Migranti, Arci aderisce all’appello I sommersi e i salvati: basta finanziamenti alla Guardia costiera libica

Migranti, Arci aderisce all’appello I sommersi e i salvati: basta finanziamenti alla Guardia costiera libica

Migranti, Arci aderisce all’appello I sommersi e i salvati: basta finanziamenti alla Guardia costiera libica

Arci aderisce all’appello “I Sommersi e i Salvati”, lanciato da Luigi Manconi e Roberto Saviano, per chiedere di bloccare i finanziamenti alla Guardia costiera libica, chiudere i centri di detenzione in Libia e creare dei corridoi umanitari per le persone in fuga.

Arci, che da tempo denuncia quanto accade in Libia, chiede anche di dar vita a un programma di ricerca e salvataggio europeo nel Mediterraneo, così come l’Unhcr, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Un appello quanto mai necessario alla luce dell’ennesimo allarme delle ultime ore lanciato da Alarm Phone e Sea Watch per un gommone con 120 migranti in difficoltà in acque internazionali ad una cinquantina di miglia dalle coste libiche. L’imbarcazione sarebbe in mare da oltre 12 ore, senza più motore e con uno dei tubolari che si starebbe sgonfiando. Delle 120 persone a bordo, 24 sarebbero minori e nessuno avrebbe i giubbotti di salvataggio. Le Ong hanno avvisato della situazione sia le autorità maltesi che quelle italiane chiedendo un immediato intervento di soccorso.

A guardare l’immagine ripresa dall’aereo Sea Bird della Sea Watch – si legge nell’appello scritto da Luigi Manconi e Sandro Veronesi – che ritrae il cadavere di un uomo, incastrato tra i tubolari di un gommone, a 40 miglia dalla costa libica, viene in mente il titolo del fondamentale libro di Primo Levi: I sommersi e i salvati, appunto. Quella foto è solo l’ultima testimonianza di una tragedia in corso da anni nel Mare Mediterraneo. I fatti dimostrano, in maniera inequivocabile, che le strategie finora adottate per controllare il flusso di migranti e profughi verso le coste dell’Europa sono state fallimentari e destinate a riprodurre all’infinito la strage. Gli uomini, le donne e i bambini che prendono il mare dalle coste libiche fuggono da situazioni di estrema miseria, regimi dispotici, persecuzioni tribali, conflitti etnici, guerre crudeli e catastrofi ambientali. E, una volta arrivati in Libia, sono sottoposti a un sistema di violenze, estorsioni, detenzione inumana, sevizie, stupri e torture. Le testimonianze sulle violazioni dei diritti umani che avvengono quotidianamente in un paese lacerato dalla guerra civile, sono univoche e provengono dagli organismi internazionali, dalle agenzie umanitarie e da tutte le fonti di informazione. Giovedì 16 luglio la Camera dei Deputati, per il terzo anno consecutivo, ha approvato il finanziamento della missione italiana in Libia, che prevede in particolare il sostegno economico alla cosiddetta guardia costiera libica e l’attività di formazione e addestramento dei suoi componenti. Lo consideriamo un atto gravissimo. Per capirci, la guardia costiera libica è quella che non ha raccolto la richiesta di recupero del cadavere dell’uomo fotografato da Sea Bird. Ed è sempre la stessa che, ormai da anni, è parte dell’organizzazione del traffico di esseri umani che passa attraverso la Libia; e ancora, è il corpo militare che non soccorre chi fa naufragio e che riporta i sopravvissuti nei centri di detenzione. Questa è l’attività criminale che l’Italia ha deciso di continuare a finanziare. Su tutto ciò non vogliamo tacere e, ciascuno nel suo campo e con le sue risorse, vogliamo proporre all’opinione pubblica, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, i seguenti obiettivi che corrispondono ad altrettante irrinunciabili urgenze:

  • Non più fondi alla guardia costiera libica: non si deve finanziare un corpo non ufficiale che svolge il lavoro sporco respingendo le persone intercettate in mare e imprigionandole in decine e decine di centri di detenzione.
  • Chiusura ed evacuazione dei centri di detenzione e trasferimento dei migranti fuori dalla Libia: sappiamo a quali orrori sono sottoposte le persone rinchiuse nei centri – governativi e non – in mano a milizie e trafficanti. Queste strutture vanno chiuse.
  • Corridoi umanitari per garantire alle persone in fuga di trovare protezione senza mettere a repentaglio la propria vita: l’Italia, d’intesa con altri Stati europei, deve promuovere una grande operazione umanitaria per il trasferimento e il reinsediamento nei paesi di accoglienza delle persone evacuate: così come avviene da anni, se pure per gruppi ristretti, grazie all’opera di organizzazioni internazionali e realtà private di ispirazione religiosa.

Per lanciare la campagna gli organizzatori danno appuntamento lunedì 27 luglio alle ore 18.00 in Piazza San Silvestro a Roma, con le letture di Ascanio Celestini.

 

Roma, Arci Nazionale 22 luglio 2020

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Migranti, Chiavacci (Arci): “quanto accaduto in Libia è inammissibile. C’è anche la complicità dell’Italia”

Migranti, Chiavacci (Arci): “quanto accaduto in Libia è inammissibile. C’è anche la complicità dell’Italia”

ROMA, 28 LUGLIO 2020 – “Quanto accaduto in Libia è inammissibile. Si tratta dell’ennesimo orrore, denunciato
questa volta dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), compiuto dalla Guardia costiera libica che ha aperto il fuoco contro un gruppo di migranti durante le operazioni di sbarco, uccidendone due e ferendone cinque. Nella sparatoria compiuta dalla Guardia costiera libica ci sono però delle responsabilità anche italiane.
Solo pochi giorni fa, infatti, l’Italia ha approvato, per il terzo anno consecutivo, il finanziamento della missione italiana in Libia, che prevede in particolare il sostegno economico alla Guardia costiera libica e l’attività di formazione e addestramento dei suoi componenti. Come Arci abbiamo denunciato più volte le atrocità compiute in
Libia ed abbiamo aderito all’appello “I Sommersi e i Salvati”, per chiedere di bloccare i finanziamenti alla cosiddetta Guardia costiera libica, chiudere i centri di detenzione in Libia e creare dei corridoi umanitari per le persone in fuga”.

 

Roma, luglio 2020

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LA QUINTA – CINEMA SOTTO LE STELLE – Casa del Popolo Arci Montespertoli

La Casa del Popolo Arci di Montespertoli, insieme al Comune di Montespertoli, organizza Cinema sotto le stelle presso il giardino della scuola Elementare Machiavelli di Montespertoli: nuovo appuntamento domenica 12 Luglio alle ore 21: 3o con il film “Jo Jo Rabbit”.

E’ consigliata la prenotazione al numero 0571 609006

Le proiezioni si svolgeranno nel rispetto delle misure Anti Covid.

Ingresso intero euro 4 – ridotto euro 3

PAELLA E CACCIUCCO – CIRCOLO ARCI LAZZERETTO

Venerdì 10 luglio dalle ore 20 vi aspettiamo al Circolo Arci Lazzeretto per una cena insieme, nel rispetto delle misure anti Covid

Menu

Penne gambero e zucchine

Cacciucco

Acqua, vino e caffè

Euro 19 a persona

Prenotazione obbligatoria al numero 393 4323433

Riservato Soci Arci

PAELLA E SANGRIA IN PIAZZA – CASA DEL POPOLO LIMITE SULL’ARNO

Venerdì 10 luglio la Casa del Popolo di Limite organizza una serata “Paella e Sangria” in Piazza Vittorio Veneto a Limite sull’Arno dalle ore 19 in poi.

Obbligo di indossare la mascherina.

Garantito distanziamento sociale.

Prezzo euro 8 a persona.

Musica con Mike dj e Speed Brown

Riservato Soci Arci

Omofobia e transfobia, Arci: “una legge necessaria in difesa della dignità delle persone”

Omofobia e transfobia, Arci: “una legge necessaria in difesa della dignità delle persone”

E’ stato depositato in commissione Giustizia alla Camera il testo unificato di legge contro l’omotransfobia e la misoginia. Il provvedimento punta a modificare la legge Mancino aggiungendo al reato di discriminazione per motivi “razziali, etnici o religiosi” anche quelli fondati “sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere”.
Una legge necessaria dal momento che nel nostro Paese esiste un problema di razzismo verso le persone omosessuali e transessuali. Come sottolineato da un recente rapporto dell’Agenzia europea dei diritti fondamentali (Fra) che vede l’Italia fra i Paesi con indice di discriminazione più alto, mentre si segnala l’assenza di una legge contro l’odio e la discriminazione provocati da stigma sessuale, presente, invece, in quasi tutti i paesi Ue.
Il razzismo omofobico, ha ricordato il relatore del provvedimento Alessandro Zan, esiste ed è giusto combatterlo. Nel testo è previsto il carcere da 1 a 4 anni per chi istiga alla violenza omofobica o una multa fino a 6mila euro per chi propaganda idee fondate sulla discriminazione di genere.
Oltre alle sanzioni il provvedimento vuole contribuire a creare una cultura diversa verso il mondo Lgbt. La proposta di legge prevede infatti lo stanziamento di 4 milioni di euro per attività nelle scuole e un piano triennale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni. Su tutto il territorio nazionale, poi, nascerebbero centri che garantirebbero assistenza legale, sanitaria e psicologica alle vittime di violenza.
Prevista anche l’istituzione della “Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia”, il 17 maggio, per promuovere la cultura del rispetto e dell’inclusione.
Ci auguriamo che, dopo 25 anni di discussioni, dibattiti e proposte di legge rimaste tali, anche l’Italia possa dotarsi della prima legge che contrasti violenza e discriminazione per motivi di orientamento sessuale.

Roma, Arci Nazionale

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Aborto, Chiavacci: “In Umbria una decisione inaccettabile, contro i diritti delle donne”

 

Aborto, Chiavacci: “In Umbria una decisione inaccettabile, contro i diritti delle donne”

“La decisione della Regione Umbria, guidata dalla presidente leghista Donatella Tesei, è inaccettabile. Non permettere di prendere la pillola abortiva in day hospital, ma solo con un ricovero obbligatorio di tre giorni in ospedale, rappresenta l’ennesimo attacco ai diritti delle donne”.

“Non è certo una decisione a tutela della salute delle donne, come afferma la governatrice dell’Umbria, ma di fatto la negazione di un diritto garantito dalla legge 194. Una decisione che ci riporta indietro di decenni, ideologica e conservatrice, senza nessuna evidenza scientifica”.

Francesca Chiavacci

Presidente nazionale Arci

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