CORDOGLIO PER LE DUE VITTIME ITALIANE IN LIBIA

CORDOGLIO PER LE DUE VITTIME ITALIANE IN LIBIA

SI FERMINO I PREPARATIVI DI GUERRA

Dichiarazione di Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci

Ci  riempie d’orrore l’assassinio di Fausto Piano e Salvatore Failla, i due tecnici italiani sequestrati in Libia mesi fa. Le circostanze della loro uccisione sono ancora tutte da chiarire. Ma ciò che ora conta è esprimere vicinanza alle loro famiglie e profondo rispetto per il loro dolore.

E’ inaccettabile infatti che la loro crudele morte – che si aggiunge al recente terribile assassinio di Giulio Regeni – venga strumentalizzata con deliranti dichiarazioni di esponenti politici italiani. O, peggio ancora, per cercare di giustificare i preparativi di guerra già in atto da parte del nostro paese.

Un paese, non dobbiamo dimenticarlo mai, che in Libia ha un feroce passato coloniale e che, anche solo per questo, dovrebbe tenersi fuori da qualsiasi iniziativa militare.

Invece, in barba all’articolo 11 della Costituzione, il nostro governo si appresta addirittura ad assumere il comando delle operazioni su input del Pentagono americano. Magari con l’appoggio dell’Egitto, al prezzo dell’omertà sull’assassinio di Giulio.

Anche l’ex presidente del consiglio Romano Prodi, profondo conoscitore della realtà libica, è intervenuto per sconsigliare l’intervento e chiedere prudenza.

La Libia è terreno di scontro e di conquista di varie fazioni. Neppure un loro eventuale momentaneo accordo, utilizzato per dare il via all’intervento armato, potrebbe garantire l’esistenza di un interlocutore credibile.

La guerra non deve essere mai il mezzo per la soluzione delle controversie internazionali. Ma il nostro governo si appresta a farla e nelle condizioni peggiori possibili. Questo provocherà un incendio nell’intera regione, con conseguenze imprevedibili e ingovernabili.  Si rafforzerà immediatamente ogni forma di terrorismo sullo scenario mondiale, secondo una ben nota spirale guerra-terrorismo che invece va spezzata.

Prima che la follia prenda il sopravvento il movimento per la pace, che non ha mai smesso di agire in questi anni  anche se in forme meno visibili del passato, deve tornare a essere protagonista di una grande mobilitazione preventiva per spegnere i motori della guerra. L’Arci ci sarà.

Roma, 4 marzo 2016

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