Petizione

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LE DONNE SONO QUI: PETIZIONE PER SALVARE LA LEGGE 194

LE DONNE SONO QUI: PETIZIONE PER SALVARE LA LEGGE 194

Questa lettera è indirizzata alle donne che oggi siedono in Parlamento. Siete le più numerose della storia della nostra Repubblica, vi trovate lì per il desiderio e la lotta delle donne che vi hanno precedute. Vogliamo celebrare con voi, che siate d’accordo o no, i 40 anni della legge che ha dato alle donne il diritto di dire la prima e l’ultima parola sul proprio corpo.

Perché è importante?

Un po’ di storia: la 194, legge sull’interruzione volontaria di gravidanza, è stata fortemente voluta dalle donne contro la destra e a fronte di una sinistra a lungo titubante, alleato senza remore fu solo il Partito Radicale. Alla fine gran parte del Movimento femminista, le donne dell’U.D.I, dei Partiti di sinistra, dei Sindacati e delle Associazioni e tante altre seppero mettersi insieme, dopo mediazioni non facili, e vinsero. Fu un vero e proprio atto di governo.

È questo insieme che vogliamo celebrare e mostrare oggi ancora vivo e potente.
Insieme abbiamo salvato tante donne dalla morte e dalla vergogna della clandestinità. E’ per questa coscienza che non ci può fare paura l’oscena propaganda che si sta scatenando in questi giorni contro questa legge, che pretende di mostrare le donne come assassine. Ma l’amore delle donne per la vita lo testimoniano secoli di storia.

È la nostra libertà a fare paura. Oggi tutti sono pronti a condannare la violenza, tutti contriti per ogni donna uccisa, per ogni donna maltrattata e abusata, ma sia chiaro: le radici di ogni violenza stanno tutte nella pretesa del controllo del corpo delle donne e se questo controllo un tempo era sacro, era legge, era dovuto, oggi è solo un terribile vizio.

Le donne non hanno più padroni. Di un gesto triste e grave come l’aborto, troppo spesso causato da una sessualità maschile irresponsabile, le donne rispondono non allo Stato ma prima a se stesse nel profondo della loro coscienza e poi a coloro che amano.

Oggi la denatalità fa paura, tanti dicono che sia colpa della nostra scarsa moralità, ma le donne non sono messe in condizione di avere figli, lo si vede dalle scelte politiche, da quelle economiche, dalla precarietà del lavoro, dai tagli ai servizi, da una scuola in perenne difficoltà, dallo scarso o nullo coinvolgimento degli uomini nell’esperienza della genitorialità, dai prezzi delle case e degli asili nido.

Le donne non sono pazze, a fronte di un loro desiderio, non fare figli quando non puoi permettertelo è una scelta molto triste.

Ma il desiderio può non esserci e questo è un fatto di cui tutti devono imparare a tenere in conto. La maternità oggi è una libera scelta, non un obbligo, non un dovere, né una merce, risponde solo a un desiderio, ma questo desiderio è importante per la vita di tutti, per la vita della società stessa, poiché infelice è colui che nasce senza il desiderio della madre. Così pensavamo e così pensiamo.

Vi scriviamo per dirvi che, qualunque governo verrà, le donne non faranno un passo indietro, speriamo di avervi al nostro fianco. Continueremo a lavorare per affermare la nostra piena cittadinanza e per rendere migliore questo paese. Riempiremo le piazze, se necessario.

Cgil, Udi, Uil, Gi.U.Li.A. (Giornaliste Unite Libere Autonome), Rete per la Parità, Telefono Rosa, D.i.Re (Donne in Rete contro la violenza), DonneinQuota, Casa Internazionale delle Donne, Laiga (Libera Associazione Italiana Ginecologi per Applicazione legge 194),Differenza Donna, Salute Donna, BeFree, SeNonOraQuando Torino, SeNonOraQuando Factory, SeNonOraQuando Bolzano, Fondazione Pangea Onlus, EWMD Italia (European Women’s Management Development) Femministerie, Associazione Le Onde Palermo, Donne In Movimento, Udi Palermo Onlus, Angela Blasi – Commissione Pari Opportunità Regione Basilicata -, Associazione Rosa Rubrae, Associazione Fiori con le Spine, Museo delle donne di Merano, ADATeoriaFemminista, Le Kassandre, Associazione Onlus Lab. Zen2, Libera Università delle Donne Matera.

Alessandra Bocchetti, Livia Turco, Anarkikka, Linda Laura Sabbadini, Alessandra Mancuso (Presidente Commissione pari opportunità della Federazione Nazionale della Stampa) Lidia Ravera, Francesca Comencini, Letizia Battaglia, Fiorella Kostoris, Gabriella Carnieri Moscatelli, Laura Onofri, Simona Mafai, Giovanna Martelli, Rosanna Oliva, Cecilia Guerra, Francesca Puglisi, Monica Cerutti (assessora P.O. Regione Piemonte) Antonella Anselmo (Avvocata Rete per la Parità),Chiara Valentini, Marina Terragni, Catiuscia Marini (Presidente della Regione Umbria), Paola Concia, Luisa Gnecchi, Gabriella Anselmi (Fildis Federazione Italiana Laureate e Diplomate Istituti Superiori), Diana De Marchi – Presidente Commissione P.O. Comune di Milano – Sabina Alfonsi – Presidente del Municipio Roma I -, Silvia Giannini, Sandra Petrignani, Donata Francescano, Gabriella Bonacchi, Paola Tavella, Stefania Tarantino, Daniela Dioguardi, Anna Rosa Buttarelli, Carla Mosca, Donatella Massarelli, Patrizia Asproni, Laura Moschini, Francesca Chiavacci (presidente nazionale Arci).

Arci Nazionale, 22 Maggio 2018

Turchia: Articolo 21, Fnsi, No Bavaglio lanciano petizione per libertà giornalisti Alpay e Altan

Tra i primi firmatari Arci, Cild, Diritto e libertà, Sinoi. Adesioni anche internazionali, tra cui Pen International

Articolo 21, Federazione nazionale della stampa, la rete No Bavaglio hanno lanciato una petizione su Change.org per chiedere l’immediata liberazione del giornalista Şahin Alpay e dell’economista e editorialista Mehmet Altan per i quali la Corte Suprema della Turchia l’11 gennaio 2018 ha disposto il rilascio dopo aver giudicato incostituzionali le motivazioni del loro arresto. Ma il Tribunale penale di Istanbul e il governo turco hanno contestato la sentenza e i giudici di riferimento dei casi di Alpay e Altan hanno deciso di non autorizzarne la scarcerazione.

“Ci troviamo di fronte ad un vero e proprio abuso, una forzatura incostituzionale che non è accettabile  – si legge nella petizione destinata al presidente Recep Tayyip Erdogan sottoscritta anche da Arci, Cild, Diritto e libertà, Sinoi e con adesioni internazionali, tra cui Pen International – Siamo molto preoccupati per la repressione nei confronti dei media attuata in Turchia che sta assumendo i contorni di una deriva liberticida con l’imposizione del silenzio alla libera stampa e alla libertà di pensiero con arresti di intellettuali, giornalisti, attivisti, avvocati, magistrati, insegnanti”.

Articolo 21, Fnsi, NoBavaglio promotori di questa petizione, chiedono a tutte le associazioni di giornalisti e alle organizzazioni per i diritti umani a prendere una posizione ferma contro questa grave violazione dei diritti della categoria dei giornalisti, ma anche di decine di migliaia di cittadini turchi oggetto di una vera e propria persecuzione.

QUESTO IL LINK PER FIRMARE LA PETIZIONE

 

 

Roma, 15 gennaio 2018

Arci Nazionale Ufficio Stampa

Annullare la tappa del Giro d’Italia a Gerusalemme

ODG approvato dal Consiglio nazionale Arci del 17/12/2017

Il CN ARCI,

esprime una forte preoccupazione per le crescenti tensioni e scontri che si registrano in questi giorni in tutta la Palestina a seguito delle irresponsabili dichiarazioni di Donald Trump sullo spostamento dell’ambasciata degli Usa a Gerusalemme.

L’implicito riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato di Israele costituisce una inaccettabile forzatura rispetto al riconoscimento internazionale di status che la Città ha assunto a seguito della decisione delle Nazioni Unite del 1983.

E’ una decisione che – di fatto – il processo di pace, già in sé molto complicato, ridando fiato agli estremismi presenti nella regione.

Il nostro Paese – in continuità con la propria storia diplomatica in Medio Oriente e in particolare nella questione palestino-israeliana – bene ha fatto a prendere le distanze dalla boutade del Presidente degli Stati Uniti, insieme con altri quattro Paesi dell’Ue, durante la riuinione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

Tuttavia – e in modo maggiore per l’evoluzione della situazione a seguito della decisione dell’Amministrazione americana – appare sconsiderata la decisione di collocare proprio nella Città di Gerusalemme la prima tappa del 101° Giro d’Italia di ciclismo il 4 maggio 2018.

Lo sport è in grado di contribuire positivamente – e spesso lo ha fatto – alla negoziazione di pace e al superamento dei conflitti ma, in questo caso, agirebbe in senso opposto.

L’Arci chiede al Governo e al Ministero dello Sport di utilizzare tutti i mezzi a propria disposizione perchè il Coni e gli organizzatori del Giro d’Italia abbiano un ripensamento e venga immediatamente annullata la tappa.

 

F.to

Franco Uda

Gianluca Mengozzi

Simona Sinopoli

Luca Basso

Stefania Bozzi

Marino Canzoneri

e altri…

ARCI NAZIONALE

Ding Dong! Sostegno all’attività musicale

Ding dong! Sostegno all’attività musicale

L’Arci chiede al Governo, ai Deputati e ai Senatori, di prevedere nella legge di stabilità misure di sostegno all’accesso alla pratica musicale.

Ovvero la possibilità di detrarre dai redditi il 19% delle spese documentate per la frequenza di corsi di musica di bambini e ragazzi che hanno dai 5 ai 18 anni, per un importo non superiore ai 210 euro, così come avviene oggi per le attività di pratica sportiva.

Una proposta coerente con le indicazioni contenute nella risoluzione approvata all’unanimità dalla 7° Commissione della Camera dei Deputati sull’ “affare assegnato” n.409.

Saper suonare uno strumento, saper ascoltare la musica, provare piacere nell’ascoltare musica, sono elementi fondamentali nella crescita delle persone.

La musica rappresenta un elemento insostituibile nella formazione del cittadino, efficace nel contrasto a molti dei motivi del disagio sociale è capace di favorire momenti di coesione.

Le ragazze e i ragazzi che imparano a suonare uno strumento musicale, suonando insieme ad altri, acquisiscono capacità di condivisione e di ascolto che saranno alla base della loro formazione umana e civile.

Per questo crediamo che sia dovere dello Stato promuovere ogni azione per ampliare l’accesso alla formazione musicale al più ampio numero di persone.

Oggi in Italia molte centinaia di scuole di musica, spesso organizzate in forma associativa, promuovono la formazione musicale di adulti e bambini, rafforzando i percorsi scolastici di apprendimento.

È un tessuto formativo importantissimo le cui attività, come in ambito sportivo, sono fondamentali per il benessere delle persone e la loro capacità di convivere nelle loro diversità.

FIRMA LA PETIZIONE SU CHANGE AL LINK
https://www.change.org/p/governo-italiano-deputati-e-senatori-ding-dong-sosteniamo-l-accesso-alla-pratica-musicale

Fonte: Arci nazionale