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MIGRANTI AL CONFINE GRECIA – TURCHIA: E’ CRISI UMANITARIA EUROPEA

MIGRANTI AL CONFINE GRECIA – TURCHIA: E’ CRISI UMANITARIA EUROPEA

C’è urgente bisogno di una reazione umana alla frontiera tra Grecia e Turchia: è quanto chiedono diversi appelli a proposito di quanto sta accadendo al confine europeo, con decine di migliaia di persone migranti che tentano di entrare in Europa, dopo l’apertura delle sue frontiere da parte della Turchia.

Al confine tra Grecia e Turchia si sta sviluppando una crisi di umanità dell’Europa. La protezione dei rifugiati non è qualcosa da cui gli Stati possono sottrarsi. La Grecia deve rispettare il diritto d’asilo e l’Unione europea deve aiutarla e intervenire al fine di preservare quei valori costituenti comunitari. Il diritto di chiedere asilo non è negoziabile.

Quanto sta accadendo al confine tra la Turchia e la Grecia è brutale, lacrimogeni e violenza contro persone in fuga e disperate, tra cui moltissimi minori non accompagnati.

I migranti non dovrebbero essere visti come una minaccia alla sicurezza, sono persone in situazioni di vulnerabilità.

Non si può accettare che muoiano bambini nel tentativo di raggiungere la sicurezza in Europa.

Non possiamo guardare senza reagire la guardia costiera greca che attacca e respinge i migranti in difficoltà a bordo di un gommone, mentre provano a raggiungere la terraferma.

Non possiamo vedere bambini piccoli accampati per gironi senza alcuna assistenza. Si attivino subito corridoi umanitari, assistenza e aiuti alla Grecia per far fronte alla situazione. La cosa certa è che la visione unicamente repressiva e di chiusura della frontiera non è la soluzione.

Ufficio Stampa, Arci Nazionale

Il virus peggiore è il razzismo

Il virus peggiore è il razzismo

Sono giorni di grande ansia collettiva.

La paranoia del contagio si sta diffondendo contro ogni ragionevole limite. E contro ogni ragionevole ed esperta posizione degli scienziati. Motivo per cui, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, non è il Coronavirus la vera malattia di cui preoccuparsi, piuttosto l’‘infodemia’, neologismo per indicare «quell’abbondanza di informazioni che rendono difficile per le persone trovare fonti affidabili quando ne hanno bisogno». Troppe fake news in giro, secondo gli esperti. I centralini degli ospedali infettivologici presi d’assalto, politici spregiudicati e cinici alle prese con richieste immotivate. Quindi il neologismo individuato rende bene il rischio più grave a cui siamo esposti.

Ma quali sono gli effetti? Purtroppo nel desiderio di canalizzare le proprie paure è stato immediato vedere nella comunità cinese la responsabile di questa fobia. Lo spettro sinofobico che si aggira in tutto il mondo sta facendo molti più danni della causa in sé. Un sentimento ostile che vede come untore chiunque sia originario della Cina, anche se – com’è capitato – si tratta di persone mai andate nelle zone interessate.

Si passa quindi dall’ostilità latente che allontana dai negozi cinesi, fino a vere e proprie vessazioni che spingono una giovane a scendere da un bus sulla tratta Cuneo-Torino. Stiamo assistendo a episodi discriminatori, gesti a sfondo razzista, insulti nei confronti della comunità cinese. Non è certo oggi che ci accorgiamo che viviamo in società dove l’inclinazione al razzismo è sdoganata, dove si dichiarano sentimenti un tempo indicibili. Ma la paura è che non sembrano funzionare gli appelli degli scienziati. Quell’odio interiore deve essere convogliato, anche se non garantirà in alcun modo quella sicurezza sanitaria dichiarata. Lo sforzo di tutte le organizzazioni sanitarie è massimo, impegnate ad affermare che il diritto alla salute si garantisce attraverso provvedimenti efficaci e presi da persone competenti rispetto all’emergenza, non aizzando o tollerando la ‘caccia al cinese’.

Arci Nazionale

Mare Jonio torna in mare, Tribunale di Palermo revoca il sequestro

Mare Jonio torna in mare, Tribunale di Palermo revoca il sequestro

Mediterranea avvia raccolta fondi per salvare altre vite

Il Tribunale Civile di Palermo ha integralmente accolto il ricorso presentato da Mediterranea Saving Humans per la reimmissione in possesso della nave Mare Jonio, ordinando così a tutte le Autorità coinvolte di far cessare con effetto immediato il sequestro cui era sottoposta dallo scorso 3 settembre 2019.
«La decisione del Giudice civile di Palermo ripristina finalmente la legalità. La Mare Jonio è di nuovo libera, dopo un sequestro illegittimo durato cinque mesi. E, dopo l’archiviazione delle accuse contro il comandante Marrone e il capomissione Casarini, questo è un altro fondamentale passo verso la cancellazione dal basso dei Decreti Salvini», ha dichiarato Alessandra Sciurba, portavoce di Mediterranea.
Purtroppo le ambiguità sui decreti sicurezza, nonostante i tanti annunci, rimangono ancora vigenti nonostante i diversi colpi inferti dai magistrati. È accaduto quanto abbiamo sempre sostenuto: questi decreti sono contro le norme costituzionali e il diritto internazionale.
C’è bisogno di coraggio politico per fare l’unica cosa giusta: cancellare i decreti sicurezza.
La Mare Jonio è tornata libera. Ora l’impegno delle tante persone che sostengono l’azione umanitaria è tornare in mare al più presto, a salvare persone in fuga da una guerra terribile, dalle violenze e dalle torture dei centri di detenzione libici e dall’annegamento e dalle catture delle milizie libiche.
Mediterranea lancia infatti una campagna straordinaria di raccolta fondi per finanziare l’imminente missione in mare dopo la sosta forzata di cinque mesi.
Tutti i modi per sostenere la prossima missione sul sito

https://mediterranearescue.org/dona/

Arci Nazionale

L’appello di Ioaccolgo sull’ immigrazione

La Campagna Io accolgo, promossa dalle principali organizzazioni sociali italiane e internazionali, nasce per dare visibilità a tutte quelle esperienze diffuse di solidarietà che caratterizzano il nostro Paese e si propone di promuovere e sostenere azioni e iniziative per no arrendersi all’odio e alla politica della sicurezza insensata, promulgata dove non c’è un pericolo reale, e dei porti chiusi.
A questo proposito I promotori hanno deciso infatti di lanciare un appello rivolto a governo e parlamento – in calce al quale raccogliere in tutta Italia migliaia di firme – in cui si chiede di abrogare i Decreti Sicurezza e di annullare gli accordi con la Libia, oltre a una revisione complessiva delle politiche sull’immigrazione.
L’obiettivo politico dell’iniziativa è quella di riaprire il dibattito nella società e nelle aule parlamentari su questi temi. Senza un intervento di modifica, infatti, le norme approvate dalla precedente maggioranza restano pienamente in vigore, continuando a produrre effetti devastanti in termini di violazioni dei diritti e di esclusione sociale dei richiedenti asilo e dei titolari di protezione.
L’appello, presentato in una conferenza stampa a Roma martedì 24 settembre, ritiene imprescindibili e urgenti provvedimenti per la reintroduzione della protezione umanitaria, l’abrogazione della norma sulla residenza dei richiedenti asilo che si concretizza in molti Comuni nella mancata iscrizione all’anagrafe con le conseguenti difficoltà di inserimento lavorativo e accesso ai servizi, il ripristino di un sistema nazionale di accoglienza che promuova l’inclusione sociale di richiedenti asilo e titolari di protezione e l’abrogazione delle norme sui divieti per le navi impegnate nei salvataggi.
Sono solo alcuni dei provvedimenti necessari per ripristinare un sistema di accoglienza che sia efficiente e allo stesso tempo rispettoso della vita e della dignità di tutte e tutti e chiudere una volta per tutte la terribile stagione delle leggi discriminatorie e disumane.

Arci Nazionale

https://www.arci.it/lappello-di-ioaccolgo-abrogare-i-decreti-sicurezza-e-gli-accordi-con-la-libia/

Se la Madonna è fuori legge

La patrona di San Severo, terra di grande agricoltura ma anche di grande sfruttamento, di ghetti e caporalato, è una Madonna nera che tiene in braccio un Gesù bambino bianco. È la Madonna del Soccorso.

Da lunedì 5 agosto, con la conversione in legge del Decreto Sicurezza bis, il soccorso in mare è un reato e chi salva naufraghi e migranti in difficoltà è considerato un criminale. Una legge disumana che il ministro dell’Interno, Matteo Salvini ha sconsideratamente dedicato proprio alla Madonna.

Un uso spregiudicato e strumentale della fede. La stessa fede che cristianamente e laicamente porta tanti, e continuerà a portarli, a soccorrere. In mare come in terra.

Il primo Decreto Sicurezza sta sbattendo sulle strade con lo stigma di ‘clandestini’ tanti immigrati che erano stati soccorsi.  Il secondo impedisce questi soccorsi. Il primo distrugge le buona accoglienza. Il secondo affonda il buon soccorso. Decreti di (in)sicurezza. Sbagliati e pericolosi.

Ma accoglienza e soccorsi, siamo certi che, per umanità e giustizia (quella vera), proseguiranno. Questi sì sotto la protezione della Madonna e di tutti quei santi profughi, martiri dell’ingiustizia, dell’indifferenza, della disumanità.

Arci Nazionale

https://www.arci.it/controcorrente-se-la-madonna-e-fuori-legge/

Dissequestrata Mare Jonio, soddisfazione Arci!

“Ci auguriamo che possa tornare presto in mare a salvare vite”. È il commento della presidente nazionale Arci, Francesca Chiavacci, alla notizia che la Procura di Agrigento ha disposto il dissequestro della nave ‘Mare Jonio’ di Mediterranea Saving Humans, sequestrata la scorsa settimana dalla Guardia di Finanza dopo l’arrivo al porto di Lampedusa.

“Siamo in tanti a sostenere l’attività di Mediterranea – prosegue – chiarita la posizione giudiziaria speriamo che si possa proseguire con la missione. Salvare vite non può essere un reato – sottolinea – la Mare Jonio nella sua missione ha salvato 49 migranti, aver contribuito a renderlo possibile ci rende orgogliosi.

Di sicuro il Ministro dell’Interno non gioirà – continua – però per fortuna esiste ancora la divisione dei poteri e non è il Governo a disporre della magistratura.

Le indagini proseguiranno – conclude – e tutte le persone coinvolte si difenderanno nel merito e non scapperanno dal processo come è capitato al Ministro sulla Diciotti”.

Arci Nazionale

https://www.arci.it/la-mare-jonio-torni-presto-in-mare-a-salvare-vite/

Ong, farli sbarcare subito, governo forte con i deboli

“Salvare vite è un dovere, a Lampedusa bisogna farli sbarcare”. Lo dichiara la presidente nazionale dell’Arci, Francesca Chiavacci, che sostiene da sempre l’ONG Mediterranea e le missioni della nave Mare Jonio.

Le persone a bordo si trovavano in mare da quasi 2 giorni e, nonostante le condizioni di salute risultino abbastanza stabili, sono tutte molto provate con problemi di disidratazione. Il personale medico di Mediterranea sta prestando assistenza.

“Il Governo – continua Francesca Chiavacci – prosegue a criminalizzare chi fa solidarietà e chi si spende per i più deboli; proseguire con norme di chiusura dei porti rimane un comportamento inumano. Assistiamo di nuovo – sottolinea – con dolore e rabbia a un atteggiamento violento e cinico contro persone fragili, disperate e in cerca di futuro. Nessuno può impedire alle persone di sognare la propria sopravvivenza, chi ha subito torture e dolori estremi va aiutato. Qualcuno con tono sprezzante ci accusa di essere buonisti – conclude – lo siamo e ne siamo orgogliosi e continueremo ad esserlo”.

Il 5X1000 ad Arci non costa nulla, basta la tua firma per aiutarci a salvare vite contro il naufragio dell’umanità.  L’Arci nazionale destina tutto il ricavato della raccolta 5X1000 di quest’anno alla nave Mare Jonio.

La campagna dell’Arci nazionale per il 5X1000 si chiama  ‘controcorrente’ perché – spiega Chiavacci – : “il progetto disobbedisce al discorso pubblico di chiusura dei porti che per noi è disumano, preferiamo obbedire alla nostra coscienza e alla convinzione che i diritti umani e il diritto del mare rappresentino un valore inviolabile. Sosterremo – conclude – tutte le missione in mare di Mediterranea, la seguiremo giorno dopo giorno e daremo loro tutto il sostegno necessario”.

Codice fiscale per le donazioni: 97054400581

Info su www.5x1000arci.it

Arci Nazionale

https://www.arci.it/ong-chiavacci-farli-sbarcare-subito-governo-forte-con-i-deboli/

Sguardi allo specchio

Il progetto “Sguardi allo specchio”, cofinanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri– Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, ha come obiettivo primario l’educazione delle nuove generazioni al rispetto della diversità e a combattere le discriminazioni nei confronti di persone di origine straniera, confrontandosi attraverso la decostruzione degli stereotipi tradizionali e attuali e la rottura delle credenze determinate dall’ignoranza e dalla paura.

Di volta in volta il razzismo si rivolge contro qualcuno ed è usato per ottenere consenso e distrarre le persone dai problemi reali, indicando un capo espiatorio, qualcuno contro il quale rivolgere la propria rabbia o la propria insoddisfazione.

Tra le attività realizzate, l’opuscolo “Sguardi allo specchi”, che aveva come obiettivo quello di fornire corrette informazioni sui concetti di base legati al fenomeno migratorio e all’asilo, al fine di sfatare i principali stereotipi, luoghi comuni e discriminazioni.

Nell’ambito del progetto, inoltre, sono stati realizzati sette laboratori all’interno di classi di scuole medie e superiori nelle città di Torino, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Palermo in cui studenti e studentesse sono stati guidati in un percorso di analisi e decostruzione di stereotipi e pregiudizi, nell’intento di educare le nuove generazioni al rispetto della diversità e al pensiero critico, e coinvolti nella creazione di prodotti grafici e multimediali con cui veicolare un messaggio contro le discriminazioni.

Perché ai ragazzi e alle ragazze di oggi è affidata la speranza di un mondo più aperto e più accogliente, più inclusivo e meno ostile.

Lanciata inoltre su Produzioni dal Basso la campagna di crowdfunding “I diritti fanno scuola”, con lo scopo di offrire ad un gruppo di italiani di nuova generazione un segno al tempo stesso simbolico e concreto del loro appartenenza alla “cittadinanza italiana” pur non possedendola giuridicamente.

Il video di sintesi dei laboratori, realizzato da Francesco Mancin, e i video realizzati dagli studenti degli Istituti coinvolti a Genova, Torino, Palermo, Bari, Firenze e Roma sono sul canale youtube di Arci nazionale

Arci Nazionale

https://www.arci.it/campagna/sguardi-allo-specchio/