Migranti

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Grazie ai cittadini di Melissa per il soccorso ai migranti

L’Arci ha sentito la necessità e l’urgenza di indirizzare una lettera aperta ai cittadini di Melissa, in provincia di Crotone, e al Sindaco Gino Murgi per ringraziarli per il soccorso prestato ai migranti sbarcati giovedì scorso a Torre Melissa. Tra i primi firmatari della lettera, alla quale hanno aderito già centinaia di cittadini, artisti ed esponenti della società civile e delle associazioni,  la presidente nazionale dell’Arci Francesca Chiavacci, il sindaco di Riace Mimmo Lucano, il presidente Arci Calabria Giuseppe Apostoliti.

Di seguito il testo della lettera.

 

Egr. Signor Sindaco di Melissa, vogliamo esprimerle la nostra gratitudine per l’atto di Umanità compiuto in occasione del salvataggio dei 51 migranti che sono approdati sulle coste di Torre Melissa.

L’aver soccorso con immediatezza e generosità uomini, donne e bambini stremati da un terribile viaggio, naufragati sulle coste del suo Comune e in pericolo di vita, dimostra che, nonostante la propaganda disumana contro i migranti dispensata a piene mani da questo Governo, la solidarietà è più forte della cattiveria e dell’odio ed è l’unico argine alla barbarie.

Con questo atto i cittadini di Melissa hanno dimostrato alla Calabria e a tutto il Paese che restare umani è possibile e che l’accoglienza è un tratto distintivo della nostra Costituzione e della nostra storia repubblicana.

 

Primi sottoscrittori

Francesca Chiavacci, Presidente Nazionale ARCI – Mimmo Lucano, Sindaco di Riace – Giuseppe Apostoliti, Presidente Arci Calabria – Carmine Abate, scrittore – Marco Omizzolo, sociologo – Silvio Messinetti, avvocato e giornalista – Pippo Pollina, cantautore – Andrea Maestri, Avvocato per i diritti umani ––  Maurizio Acerbo, segretario nazionale PRC –Alessio Pascucci, Sindaco di Cerveteri e coordinatore nazionale di Italia in Comune – Damiano Coletta, Sindaco di Latina –Franco Parise, Sindaco di Verzino – Massimo Laganà, giornalista –Rosario Amelio, assessore servizi sociali comune di Taverna – Carmine Maio, Sindaco di Carfizi – Filippo Sestito, Responsabile Politiche per il Mezzogiorno Arci – Giuseppe Civati,   Possibile – Filippo Miraglia, Responsabile Immigrazione ARCI –Teresa Liguori, Giornalista e Vice Presidente nazionale di Italia Nostra – Cosimo Damiano Matteucci, avvocato e Presidente Nazionale MGA – Giuseppe Tiano, coordinamento confederale nazionale  USB – Pino De Lucia, Portavoce Forum terzo settore Crotone –  Claudio Liotti, Presidente reggente Legacoop Calabria – Valentina Restaino, Avvocato e componente direttivo nazionale di MGA –   Francesca Pesce, Avvocato e responsabile Dipartimento Diritti Umani MGA – Antonella Sassone, Avvocato e componente direttivo nazionale MGA – Donatella Loprieno, docente UNICAL – Francesco Perri, Presidente Arci Crotone – Emilia Chiara Scibilia, funzionario Regione Calabria – Giuseppe Ierardi, Operaio – Giuseppe Buondonno, insegnante – Giuseppe Borrello, Libera Pizzo – Raffaele Drago, Presidente associazione Il Barrio – Raffaele Muraca, pensionato – Antonella Loprete, casalinga – Raffaella Bolini, Arci – Alessandra Ballerini, Avvocato – Nicola Fiorita, docente UNICAL – Alessandra Basso,  direttivo Forum Terzo settore Crotone – Antonio Prestinice, Avvocato – Fernando Pignataro, direzione nazionale Sinistra Italiana – Giovanni Russo Spena, giurista e responsabile democrazia PRC –Teresa Ramogida, pensionata – Antonio Romeo, studente – Giuseppe Romeo, studente – Graziano Fortunato, Arci Milano – Gianni Speranza, Insegnante – Stefano Galieni, Responsabile nazionale Pace, Immigrazione e Movimenti PRC e S.E. – Giuseppe Pipita, giornalista – Fausto Crespi, Operaio – Nancy Valente, Sinistra Italiana Pizzo – Salvatore Cosenza, pensionato Arma dei Carabinieri – Giovanni Cizza, disoccupato – Vincenzo Greco, Medico chirurgo – Paolo Guerriera, consiglio direttivo associazione Gli spalatori di nuvole – Michele Muscarà, operaio – Edoardo Stefano – Alessandro Gaudio, Dipartimento di Culture, Educazione e Società UNICAL –Tiziana Ventura, RSU CGIL –  Angela Astorino, Avvocato – Vincenzo Medici, Avvocato –Antonio Scandale, Consigliere Arci Crotone – Rosario Piccioni, Pasquale Petilino, impiegato  – Nicola Belcastro, Sindaco di Cotronei – Santino Altimari, pensionato  –Maddalena Autiero, Movimento difesa diritti del cittadino – Maria Cirillo, consigliere ARCI Crotone – Melinda Mauro, attivista – Angelo Broccolo, Medico,

L’Arci è con i sindaci contrari al Dl sicurezza

Condividiamo e sosteniamo la richiesta di un incontro con il governo, siamo disponibili a costruire iniziative comuni

Si convochi subito un tavolo di confronto con Enti Locali e Sindaci. Il governo, invece di insultare, deve ascoltare i sindaci che denunciano la grave situazione che si verrebbe a creare nelle città e nei territori in conseguenza dell’attuazione del Decreto Sicurezza.

Ieri abbiamo espresso la nostra solidarietà al sindaco di Palermo Leoluca Orlando, che estendiamo a tutti i sindaci indisponibili ad osservare norme palesemente discriminatorie, contrarie ai principi costituzionali, irrispettose dei diritti umani e che creano caos nelle città e nei territori.

Oggi abbiamo inviato una lettera di solidarietà e supporto al presidente Anci Antonio De Caro: condividiamo e sosteniamo la sua richiesta di un incontro chiarificatore con il Governo a proposito dell’attuazione del dl sicurezza. Siamo disponibili a costruire eventuali iniziative comuni.

Qui di seguito, il testo della lettera inviata a Decaro, con firma della presidente nazionale Francesca Chiavacci

Gentile Presidente,
Le scriviamo per esprimere il nostro favore e la nostra soddisfazione per le sue dichiarazioni di ieri nelle quali si
è fatto carico, sia nel suo ruolo di Sindaco che in quello di Presidente dell’ANCI, della richiesta di un incontro
chiarificatore con il Governo, a proposito dell’attuazione del decreto immigrazione.
Come Lei sa, la nostra associazione è impegnata da tempo nella gestione dell’accoglienza in tante parti d’Italia, in
collaborazione con centinaia di sindaci e amministrazioni comunali, mettendo a disposizione competenze e
strutture, favorendo politiche inclusive, con una grande attenzione alle comunità locali e alle persone coinvolte,
divulgando buone prassi di impegno e convivenza civile.
Come abbiamo denunciato durante tutta la discussione parlamentare e prima ancora con l’emanazione del
decreto, la negazione dell’iscrizione anagrafica ai richiedenti asilo, e quella dell’accesso al sistema SPRAR sia per
i richiedenti asilo che per i titolari di Protezione Umanitaria, escludono l’accesso dei cittadini migranti ai più
basilari servizi sociali.
A fronte di una campagna propagandistica volta solo ad ottenere consenso, il risultato di questa politica porterà
soltanto a un aumento del disagio sociale, in quanto i cittadini migranti si trovano da un giorno all’altro senza
alcuna alternativa: ad esempio i richiedenti asilo, nonostante per legge possano lavorare, senza l’iscrizione
anagrafica saranno obbligati a lavorare in nero. La percezione del migrante come “peso sociale” aumenterà
e questo alimenterà ancora di più l’immagine negativa del fenomeno migratorio. L’obiettivo di ottenere
consenso, senza avere alla base una reale ed efficace politica sociale, sarà raggiunto e a farne le spese saranno
soltanto i cittadini. Un paese civile dovrebbe aspirare a politiche di inclusione sociale e non opporsi a esse.
Sappiamo quanto di questo siano consapevoli innanzitutto coloro che Lei rappresenta, i Sindaci, che sono
chiamati a governare le città e a dare risposte ai cittadini in termini di sicurezza e di garanzia dei diritti.
Abbiamo visto in questi giorni alcuni Sindaci in Italia che, in maniera diversa, hanno dichiarato che si opporranno
alla politica discriminatoria e, a nostro parere, incostituzionale, che sta alla base di quella normativa.
Siamo pronti a sostenere la loro scelta con tutti i mezzi a nostra ad incontrarLa in qualsiasi momento per
costruire eventuali iniziative comuni.
Cordiali saluti.
Francesca Chiavacci
Presidente nazionale

Un calendario per Mediterranea

Un contributo concreto ad un’azione non governativa di disobbedienza morale e civile

Il calendario per Mediterranea nasce dall’idea di quattro illustratori che hanno sentito la necessità e il desiderio di non restare indifferenti davanti a ciò che sta succedendo nel Mediterraneo e di assumere una posizione chiara e netta attraverso il proprio linguaggio: quello dell’illustrazione.

L’idea di un calendario di raccolta fondi ha visto l’adesione di altri illustratori che hanno scelto di donare una propria opera, mentre l’Arci ha deciso di sposare, sostenere e diffondere il progetto nei territori.

Acquistare una copia di questo calendario significa dare un contributo concreto ad un’azione non governativa di disobbedienza morale e civile.Un piccolo grande gesto per finanziare una nave battente bandiera italiana, la Mare Jonio, al fine di monitorare, denunciare e soccorrere, se necessario, chi si trova in pericolo di vita nelle acque del Mediterraneo.

Mediterranea è l’unica scelta per chi non si rassegna ad un’Italia e ad un’Europa fatta di porti chiusi, intolleranza, indifferenza complice. 

Il calendario, ideato da Daniela Berti, Noemi Vola, Andrea Antinori e Luogo Comune contiene, oltre alle loro opere, i disegni di Sarah Mazzetti, Gianluigi Toccafondo, Massimiliano Vitti, Guido Scarabottolo, Pia Valentinis, Massimiliano Di Lauro, Guerrilla Spam, Giulia Sagramola, Enrico Pantani.

I singoli posso acquistare il calendario su:
oppure presso i seguenti comitati (lista in aggiornamento):
Arci Pescara
Arci Empolese Valdelsa (in arrivo!!!!)
Arci Valle d’Itria Martina Franca
Arci Como
Arci Modena
Arci Milano
Arci Siena
Arci Bologna
Arci Lazio
Arci Udine
Arci Caltanissetta
Arci Torino
Arci L’Aquila
Arci del Trentino
Arci Genova
Arci Cesena
Arci Spazio Condiviso
Arci Rimini
Arci Ravenna
Arci Basilicata
Arci Jesi
Scopri dove si trovano su https://www.arci.it/diventa-socio/
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Aquarius ancora sotto attacco

Aquarius di nuovo sotto attacco, Arci: continueremo a sostenere le attività di soccorso in mare delle Ong

Medici senza frontiere, la nave Aquarius, e di conseguenza il salvataggio di vite umane in mare, sono di nuovo sotto attacco.

La stessa Procura, quella di Catania, che senza successo accusò Medici senza Frontiere di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ora apre una nuova indagine.

L’odore della strumentalità e della propaganda è forte. Una ONG che si occupa da anni in tutto il mondo di salvare vite umane in ambito sanitario, viene accusata di avere smaltito illegalmente “un ingente quantitativo di rifiuti pericolosi a rischio infettivo, sanitari e non, derivanti dalle attività di soccorso dei migranti”.

Smaltimento dei rifiuti di bordo gestito sempre seguendo le procedure standard, mai contestate dalle autorità competenti né individuate come rischiose per la salute pubblica da quando Medici senza Frontiere ha avviato le attività in mare nel 2015.

 Esprimiamo la nostra solidarietà a MSF che ha salvato, con la sua azione nel Mediterraneo, 80mila esseri umani, e anche l’onore delle democrazie europee e della civiltà giuridica del nostro continente.

Ci chiediamo per quanto tempo ancora la Procura di Catania continuerà a usare l’azione giudiziaria per fare propaganda politica, ai danni delle attività di ricerca e soccorso in mare.

Ribadiamo la necessità di un intervento civile nel Mediterraneo per salvare vite umane in assenza di programmi dei governi europei, impegnati a usare questo tema in funzione elettorale.

Non possiamo continuare ad assistere ad una strage senza reagire.

Per questo l’Arci continuerà a sostenere l’azione di Mediterranea, ancora più importante in questa fase nella quale si rafforzano sentimenti e atti di razzismo istituzionale e diventa sempre più difficile salvare vite umane.

Più cultura, meno paura

La campagna di tesseramento Arci 2018/2019 con lo slogan “Più Cultura Meno Paura” e la grafica stessa della tessera  collocano la nostra associazione in contrapposizione a chi, a partire dal governo del paese, alimenta il fuoco del razzismo, della violenza e dell’intolleranza.

Proprio nell’ottica di un’azione collettiva forte e visibile, che possa sfruttare l’inizio del nuovo tesseramento ed evidenzi l’adesione ai nostri valori statutari, l’Arci ha lanciato su tutto il territorio nazionale una campagna per valorizzare le iniziative culturali e ricreative dei Circoli.

La campagna si chiamerà appunto “Più Cultura Meno Paura” e si concluderà con la fine dell’anno. In questi due mesi i nostri Circoli promuoveranno iniziative relative  a tali tematiche.

In particolar modo le iniziative saranno orientate a sostenere la  missione Mediterranea (https://mediterranearescue.org/) a cui l’Arci partecipa insieme a molte altre organizzazioni. Nei mesi scorsi è stata acquistata una nave battente bandiera italiana, la Mar Ionio, che sta pattugliando il Mar Mediterraneo per operazioni di monitoraggio e segnalazione di migranti in mare. E’ stata attivata una raccolta fondi per recuperare le somme necessarie allo svolgimento di questa attività.

Il lavoro di Mediterranea ha raggiunto il suo primo obiettivo: ha completato la prima missione (4 – 14 ottobre) senza subire interruzioni (se non quelle di carattere meteorologico) riuscendo a coinvolgere positivamente l’opinione pubblica a favore delle missioni di salvataggio in mare e operando quel lavoro di monitoraggio che ha permesso il salvataggio di circa 70 persone lo scorso sabato.  Come sapete Arci è tra i promotori, ossia tra quei soggetti che ha reso possibile l’operazione Mediterranea dalla sua ideazione alla fattibilità concreta.

Per sostenere il Progetto Mediterranea, conto corrente presso Banca Popolare Etica, intestato ad ARCI SOLIDARIETA’ su cui convogliare le donazioni con causale “Progetto Mediterranea” IT 06 S 05018 03200 000011453503

Con i migranti per fermare la barbarie

Il 27 ottobre mobilitazioni in tutta Italia

In Italia e in Europa risuonano forti campanelli di allarme.

I princìpi di civiltà e di convivenza democratica sono tornati a essere bersagli di chi vuole dividere, reprimere, escludere, cacciare.

Razzismo e xenofobia vengono ogni giorno instillati tra gli italiani del Nord e del Sud, e si diffondono nelle città e nelle periferie sociali. Ma se prima si trattava soltanto di segnali universalmente considerati negativi, adesso i sintomi sono rappresentativi di un’involuzione profonda. E fanno paura.

A fronte di un cambiamento così preoccupante, è necessario intensificare ed estendere la risposta di popolo contro le violenze, i soprusi, le prepotenze che scendono dall’alto come una nera cappa che copre il nostro Paese. Una risposta in nome dei diritti, del rispetto, del senso di umanità che non possiamo e non dobbiamo smarrire.

I primi segnali di un’alternativa sono arrivati con la reazione all’attacco a Riace e al suo sindaco Mimmo Lucano e con la straordinaria sottoscrizione per permettere l’accesso alla mensa e ai servizi di trasporto, ai bambini figli di cittadini stranieri, negati da un’ordinanza dalla Sindaca di Lodi.  Così come con la grande risposta delle magliette rosse, con la manifestazione a Catania per pretendere lo sbarco e il soccorso dalla nave Diciotti, con la straordinaria partecipazione alla marcia della pace Perugia-Assisi e il grande consenso che sta raccogliendo il progetto Mediterranea.

Da più parti viene la richiesta di una battaglia di civiltà, in difesa della democrazia costituzionale. E contro le diseguaglianze, contro le povertà, sociali e culturali che i ministri dell’odio manipolano, strumentalizzando il disagio e la sofferenza che coinvolgono milioni di italiani, per rivolgere la rabbia nei confronti delle persone più deboli dei nostri tempi: i migranti.

A questa gente, a milioni di donne, uomini, bambini viene negato qualsiasi diritto. È un’umanità che fugge da fame, povertà, guerre, terrore. Di questo immenso popolo, una piccola parte vorrebbe venire in Italia, anche solo per attraversarla. Lo vorrebbe fare rivolgendosi agli Stati, legalmente e senza rischiare la vita. Ma leggi e politiche  sempre più proibizioniste e liberticide producono morte e sofferenza e alimentano la criminalità e le mafie.

In Italia soffia un vento furioso di propaganda e, peggio, di violenza. Il limite della intolleranza si traduce in forme di aggressione e regressione sempre più gravi. I migranti diventano ostaggi, nemici, gente pericolosa. Insultati, picchiati, feriti da armi da fuoco, concentrati in centri invivibili. Adulti, minori, donne sole, bambini trovano in Italia un’ostilità crescente. E come se non bastassero il blocco delle navi e il boicottaggio delle Ong, il governo approva un decreto che, se accolto dal Parlamento, metterebbe ancora più a rischio la loro vita.

Un Decreto che punta a demolire il diritto d’asilo, a consegnare ai privati l’accoglienza puntando sui grandi centri che alimentano corruzione e razzismo, scaricando sui territori costi, disagio e tensione sociale.

Eppure nonostante le difficoltà politiche, nonostante i dubbi, nonostante le divisioni, tanti italiani sono disposti a fare argine al drammatico dilagare di comportamenti “cattivi”, che non avevamo ancora mai visto prima verso i più indifesi. Ma c’è di peggio, perché chi perseguita i deboli non se ne vergogna. Ostentando e stimolando odio.

A questa vasta area democratica, religiosa e laica, spetta il compito di tenere alta la bandiera della civiltà, della pace, della convivenza tra diversi, della democrazia. La chiesa di Papa Francesco interpreta con lucidità i tempi presenti. Il mondo cattolico, con le sue strutture e i suoi giornali, insieme alle tante associazioni sono già impegnati in aiuto dei migranti e in prima fila contro razzismo e xenofobia. Altrettanto il mondo laico: donne, uomini, giovani e meno giovani, compagne e compagni, preoccupati e convinti della necessità di dare un’ampia e forte risposta alla crescente barbarie.

È il tempo di compiere un primo, grande, passo. Tutti insieme. E possiamo farlo manifestando ‪il 27 ottobre 2018‪, non in una ma dieci, cento città.

Per adesioni: conimigranticontrolebarbarie@gmail.com

 

Hanno finora aderito

ACTIONAID, AIDOS, ANPI, ANTIGONE, AOI, ARCI, ARCS, ASGI, AVVOCATO DI STRADA, BAOBAB EXPERIENCE, CEFA, CENTRO ASTALLI, CGIL, CIPSI, CITTADINANZATTIVA, CNCA, COCIS, COMITATI DOSSETTI PER LA COSTITUZIONE, CONCORDITALIA, COORDINAMENTO PER LA DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE, COSPE, DOKITA, FOCSIV, FOCUS CASA DEI DIRITTI SOCIALI, FORUMSAD, GRUPPO ABELE, GUS, IL MANIFESTO, IL RAZZISMO E’ UNA BRUTTA STORIA, INTERSOS, JANUAFORUM, LEGAMBIENTE, LIBERA, LIBERTA’ E GIUSTIZIA, LINK COORDINAMENTO UNIVERSITARIO, LINK2007,  LUNARIA,  MOLTIVOLTI, OSSERVATORIO AIDS-DIRITTI SALUTE, OXFAM, PROACTIVA OPEN ARMS, RETE DEGLI STUDENTI MEDI, RETE DELLA CONOSCENZA, TERRES DES HOMMES, STATEWATCH, UDU, UIL, UISP, UNIONE DEGLI STUDENTI, UN PONTE PER, VIM

Mediterranea: una nave italiana di denuncia

Mediterranea: una nave italiana che l’Arci appoggia e sostiene

La nave italiana Mediterranea è partita per raggiungere le acque internazionali che separano le coste italiane da quelle libiche e svolgere attività di monitoraggio, testimonianza e denuncia della drammatica situazione che quotidianamente vede donne, uomini e bambini rischiare la propria vita, attraversando il Mediterraneo centrale, nell’assenza di soccorsi, nel silenzio e nella complice indifferenza dei governi italiano ed europei.

Mediterranea è una nave di 37 metri attrezzata per soccorrere, se necessario, chiunque rischi di morire in mare. L’equipaggio è composto di 11 persone e comprende anche un team di soccorso. Sulle navi della missione sono present, quali testimoni, il deputato di Sinistra Italiana Erasmo Palazzotto e la scrittrice Elena Stancanelli.

Questa prima missione vede impegnata al fianco di Mediterranea un’imbarcazione di appoggio con a bordo rappresentanti della rete di associazioni, ONG e realtà sociali e politiche che hanno dato vita a questa iniziativa. Alla missione si affiancherà anche Astral, una delle navi di Proactiva Open Arms, salpata alcuni
giorni fa dalla Spagna.

La nave è il ponte su cui si sviluppa un progetto aperto e coinvolgente. Mediterranea è, infatti, la piattaforma di realtà della società civile impegnate oggi nel Mediterraneo centrale ed è una rete territoriale di supporto aperta alla partecipazione di quanti vogliano attivarsi concretamente. E’ un’azione non governativa, di disobbedienza morale e obbedienza civile, di organizzazioni di natura differente a partire dal nucleo promotore di cui fanno parte singole persone e associazioni come l’Arci e Ya Basta Bologna, ONG come Sea-Watch, il magazine online I Diavoli, imprese sociali quali Moltivolti di Palermo.

I garanti dell’operazione sono Nicola Fratoianni, Rossella Muroni, Erasmo Palazzotto e Nichi Vendola. “In una situazione – scrive il board congiunto di Mediterranea – che vede da una parte un dramma senza fine nel Mar Mediterraneo a pochi chilometri dalle nostre coste e dall’altra la mistificazione della realtà con l’avanzare aggressivo dei nazionalismi e dei razzismi, la nostra scelta è attivarci, impegnarci concretamente, agire. Essere dove rischia la vita chi affronta in mare enormi pericoli: per noi questa è oggi la scelta giusta. E’ l’unica scelta per chi non si rassegna ad un’Italia e ad un’Europa fatta di porti chiusi, intolleranza, indifferenza complice. Per questo abbiamo scelto di salire a bordo e di seguire la rotta della civiltà”.

Mediterranea è un progetto possibile anche grazie a Banca Etica, che ha concesso il prestito per poter avviare la missione. Banca Etica supporta inoltre le attività di crowdfunding e ha svolto attività di tutoraggio per gli aspetti economici dell’intera operazione. L’attività di fundraising è parte integrante dell’iniziativa e rappresenta fin da ora una fondamentale voce di finanziamento, con un programma di crowdfunding coordinato sul sitowww.mediterranearescue.org

Per approfondimenti: https://www.arci.it/mediterranea-una-nave-italiana-nel-mediterraneo-centrale-per-unazione-di-monitoraggio-e-denuncia/

Arci nazionale
www.arci.it

Solidarietà al sindaco di Riace

La dichiarazione di Anpi, Arci, Articolo 21, Cgil, Rete della Conoscenza, Udu e Rete degli studenti medir

Riace, un piccolissimo paese quasi spopolato della profonda Calabria, è diventato un simbolo nel mondo.Il modello Riace è semplicemente la straordinaria dimostrazione che si può costruire un efficace sistema di accoglienza diffusa, che l’integrazione rappresenta una importante occasione di sviluppo per il territorio, che costruire una società inclusiva e accogliente è un vantaggio per tutti.

Un’utopia contro la quale negli ultimi mesi aveva fatto già balenare le sue accuse il Ministro dell’Interno: la colpa di Riace sarebbe quella di aver accolto troppo, anche oltre le decisioni delle commissioni prefettizie.Sta di fatto che i finanzieri stamattina hanno arrestato, ai domiciliari, l’uomo-simbolo di quella esperienza, il sindaco Mimmo Lucano, con l’accusa – tra l’altro – di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Le inchieste della magistratura si rispettano sempre, ma questa ordinanza nei fatti blocca l’esperienza più significativa che dimostra come integrazione e accoglienza siano la chiave di volta per risollevare l’intero Paese.
Restiamo in attesa di conoscere i dettagli del provvedimento, ma esprimiamo solidarietà al sindaco Mimmo Lucano e ci mobiliteremo per confermare tutta la nostra vicinanza alla comunità di Riace.

ANPI, ARCI, ART.21, CGIL, Rete della Conoscenza, UDU, Rete degli studenti medi

Roma, 2 ottobre 2018

No al Decreto sicurezza anti migranti

Una pagina nera per la nostra democrazia, che avrà conseguenze negative anche per le amministrazioni locali

Il Consiglio dei Ministri ha approvato all’unanimità il testo che ha unificato i due provvedimenti su immigrazione e sicurezza. Già ci sarebbe molto da dire sull’abbinamento sicurezza-migranti che lascia intendere come questi ultimi siano comunque considerati dal governo un problema di ordine pubblico. E coerentemente con questa convinzione, il decreto riduce drasticamente i diritti di chi chiede o ha ottenuto protezione, eliminando di fatto quella umanitaria ed elencando una serie di condizioni che possono portare alla revoca dell’asilo e della cittadinanza.

Fortemente ridimensionato risulta poi il sistema d’accoglienza Sprar, l’unico che abbia garantito una gestione trasparente e  l’integrazione degli stranieri ospitati,  innanzitutto nella comunità in cui è situato il centro.

Con questo decreto gli Sprar potrebbero essere aperti solo a minori e a titolari di permesso di soggiorno, riducendone drasticamente l’efficacia e il numero di accolti.

Si preferisce puntare sui grandi centri e sulla gestione privata affidata alle gare d’appalto delle Prefetture e non dei Comuni. Centri che già hanno dato risultati pessimi sul piano della trasparenza, dell’integrazione e del rispetto dei diritti e della dignità dei migranti accolti, oltre che sull’impatto sulle comunità e sui territori. Viene riproposto l’allungamento a 180 giorni dei tempi della detenzione amministrativa, nonostante ne sia già stata dimostrata l’inefficacia per i fini che si propone.   

Un elenco di provvedimenti che nella pratica cancellano molto delle iniziative positive e sostenibili che sono state messe in piedi i questi anni e che hanno visto protagonisti i sindaci e le comunità locali.

Il profilo di illegittimità è palese. La contrarietà ai principi della nostra Costituzione è evidente. Le persone in cerca di protezione continueranno ad arrivare: i conflitti proliferano e i profughi ne sono una diretta conseguenza. L’attuale instabilità in Libia ne è un’ulteriore prova.

 L’ARCI esprime la sua netta contrarietà agli interventi previsti nel Decreto Legge.

Si appella al Presidente della Repubblica, massimo garante del rispetto dei principi costituzionali, affinché non firmi un simile provvedimento.

Chiama alla mobilitazione per ribadire la necessità di rafforzare il diritto d’asilo in Italia, non di cancellarlo, e di sostenere i percorsi di inclusione sociale garantiti dalla rete d’accoglienza Sprar e non di abolire ogni buona prassi favorendo la ghettizzazione dei richiedenti asilo, il business di soggetti incompetenti e la corruzione che ne deriva.

 

DICIOTTI, IL COMPORTAMENTO DEL GOVERNO E’ IRRESPONSABILE, SUPERFICIALE E DISUMANO

Anpi, Arci, Articolo 21, Cgil, Legambiente e Libera in presidio a Catania

 

Con la vicenda della Diciotti, si è superato ogni limite! Il comportamento  del Governo non solo è deplorevole ma irresponsabile. Non si può accettare che delle istituzioni continuino ad avere un atteggiamento superficiale e disumano nei confronti dei più deboli.

L’ostinazione a non far attraccare una nave della Guardia Costiera, prima, per poi non far sbarcare le persone sulla Diciotti è una palese violazione del codice penale oltre che della Carta costituzionale.

Riteniamo l’inchiesta aperta dalla procura di Agrigento, che ipotizza anche il reato di sequestro di persona, un messaggio chiaro: la politica sarà pure legittimata a prendere decisioni e assumere provvedimenti, ma non può contravvenire a quanto previsto nella nostra Costituzione.

Per fortuna osserviamo  una differenza di comportamento fra la Guardia costiera e il governo. Chi per vocazione è portato a salvare vite umane, nello spirito del proprio mandato, può e deve dare lezioni a chi ha perso la bussola su ciò che sia giusto e lecito.

In queste ore siamo in presidio a Catania e continueremo a mobilitarci per difendere la democrazia, la libertà e i diritti umani.

Anpi, Arci, Articolo 21, Cgil, Legambiente e Libera