Migranti

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Mare Jonio sottoposta a sequestro probatorio, nessun interrogatorio in corso

Oggi alle 17 parteciperemo al presidio in piazza Montecitorio

All’indomani dello sbarco dei naufraghi a Lampedusa il sentimento prevalente è la soddisfazione di aver portato in salvo in un porto sicuro 49 persone sottratte ai pericoli della traversata e alle torture libiche. Sono entrate in Italia cantando ‘libertà, libertà’ perché per loro il nostro è ancora il paese dei diritti umani e della salvezza possibile.
Ieri sera è stato notificato al Comandante della Mare Jonio il sequestro probatorio della nave, su iniziativa della Polizia Giudiziaria, nello specifico la Guardia di Finanza. La contestuale identificazione del comandante è un atto dovuto per procedere al sequestro.
Lo si accusa di non avere spento i motori, come ordinato dalla Guardia Costiera a poche miglia dalle acque territoriali italiane, mentre la Mare Jonio fronteggiava onde alte più di due metri, come si vede nel video che abbiamo diffuso ieri. Era un ordine impossibile da eseguire senza mettere in serio pericolo la sicurezza della nave e di tutte le persone a bordo, la cui tutela è l’obbligo prioritario di ogni comandante.
Al momento non sono in corso interrogatori e non sono arrivate ulteriori notifiche. L’armatore di Mare Jonio è stato semplicemente convocato in capitaneria per le procedure di routine.
La nostra azione di obbedienza civile si è sempre mossa nel quadro giuridico delle norme vigenti, rispettando anche la loro gerarchia, avendo come bussola il diritto e i diritti che tutelano la vita e la dignità delle persone.
Ancora una volta si potrà dimostrare che le navi della società civile sono gli unici soggetti del Mediterraneo centrale che agiscono con queste priorità.
Ora raccogliamo l’appello alla mobilitazione in piazza Montecitorio per questo pomeriggio alle 17.
Scenderemo in piazza per dare ai 49 migranti sbarcati un grande “welcome” in Europa, e per pretendere per tutti un’accoglienza degna, necessario seguito allo sbarco. Scenderemo in piazza per affermare che, come i fatti di ieri dimostrano, i porti sono aperti, e nessun ministro può chiuderli con tweet o dichiarazioni muscolari.

Arci Nazionale

https://www.arci.it/mare-jonio-sottoposta-a-sequestro-probatorio-nessun-interrogatorio-in-corso/

 

Arci pretende di conoscere la sorte delle persone salvate da Sea-Watch3

Pubblichiamo la lettera aperta inviata da ASGI, Arci, ActionAid e IndieWatch al Ministero dell’Interno e alla Prefettura e Questura di Messina per avere contezza della situazione delle 32 persone salvate dalla nave Sea Watch 3 lo scorso gennaio e trasferite all’Hotspot di Messina dopo 12 giorni in cui era stato loro impedito di sbarcare.

Mediterranea ha incontrato ciascuna di loro quando erano ancora a bordo, mentre lavorava insieme ad Asgi per tutelare i loro diritti anche attraverso un ricorso d’urgenza alla Corte europea dei diritti umani.

E’ stata ribadita più volte l’illegalità, oltre che la disumanità, delle negoziazioni tra governi sulla redistribuzione dei naufraghi fatte mentre le persone sono ancora trattenute a bordo delle navi che le hanno salvate.

Esprimiamo oggi la nostra preoccupazione per la sorte di questi 32 uomini unendoci alla richiesta di rendere immediatamente pubbliche le procedure cui sono sottoposti, affinché i loro diritti possano essere effettivamente tutelati.

Molte delle persone salvate da Sea Watch a dicembre del 2018 e fatte sbarcare a Malta dopo un’altra odissea durata 19 giorni, sono ancora trattenute nei centri di detenzione maltesi. Tra loro quelle che l’Italia aveva assunto l’impegno di trasferire nel nostro paese.

Questi accordi intergovernativi privi di qualunque base normativa sono usati sempre più come strumenti di propaganda e ricatto tra Paesi.

A farne le spese sono le vite delle persone e la certezza del diritto e dei diritti.

Arci Nazionale

https://www.arci.it/chiediamo-risposte-sulla-situazione-delle-32-persone-salvate-da-sea-watch-3-e-trasferite-allhotspot-di-messina/

Basta con la propaganda. La vita umana ha più valore!

Basta con la farsa dell’invasione! Secondo i dati Eurostat 2018, le richieste di asilo in Italia hanno un’incidenza dello 0,07% sulla popolazione
L’annunciato sbarco dei 47 naufraghi a bordo della Sea Watch è un atto dovuto e tardivo. Ancora una volta il governo ha usato delle persone, peraltro già ampiamente provate fisicamente e psicologicamente, per i propri scopi elettorali e politici.
Un possibile scontro con gli altri Paesi dell’UE va esercitato nelle sedi istituzionali, di certo non sulla pelle di 47 esseri umani.
Come ribadiamo da tempo, questo conflitto è stato usato in maniera del tutto contraddittoria, considerato che M5S e Lega non hanno votato al Parlamento europeo la proposta di modifica del Regolamento Dublino, che avrebbe permesso il superamento del criterio secondo cui il paese di primo approdo ha l’obbligo di esaminare la richiesta d’asilo e di accogliere.
Ribadiamo ancora una volta che l’Italia rappresenta il 12% della popolazione dell’UE e che siamo al quattordicesimo posto per la presenza di rifugiati e sempre tra gli ultimi per l’accoglienza di richiedenti asilo.
Nel 2018, secondi i dati raccolti da Eurostat, le richieste d’asilo in Italia sono state circa 44mila, con un’incidenza dello 0,07 sulla popolazione. Una percentuale, dati alla mano, visibilmente inferiore rispetto a quella relativa ad altri paesi come Malta con 2.980 richieste (0,6% sulla popolazione); Grecia con 55mila richieste (0,5%); Germania con 162mila richieste (0,2%); Francia con 88.710 richieste (0,13%); Spagna con 49.650 richieste (0,1%).
Nel 2017, l’anno in cui è stato registrato il numero più elevato di richieste, l’incidenza sulla popolazione in Italia è stata pari allo 0,2%. Se ci fosse stata una ripartizione equa a livello europeo in base alla popolazione, il nostro paese avrebbe dovuto accogliere molti più richiedenti asilo.
Ribadiamo la necessità di un piano di accoglienza europeo, a cui bisogna arrivare senza assistere a pagine vergognose per l’Italia e per l’Europa come quella scritta in questi giorni.
Ciò che è accaduto è disumano e ignobile: basta con la continua propaganda a fini elettorali fatta sulla pelle delle persone che rischiano la vita in mare.
Apriamo i porti, restiamo umani.

Arci Nazionale

https://www.arci.it/lo-sbarco-dei-47-naufraghi-della-sea-watch-e-un-atto-dovuto-e-tardivo/

Sea Watch: 60 organizzazioni scrivono a Conte

È ormai di urgenza improrogabile che i minori e tutte le persone presenti a bordo possano toccare terra nel più vicino porto sicuro e non restare ostaggio di dispute politiche alle quali, siamo certi converrà, il rispetto degli esseri umani e dei loro basilari diritti va sempre anteposto”, questa il messaggio contenuto nella lettera inviata oggi al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte da oltre 50 organizzazioni e associazioni a diverso titolo impegnate per i diritti dei minori.

Nella lettera in particolare si chiede al Presidente Conte che si dia seguito oggi stesso alla richiesta della Procura presso il Tribunale per i minorenni di Catania di far sbarcare i minori, sottolineando che “le disposizioni della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, del diritto internazionale del mare, della Convenzione Europea sui diritti umani, della nostra Costituzione e delle leggi interne di tutela dei minori di 18 anni rendono lo sbarco un atto dovuto, sinora ritardato senza comprensibili motivi”

La richiesta al Premier è di intervenire immediatamente ed “esercitare quanto nelle Sue responsabilità per far sì che questo ulteriore penoso episodio si concluda oggi stesso con lo sbarco di tutti e l’opportuna e immediata presa in carico dei minori loro malgrado coinvolti. Si tratta di persone che hanno già subito violenze e privazioni durante il viaggio, la loro sofferenza si è prolungata sin troppo ed è responsabilità delle Istituzioni italiane porvi fine.”

 

La lettera è stata firmata da:

A Buon Diritto Onlus

Acli

ActionAid

AISMI – Associazione italiana per la Salute Mentale Infantile

Amnesty International Italia

Arci

Arciragazzi

ASGI

Associazione Agevolando

Associazione Antigone

Associazione Culturale Pediatri (ACP)

Associazione ALI per giocare

Associazione bambini cerebrolesi

Associazione L’abilità

Associazione L’albero della vita ONLUS

Associazione Ligustrum Leuc

Associazione per l’Accoglienza, l’Affido e l’Adozione

Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus

Associazione Saveria Antiochia Osservatorio antimafia (SAO)

Associazione 21 Luglio

Camera Minorile Milano

Cammino – Camera Nazionale Avvocati per la persona, le relazioni familiari e i minorenni

CNCA

Centro Astalli

Centro per la salute del bambino Onlus

CIAI – Centro Italiano Aiuti all’Infanzia

CIR Consiglio Italiano per i Rifugiati

CISMAI – Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso dell’Infanzia

Cittadinanzattiva

Comunità di S. Egidio

Cooperativa Sociale E.D.I. Onlus

Cooperativa Sociale Tuttinsieme

Coordinamento Genitori Democratici Onlus

Emergency ONG

Focus – Casa dei Diritti Sociali

Fondazione Arché Onlus

Fondazione Mission Bambini

Fondazione Roberto Franceschi Onlus

Geordie Onlus

Gruppo nazionale Nidi e Infanzia

Salesiani per il Sociale

Ibfan Italia

INTERSOS

L’Accoglienza Coop. Soc. Onlus

L’altro diritto Onlus

La Gabbianella e altri animali Onlus

Legambiente

MAIS – Movimento per l’autosviluppo, l’interscambio e la solidarietà

MAMI – Movimento Allattamento Materno Italiano

Medici Senza Frontiere

Médecins du Monde Missione Italia

Mediterranean Hope – Programma migranti e rifugiati FCEI

Oxfam Italia

Salesiani per il Sociale

Save The Children Italia

Società Italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza (SINPIA)

SOS Villaggi dei bambini Onlus

Tavolo inter associativo SaltaMuri – Educazione sconfinata per l’infanzia, i diritti, l’umanità

Terre des Hommes

Unione Nazionale Camere Minorili (UNCM)

Arci Nazionale

Effetti del DDL sicurezza a Castelnuovo

A poche settimane dall’approvazione della legge su Sicurezza e Immigrazione la verità, che abbiamo più volte denunciato, emerge in tutta la sua cattiveria.

Ancora una volta il governo usa le persone per la sua propaganda. Senza alcuna motivazione, ricorrendo addirittura all’utilizzo dell’esercito, si spostano, come se fossero oggetti, centinaia di persone, lasciandone tante senza soluzioni abitative, per strada. 

I grandi centri non ci sono mai piaciuti perché concentrazione e separazione non producono processi positivi.

Ma prima di qualsiasi trasferimento le persone coinvolte, i richiedenti asilo e i rifugiati, gli operatori, l’amministrazione comunale, vanno coinvolte. Le soluzioni vanno prima trovate sul territorio, prestando attenzione ai percorsi avviati e alla comunità, e coinvolgendo i soggetti presenti.

I trasferimenti interrompono percorsi educativi, sanitari e di lavoro, calpestando i diritti delle persone e producendo ancora disagio sociale e ingiustizie.
Un obiettivo verrà certamente raggiunto: ci saranno più bivacchi, più persone per strada sulle quali costruire la prossima campagna elettorale.

Arci Nazionale

https://www.arci.it/a-castelnuovo-migranti-in-strada-dopo-lapprovazione-del-ddl-sicurezza/

Mediterraneo: una strage annunciata

Ancora una volta il governo italiano ha scelto di girarsi dall’altra parte

117 morti. Una strage annunciata quella di venerdì. E ancora una volta il governo italiano ha scelto di voltarsi dall’altra parte, con motivazioni indegne per un paese civile e che non possono cancellare le responsabilità di chi mette il cinismo politico davanti alla salvaguardia di tante vite umane.
Ieri altre 100 persone sono state rispedite nell’inferno libico, dopo essere stati lasciate per ore al gelo in mezzo al mare mentre chiedevano soccorso.
Facciamo sentire la nostra voce, mobilitiamo la società civile per chiedere che si torni indietro dal percorso di disumanità che il nostro paese e tutta l’Europa sta percorrendo.
Quanti morti ancora e quanta disperazione ci vogliono perché si torni ad essere umani?

Arci Nazionale

https://www.arci.it/una-strage-annunciata/

Grazie ai cittadini di Melissa per il soccorso ai migranti

L’Arci ha sentito la necessità e l’urgenza di indirizzare una lettera aperta ai cittadini di Melissa, in provincia di Crotone, e al Sindaco Gino Murgi per ringraziarli per il soccorso prestato ai migranti sbarcati giovedì scorso a Torre Melissa. Tra i primi firmatari della lettera, alla quale hanno aderito già centinaia di cittadini, artisti ed esponenti della società civile e delle associazioni,  la presidente nazionale dell’Arci Francesca Chiavacci, il sindaco di Riace Mimmo Lucano, il presidente Arci Calabria Giuseppe Apostoliti.

Di seguito il testo della lettera.

 

Egr. Signor Sindaco di Melissa, vogliamo esprimerle la nostra gratitudine per l’atto di Umanità compiuto in occasione del salvataggio dei 51 migranti che sono approdati sulle coste di Torre Melissa.

L’aver soccorso con immediatezza e generosità uomini, donne e bambini stremati da un terribile viaggio, naufragati sulle coste del suo Comune e in pericolo di vita, dimostra che, nonostante la propaganda disumana contro i migranti dispensata a piene mani da questo Governo, la solidarietà è più forte della cattiveria e dell’odio ed è l’unico argine alla barbarie.

Con questo atto i cittadini di Melissa hanno dimostrato alla Calabria e a tutto il Paese che restare umani è possibile e che l’accoglienza è un tratto distintivo della nostra Costituzione e della nostra storia repubblicana.

 

Primi sottoscrittori

Francesca Chiavacci, Presidente Nazionale ARCI – Mimmo Lucano, Sindaco di Riace – Giuseppe Apostoliti, Presidente Arci Calabria – Carmine Abate, scrittore – Marco Omizzolo, sociologo – Silvio Messinetti, avvocato e giornalista – Pippo Pollina, cantautore – Andrea Maestri, Avvocato per i diritti umani ––  Maurizio Acerbo, segretario nazionale PRC –Alessio Pascucci, Sindaco di Cerveteri e coordinatore nazionale di Italia in Comune – Damiano Coletta, Sindaco di Latina –Franco Parise, Sindaco di Verzino – Massimo Laganà, giornalista –Rosario Amelio, assessore servizi sociali comune di Taverna – Carmine Maio, Sindaco di Carfizi – Filippo Sestito, Responsabile Politiche per il Mezzogiorno Arci – Giuseppe Civati,   Possibile – Filippo Miraglia, Responsabile Immigrazione ARCI –Teresa Liguori, Giornalista e Vice Presidente nazionale di Italia Nostra – Cosimo Damiano Matteucci, avvocato e Presidente Nazionale MGA – Giuseppe Tiano, coordinamento confederale nazionale  USB – Pino De Lucia, Portavoce Forum terzo settore Crotone –  Claudio Liotti, Presidente reggente Legacoop Calabria – Valentina Restaino, Avvocato e componente direttivo nazionale di MGA –   Francesca Pesce, Avvocato e responsabile Dipartimento Diritti Umani MGA – Antonella Sassone, Avvocato e componente direttivo nazionale MGA – Donatella Loprieno, docente UNICAL – Francesco Perri, Presidente Arci Crotone – Emilia Chiara Scibilia, funzionario Regione Calabria – Giuseppe Ierardi, Operaio – Giuseppe Buondonno, insegnante – Giuseppe Borrello, Libera Pizzo – Raffaele Drago, Presidente associazione Il Barrio – Raffaele Muraca, pensionato – Antonella Loprete, casalinga – Raffaella Bolini, Arci – Alessandra Ballerini, Avvocato – Nicola Fiorita, docente UNICAL – Alessandra Basso,  direttivo Forum Terzo settore Crotone – Antonio Prestinice, Avvocato – Fernando Pignataro, direzione nazionale Sinistra Italiana – Giovanni Russo Spena, giurista e responsabile democrazia PRC –Teresa Ramogida, pensionata – Antonio Romeo, studente – Giuseppe Romeo, studente – Graziano Fortunato, Arci Milano – Gianni Speranza, Insegnante – Stefano Galieni, Responsabile nazionale Pace, Immigrazione e Movimenti PRC e S.E. – Giuseppe Pipita, giornalista – Fausto Crespi, Operaio – Nancy Valente, Sinistra Italiana Pizzo – Salvatore Cosenza, pensionato Arma dei Carabinieri – Giovanni Cizza, disoccupato – Vincenzo Greco, Medico chirurgo – Paolo Guerriera, consiglio direttivo associazione Gli spalatori di nuvole – Michele Muscarà, operaio – Edoardo Stefano – Alessandro Gaudio, Dipartimento di Culture, Educazione e Società UNICAL –Tiziana Ventura, RSU CGIL –  Angela Astorino, Avvocato – Vincenzo Medici, Avvocato –Antonio Scandale, Consigliere Arci Crotone – Rosario Piccioni, Pasquale Petilino, impiegato  – Nicola Belcastro, Sindaco di Cotronei – Santino Altimari, pensionato  –Maddalena Autiero, Movimento difesa diritti del cittadino – Maria Cirillo, consigliere ARCI Crotone – Melinda Mauro, attivista – Angelo Broccolo, Medico,

L’Arci è con i sindaci contrari al Dl sicurezza

Condividiamo e sosteniamo la richiesta di un incontro con il governo, siamo disponibili a costruire iniziative comuni

Si convochi subito un tavolo di confronto con Enti Locali e Sindaci. Il governo, invece di insultare, deve ascoltare i sindaci che denunciano la grave situazione che si verrebbe a creare nelle città e nei territori in conseguenza dell’attuazione del Decreto Sicurezza.

Ieri abbiamo espresso la nostra solidarietà al sindaco di Palermo Leoluca Orlando, che estendiamo a tutti i sindaci indisponibili ad osservare norme palesemente discriminatorie, contrarie ai principi costituzionali, irrispettose dei diritti umani e che creano caos nelle città e nei territori.

Oggi abbiamo inviato una lettera di solidarietà e supporto al presidente Anci Antonio De Caro: condividiamo e sosteniamo la sua richiesta di un incontro chiarificatore con il Governo a proposito dell’attuazione del dl sicurezza. Siamo disponibili a costruire eventuali iniziative comuni.

Qui di seguito, il testo della lettera inviata a Decaro, con firma della presidente nazionale Francesca Chiavacci

Gentile Presidente,
Le scriviamo per esprimere il nostro favore e la nostra soddisfazione per le sue dichiarazioni di ieri nelle quali si
è fatto carico, sia nel suo ruolo di Sindaco che in quello di Presidente dell’ANCI, della richiesta di un incontro
chiarificatore con il Governo, a proposito dell’attuazione del decreto immigrazione.
Come Lei sa, la nostra associazione è impegnata da tempo nella gestione dell’accoglienza in tante parti d’Italia, in
collaborazione con centinaia di sindaci e amministrazioni comunali, mettendo a disposizione competenze e
strutture, favorendo politiche inclusive, con una grande attenzione alle comunità locali e alle persone coinvolte,
divulgando buone prassi di impegno e convivenza civile.
Come abbiamo denunciato durante tutta la discussione parlamentare e prima ancora con l’emanazione del
decreto, la negazione dell’iscrizione anagrafica ai richiedenti asilo, e quella dell’accesso al sistema SPRAR sia per
i richiedenti asilo che per i titolari di Protezione Umanitaria, escludono l’accesso dei cittadini migranti ai più
basilari servizi sociali.
A fronte di una campagna propagandistica volta solo ad ottenere consenso, il risultato di questa politica porterà
soltanto a un aumento del disagio sociale, in quanto i cittadini migranti si trovano da un giorno all’altro senza
alcuna alternativa: ad esempio i richiedenti asilo, nonostante per legge possano lavorare, senza l’iscrizione
anagrafica saranno obbligati a lavorare in nero. La percezione del migrante come “peso sociale” aumenterà
e questo alimenterà ancora di più l’immagine negativa del fenomeno migratorio. L’obiettivo di ottenere
consenso, senza avere alla base una reale ed efficace politica sociale, sarà raggiunto e a farne le spese saranno
soltanto i cittadini. Un paese civile dovrebbe aspirare a politiche di inclusione sociale e non opporsi a esse.
Sappiamo quanto di questo siano consapevoli innanzitutto coloro che Lei rappresenta, i Sindaci, che sono
chiamati a governare le città e a dare risposte ai cittadini in termini di sicurezza e di garanzia dei diritti.
Abbiamo visto in questi giorni alcuni Sindaci in Italia che, in maniera diversa, hanno dichiarato che si opporranno
alla politica discriminatoria e, a nostro parere, incostituzionale, che sta alla base di quella normativa.
Siamo pronti a sostenere la loro scelta con tutti i mezzi a nostra ad incontrarLa in qualsiasi momento per
costruire eventuali iniziative comuni.
Cordiali saluti.
Francesca Chiavacci
Presidente nazionale

Un calendario per Mediterranea

Un contributo concreto ad un’azione non governativa di disobbedienza morale e civile

Il calendario per Mediterranea nasce dall’idea di quattro illustratori che hanno sentito la necessità e il desiderio di non restare indifferenti davanti a ciò che sta succedendo nel Mediterraneo e di assumere una posizione chiara e netta attraverso il proprio linguaggio: quello dell’illustrazione.

L’idea di un calendario di raccolta fondi ha visto l’adesione di altri illustratori che hanno scelto di donare una propria opera, mentre l’Arci ha deciso di sposare, sostenere e diffondere il progetto nei territori.

Acquistare una copia di questo calendario significa dare un contributo concreto ad un’azione non governativa di disobbedienza morale e civile.Un piccolo grande gesto per finanziare una nave battente bandiera italiana, la Mare Jonio, al fine di monitorare, denunciare e soccorrere, se necessario, chi si trova in pericolo di vita nelle acque del Mediterraneo.

Mediterranea è l’unica scelta per chi non si rassegna ad un’Italia e ad un’Europa fatta di porti chiusi, intolleranza, indifferenza complice. 

Il calendario, ideato da Daniela Berti, Noemi Vola, Andrea Antinori e Luogo Comune contiene, oltre alle loro opere, i disegni di Sarah Mazzetti, Gianluigi Toccafondo, Massimiliano Vitti, Guido Scarabottolo, Pia Valentinis, Massimiliano Di Lauro, Guerrilla Spam, Giulia Sagramola, Enrico Pantani.

I singoli posso acquistare il calendario su:
oppure presso i seguenti comitati (lista in aggiornamento):
Arci Pescara
Arci Empolese Valdelsa (in arrivo!!!!)
Arci Valle d’Itria Martina Franca
Arci Como
Arci Modena
Arci Milano
Arci Siena
Arci Bologna
Arci Lazio
Arci Udine
Arci Caltanissetta
Arci Torino
Arci L’Aquila
Arci del Trentino
Arci Genova
Arci Cesena
Arci Spazio Condiviso
Arci Rimini
Arci Ravenna
Arci Basilicata
Arci Jesi
Scopri dove si trovano su https://www.arci.it/diventa-socio/
QUI EVENTO FACEBOOK con tutti gli aggiornamenti!

Aquarius ancora sotto attacco

Aquarius di nuovo sotto attacco, Arci: continueremo a sostenere le attività di soccorso in mare delle Ong

Medici senza frontiere, la nave Aquarius, e di conseguenza il salvataggio di vite umane in mare, sono di nuovo sotto attacco.

La stessa Procura, quella di Catania, che senza successo accusò Medici senza Frontiere di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ora apre una nuova indagine.

L’odore della strumentalità e della propaganda è forte. Una ONG che si occupa da anni in tutto il mondo di salvare vite umane in ambito sanitario, viene accusata di avere smaltito illegalmente “un ingente quantitativo di rifiuti pericolosi a rischio infettivo, sanitari e non, derivanti dalle attività di soccorso dei migranti”.

Smaltimento dei rifiuti di bordo gestito sempre seguendo le procedure standard, mai contestate dalle autorità competenti né individuate come rischiose per la salute pubblica da quando Medici senza Frontiere ha avviato le attività in mare nel 2015.

 Esprimiamo la nostra solidarietà a MSF che ha salvato, con la sua azione nel Mediterraneo, 80mila esseri umani, e anche l’onore delle democrazie europee e della civiltà giuridica del nostro continente.

Ci chiediamo per quanto tempo ancora la Procura di Catania continuerà a usare l’azione giudiziaria per fare propaganda politica, ai danni delle attività di ricerca e soccorso in mare.

Ribadiamo la necessità di un intervento civile nel Mediterraneo per salvare vite umane in assenza di programmi dei governi europei, impegnati a usare questo tema in funzione elettorale.

Non possiamo continuare ad assistere ad una strage senza reagire.

Per questo l’Arci continuerà a sostenere l’azione di Mediterranea, ancora più importante in questa fase nella quale si rafforzano sentimenti e atti di razzismo istituzionale e diventa sempre più difficile salvare vite umane.