L’Arci è con i sindaci contrari al Dl sicurezza

L’Arci è con i sindaci contrari al Dl sicurezza

Condividiamo e sosteniamo la richiesta di un incontro con il governo, siamo disponibili a costruire iniziative comuni

Si convochi subito un tavolo di confronto con Enti Locali e Sindaci. Il governo, invece di insultare, deve ascoltare i sindaci che denunciano la grave situazione che si verrebbe a creare nelle città e nei territori in conseguenza dell’attuazione del Decreto Sicurezza.

Ieri abbiamo espresso la nostra solidarietà al sindaco di Palermo Leoluca Orlando, che estendiamo a tutti i sindaci indisponibili ad osservare norme palesemente discriminatorie, contrarie ai principi costituzionali, irrispettose dei diritti umani e che creano caos nelle città e nei territori.

Oggi abbiamo inviato una lettera di solidarietà e supporto al presidente Anci Antonio De Caro: condividiamo e sosteniamo la sua richiesta di un incontro chiarificatore con il Governo a proposito dell’attuazione del dl sicurezza. Siamo disponibili a costruire eventuali iniziative comuni.

Qui di seguito, il testo della lettera inviata a Decaro, con firma della presidente nazionale Francesca Chiavacci

Gentile Presidente,
Le scriviamo per esprimere il nostro favore e la nostra soddisfazione per le sue dichiarazioni di ieri nelle quali si
è fatto carico, sia nel suo ruolo di Sindaco che in quello di Presidente dell’ANCI, della richiesta di un incontro
chiarificatore con il Governo, a proposito dell’attuazione del decreto immigrazione.
Come Lei sa, la nostra associazione è impegnata da tempo nella gestione dell’accoglienza in tante parti d’Italia, in
collaborazione con centinaia di sindaci e amministrazioni comunali, mettendo a disposizione competenze e
strutture, favorendo politiche inclusive, con una grande attenzione alle comunità locali e alle persone coinvolte,
divulgando buone prassi di impegno e convivenza civile.
Come abbiamo denunciato durante tutta la discussione parlamentare e prima ancora con l’emanazione del
decreto, la negazione dell’iscrizione anagrafica ai richiedenti asilo, e quella dell’accesso al sistema SPRAR sia per
i richiedenti asilo che per i titolari di Protezione Umanitaria, escludono l’accesso dei cittadini migranti ai più
basilari servizi sociali.
A fronte di una campagna propagandistica volta solo ad ottenere consenso, il risultato di questa politica porterà
soltanto a un aumento del disagio sociale, in quanto i cittadini migranti si trovano da un giorno all’altro senza
alcuna alternativa: ad esempio i richiedenti asilo, nonostante per legge possano lavorare, senza l’iscrizione
anagrafica saranno obbligati a lavorare in nero. La percezione del migrante come “peso sociale” aumenterà
e questo alimenterà ancora di più l’immagine negativa del fenomeno migratorio. L’obiettivo di ottenere
consenso, senza avere alla base una reale ed efficace politica sociale, sarà raggiunto e a farne le spese saranno
soltanto i cittadini. Un paese civile dovrebbe aspirare a politiche di inclusione sociale e non opporsi a esse.
Sappiamo quanto di questo siano consapevoli innanzitutto coloro che Lei rappresenta, i Sindaci, che sono
chiamati a governare le città e a dare risposte ai cittadini in termini di sicurezza e di garanzia dei diritti.
Abbiamo visto in questi giorni alcuni Sindaci in Italia che, in maniera diversa, hanno dichiarato che si opporranno
alla politica discriminatoria e, a nostro parere, incostituzionale, che sta alla base di quella normativa.
Siamo pronti a sostenere la loro scelta con tutti i mezzi a nostra ad incontrarLa in qualsiasi momento per
costruire eventuali iniziative comuni.
Cordiali saluti.
Francesca Chiavacci
Presidente nazionale
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