diritti dell’infanzia

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Mettere bambini e ragazzi al centro delle politiche per il superamento dell’emergenza Corona virus

Mettere bambini e ragazzi al centro delle politiche per il superamento dell’emergenza Corona virus

Comunicato “Alleanza per l’Infanzia”

“Mettere bambini e ragazzi al centro delle politiche per il superamento dell’emergenza Coronavirus” la richiesta di ‘Alleanza per l’infanzia’, la rete nazionale di organizzazioni e associazioni impegnate nella promozione e tutela dei diritti dei bambini e ragazzi e dei loro genitori, cui aderisce anche la Cisl. In un documento nel quale viene analizzato l’impatto della crisi sanitaria sulle famiglie si evidenzia come in un Paese che conta circa 6 milioni di famiglie con figli under 18 e 10 milioni di bambini ed adolescenti e dove  circa un quarto delle famiglie italiane ha minori in casa e una persona su sei nella popolazione è minorenne,  la crisi sanitaria vada considerata “anche come uno stress test sul sistema di welfare italiano e più in generale sul sistema educativo, utile a far affiorare fragilità e diseguaglianze non sempre così evidenti o sulle quali non c’era una chiara consapevolezza”.
Per l’Alleanza “si tratta quindi non solo di rispondere all’emergenza, ma di prefigurare e attuare cambiamenti strutturali perché il complesso del sistema dei servizi educativi e sociali, oltre che dei trasferimenti economici diretti ai bambini e alle loro famiglie, diventi più efficace, più equo e più capace di utilizzare in modo coordinato le energie e le risorse del settore pubblico, del terzo settore e degli stessi ragazzi e delle loro famiglie”.

Ed è in questa prospettiva che ‘l’Alleanza per l’infanzia chiede “che ad ogni livello (nazionale, regionale e locale) venga adottata una doppia logica di intervento, che guardi all’immediato, ma nel contempo si ponga anche obiettivi di medio termine. Essa dovrebbe prevedere un rafforzamento dell’intervento pubblico lungo cinque linee di azione:

1. Il sostegno economico alle famiglie con figli.
2. Il sostegno al sistema integrato di educazione e istruzione per i bambini dalla nascita ai sei anni
3. Il sostegno al sistema scolastico, anche in un’ottica di maggiore inclusione e supporto degli studenti appartenenti ai gruppi più vulnerabili
4. Il rafforzamento del sistema integrato di servizi socio-educativi e socio-assistenziali a livello locale
5. Il rafforzamento delle misure di conciliazione tra famiglia e lavoro.

Comunicato di Alleanza per l’Infanzia

https://www.arci.it/app/uploads/2020/04/comunicato-alleanza-09-04-2020.pdf

Sentenza storica della Corte di Appello di Trento

Una sentenza storica che stabilisce come prevalente sul legame biologico, per il riconoscimento della genitorialità, il rapporto d’amore e cura stabilito col bambino

Dichiarazione di Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci

Una sentenza che molti non esitano a definire storica. Per la prima volta viene riconosciuta anche in Italia a due uomini la possibilità di essere considerati padri di due bambini nati negli Stati Uniti grazie alla maternità surrogata.

Ancora una volta sono le aule di tribunale a riscrivere il diritto di famiglia, di fronte ad una politica perennemente in ritardo, incapace di leggere i cambiamenti che avvengono nella società e di dare risposte adeguate. Una politica che sceglie compromessi al ribasso piuttosto che condurre con determinazione battaglie di piena uguaglianza.

La Corte di Appello di Trento, nella sua ordinanza, stabilisce un principio importantissimo e cioè l’assoluta indifferenza delle tecniche di procreazione cui si sia fatto ricorso all’estero rispetto al diritto del minore a veder riconosciuto il suo stato di ‘figlio’ nei confronti di entrambi i genitori che se ne sono presi cura sin dalla nascita nell’ambito di un progetto di genitorialità condivisa. L’ordinanza si rifà a una recente sentenza della Corte di Cassazione che esclude che nel nostro ordinamento l’unico modello di genitorialità previsto sia quello fondato sul legame biologico tra il genitore e il bimbo nato, mentre è prevalente il concetto di responsabilità genitoriale che si manifesta nella consapevole decisione di allevare con cura ed amore il bambino.

La sentenza salvaguarda quindi il diritto del minore all’unità familiare, il diritto alla cura, ad essere amato e cresciuto da due genitori, indipendentemente dal loro sesso.

E’ la vita reale che a poco a poco avanza, sono i volti di tante famiglie che chiedono riconoscimento e tutele.
E’ un chiaro invito alla politica a riscrivere l’impianto giuridico del diritto di famiglia, dando rappresentanza alle nuove famiglie e considerando prioritario l’interesse del minore a crescere in una famiglia unita, con i genitori che sin dalla nascita se ne sono presi cura e l’hanno amato.

Oggi non possiamo che gioire per questa sentenza, insieme alle tante famiglie arcobaleno che chiedono tutele e riconoscimento.
Ma questa sentenza ci dice anche quanta strada ci sia ancora da fare per avere una legislazione che tuteli davvero i diritti e la libertà delle persone.

Roma, 1 marzo 2017

MANUALE DI LETTURA DEI LIBRI MESSI ALL’INDICE

13 dicembre 2015: Maratona di lettura dei libri messi all’indice 

La paura scatenata dall’ignoranza è un sentimento potente. Negli scorsi mesi il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha deciso di mettere al bando dai nidi e dalle scuole dell’infanzia della sua città 49 libri di favole illustrate per bambini, perché ispirati alla fantomatica teoria gender.

Questa vicenda diventa paradigmatica e tiene insieme, in maniera esemplare, alcuni temi fondamentali: la censura, l’educazione e il sistema pedagogico, la libertà di espressione.

Ma la vicenda diventa se vogliamo un piccolo tassello che si va ad inserire in un quadro più complesso che vede espandersi il movimento in difesa della famiglia tradizionale, le manifestazioni di piazza e i seminari organizzati dai vari Le Manif pour Tous e Sentinelle In piedi, i percorsi nelle scuole sulla parità di genere promossi dai nostri comitati che vengono osteggiati, le paure di tanti comitati di genitori che vengono alimentate dallo spauracchio della teoria gender.

La teoria Gender è diventata in questi ultimi mesi una grottesca catena di Sant’Antonio, impastata di banalità e di procurati allarmi a tratti comici ma non per questo meno pericolosi.

Sullo sfondo si muovono il Family Day, il ddl Cirinnà, il tema dell’omogenitorialità, temi che dividono e determinano confronti aspri nel momento in cui per la prima volta il paese si accinge a colmare l’enorme vuoto normativo sul tema dei diritti civili.

In un momento in cui si alimenta un clima da caccia alle streghe basato sulla disinformazione e sulla paura, crediamo che possa essere compito dell’Arci, che ha sempre fatto delle battaglie civili la sua bandiera, esporsi per denunciare un atto di censura arbitraria e irragionevole, un clima da Inquisizione e un grande passo indietro sul tema della laicità, un arretramento per un sistema scolastico che dovrebbe educare all’uguaglianza, al rispetto delle diversità, al contrasto all’omofobia, alla parità di genere.

Quando e come?

Vi invitiamo a costruire iniziative diffuse sul territorio il 13 dicembre.

L’obiettivo è di raggiungere almeno 49 Circoli e Case del Popolo (per quanti sono i libri censurati).

I circoli potranno organizzare letture corali delle favole, tese a denunciare l’arretratezza di chi pone dei libri all’Indice, ma anche a rappresentare il fare insieme, lo stare insieme per comprendere, per incontrare, per accogliere la diversità.

Una lettura corale che vuole aprire un dibattito sulla cultura e la libertà di espressione.

Un momento di denuncia, di festa e di ironia, di corretta informazione, di formazione e di sensibilizzazione.

Tutte le iniziative che comitati e circoli vorranno realizzare saranno pubblicizzate e valorizzate nazionalmente.

I circoli potranno attivare sul territorio le collaborazioni e sinergie possibili e mettere a disposizione dell’iniziativa il bagaglio di competenze, relazioni, attività per arricchire il programma dell’iniziativa.

Momenti di musica, teatro, cinema, occasioni di approfondimenti e di dibattito, animazioni per bambini e tutto ciò che la nostra vivacità riuscirà a produrre.

I comitati e i circoli che decideranno di partecipare dovranno comunicare le loro iniziative a Alessandra Vacca vacca@arci.it

SEGNALATECI LE ATTIVITA’ NEL VOSTRO COMITATO E CIRCOLO!

Vi preghiamo di segnalarci tutte le attività che realizzerete per la Maratona di lettura nel vostro comitato e nei vostri circoli. Le informazioni devono essere inviate ad Alessandra Vacca vacca@arci.it.

A questo link: www.google.com/maps/d/viewer?mid=z7ezgytIAXoA.kVijAbOzhNqw la MAPPA che segnalerà tutte le iniziative che ci comunicherete (nella mappa trovate le iniziative già segnalate ad oggi).

IN ALLEGATO:

– jpg in bassa per il web: 3-editrici—13-dicembre.jpg
– jpg in alta definizione: 3_editrici_-_13_dicembre.jpg
– file pdf: 3_editrici_-_13_dicembre.pdf
– lista dei 49 libri all’indice: LISTA_LIBRI_ALLINDICE.pdf

Chi avesse bisogno del file aperto della locandina (formato 35×50) da personalizzare con le specifiche della propria iniziativa può farne richiesta ad Alessandra Vacca (vacca@arci.it), e riceverà il pacchetto tramite WeTransfer.

BUONA MARATONA, BUONE LETTURE A TUTTI E TUTTE!

GIORNATA DEI DIRITTI DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA

Stop alle disuguaglianze

Il 20 novembre, ricorre il 26° anniversario della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, approvata dall’Assemblea Generale dell’ONU nel 1989.

Arci e Arciragazzi si impegnano perché ogni giorno sia il 20 novembre,  specie ora  dove bambine e bambini, ragazze e ragazzi sono vittime del terrore delle guerre e dei terrorismi.

Impegnarsi quotidianamente  per l’eguaglianza dei diritti di tutti i bambini e ragazzi, eliminare la discriminazione dei minori d’età, in particolare verso quelli di origine straniera, di cui molti non accompagnati,  che cercano rifugio dai drammi delle guerre e della diseguaglianza economica. Impegnarsi perché sia data la cittadinanza ai minori d’età di origine straniera che vivono nel nostro Paese.

Impegnarsi perché ci sia sempre maggiore ascolto e partecipazione dei bambini e dei ragazzi. Impegnarsi perché  vi sia un piano per l’Infanzia con opportune risorse per prevenire il disagio e favorire la scuola.

Quando venne adottata la convenzione dall’ Assemblea delle Nazioni Unite l’allora Segretario Generale Kofi A. Annan pronunciò queste parole: “l’umanità deve all’infanzia il meglio di ciò che ha da offrire”.

Il nostro impegno è perché questo accada, e questo può accadere  solo se mettiamo fine alle diseguaglianze

Arci Nazionale

 

Roma, 20 novembre 2015

“L’AFFIDO SI FA FORTE”

“L’AFFIDO SI FA FORTE”, progetto promosso dalla Regione Toscana, è un’iniziativa del Centro Affidi dei Comuni del Valdarno Inferiore (San Miniato, Santa Croce sull’Arno, Castelfranco di Sotto, Montopoli in Val d’Arno) e del circondario Empolese Valdelsa (Empoli, Fucecchio, Montelupo Fiorentino, Castelfiorentino, Capraia e Limite, Certaldo, Cerreto Guidi, Gambassi Terme, Montaione, Vinci e Montespertoli), con la collaborazione di Istituzioni Pubbliche (Scuole e Biblioteche) e Associazioni del territorio. “L’AFFIDO SI FA FORTE” è una tappa di un percorso di informazione e sensibilizzazione sul tema dell’affidamento familiare, dell’accoglienza delle sue varie forme, a partire dalle esperienze di prossimità e di “buon vicinato”, della solidarietà tra le famiglie. “L’AFFIDO SI FA FORTE” è un percorso di Istituzioni Pubbliche insieme al Volontariato e alla Cooperazione Sociale del Territorio per promuovere una cultura dell’accoglienza in un’ottica di prevenzione, attraverso esperienze di vicinanza a persone e famiglie che vivono situazioni di difficoltà e disagio non gravi.

Un piccolo aiuto, una vicinanza oggi, possono prevenire grandi difficoltà domani

Anche noi, Arci Empolese Valdelsa, saremo presenti per promuovere con tutti i nostri canali questa tappa di informazione sul tema dell’affido di prossimità. Per questo motivo venerdì 20 novembre – giornata mondiale dei diritti dell’infanzia – presso il Museo del vetro di Empoli allestiremo un nostro spazio informativo nell’iniziativa “L’AFFIDO SI FA FORTE”. Riteniamo, infatti, che questa sia un’occasione importante per fare chiarezza su questa tipologia di affido, non invasiva e estrema come l’affido tradizionale che prevede l’ allontanamento dalla famiglia di origine. L’affido di prossimità permette così al minore di mantenere i rapporti con il nucleo familiare, affiancandolo a un progetto in grado di prevenire situazioni turbative laddove la situazione di difficoltà con la famiglia non sia grave.

affidoritagliato

 

Arci Empolese Valdelsa