il nome scelto per l’edizione di quest’anno, con appuntamenti quindicinali da seguire in diretta streaming sulla pagina Facebook Campi della Legalità.

I Campi della legalità, promossi dall’Arci insieme a Rete degli studenti medi, UDU – Unione degli Universitari, Cgil, Spi Cgil e Flai Cgil, hanno proposto in questi anni centinaia di attività su terreni e beni confiscati alle mafie e hanno ospitato migliaia di ragazze e ragazzi. Un’occasione di incontro di formazione, di relazioni, di condivisione e di
vita in comune.

Proprio per rimanere in contatto con tutti i giovani che ci seguono da anni, e quelli che lo avrebbero fatto quest’anno, abbiamo deciso di promuovere attraverso il web degli incontri formativi e culturali sui temi dell’antimafia sociale, che possano dare un segnale concreto che l’Arci, insieme ai compagni di viaggio di ‘Estate in campo’, non abbandona un tema e un impegno così importante.

Gli appuntamenti di ‘C’è campo 2020. Laboratori Antimafia online’ partiranno a metà giugno per concludersi a metà ottobre, con cadenza quindicinale. Il format andrà in diretta streaming alle ore 10 e avrà una durata di circa un’ora. Solo gli ultimi appuntamenti, quelli che coincidono con la riapertura dell’anno scolastico, si svolgeranno in orario pomeridiano alle ore 16.30.

‘Diritti in campo’ questo il titolo del primo appuntamento in programma il 17 giugno, alle ore 10, organizzato a Erbé (Verona). Interverranno, tra gli altri:

Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci;

Giovanni Ceriani del Progetto Diritti per le nostre strade;

Laura Calafà del Progetto VALE e FARM;

Giuseppe Ballottari, responsabile del bene confiscato del Gruppo Scout Tartaro Tione 1;

Giorgio Citto, SPI CGIL;

Emanuele Passerella, Rete Studenti Medi Veneto.

Previsto anche l’intervento musicale di Marino Severini (Gang).

La diretta streaming di tutti gli appuntamenti sarà visualizzabile sulla pagina Facebook Campi della Legalità e sull’account Instagram Campi della Legalità.

Il programma completo su www.campidellalegalita.net.

Roma, Arci Nazionale

IL PANE E LE ROSE – PROGETTO DI SOLIDARIETA’ ALIMENTARE NELL’EMPOLESE VALDELSA

IL PANE E LE ROSE – PROGETTO DI SOLIDARIETA’ ALIMENTARE NELL’EMPOLESE VALDELSA

Si chiama “Il Pane e le Rose” ed è un progetto di solidarietà alimentare che prenderà il via a partire dalla prossima settimana, realizzato da Arci, in collaborazione con l’associazione “Settembre Rosso” e con alcuni circoli dell’Empolese Valdelsa, con il supporto di Re.So. Un progetto che punta a sostenere le molte persone che l’emergenza Covid19 ha reso – e renderà – economicamente e socialmente fragili e che cerca di stringere rapporti e relazioni di comunità, includendo la nuova fascia di coloro che si trovano anche solo temporaneamente in stato di necessità e nell’impossibilità di fare fronte a spese. Purtroppo l’esplosione della pandemia sta avendo degli effetti devastanti a livello lavorativo e occupazionale, anche nel nostro territorio. Effetti tanto devastanti, dal momento che si sviluppano su un tessuto sociale già indebolito. Ma la pandemia sta colpendo duramente anche sul fronte dei legami tra le persone, dello scambio e della vicinanza, della solidarietà. I circoli chiusi, i luoghi di ritrovo non più accessibili, il distanziamento in genere rende tutti più soli e senza sostegno, specie coloro che si trovano in maggiore difficoltà economica.

Le conseguenza delle iniquità, che già esistevano, si stanno allargando e rischiano di inghiottire fette sempre più larghe di popolazione. È evidente che le risposte in termini di servizi e di sostegno non bastano a far emergere tutto il bisogno. E in ogni caso non basta la distribuzione di generi di prima necessità per sopperire ad una situazione così logorata, specie se tali condizioni si protrarranno e addirittura peggioreranno come è prevedibile nel futuro. Abbiamo, quindi, pensato di sfruttare la rete dei circoli Arci per ricreare un tessuto sociale in grado di distribuire il pane, ma di non dimenticare le rose. Il progetto prevede la possibilità per i soggetti in difficoltà di rivolgersi direttamente ai circoli Arci che aderiranno all’iniziativa oppure attraverso il numero telefonico 353 4078822 (attivo dal lunedì al venerdì in orario 10-18) la mail (ilpaneelerose.20@gmail.com) o ancora la pagina Facebook Il Pane e le Rose, indicando la propria situazione e specificando ciò di cui hanno bisogno: alimenti confezionati o freschi (come frutta e verdura), prodotti per l’igiene personale, prodotti per l’igiene della casa, prodotti per l’infanzia o altro. I circoli Arci aderenti funzioneranno in alcuni casi da punti di raccolta delle richieste, (ad oggi i Circoli delle frazioni empolesi di Ponzano, Fontanella, Cascine, Casenuove e Monterappoli), attraverso delle cassette chiuse esposte all’esterno, e delle donazioni di alimenti o altri prodotti da parte dei soci (queste presso i Circoli Arci Cascine, Monterappoli, S. Andrea e Casa del Popolo a Limite sull’Arno). Inoltre, saranno anche punti di consegna dei beni a coloro che ne avranno fatto richiesta. E soprattutto, con particolare riferimento a quelli che hanno ripreso le attività di domicilio e asporto e che riprenderanno quelle di somministrazione una volta che ce ne sarà la possibilità, raccoglieranno risorse provenienti dalla loro attività che confluiranno in un fondo di solidarietà con il quale acquistare i prodotti di cui ci sarà bisogno. Questa rete sarà implementata da Re.So. che offrirà a sua volta alimenti e prodotti frutto delle raccolte effettuate in queste settimane, ma anche la propria esperienza pluriennale in questo campo. E dai volontari Arci e dai militanti di “Settembre Rosso”, associazione politico-culturale affiliata Arci che già durante l’emergenza sanitaria è stata attiva nella distribuzione di dispositivi di protezione e di alimenti. Il progetto ha come finalità quella di garantire la capillarità e una distribuzione equa su tutto il territorio. Per questo motivo, gradualmente, si espanderà , con il consenso e l’accordo delle amministrazioni, su tutti i Comuni dell’Unione. Per maggiori informazioni rimandiamo alla pagina Facebook Il Pane e le Rose e ai contatti sopra ricordati.

15.05.2020 – Arci Comitato Territoriale Empolese Valdelsa APS

 

UNA NECESSARIA FASE 2 PER LA SOCIALITA’ E LA CULTURA DIFFUSA

UNA NECESSARIA FASE 2 PER LA SOCIALITA’ E LA CULTURA DIFFUSA

Sono passati circa due mesi dalla diffusione anche nel nostro paese dell’epidemia da Covid-19. Ora stiamo iniziando a uscire lentamente dall’emergenza.

Ma quando si parla di “fase 2” sembrano sfuggire alcuni aspetti. In particolare l’importanza e la necessità di tornare al più presto a parlare di socialità e cultura e di una delle libertà sancite dalla nostra Costituzione: la libertà di associazione.

Senza un ‘analisi e una attenzione serie, il nostro paese corre il rischio di una definitiva deriva verso una società atomizzata, caratterizzata dall’isolamento sociale, in cui le relazioni sono ridotte alla sola mediazione tramite i vecchi e nuovi mezzi di comunicazione di massa.

La condizione di “cattività” nella quale siamo costretti dalle misure anticontagio , finora necessarie, rischia inoltre di aggravare disuguaglianze e paure già esistenti.

La socialità e la cultura sono, invece, parte fondante della vita delle persone, della loro salute (che non è solo sanitaria ), della loro dignità. Siamo “animali sociali”, e come tali viviamo solo se possiamo continuare a coltivare le relazioni interpersonali ed esprimere la nostra creatività.

Per questo non vogliamo e non dobbiamo arrenderci. E siamo convinti che l’associazionismo diffuso è il giusto antidoto verso questa deriva.

Ma per esso, questa volta, esiste un pericolo fondato e concreto. Potrebbe non farcela solo con le proprie gambe.

Siamo un’associazione di promozione sociale con oltre un milione di socie e soci e oltre 4000 circoli e associazioni, che aggregano giovani e giovanissimi, bambini e famiglie, anziani, donne e uomini che si ritrovano per stare insieme nell’esercizio del diritto costituzionale di associarsi, per costruire insieme le risposte ai propri bisogni e a quelli della comunità, contrastando la solitudine e le disuguaglianze. Chi come noi si occupa prevalentemente di cultura e socialità, sostenendo e accompagnando decine di migliaia di cittadini in percorsi di protagonismo, aggregazione, promozione sociale e culturale, sa che per tenere saldi i legami sociali delle nostre comunità, qualunque sarà la “normalità” che ci aspetta, non si potrà fare a meno di cultura, spazi educativi e aggregazione.

In queste settimane ci siamo impegnati nel mantenere vivo il nostro rapporto con i soci e a diffondere cultura e socialità attraverso il web, con migliaia di eventi grazie alla nostra Resistenza Virale. Non siamo venuti meno al nostro compito e al nostro impegno, rispondendo, attraverso la nostra Solidarietà Virale, alla nostra vocazione mutualistica: migliaia di interventi nei confronti di coloro che si trovano in difficoltà (spese condivise, distribuzione pasti e mascherine, assistenza per i compiti a bambine e bambini, sportelli di ascolto e supporto psicologico, e tanto altro).

Ma ora siamo in grande difficoltà e rischiamo di non sopravvivere.

Le associazioni di promozione sociale, che per la gran parte vivono delle proprie attività di autofinanziamento e non del sostegno pubblico, si trovano – tanto quanto i soggetti economici – di fronte a enormi problemi: l’impossibilità ancora di programmare la ripresa delle attività, le difficoltà nel mantenere un rapporto stabile con volontari e soci, quelle per il pagamento degli affitti delle sedi, delle utenze, delle imposte, del mantenimento dei posti di lavoro, del pagamento dei mutui, delle spese per i DPI e della sanificazione delle sedi.

Siamo estremamente preoccupati dagli effetti che potrebbe avere, anche sulla salute pubblica, la disarticolazione del sistema della promozione sociale, che rappresenta una componente attiva dell’economia e del welfare del nostro paese contribuendo al benessere dei cittadini e delle comunità.

Il perdurare di questa situazione rischia di compromettere in modo irreversibile l’esistenza dell’ARCI.

Non vogliamo dover contare le porte che non riapriranno più, lasciando i nostri paesi, i nostri quartieri, le nostre città più povere di opportunità e occasioni di confronto e crescita collettiva.

Ogni anno i Circoli ARCI promuovono la lettura, il teatro, il cinema, le arti visive e la musica dal vivo attraverso decine di migliaia di eventi, spesso gratuiti, che raggiungono oltre un milione di cittadini; offrono spazi di espressione ad artisti e produzioni che spesso raggiungono solo dopo l’attenzione delle imprese culturali ed educano un pubblico nuovo all’arte ed alla cultura diffusa. Se queste luci restassero spente a risentirne sarebbero migliaia di comunità locali, dalle città metropolitane ai piccoli comuni delle aree interne in cui siamo presenti

Occorre mettere subito in campo un piano di manutenzione e valorizzazione: provvedimenti e risorse a sostegno dell’associazionismo di promozione sociale e culturale e di tutto il Terzo Settore, come si sta facendo per altri soggetti di tipo economico. L’apertura alla Cassa integrazione in deroga anche al Terzo Settore con il Decreto “Cura Italia” è stata una novità importante, ma non basta.

Al Governo e al Parlamento chiediamo:

  1. l’ estensione delle misure di supporto alla liquidità e accesso al credito a tutti gli Enti del Terzo Settore (ETS, compresi quelli non commerciali);
  2. la proroga della Cassa integrazione in deroga per gli ETS fino al termine effettivo dell’emergenza e alla ripresa normale di tutte le attività, comprese le attività di spettacolo, culturali e ricreative;
  3. misure capaci di far fronte al pagamento degli affitti per i mesi in cui i circoli sono stati chiusi, anche attraverso l’estensione del credito d’imposta per le locazioni relative alle sedi associative (indipendentemente della categoria catastale dell’immobile)
  4. l’estensione agli ETS del credito d’imposta per le spese di sanificazione dei nostri spazi;
  5. l’ estensione della sospensione del versamento dei canoni pubblici per le sedi associative;
  6. la sospensione del pagamento di utenze e versamenti IRAP;
  7. Il rafforzamento, con un notevole aumento della dotazione economica, del  Fondo emergenze spettacolo, cinema e audiovisivo (di cui
    all’art. 89 del Decreto Cura Italia) e la sua accessibilità anche per le APS che svolgono attività culturali.
  8. La proroga delle scadenze e degli adempimenti legati all’attuazione della Riforma del Terzo Settore ( termine di trasformazione SMS previsti all’articolo 43 del Codice del Terzo Settore, la nomina dell’organo di controllo)
  9. Un supporto straordinario alle Reti associative nazionali (di cui all’art. 41, c. 2 del Codice del Terzo Settore) impegnate in progetti e attività di utilità sociale per fronteggiare le emergenze sociali ed educative determinate dall’epidemia.

Alle istituzioni e alle forze politiche chiediamo un confronto trasparente e leale sulle nostre proposte.

La crisi non è solo sanitaria, ma sociale ed economica, e noi vogliamo rinunciare a fare la nostra parte per uscirne, convinti come siamo che l’associazionismo e l’economia sociale sono una componente importante per la tenuta sociale, politica ed economica del nostro Paese.

Roma, Arci Nazionale

La voce libera di Gianni Rodari

La voce libera di Gianni Rodari

Chi meglio di Gianni Rodari potrebbe rischiarare un po’ i tempi bui e difficili che stiamo vivendo? Con le sue storie lo scrittore ci aiuta anche oggi a sognare un futuro migliore.

Emons audiolibri partecipa alle celebrazioni del doppio anniversario dell’amato scrittore mettendo a disposizione gratuitamente una selezione di racconti e filastrocche letti da grandi attori: Claudio Bisio, Neri Marcorè, Max Paiella, Lunetta Savino.

I testi sono tratti dagli audiolibri: Favole al telefono, Filastrocche in cielo e in terra, Il libro dei perché, e Il libro degli errori.

La selezione è disponibile su Spotify.

https://open.spotify.com/show/0xtrxJlZh8DR5aUMO8ACHd

Roma, Arci Nazionale

‘Rodari: sbagliando si inventa’ per #ResistenzaVirale

‘Rodari: sbagliando si inventa’ per #ResistenzaVirale

Sono passati 100 anni dalla nascita e 40 dalla morte di Gianni Rodari (Omegna, 23 ottobre 1920 –  Roma, 14 aprile 1980) scrittore,  intellettuale, poeta che ha rivoluzionato la lettura per l’infanzia ed ha promosso un’idea diversa di pedagogia legandola alla “possibilità” dell’errore come scoperta di nuovi orizzonti.

Scriveva Rodari: “Certi errori possono essere utili strumenti per evocare certe realtà, magari per conoscerle meglio. Si può insegnare al bambino non solo a evitare l’errore, ma anche a capire che l’errore, spesso non sta nelle parole, ma nelle cose; che bisogna correggere i dettati, certo, ma bisogna soprattutto correggere il mondo”.

Rodari è stato anche un fine intellettuale di sinistra, militante del PCI e impegnato su moltissime battaglie culturali, dal dopoguerra in poi, tanto da sostenere: “Io considero mio committente il movimento operaio e democratico più che il mio editore”.

L’Arci dedicherà il palinsesto quotidiano di #ResistenzaVirale del 14 aprile a Gianni Rodari. I comitati e/o circoli che organizzeranno iniziative online possono comunicarlo a cultura@arci.it entro  GIOVEDI 9 APRILE.

Materiali web anno rodariano
COPERTINA FACEBOOK

https://www.arci.it/app/uploads/2020/04/facebook-Rodari.jpg

MANIFESTO

https://www.arci.it/app/uploads/2020/04/manifesto-Rodari.jpg

Roma, Arci Nazionale

La cultura diffusa è in pericolo

La cultura diffusa è in pericolo

È urgente agire subito per sostenere il non profit culturale

L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ha messo in ginocchio ogni ambito di produzione ed iniziativa culturale. Non c’è nessuno che si salva. La situazione è ancora più preoccupante per le ricadute che questo lungo periodo di chiusura forzata di ogni spazio di aggregazione culturale potrà avere sul futuro di questo ampio settore.

Siamo preoccupati anche dalle ricadute in termini sociali di questa improvvisa e totale assenza di qualsiasi spazio di socialità e condivisione.

È un’emergenza sociale per il lavoratori, con qualsiasi tipo di contratto in essere, ma lo è anche per la popolazione tutta che ancora per un lungo periodo sarà costretta a non frequentare spazi della e per la cultura.

Il terzo settore culturale è un pezzo molto importante di questo sistema, e rischia il collasso. L’associazionismo di promozione sociale che promuove un numero enorme di eventi di spettacolo, formazione, animazione per ogni fascia di età, opera in ogni quartiere, in ogni piccolo paese. Un fitto reticolo di esperienze, spesso tra le più innovative ed aperte a sperimentazioni artistico-culturali.

L’Istat ha censito circa 120 mila organizzazioni non profit attive in questo ambito con un numero di lavoratori (dipendenti ed esterni) pari a 220 mila persone, con entrate di circa 6 miliardi di euro l’anno. Numeri ragguardevoli che, tuttavia, non danno conto della ricchezza e dell’impatto sociale dei progetti culturali promossi.

L’Arci, una delle principali associazioni nazionali di promozione sociale attive in questo settore, con la sua rete di 4.300 circoli associativi, dal giorno dei provvedimenti più restrittivi ha annullato quasi 38.000 eventi culturali e ricreativi (concerti, proiezioni cinematografiche, eventi teatrali, presentazione di libri, corsi di pratiche artistiche, etc.) con una perdita economica stimata in 1 milione di euro al giorno.

Gli ultimi dati Siae sugli eventi organizzati dall’associazione ci dicono anche che la metà di questi eventi è ad ingresso gratuito, confermando il nostro ruolo di promozione culturale e sostegno all’accesso alla cultura per tutti.

Inoltre, il 70 % delle nostre associazioni svolgono le attività in spazi in affitto (il 21% da enti pubblici, il 49 % da privati), quindi stanno affrontando in queste settimane spese di struttura a fronte di nessuna entrata.

Quando si ripartirà, il nostro paese avrà bisogno di un grande investimento in un piano straordinario di rilancio delle attività culturali puntando sulla socialità e sull’aggregazione per uscire dalla paura. Per questo ci sarà ancor più bisogno di quelle organizzazioni del Terzo Settore in grado di sostenere un processo di ricucitura dei legami sociali attraverso le pratiche artistiche, ricreative e formative. Sarà necessario far ripartire la frequentazione dei luoghi della cultura, dei circoli associativi, dei luoghi di aggregazione giovanile con particolare attenzione per quelli che agiscono nei quartieri degradati delle periferie metropolitane e i borghi delle aree interne.

Ma molte di queste realtà rischiano di non sopravvivere all’emergenza.

Per questo è necessario continuare a rafforzare strumenti di tutela del lavoro, in ogni sua forma, stanziare importanti fondi di sostegno per le organizzazioni culturali, facilitazioni fiscali e semplificazioni amministrative per ripartire di slancio con una futura eccezionale stagione estiva e autunnale.

Ci rivolgiamo al Governo, per quanto di sua competenza, ma anche alle Regioni e ai Comuni che hanno un ruolo fondamentale proprio per la promozione e il sostegno della rete diffusa di esperienze culturali.

Vogliamo anche sollecitare le Fondazioni tutte, che in questi ultimi anni hanno avuto un ruolo importante per sviluppare percorsi di innovazione nel non profit culturale, ad una maggiore attenzione a questo ambito per evitare che i tantissimi progetti nati attraverso la loro azione, muoiano sotto il peso dell’emergenza in atto.

Per questo, chiediamo:

al Governo e ai Ministri competenti:

– Dedicare un fondo speciale del MIBACT al sostegno delle organizzazioni del non profit culturale che operano in quasi tutti I settori di sua competenza: dallo spettacolo dal vivo alla promozione della cultura cinematografica, dalla organizzazione del volontariato culturale alla gestione e valorizzazione di beni culturali, alla promozione della lettura. Questo anche perché siamo seriamente preoccupati per il futuro di molti bandi pubblici e privati che hanno permesso in questi anni di rafforzare il settore, che potrebbero non essere più promossi.

– Estendere il credito d’imposta nella misura del 60 per cento dell’ammontare del canone di locazione anche agli immobili di categorie catastali diverse dalla c/1, nel caso in cui siano utilizzati come spazi di aggregazione culturale e sociale del non profit culturale. Specificare che sono i locatori ad usufruire del credito d’imposta.

Inoltre, individuare agevolazioni fiscali per i privati che affittano ad enti del terzo settore nel prossimo. futuro.

– Consentire di accedere allo strumento dell’Art Bonus anche a soggetti del non profit culturale, individuando loro progetti specifici da sostenere.

– Si chiede al Governo e al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali di fare pressione sul Consiglio dell’Unione europea e sulla Commissione Europea per rivedere il budget assegnato alla Cultura, con particolare attenzione al programma Europa Creativa che, ad oggi, rischia di essere decurtato pesantemente, mentre potrebbe essere il volano per il futuro di progetti di un numero molto più ampio di organizzazioni culturali.

– In accordo con l’appello promosso da numerosi assessori alla Cultura e migliaia di artisti, chiediamo di emanare norme specifiche per autorizzare gli enti locali ad operare in deroga a norme generali e specifiche concernenti l’erogazione di contributi alle attività culturali e la riscossione di oneri e imposte locali.

All’Anci e alla Conferenza delle Regioni

– Chiediamo di attivare al più presto con gli Enti Regione tavoli di coordinamento della crisi del settore culturale, coinvolgendo tutti gli attori che operano in questo ambito. Dove esiste una legislazione ad hoc, sullo spettacolo dal vivo e sulla cultura, prevedere un ampliamento dei fondi anche a sostegno delle organizzazioni non profit che hanno una chiara predisposizione alla promozione sociale in questo settore.

– Chiedere un tavolo urgente di confronto con l’Anci – Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, e con le sue espressioni regionali, per coordinare gli interventi nazionali e regionali con le esigenze delle organizzazioni culturali territoriali. Chiederemo all’ANCI di promuovere presso i Comuni associati, la possibilità di prevedere fondi comunali destinati in modo specifico al mondo del non profit culturale che permetta di riprendere le attività appena sarà possibile.

Arci Nazionale, 6.04.20

Resistenza virale: Idee e proposte dell’Università di strada dell’ARCI

Resistenza virale: Idee e proposte dell’Università di strada dell’ARCI

Quando il sociologo Stefano Cristante ha ideato l’Università di strada e abbiamo accolto la sua proposta di renderla un progetto organico ad Arci nazionale non immaginavamo che ci saremmo mai trovati ad organizzare lezioni da seguire in remoto da casa.

L’idea, infatti, era quella di portare i saperi universitari nei luoghi di aggregazione non accademici, come i nostri circoli, le piazze, i vicoli, i teatri.

Tuttavia abbiamo ritenuto che, ora più che mai, ci sia bisogno di spunti di riflessione e di strumenti di lettura di ciò che saremo dopo questa fase di emergenza; è necessaria una riflessione collettiva con l’ambizione di coinvolgere tante persone per capire come sarà la democrazia post-virus, quali forze in campo riusciranno a trarre beneficio dalla crisi pandemica, quali cambiamenti di paradigma potrebbero migliorare o peggiorare la nostra vita futura.

Chiusi nelle nostre case e perennemente connessi con il mondo, tutti ci chiediamo quanto Covid19 stia cambiando la percezione della realtà e se e come cambierà il futuro dei nostri comportamenti.

L’Università di Strada sarà un appuntamento fisso due volte a settimana nel palinsesto di #ResistenzaVirale con unformat dal titolo “Dopo il Coronavirus. Il mondo come lo stiamo pensando“, diversi punti di vista, secondo varie discipline.

Arci Nazionale

L’ARCI AGGREGA CON #resistenzavirTUale

L’ARCI AGGREGA CON #resistenzavirTUale

Dal 26 marzo lo spazio web diventa spazio di socialità: video testimonianze di presidenti, di soci dei circoli arci, di artisti del territorio, quiz di enigmistica, e perfino il vecchio gioco dei mimi.
Lezioni video di canto, inglese, yoga e piccole azioni tecnologiche.

In questo particolare momento siamo costretti per il bene e la salute di tutti, a una forzata sospensione da tutte le attività e contatti consueti: le nostre abitudini sono sconvolte e ci troviamo a percepire in maniera assordante l’isolamento e lo scorrere del tempo che si dilata dentro le mura delle nostre case. Per la prima volta tutti i nostri Circoli Arci, luoghi deputati naturalmente all’aggregazione, alla condivisione e allo scambio sono chiusi per ovvi motivi di emergenza e per frenare il contagio del virus.
Vedere le porte serrate, sapere che è così, dobbiamo ammetterlo, ci fa molta impressione:non era mai successo e i presidenti che hanno girato le chiavi, lo hanno fatto con dolore ma con grande responsabilità per un fine superiore, la salute di tutti.
“Abbiamo chiuso – dice con orgoglio Alice Mollica, presidente del Circolo Arci Ponterotto- ma abbiamo scelto di lasciare una luce accesa fuori, per fare capire che quel luogo, presto tornerà ad accendersi tutto e ad accogliere ancora con calore i nostri soci”

E’quindi una necessità urgente per la nostra associazione non abdicare al nostro ruolo di animatori sociali, ma mettere in campo una “resistenza” alla passività e alla rassegnazione attraverso l’azione costante di diffusione di cultura, di emozioni e di curiosità. Vogliamo combattere la solitudine, oggi più che mai, e il possibile isolamento in cui le persone si sono venute improvvisamente a trovare. Lo facciamo con il web che diventa l’unico spazio permesso per incontrarsi, confrontarsi e raccontarsi,quasi fosse un immenso circolo Arci senza confini.
A partire dalla campagna nazionale Resistenza virale – #iorestoacasa la nostra associazione ha escogitato espedienti e iniziative da promuovere sul web, che possano servire a personalizzare, a “cucirci addosso” ancora di più questa campagna, a dare un segnale della nostra presenza soprattutto coinvolgendo i soci e dirigenti attraverso l’hashtag #resistenzavirTUale. Stiamo intanto raccogliendo brevi video (di massimo un minuto e mezzo) nel quale i dirigenti, i soci (ma anche chiunque voglia farlo!), può raccontarsi in questi giorni:paure,speranze, messaggi di solidarietà, semplicemente per farci compagnia, condividere, diminuire le distanze.

Cosa faremo con questi video e cosa accadrà dunque sul web e in particolare modo sulla pagina facebook dell’Arci Empolese Valdelsa?
Tenete a mente la data del 26 marzo. Da questo giorno verrà lanciato un “palinsesto”, un programma di appuntamenti fissi e cadenzatI, di attività giornaliere e settimanali su facebook, caratterizzato dall’hashtag #resistenza virTUale:
video testimonianze di presidenti, di soci dei circoli, di artisti del territorio, di chi vuole raccontarsi, quiz di enigmistica, e perfino il vecchio gioco dei mimi a premi, lezioni video di canto, inglese su skype, yoga e piccole azioni tecnologiche con l’aiuto di tanti Circoli Arci che si sono messi a disposizione!

Viorica Guerri, Ufficio Stampa Arci Ev

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A questo link il programma e le attività di Resistenza VirTuale

‘Resistenza virale’ – Programmazione web contro la solitudine

‘Resistenza virale’ – Programmazione web contro la solitudine

Concerti, streaming, podcast, teatro tutte iniziative che in tempi normali avrebbero animato serate e incontri nei circoli Arci presenti in tutta Italia. Con le restrizioni per contenere il diffondersi del Coronavirus le attività della rete Arci sono pressoché tutte sospese.

‘Resistenza virale’ è la nuova campagna dell’Arci nazionale che vuole riunire tutte le iniziative culturali e di solidarietà organizzate sfruttando la tecnologia e la rete digitale. Lo scopo è contrastare l’isolamento e la solitudine di chi in Arci trova aggregazione e socialità di cui tutti abbiamo bisogno.

L’Arci ha oltre 1 milione di soci e tutti i giorni propone migliaia di appuntamenti: corsi di italiano per stranieri, scuole di ballo, teatro, concerti, ristoranti, cinema e molti di questi sono proprio in aree marginali. È una crisi molto seria ma se c’è qualcosa che può aggravarla è l’isolamento e la solitudine di chi non ha famiglia o vive solo.

Parte l’appello per creare una programmazione da offrire a tutti che sarà disponibile sul sito arci.it.

Per segnalazioni ufficiostampa@arci.it .

COSA SI PUO’ FARE A CASA

INIZIATIVE DAL MONDO ARCI: https://www.arci.it/coronavirusresistenza-virale-iniziative-dal-mondo-arci/

STRUMENTI ONLINE, LIBERI E GRATUITI : https://www.arci.it/coronavirusresistenza-virale-strumenti-online-liberi-e-gratuiti-di-informazione-e-intrattenimento/

Roma, Arci Nazionale

 

MIGRANTI AL CONFINE GRECIA – TURCHIA: E’ CRISI UMANITARIA EUROPEA

MIGRANTI AL CONFINE GRECIA – TURCHIA: E’ CRISI UMANITARIA EUROPEA

C’è urgente bisogno di una reazione umana alla frontiera tra Grecia e Turchia: è quanto chiedono diversi appelli a proposito di quanto sta accadendo al confine europeo, con decine di migliaia di persone migranti che tentano di entrare in Europa, dopo l’apertura delle sue frontiere da parte della Turchia.

Al confine tra Grecia e Turchia si sta sviluppando una crisi di umanità dell’Europa. La protezione dei rifugiati non è qualcosa da cui gli Stati possono sottrarsi. La Grecia deve rispettare il diritto d’asilo e l’Unione europea deve aiutarla e intervenire al fine di preservare quei valori costituenti comunitari. Il diritto di chiedere asilo non è negoziabile.

Quanto sta accadendo al confine tra la Turchia e la Grecia è brutale, lacrimogeni e violenza contro persone in fuga e disperate, tra cui moltissimi minori non accompagnati.

I migranti non dovrebbero essere visti come una minaccia alla sicurezza, sono persone in situazioni di vulnerabilità.

Non si può accettare che muoiano bambini nel tentativo di raggiungere la sicurezza in Europa.

Non possiamo guardare senza reagire la guardia costiera greca che attacca e respinge i migranti in difficoltà a bordo di un gommone, mentre provano a raggiungere la terraferma.

Non possiamo vedere bambini piccoli accampati per gironi senza alcuna assistenza. Si attivino subito corridoi umanitari, assistenza e aiuti alla Grecia per far fronte alla situazione. La cosa certa è che la visione unicamente repressiva e di chiusura della frontiera non è la soluzione.

Ufficio Stampa, Arci Nazionale