CONDANNA ALLA SANATORIA DEGLI INSEDIAMENTI ISRAELIANI SUI TERRITORI PALESTINESI

CONDANNA ALLA SANATORIA DEGLI INSEDIAMENTI ISRAELIANI SUI TERRITORI PALESTINESI

Grave violazione dei diritti. “Un furto legalizzato”. L’Arci dalla parte del popolo palestinese contro ogni forma di violazione e oppressione.

Era fine Dicembre del 2016: a 37 anni dalla risoluzione 446, l’astensione degli Usa ha permesso al Consiglio di sicurezza dell’ONU di chiedere a Israele di “cessare immediatamente e completamente ogni attività concernente gli insediamenti nei territori palestinesi, compresa Gerusalemme est” e di “smantellare gli insediamenti costruiti dopo il marzo 2001”.
Negli insediamenti dei coloni israeliani in Cisgiordania,di fatto una vera e propria occupazione, vivono più di 430.000 coloni israeliani e altri 200.000 si trovano a Gerusalemme est.
Quella risoluzione doveva servire non solo a fermare le nuove costruzioni, ma anche e soprattutto a chiedere con forza che Israele smantellasse gli insediamenti già terminati, trasferendo immediatamente tutti i coloni fuori dai Territori palestinesi occupati.
Israele iniziò a espandere la propria presenza nei territori occupati dopo il 1967 e da allora molti suoi insediamenti sono cresciuti.

Demolizioni, sgomberi forzati, detenzioni arbitrarie e arresti fuori da ogni controllo, uccisioni di manifestanti palestinesi sono da anni le armi con cui Israele agisce, al fine di portare avanti l’insano piano di annientare completamente un popolo, un’identità: quella palestinese.
Insomma, una palese e continua violazione del diritto internazionale quella di Israele, che ha di fatto impedito ogni minimo passo verso l’auspicio dei “due popoli – due stati”, oggi di fatto sempre più lontano dal realizzarsi.
Oggi, a febbraio 2017 ci troviamo invece a leggere che il Parlamento israeliano, con 60 voti favorevoli e 52 contrari, ha approvato la legge che ‘regolarizza’ gli insediamenti israeliani costruiti su terreni privati palestinesi in Cisgiordania.  La legge, che agisce anche in forma retroattiva, introduce una sorta di compensazione per i proprietari palestinesi dei terreni su cui sono stati costruiti insediamenti o case: sarà possibile ricevere appunto una compensazione economica annuale pari al 125% del valore dei terreni per un periodo di 20 anni o, in alternativa, altri terreni dove è possibile.
Di fatto quindi, possiamo dirlo, la volontà di “corrodere” un popolo, annientarlo, non riconoscergli neppure quello che il diritto internazionale riconosce come suo, pagando con il denaro la perdita di un’identità.
Ancora una volta Israele rilancia la propria contorta logica di oppressione e di occupazione illecita, facendosi beffa diremo addirittura del consiglio di sicurezza.
“Ai nostri amici dell’opposizione che si sono mostrati sorpresi che un governo nazionalista abbia passato una legge a beneficio degli insediamenti vogliamo dire che questa è la democrazia”, ha rimarcato Il Leader di Focolare ebraico (partito vicino al movimento dei coloni) Naftali Bennet.

A nostro avviso preoccupanti anche le affermazioni dell’ambasciatore Israeliano in Italia Ofer Sachs: “Noi abbiamo un governo di destra in Israele, la loro opinione è chiara”, come se questo potesse giustificare un tale violazione del diritto.
Nabil Abu Rudeina, portavoce di Abu Mazen, ha chiesto alla comunità internazionale di intervenire prima che le cose raggiungano un livello ‘difficile da controllare’ e noi non possiamo che accodarci a questo appello, nella difesa dei diritti del popolo palestinese e contro ogni forma di violazione e oppressione.

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