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AlimentiAmo la legalità

Antimafia

Domenica 19 novembre al circolo Arci Puppino una iniziativa sulla legalità e un pranzo per finanziare la partecipazione di giovani volontari ai campi di lavoro nelle cooperative antimafia per il 2018

Arci Empolese Valdelsa organizza domenica 19 novembre al circolo Arci Puppino di Castelfiorentino un’iniziativa intitolata “AlimentiAmo la legalità”, strutturata in vari momenti durante i quali si alterneranno le testimonianze di diversi ospiti e partners.
Dalle 11,30 saranno presenti i ragazzi ospitati nei progetti accoglienza di Arci Terni e alcuni giovani del nostro territorio che, assieme ai volontari dello Spi-Cgil, racconteranno le loro esperienze maturate presso le cooperative antimafia durante l’esperienza dei campi della legalità del progetto “Liberarci dalle spine

Partecipare ai campi della legalità è un’esperienza di volontariato non comune poichè rilancia nei giovani il concetto di citttadinanza attiva e di antimafia sociale: i prodotti della Vitamina L provenienti dai terreni confiscati alla mafia sono espressione della vittoria della legalità e alimentano la speranza di un futuro migliore per la Sicilia.

Momento centrale dell’iniziativa sarà il “pranzo della legalità”, il cui ricavato verrà utilizzato per finanziare la partecipazione di nuovi giovani volontari ai campi della legalità in Sicilia del prossimo anno. Il pranzo, al costo di € 15, prevede un ricco menù composto da fantasia di crostini, penne all’arrabbiata, farfalle al ragù, pollo arrosto con patate, dolci casalinghi.

Dopo il pranzo sarà la volta di “Io vedo, io sento, io parlo”, l’intervento dei i ragazzi dell’ I.I.S. Ferraris Brunelleschi di Empoli che proietteranno video realizzati dal Laboratorio di Scrittura Creativa, all’interno dei progetti di Educazione alla Legalità curati da Arci Empolese Valdelsa e finanziati dalla Regione Toscana (L.R. 11/99). A conclusione dell’evento, che vede la collaborazione di Cgil Empolese Valdelsa, Re.So, Spi-Cgil Unicoop Firenze (Sezioni soci Empoli e Castelfiorentino), Slow Food, Avviso Pubblico e i circoli Arci Santa Maria, Ponzano e San Donato, si terranno una serie di Giochi della Legalità. Saranno messi in palio premi offerti dai partner dell’iniziativa.

Per partecipare al pranzo occorre prenotarsi, entro venerdì 17, chiamando uno dei seguenti numeri: Circolo Arci Puppino 392 3827695, Arci Empolese Valdelsa 0571 80516, Ivana 333 4516858

Questo il volantino dell’evento.

Antimafia

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Bloccare l’accordo con la Libia per fermare le stragi

La tragedia che si è consumata in pochi minuti davanti agli occhi dei volontari di Sea Watch è la drammatica dimostrazione delle  conseguenze concrete dell’accordo  tra Italia e Libia.

La guardia costiera della Libia con una motovedetta pagata dal contribuente italiano (visto le risorse che il nostro paese versa in base a quell’accordo), esegue, per conto del nostro governo, i respingimenti vietati dalla legge.

Si commette un’azione illegale, perché vietata dalla nostra  legislazione e da quella  internazionale, ma la si affida alla guardia costiera di un paese  che a quelle regole non si attiene,  in modo che la responsabilità non venga ricondotta al nostro governo.

Per fermare la strage bisogna bloccare l’accordo con la Libia, cancellare il codice per le ONG che di fatto ne ha impedito l’azione provocando un aumento dei morti in mare,  ripristinare un programma pubblico di ricerca e salvataggio, come fu Mare Nostrum, aprire con urgenza vie di fuga sicure almeno per le categorie vulnerabili – minori, donne e persone con problemi sanitari – oggi ancora prigioniere nell’inferno libico o che in quell’inferno vengono riportate dalla guardia costiera libica.

Senza questa netta inversione di marcia qualsiasi parola spesa a commento delle terribili immagini di quella tragedia non sortiranno effetto.

L’accordo con la Libia, come quello precedente con la Turchia di Erdogan, riportano l’Europa ai suoi tempi più bui, quando, davanti alle migliaia di persone deportate, uccise, torturate per anni i governi europei hanno preferito fingere di non vedere.

La vera emergenza democratica sta nel dilagante razzismo, che si alimenta grazie alla retorica di un’invasione che non c’è. Fermare subito le stragi, questa è l’unica vera emergenza.
www.arci.it

 

Roma, 10 novembre 2017

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L’arci in piazza il 25 novembre contro la violenza sulle donne

“Contro la violenza sulle donne nessuna incertezza. Noi insieme e unite possiamo vincerla” , dichiarazione di Francesca Chiavacci Presidente di Arci Nazionale.

Il 25 novembre è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

La data fu scelta da un gruppo di attiviste latinoamericane e dei Caraibi per ricordare il brutale assassinio delle tre sorelle Mirabal, torturate e massacrate il 25 novembre del 1960  per la loro opposizione  alla dittatura di Trujillo nella Repubblica dominicana.

Anche l’Arci ricorderà quella Giornata, partecipando alla manifestazione che si terrà il 25 novembre e organizzando iniziative in diverse città anche prima e dopo quella data.

La manifestazione di quest’anno mette al centro la risposta delle donne agli stupri e ai femminicidi quotidiani, alla violenza sessista nei posti di lavoro, alle molestie, alle discriminazioni e agli abusi di potere, allo sfruttamento e alla precarietà delle vite, ai ruoli di vittime o colpevoli che i giornali cuciono sui corpi delle donne e che i social media amplificano, al razzismo istituzionale giocato sul corpo delle donne.

Una manifestazione che vedrà le donne che si sono riconosciute nel #MeToo – Anche Io ho subito violenza trasformarlo nel #WeToogether – Noi Insieme e Unite possiamo vincerla.

Sono quasi 7 milioni le donne italiane che nel corso della loro vita hanno subito una qualche forma di violenza, fisica o sessuale. Uccise da mariti, fidanzati, spasimanti…ma anche vittime di uomini violenti, spesso per futili motivi. Sono numeri che ci dicono che si tratta di un fenomeno strutturale, troppo spesso condannato solo a parole ma tollerato nei fatti.

A ciascuna delle donne uccise – una ogni tre giorni secondo i dati Istat – vogliamo dedicare il nostro ricordo, perché non vengano dimenticate. E alle tante donne violentate, maltrattate, vittime di stalking vogliamo far giungere la nostra solidarietà, anche scendendo in piazza.

Roma, 9 novembre 2017

di Francesca Chiavacci

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Caso Ostia: stop ai movimenti neofascisti

Il caso Ostia ricorda che di fronte a una destra sempre più aggressiva, la sinistra deve recuperare coraggio e credibilità.

Tra le cose in grado di descrivere lo stato del mondo e della società ci sono sicuramente le immagini, quando usate per affermare e documentare la verità.

Quelle che ci fanno vedere due inviati della Rai aggrediti a Ostia, e uno dei due ferito in modo pesante, dal fratello del boss Carmine Spada, condannato a 10 anni per estorsione, parlano più di tanti discorsi.

L’aggressione, un vero e proprio pestaggio a freddo (QUI il link al servizio integrale) scatta quando il giornalista Daniele Piervincenzi (a cui la nostra associazione ha inviato un forte e sentito messaggio di solidarietà e vicinanza) del programma su RAI 2 NeMo – Nessuno Escluso,  fa una domanda sui rapporti tra il clan Spada e Casa Pound.

La famiglia Spada è una delle due che esercitano, con mezzi criminali,  un’attività di potere e controllo su quel territorio e che, in occasione delle elezioni del municipio di Ostia, si è schierata con il candidato di Casa Pound, Luca Marsella, che ha raggiunto il preoccupante risultato del 9 per cento in un primo turno segnato da un astensionismo record altrettanto preoccupante.

Quelle immagini, insieme ai numerosi messaggi espressi con toni violenti (su tutti quel«prenderemo a calci i deputati» pronunciato nel corso della campagna elettorale) diventano il simbolo della condizione in cui si vive in una comunità a pochi chilometri dalla capitale, condizione che purtroppo è molto simile a quella che si vive in altri, non pochi, contesti sociali del nostro paese.

Ostia dunque va al ballottaggio per le elezioni municipali in un clima di violenza e intimidazione. E tutto questo accade a pochi giorni dai risultati elettorali delle elezioni regionali siciliane, dove il centrodestra ha vinto presentandosi sulla scena politica unito, in una versione ancora inedita, riproponibile sulla scena nazionale (fatte salve ovviamente le caratteristiche particolari che contraddistinguono tendenze e modalità di fare politica sull’isola).

Senza dubbio però il fatto che Berlusconi riesca ad “assorbire” con disinvoltura i voti della Lega e Fratelli d’Italia ci deve far riflettere sulla caratterizzazione del blocco cosiddetto “moderato” in una direzione identitaria ultra conservatrice sin dalle parole d’ordine che usa, che assumono sempre più una matrice razzista, xenofoba e violenta. E allora, con le dovute distinzioni territoriali e differenze, c’è solo da lavorare affinché Ostia e la Sicilia non diventino davvero “laboratori” politici per la competizione nazionale. Il quadro emerso ci dice cose  molto importanti. In particolare dovrebbe far riflettere il mondo della sinistra: occorre recuperare coraggio e credibilità.

E questo si può fare (la nostra associazione lo sa bene) attraverso l’ascolto, liberando i cittadini dalle paure, smascherando le bugie e operando scelte concrete, che parlino a quei settori della società che più di tutti soffrono gli effetti della crisi e vivono l’incertezza sul futuro.

Proprio ieri il sindaco democratico di New York, negli Stati Uniti, è stato rieletto (per la prima volta in quella città, dopo 30 anni, un esponente del partito democratico viene eletto per due volte di seguito). Ha vinto tassando i più ricchi, costruendo asili gratuiti, istituendo assistenza legale per gli immigrati. Ha rilanciato politiche di sicurezza sociale.

Insomma, ha vinto non solo enunciando, ma mettendo in pratica azioni di sinistra.

Editoriale ArciReport numero 34, 9 novembre 2017 di Francesca Chiavacci

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Contro la violenza sulle donne nessuna incertezza

L’adesione dell’ARCI alla manifestazione nazionale del 25 novembre

La Presidenza nazionale dell’ARCI aderisce alla manifestazione nazionale del 25 novembre indetta da Nonunadimeno a Roma (partenza piazza della Repubblica, ore 14.00) in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

La manifestazione di quest’anno mette al centro la risposta delle donne agli stupri e ai femminicidi quotidiani, alla violenza sessista nei posti di lavoro, alle molestie, alle discriminazioni e agli abusi di potere, allo sfruttamento e alla precarietà delle vite, ai ruoli di vittime o colpevoli che i giornali cuciono sui corpi delle donne e che i social media amplificano fino  al razzismo istituzionale.

Saremo a quella manifestazione, organizzeremo una  presenza a Roma dai territori e, nei giorni precedenti e successivi, nei territori i circoli e i Comitati ARCI promuoveranno presidi, incontri e dibattiti su questo tema.

Nei prossimi giorni lanceremo la campagna social  “Contro la violenza alle donne nessuna incertezza”, anche alla luce dei tanti “distinguo” che in questi mesi abbiamo sentito a proposito delle denunce lanciate da tante donne, dal mondo dello spettacolo a quello dello sport, dalla politica, dalle mura domestiche rispetto alle quali troppi alibi vengono addotti a giustificare una violenza che giustificabile non è.

Non vogliamo più che si descriva un fatto di violenza con un ”ma”: serve che l’opinione pubblica faccia fronte comune senza se e senza ma contro ogni violenza maschile alle donne.

Per questo questa manifestazione, insieme alle tante che svolgeremo nei territori sarà anche quella delle donne che si sono riconosciute nel #MeToo – Anche io ho subito violenza per trasformarlo in  #WeToogether – Noi Insieme e Unite possiamo vincerla.

Per sconfiggere la violenza sulle donne serve un cambiamento culturale radicale, ma manca anche  un piano programmatico efficace, condiviso sul territorio e non a macchia di leopardo. Un cambiamento che vada dalla formazione nelle scuole sulle tematiche di genere, al finanziamento dei centri antiviolenza; molti dei quali sono invece costretti a chiudere per la mancanza di risorse.

Sono quasi 7 milioni le donne italiane che nel corso della loro vita hanno subito una qualche forma di violenza, fisica o sessuale. Uccise da mariti, fidanzati, spasimanti…ma anche vittime di uomini violenti, spesso per futili motivi. Sono numeri che ci dicono che si tratta di un fenomeno strutturale, troppo spesso condannato solo a parole ma tollerato nei fatti.

A ciascuna delle donne uccise – una ogni tre giorni secondo i dati Istat –  vogliamo dedicare il nostro ricordo, perché non vengano dimenticate. E alle tante donne violentate, maltrattate, vittime di stalking vogliamo far giungere la nostra solidarietà, anche scendendo in piazza.

Lo faremo insieme a tante altre donne, in tutto il mondo, il  25 novembre e non solo. Continueremo a dire basta alla violenza e a una cultura che ci colpevolizza per farci percepire come complici, per negare la nostra libertà e il nostro diritto all’autodeterminazione.

Perché la violenza maschile non ferisca e non uccida più.

Francesca Chiavacci

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Testimoni di giustizia: Approvare rapidamente la riforma di legge

Un nuovo appello al presidente Pietro Grasso e a tutte le forze politiche per approvare al più presto la proposta di riforma della normativa sul trattamento dei testimoni di giustizia.

Lo scorso marzo la Camera dei Deputati ha approvato all’unanimità la proposta di legge di riforma della normativa in materia di trattamento dei testimoni di giustizia (pdl 3500, Bindi-Gaetti). Il provvedimento, generato dal lavoro svolto in Commissione parlamentare antimafia, migliora sensibilmente la condizione di vita dei testimoni di giustizia.

Questi, simbolo di fedeltà alla Repubblica richiesta dall’articolo 54 della nostra Costituzione, sono cittadini con un alto senso dello Stato italiano che hanno denunciato mafiosi, corrotti e persone dedite al malaffare, assumendosi in prima persona la responsabilità di cambiare il nostro Paese.

Il provvedimento, già licenziato dalla Commissione Giustizia del Senato, è ora in attesa di essere discusso dall’Assemblea, dove peraltro non risulta ancora inserito nel programma dei lavori di ottobre-dicembre 2017. Facciamo appello al Presidente Pietro Grasso e ai senatori di tutte le forze politiche affinché approvino il testo della riforma legislativa nel più breve tempo possibile, senza apporvi alcuna modifica.

I testimoni di giustizia e l’Italia onesta stanno aspettando da tempo questo provvedimento. Chi ha messo in gioco la propria vita e quella dei propri famigliari, dovendo spesso cambiare identità e luogo di residenza e di lavoro per evitare di essere intimidito e assassinato, ha il diritto di sentire forte che le Istituzioni e la società civile responsabile, siano schierate chiaramente dalla sua parte. Che è quella dell’Italia migliore.

Arci

Acli

Avviso Pubblico

Centro Pio La Torre

Cgil, Cisl, Uil

Legacoop

Legambiente

Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie

SOS Impresa

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Ero straniero: conclusa la raccolta delle firme

ERO STRANIERO
Raccolte 69 firme per superare la Legge Bossi Fini sull’immigrazione
grazie soprattutto all’impegno del Circolo Arci “Il Progresso” di Montelupo

Si è conclusa a fine settembre la raccolta di firme legata alla campagna “Ero straniero – L’umanità che fa bene” ( www.radicali.it/ero-straniero/) promossa dai Radicali Italiani insieme a tante associazioni e sigle diverse, tra cui l’Arci nazionale, promotrici della legge di iniziativa popolare per superare la legge Bossi – Fini e cambiare le politiche sull’immigrazione puntando su inclusione e lavoro.
Nel nostro territorio sono state raccolte 69 firme in breve tempo, durante specifiche iniziative.
l’inizio della raccolta è stato il 23 luglio presso la festa dell’Anpi “Io resisto” al Parco di Serravalle, dove l’Arci Empolese Valdelsa è stata presente con un banchino con i moduli da firmare e con materiale informativo.
E’ stato il Circolo Arci “Il Progresso” a proseguire la raccolta in modo continuativo per una settimana a settembre presso i propri spazi, rivolgendosi alla sensibilità dei propri soci su un tema tanto importante e controverso.
Oltre all’ottimo risultato raggiunto, il Circolo con i propri dirigenti ha dimostrato attenzione, sensibilità e volontà di informare in maniera corretta sulla campagna.

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L’antifascismo in marcia

Il 28 ottobre ‘L’antifascismo in marcia’

In tutta Italia l’Arci parteciperà alle iniziative promosse dall’Anpi sull’antifascismo

Il 28 ottobre di 95 anni fa i fascisti marciarono su Roma, per impadronirsi delle istituzioni e imporre il regime in tutta Italia.
Oggi, dopo quasi un secolo, movimenti e gruppi che si rifanno all’ideologia fascista minacciano di riappropriarsi di quella data, con una nuova marcia su Roma, per riaffermare valori antidemocratici e razzisti.

L’Anpi si è immediatamente mobilitata contro questa pericolosa farsa e ha lanciato iniziative in tutto il Paese con la parola d’ordine ‘L’antifascismo in marcia’.
L’Arci, saldamente ancorata ai valori dell’antifascismo e della Resistenza, sarà a fianco dell’Anpi.
L’Arci Empolese Valdelsa  parteciperà alle iniziative che le varie sezioni ANPI del nostro territorio organizzeranno. Ecco l’elenco completo delle iniziative di sabato 28 nel nostro territorio:
Nel pomeriggio dalle 17, 30 alle 19,30 a Empoli in Piazza della Vittoria si svolgerà l’iniziativa unitaria organizzata dal coordinamento delle sezioni ANPI zona Empolese.

A Empoli, dalle 9,30 alle 12,30 in piazza della Vittoria angolo Via del Giglio.
A Vinci dalle 9,30 alle 12,30 in Piazza della Pace a Sovigliana e in Piazza della Libertà nel capoluogo;
A Montelupo dalle 10,00 alle 12,30 in piazza Unione Europea;
A Fucecchio, ore 10,00-12,00/15,00-17,00 in Piazza Montanelli.

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Caso Sover. Inaccettabile l’uso del Mein Kampf da parte di un’istituzione democratica

Alcune frasi del saggio che espone la linea politica di Hitler usate in un articolo dal comune di Sover.

 

no-nazismo.jpgIl caso di Sover (paesino della Provincia Autonoma di Trento) è per noi esemplificativo di una diffusa disattenzione verso l’antifascismo come valore costituzionale.

Il sindaco del paese, Carlo Battisti, per la redazione di un articolo del Comune, ha pensato di prendere in prestito un passo del Mein Kampf.
Questa notizia sembra una metafora di quanto il fascismo e, in questo caso, il nazismo si insinuano oggi in tanti luoghi comuni e in tanti contesti quotidiani.
Consigliamo al sindaco di Sover di mettere l’autore dello scritto, Daniele Bazzanella (Vicesindaco di Sover, riconosciuto come “esperto” e “cultore” dell’estrema destra), di fronte alle proprie responsabilità.
L’uso del Mein Kampf nei discorsi pubblici rivolti alla comunità è inaccettabile.

Questo è infatti il testo con cui Hitler espose le basi teoriche del nazismo e della superiorità della razza ariana, che portarono a quanto accaduto nella  Seconda guerra mondiale e quindi anche all’Olocausto.
Sottovalutare oggi il tema del ritorno del fascismo e del nazismo – anche nel territorio empolese, come abbiamo testimoniato in questo articolo – è un problema culturale prima che politico.
Significa costruire un futuro senza memoria, dimenticando la Storia d’Italia e il sacrificio delle tante donne e dei tanti
uomini, che pagarono – spesso anche con la vita – il loro impegno per abbattere i regimi e riportare la libertà. Pensare a un giovane rappresentante delle istituzioni democratiche che sottov
aluta la portata di questa scelta parole, ci preoccupa e ci mette davanti alla ancor più chiara necessità di rafforzare il nostro impegno nella lotta a ogni forma di fascismo e di razzismo. 

Redazione Arci Empolese Valdelsa

Redazione Arci Nazionale

 

 

 

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Il 21 ottobre manifestazione nazionale a Roma Contro il razzismo, per la giustizia e l’uguaglianza

Il 21 ottobre Arci nazionale terrà a Roma una manifestazione nazionale contro il razzismo, per la giustizia e l’uguaglianza, a cui hanno aderito decine di ong, organizzazioni sociali, politiche, sindacali, studentesche, culturali. L’appuntamento è alle 14.30 a Piazza della Repubblica, per un corteo che si concluderà a Piazza Vittorio.

Scenderemo in piazza per dire che non accettiamo la riduzione dei diritti, a cominciare da quelli dei migranti, che ci opponiamo alle derive xenofoba e razziste che stanno prendendo piede nel nostro paese e nella UE, agli accordi con i paesi di origine e transito dei migranti che, in cambio di soldi, si impegnano a bloccare chi tenta di scappare da un presente e un futuro di violenza e povertà prima che raggiunga le frontiere europee, rinchiudendoli in lager come quelli libici o rimpatriando le persone in paesi in cui non sono garantiti i diritti umani.

Scenderemo in piazza perché venga abolita non solo la legge Bossi-Fini, ma anche le più recenti leggi discriminatorie Minniti Orlando.
Chiederemo canali di ingresso sicuri e legali, un sistema d’accoglienza che garantisca dignità e integrazione, una revisione dell’accordo che obbliga chi chiede asilo a fermarsi nel primo paese d’arrivo.

Chiederemo che a tutti i soggetti socialmente più fragili, italiani o stranieri, venga garantita una vita dignitosa, come è previsto dalla nostra Costituzione,  e che quindi si attuino politiche per contrastare e ridurre le disuguaglianze sociali.

Il 21 ottobre in Piazza a Roma per chiedere diritti uguali per tutte e tutti.

IN ALLEGATO LE ADESIONI AGGIORNATE AD OGGIadesioni_al_10_ottobre.doc
Per aderire: 21ottobrecontroilrazzismo@gmail.com

QUI l’appello che convoca la manifestazione
QUI l’evento facebook

QUI la pagina facebook di Arci nazionale

QUI l’articolo di Filippo Miraglia, vicepresidente nazionale Arci

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