CON IL DECRETO LORENZIN FINISCE IL DIRITTO UNIVERSALE ALLA SALUTE PUBBLICA

CON IL DECRETO LORENZIN FINISCE IL DIRITTO UNIVERSALE ALLA SALUTE PUBBLICA

Sono 208 le prestazioni sulle quali si eserciterà la spending rewiew del ministero della della Sanità, esami diagnostici sui quali già grava un ticket, spesso molto oneroso e che potranno essere prescritti solo se ritenuyti “appropriati”, pena una sanzione pecunaria per il medico.

Molte di queste prestazioni sono indispensabili ai fini della prevenzione, sulla cui utilità per la tutela della salute si sprecano tante parole ma che con questo decreto di fatto non si potrà più esercitare. Innapropriati sono infatti considerati, per esempio, molti accertamenti prescritti non in presenza di un disturbo conclamato.

Sindaci e medici sono già in stato di mobilitazione perchè affermano “sul tema dell’appropriatezza prescrittiva è impensabile procedere attraverso note, tabelle e sanzioni. Con il rischio di inquinare il rapporto medico-paziente e di spingere i cittadini verso le strutture private, obbligando le fasce più deboli a ingrossare il numero di coloro che oggi rinunciano ad esami e cure non potendo permettersi il pagamento dei ticket”

Sono considerazioni che condividiamo, tanto più alla luce dei tagli che negli anni ha già subito la sanità pubblica, un diritto fondamentale che va garantito a tutte le cittadine e i cittadini.

Siamo dunque solidali con i sindacati e col personale sanitario che ha già annunciato lo sciopero nel caso il decreto non cambi.

Non possiamo accettare l’ennesimo attacco al nostro sistema di welfare, le cui prestazioni, in un periodo di crisi come questo, vanno semmai ampliate, non ulteriormente ridotte.

 

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