Diritti

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20 FEBBRAIO SOCIAL JUSTICE DAY

20 FEBBRAIO SOCIAL JUSTICE DAY

Si celebra oggi, 20 febbraio, la tredicesima Giornata Mondiale per la Giustizia Sociale. Stabilita nel novembre 2007 durante la 62esima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la giornata invita gli Stati membri a dedicare questo giorno speciale alla promozione concreta di attività in sostengo agli obiettivi del ‘World Summit for Social Development’, tenutosi a Copenaghen nel 1995. Tra questi uno sviluppo sociale che contribuisca alla giustizia sociale, la solidarietà, l’armonia, la parità all’interno e tra i paesi. L’uguaglianza e l’equità vengono riconosciuti come valori fondamentali di tutte le società.

La rete SOLIDAR, di cui ARCI fa parte, rilascia una dichiarazione in questa data, sperando di contribuire alla promozione della giustizia sociale in tutto il mondo, come prerequisito fondamentale per la pace.

Inoltre invita a promuovere l’hashtag #SocialJusticeDay: supportiamo e promuoviamo su Facebook e Twitter!

Materiali SOLIDAR per il Social Justice Day

https://www.arci.it/app/uploads/2020/02/Dichiarazione-SOLIDAR-per-il-Social-Justice-Day.pdf

https://www.arci.it/20-febbraio-social-justice-day/55

Lettera della rete ‘In Difesa Di’ per la liberazione di Patrick Zaky

Lettera della rete ‘In Difesa Di’ per la liberazione di Patrick Zaky

Patrick George Zaky è difensore dei diritti umani e ricercatore della Egyptian Initiative for Personal Rights (EIPR), che si occupa di diritti LGBTIQ, delle donne, della minoranza cristiana, dei detenuti, e delle violazioni dei diritti civili e politici in Egitto. Da settembre segue il Master europeo sugli studi di genere “GEMMA” a Bologna,e vive in Italia con regolare permesso di soggiorno per studio.

Il 7 febbraio 2020 è stato arrestato e preso in custodia dal NSI (settore investigativo della Sicurezza Nazionale Egiziana) all’aeroporto del Cairo, al suo arrivo dall’Italia. Scomparso per  24 ore e interrogato in assenza dei suoi difensori, secondo le dichiarazioni dei suoi avvocati sarebbe stato sottoposto a percosse, elettroshock e continue minacce. Il giorno seguente, la procura di Mansoura ha convalidato la custodia cautelare per 15 giorni, dichiarando che su Patrick pendeva un mandato d’arresto già dallo scorso settembre. Nell’udienza del 15 febbraio 2020 il Tribunale del riesame ha respinto il ricorso dei difensori, confermando la misura cautelare fino alla prossima udienza del 22 febbraio.

Con una lettera alle istituzioni e autorità competenti, le associazioni aderenti alla rete ‘In Difesa Di‘ intendono richiamare l’attenzione sull’urgenza di intraprendere misure effettive ed immediate per assicurare il rispetto dei diritti umani fondamentali dello studente egiziano.

Esprimendo la nostra piena solidarietà alla famiglia e ai colleghi di Patrick George Zaky, chiediamo alle Autorità italiane di intraprendere con urgenza le seguenti azioni:

  • Che le Autorità italiane impegnino immediatamente la rappresentanza diplomatica affinché si attivi seduta stante a tutela di Patrick George Zaky in quanto difensore dei diritti umani da tempo residente nel territorio italiano ed ivi impegnato in attività di studio e di ricerca, al fine di accertare immediatamente le condizioni di salute e la sottoposizione a torture di Patrick George Zaky; se effettivamente è nelle condizioni di esercitare il diritto a una difesa effettiva nel procedimento penale in cui è indagato, chiedendone la sua immediata liberazione, e, ove risulti accertata la sua persecuzione in ragione delle attività di studio e di affermazione dei diritti umani svolte in Italia, vogliano assicurare la sua immediata protezione;
  • Che, nel caso ogni attività di accertamento delle attuali condizioni di salute e di detenzione di Patrick George Zaky venga ostacolata da parte delle autorità egiziane, le autorità italiane vogliano procedere all’immediato ritiro dell’ambasciatore;
  • Che venga fornito immediato supporto ai famigliari di Patrick George Zaky e venga loro assicurato il diritto di visita al figlio;
  • Che la rappresentanza diplomatica italiana in Egitto assicuri assistenza alle/agli avvocate/i delle associazioni aderenti a “In Difesa Di” al fine di poter incontrare i difensori di Patrick George Zaky.

Continueremo questa battaglia per il rispetto dei diritti umani affinché Patrick sia liberato.

L’Arci aderisce alla fiaccolata di solidarietà organizzata per giovedì 20 febbraio, alle 18.30, in piazza del Pantheon a Roma.

Ufficio Stampa Arci Nazionale

17/02/2020

Mare Jonio torna in mare, Tribunale di Palermo revoca il sequestro

Mare Jonio torna in mare, Tribunale di Palermo revoca il sequestro

Mediterranea avvia raccolta fondi per salvare altre vite

Il Tribunale Civile di Palermo ha integralmente accolto il ricorso presentato da Mediterranea Saving Humans per la reimmissione in possesso della nave Mare Jonio, ordinando così a tutte le Autorità coinvolte di far cessare con effetto immediato il sequestro cui era sottoposta dallo scorso 3 settembre 2019.
«La decisione del Giudice civile di Palermo ripristina finalmente la legalità. La Mare Jonio è di nuovo libera, dopo un sequestro illegittimo durato cinque mesi. E, dopo l’archiviazione delle accuse contro il comandante Marrone e il capomissione Casarini, questo è un altro fondamentale passo verso la cancellazione dal basso dei Decreti Salvini», ha dichiarato Alessandra Sciurba, portavoce di Mediterranea.
Purtroppo le ambiguità sui decreti sicurezza, nonostante i tanti annunci, rimangono ancora vigenti nonostante i diversi colpi inferti dai magistrati. È accaduto quanto abbiamo sempre sostenuto: questi decreti sono contro le norme costituzionali e il diritto internazionale.
C’è bisogno di coraggio politico per fare l’unica cosa giusta: cancellare i decreti sicurezza.
La Mare Jonio è tornata libera. Ora l’impegno delle tante persone che sostengono l’azione umanitaria è tornare in mare al più presto, a salvare persone in fuga da una guerra terribile, dalle violenze e dalle torture dei centri di detenzione libici e dall’annegamento e dalle catture delle milizie libiche.
Mediterranea lancia infatti una campagna straordinaria di raccolta fondi per finanziare l’imminente missione in mare dopo la sosta forzata di cinque mesi.
Tutti i modi per sostenere la prossima missione sul sito

https://mediterranearescue.org/dona/

Arci Nazionale

Libertà per Patrick!

Libertà per Patrick!

Patrick George Zaky, attivista e ricercatore egiziano di 27 anni, si trova dall’8 febbraio in detenzione preventiva nella città di Mansoura.

Patrick era partito da Bologna, dove frequenta un Master presso l’Università di Bologna, per trascorrere un periodo di vacanza nella sua città natale, Mansoura, in Egitto. Una volta atterrato all’aeroporto del Cairo, la notte tra il 6 e il 7 febbraio, è scomparso per 24 ore.

Si tratta dell’ennesima persecuzione verso un attivista: lo dicono la storia di Patrick e la storia dell’Egitto sotto Al-Sisi. I suoi avvocati hanno denunciato che ha già subito minacce ed è stato picchiato e torturato con scosse elettriche. In questa situazione di detenzione preventiva, prorogabile per tutta la durata delle indagini, il rischio di tortura è elevato.

Patrick George Zaky collabora con l’associazione egiziana ‘Iniziativa egiziana per i diritti della persona’ (EIPR), che in una nota stampa ha diffuso la lunga lista di capi d’imputazione che sarebbero stati attribuiti all’attivista, tra i quali: «diffusione di false notizie che disturbano l’ordine sociale, incitamento a protestare per minare l’autorità dello Stato, incitamento alla destituzione del governo».

I reati imputati a Patrick si riferiscono in realtà a legittime attività di denuncia, di informazione, di commento pubblico, di ricerca o critica: alibi per legittimare una procedura del tutto illegale.

Firma l’appello di Amnesty international https://www.amnesty.it/appelli/liberta-per-patrick/

Arci Nazionale, 13/02/2020

 

 

La pericolosa escalation

La pericolosa escalation

«Qui ebreo» a Mondovì, «Calpesta l’ebreo» a Pomezia, la distribuzione da parte della Regione Piemonte del fumetto – molto controverso – dal titolo Foiba rossa, sono solo gli ultimi casi di un brutto clima nel nostro Paese. Ci sono ferite che risalgono a parecchi anni fa, ma sul cui terreno c’è una parte politica che intende riscuotere consenso in modo spregiudicato e fregandosene degli effetti. Così come scrive Colin Crouch nel suo ultimo libro Combattere la postdemocrazia: «i movimenti neofascisti stanno diventando i principali interpreti non solo della paura e dell’odio nei confronti degli stranieri, ma anche di un più generale conservatorismo sociale, pessimista e nostalgico». Dove tutte le ansie e la rabbia vengono canalizzate verso molti ‘nemici’: i migranti, in senso letterale, ma all’occorrenza diventano le istituzioni internazionali, l’Europa in senso astratto, tutte entità che limitano l’idea sovranista.
Purtroppo questa forza nichilista l’abbiamo sottovalutata.
Gli imbrattatori delle scuole di Pomezia, di Torino non sono goliardate. Sono comunque gli effetti del contagio di un clima pericoloso.
Il timore che in Italia, più di altri Paesi, cresce una porzione di concittadini affascinata dalle rivendicazioni di una minoranza che ora trova protagonismo. E che molti si stiano abituando a osservare messaggi un tempo indicibili. E i più giovani rischiano di farci l’abitudine e alcuni di subirne la fascinazione.
L’escalation di svastiche e stelle di Davide intimidatorie è il segnale di un’estrema destra consapevole per la prima volta di poter attingere a un substrato di antisemitismo e violenza inconsapevole diffuso tra i ragazzini. Per i quali la Shoah è così lontana, tanto da ignorarne la realtà o peggio confinarla nelle pagine astratte dei libri scolastici.
L’antidoto dovrebbe essere lo studio della storia.

Francesca Chiavacci 13/02/2020

Per il valore dell’umanità, contro fascismi, razzismi e guerre

Per il valore dell’umanità, contro fascismi, razzismi e guerre

Appello di associazioni, sindacati, partiti democratici nazionali per una grande campagna unitaria

Un pessimo inizio dell’anno in cui celebriamo il 75° anniversario della Liberazione: aggressioni e violenze di natura fascista e discriminatoria; segnali di nuove tensioni e guerre. Si reiterano azioni criminali che vedono protagonisti elementi associati a gruppi della destra radicale che si ispirano alle idee del fascismo, del nazismo, di un nuovo e pericolosissimo razzismo. Razzismo e discriminazione sono la matrice di tante aggressioni e violenze fisiche o verbali di cui sono state e sono vittime migranti, ebrei, rom, persone senza fissa dimora, persone di diverso orientamento sessuale o di diversa scelta politica. In questo quadro maturano anche femminicidi, violenze, sessismi contro le donne e la loro libertà. Una recente, allarmante indagine rivela che una rilevante parte della popolazione nega o minimizza la Shoah. Eppure la legge Mancino sancisce penalmente ogni pratica discriminatoria “per motivi razziali, etnici, nazionali e religiosi”.

C’è un’emergenza culturale che richiede un impegno senza precedenti. Rinnoviamo la richiesta, sostenuta da centinaia di migliaia di firme, di scioglimento delle organizzazioni neofasciste in base alla XII Disposizione finale della Costituzione e alla legge Scelba. Le risposte sono state finora sbagliate ed inadeguate, tollerando l’intollerabile. Chiediamo al Governo attuale e al Ministro dell’Interno di intervenire con chiarezza e risolutezza per garantire i principi di libertà, democrazia, solidarietà, rispetto delle diversità. In questo quadro chiediamo di abrogare o modificare radicalmente i recenti decreti sicurezza riconducendoli nell’alveo dei valori della Costituzione e della Carta europea dei Diritti Umani.

La tragica situazione dei conflitti in tutto il mondo, e in particolare in Medio Oriente, pone all’ordine del giorno la lotta contro guerre ed escalation, come ripetutamente richiesto anche negli appelli di Papa Francesco contro l’economia di guerra e la corsa al riarmo. La guerra chiama la guerra. Basta! Ci rivolgiamo in particolare all’UE, troppe volte teatro di scelte contrastanti fra i suoi Stati membri, facendo venir meno il suo impegno per la pace, il disarmo, la promozione dei diritti umani, la democrazia.

Chiediamo con fermezza il rispetto del multilateralismo a guida Nazioni Unite ed in questo quadro chiediamo al Governo italiano e all’UE politiche ed interventi coordinati al fine di rompere la spirale delle tensioni e dei conflitti per costruire una pace stabile e duratura. In tanti, giovani, sindaci, protagonisti del mondo della cultura, dell’ambientalismo, dell’associazionismo e delle istituzioni, si sono già mobilitati in molte forme in queste settimane e in questi mesi: c’è un’Italia grande e plurale che difende e rilancia i principi costituzionali, la forza della democrazia, il valore della partecipazione.

Ora è il momento per tutti e per ciascuno di superare ogni residua rassegnazione ed indifferenza. Per queste ragioni lanciamo un appello al Paese per un più forte, determinato ed unitario impegno civile, sociale e politico:

per contrastare neofascismo, razzismo ed esclusione

per lottare per la pace, la libertà, i diritti, la democrazia, a 75 anni dalla Liberazione

per il pieno rispetto della Costituzione repubblicana

per sostenere il disarmo ed ogni forma di solidarietà con le vittime delle guerre

In nome di un valore troppe volte trascurato e tradito: il valore dell’umanità.

ANPI – CGIL – CISL – UIL – LIBERA – ARCI – Partito Democratico – ACLI – ANED – Articolo Uno – Gruppo Abele – ANPPIA – Istituto Alcide Cervi – ARS – Coordinamento democrazia costituzionale – FIVL – Articolo 21 – Libertà e Giustizia – UISP – Sinistra Italiana – Partito della Rifondazione comunista

https://www.arci.it/app/uploads/2020/02/APPELLO_NAZIONALE_PER_CAMPAGNA_UNITARIA.pdf

Arci Nazionale, 14/02/2020

Il senso del 1° maggio

È ancora da festeggiare il 1 maggio? In questi anni, ormai più di un decennio, il lavoro ha visto le sue crisi peggiori e ancora più in Italia rispetto ad altri Paesi. Il tasso di occupazione sta recuperando, ma rimane ancora migliore solo rispetto a quello della Grecia. Il lavoro cambia, per forza di cose, con l’avanzare dell’economia. Ma nel cambiare pelle sono spariti un milione di artigiani e operai, molti giovani sono ancora inoccupati.  Affrontare la Festa del Lavoro mentre tutti i dati ci dicono che il lavoro italiano è così poco e malpagato, sfrangiato, intermittente, al punto  da registrare fenomeni di emigrazione conosciuti solo all’inizio del secolo scorso, è oggettivamente complicato. E il primo maggio non può certo abbandonare le sue connotazioni politiche per trasformarsi in evento musicale. Riflettere sulla condizione del lavoro, su chi non ce l’ha e su chi è sottopagato, sulle tante (troppe) morti sul lavoro: è questa la base valoriale e politica di una festa che non può essere condannata come un rito fuori dal tempo. La politica, i sindacati in questo compito hanno un ruolo centrale. I partiti e il sindacato devono indicare la strada di come invertire la tendenza, se intendono occuparsene. La società civile, l’associazionismo, noi compresi, non intende rinunciare alla Festa del Lavoro. La Repubblica è davvero fondata sul lavoro, gli italiani restano grandi lavoratori, capaci di attraversare i confini pur di lavorare, e se c’è un problema non è certo lo smarrimento della cultura del lavoro, ma la difesa dei diritti e delle garanzie che devono accompagnarlo.

Arci Nazionale.

https://www.arci.it/il-senso-del-1-maggio/

Il buio dei diritti

La retorica della nuova destra nasconde la discriminazione evocando protezione, mescola abilmente antisemitismo e islamofobia, anti-femminismo e omofobia e reintroduce diversi pregiudizi di genere che speravamo di aver superato. È il piano inclinato, sempre più ripido, su cui si trova oggi la cultura dei diritti, che rischia di capovolgersi, cedendo il passo alla negazione degli stessi.

La lista di casi che porta con sé il rischio di questo capovolgimento si allunga di giorno in giorno. Per fare alcuni esempi: il ddl Pillon, la criminalizzazione della cooperazione internazionale e il lavoro delle Ong, la negazione dell’accoglienza a chi chiede asilo, fino alla richiesta della Lega di una commissione d’inchiesta sulle case famiglia, ennesimo tentativo di processo alla solidarietà con la conseguente propaganda di Stato contro chi – per ruolo e forze – spesso non riesce neanche a replicare. Nelle ultime settimane si sono aggiunti il Congresso mondiale della famiglia di Verona, incontro ultraconservatore con obiettivi politici molto chiari, le proteste aizzate dall’estrema destra nella periferia romana contro i Rom, nonché la vicenda di Minerbe dove una bambina ha dovuto subire un’intollerabile umiliazione.

Come più volte abbiamo denunciato, in questa guerra permanente che mette gli ultimi contro i penultimi, c’è chi cinicamente passa all’incasso nel consenso elettorale. Un machismo di Stato, praticato da chi oggi è al governo, che criminalizza il diverso e chi fa solidarietà.  Per quanto ci riguarda, non indietreggiamo. Lavoriamo per fare rete e unire le forze.Anche quando ci troviamo di fronte alle resistenze e ai distinguo che attraversano pure il vasto mondo delle associazioni e movimenti. L’opposizione al nazionalpopulismo risulta ancora troppo poco efficace e altrettanto spesso viene superata dallo scontro tutto interno nella maggioranza giallo-verde, che appare occupare tutti gli spazi della ‘lotta’ e del ‘governo’.

Credo dunque non sia più rinviabile una riflessione in tal senso. Siamo in tanti in Italia a volere un paese diverso. Le manifestazioni di piazza di questi mesi lo confermano.

Nel nostro Paese, travolto da questa pericolosa deriva propagandistica, dobbiamo resistere e opporci all’idea di diventare sporadiche grida di protesta.

Arci Nazionale

https://www.arci.it/il-buio-dei-diritti/

Arci nazionale dichiara che non c’è nessuna fake news sul Congresso di Verona

“Se il senatore Pillon parla di fake news mi auguro che tra queste ci sia pure l’elenco dei partecipanti al congresso di Verona”. È il commento della presidente nazionale dell’Arci, Francesca Chiavacci, che insieme a tante associazioni hanno promosso una petizione contro la partecipazione ufficiale del Governo e delle Istituzioni locali.

“Riteniamo – continua – un dovere la mobilitazione considerato che tra i relatori c’è chi promuove idee che incitano l’odio e la discriminazione contro le donne, i gay e chiunque non rientri nella visione della famiglia tradizionale. Considerato – prosegue – che temo non si tratti di fake news ma di realtà, la mobilitazione ci sarà in difesa delle donne, degli uomini e di tutte le persone che credono che la famiglia sia da declinare al plurale e che non esiste solo quella eterosessuale, sposata e magari con figli naturali. La maggior parte delle famiglie – rimarca – nell’accezione ampia sará fuori la sala del Congresso e saranno con noi a manifestare contro chi ritiene i gay dei malati e la famiglia al di fuori del matrimonio un abominio. Invito il senatore – conclude – a passare anche da noi in strada, gli dimostreremo che esistiamo e siamo tanti”.

Arci Nazionale

https://www.arci.it/a-pillon-rispondiamo-nessuna-fake-news-sul-congresso-di-verona/

Il governo tolga i patrocini pubblici al Congresso mondiale delle famiglie

Lanciata la petizione “Italia, non sostenere l’odio” firmata anche dalla presidente Francesca Chiavacci

Si avvicina il World congress of families (il Congresso mondiale delle famiglie) che si svolgerà a Verona dal 29 al 31 marzo 2019.

Un evento internazionale che vuole “affermare, celebrare e difendere la famiglia naturale come sola unità stabile e fondamentale della società”.

All’iniziativa, organizzata dai movimenti prolife italiani e stranieri, parteciperanno il ministro della famiglia Lorenzo Fontana e il ministro dell’interno Matteo Salvini, oltre al governatore della regione Veneto Luca Zaia e al sindaco di Verona Federico Sboarina.

Il machismo al potere al completo e il parterre dei relatori si annuncia ricco di omofobi, antiabortisti e parecchi ideologi della cosiddetta famiglia “naturale”.

Insieme a tante associazioni chiediamo al presidente del consiglio Giuseppe Conte, e a tutti i vertici istituzionali coinvolti, di togliere i patrocini pubblici ad una manifestazione che non ha alcun interesse generale, e non solo, offende e discrimina moltissime persone.

Riteniamo, inoltre, che rappresenti una violazione evidente dei princìpi fondamentali di uguaglianza e di non discriminazione garantiti dalla nostra costituzione.

QUI la petizione “Italia, non sostenere l’odio”, firmata anche dalla presidente nazionale Arci Francesca Chiavacci.

FIRMA ANCHE TU!

Arci Nazionale

https://www.arci.it/il-governo-tolga-i-patrocini-pubblici-al-congresso-mondiale-delle-famiglie-che-offende-e-discrimina-tante-persone/