Gioia per la ripresa del dialogo tra Cuba e Usa e riconoscimento stato di Palestina

Gioia per la ripresa del dialogo tra Cuba e Usa e riconoscimento stato di Palestina

Il 17 dicembre 2014 è uno di quei giorni che sarà ricordato per la contemporaneità di due eventi nello scenario globale che muovono la Storia sulla strada della giustizia e della pace mondiale.
Entrambi rappresentano un passaggio epocale che, dopo essersi fatto largo nelle coscienze individuali e collettive, approdano ad un riconoscimento istituzionale che aprirà scenari destinati a mutare significativamente le relazioni tra i popoli e gli Stati.

Per l’Arci, e per tanta parte del fronte progressista del nostro Paese, non sono solo due belle notizie, ma coronano decenni di impegno civile e progettualità associativa che ostinatamente abbiamo perseguito nella consapevolezza di essere “dalla parte giusta”.

Il Parlamento europeo, con un voto a larghissima maggioranza, ha approvato una risoluzione sottoscritta da quasi tutti i gruppi che sostiene “in linea di principio” il riconoscimento dello Stato della Palestina sulla base dei confini del 1967, appoggia la soluzione di due Stati con Gerusalemme capitale ed esorta la ripresa dei colloqui di pace.

L’Europa quindi non solo segue l’analogo pronunciamento dei Parlamenti di Spagna, Gran Bretagna e Belgio e il riconoscimento del Governo della Svezia, ma, con questo voto che fissa i confini tra i due Stati al 1967, afferma l’illegittimità tanto degli insediamenti delle colonie nei territori palestinesi quanto della costruzione del muro che disegna unilateralmente dei confini artefatti e privi di ogni riconoscimento internazionale.
L’Arci, insieme a molte altre organizzazioni della società civile italiana, non solo ha richiesto al Parlamento e al Governo un analogo pronunciamento ma ha anche votato, nel proprio Consiglio nazionale, un documento per il riconoscimento dello Stato palestinese e per la ripresa dei colloqui di pace.

La ripresa delle relazioni diplomatiche tra Cuba e gli Stati Uniti sono una notizia importante anche per la nostra Associazione, fin dai primi anni novanta, continuativamente, impegnata, insieme ad Arcs, in progetti di solidarietà e cooperazione internazionale anche coinvolgendo artisti, intellettuali e personalità del mondo culturale italiano.

Progetti che ci hanno permesso di costruire relazioni prima di tutto umane, scambi e iniziative che hanno rafforzato le reti con le organizzazioni sociali e culturali cubane e che oggi, di fronte a questa notizia, sentiamo ancora più forti e salde. Questo passaggio epocale s’inserisce in un processo di cambiamento in atto da diverso tempo che abbiamo potuto vedere e vivere da vicino.

Sappiamo inoltre che questa notizia porta con sè sentimenti contrastanti, di speranza e al tempo stesso di preoccupazione, tra il popolo cubano; così è anche per noi perché da sempre ci sentiamo vicini, prima di tutto, alle donne e agli uomini di Cuba.

Arci nazionale

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