GIOVANI

SI CREA – CITTADINI RESPONSABILI A SCUOLA E NELLA SOCIETA’

BANDO “CONTRIBUTI REGIONALI PER LA PROMOZIONE DELLA CULTURA DELLA LEGALITA’ DEMOCRATICA E DELL’ANTIMAFIA SOCIALE” L.R. 11/1999

2019 – in corso

Nell’esperienza ultradecennale, le proposte in materia di educazione alla legalità e antimafia sociale da parte dell’ARCI rivolte agli studenti di ogni ordine e grado, sia negli istituti scolastici che nelle esperienze dei campi della legalità extrascolastici, hanno costituito un momento di crescita per le collettività interessate, finendo per avere importanti ricadute sul livello di partecipazione alla vita civile. Esce, quindi, rafforzata l’idea che per combattere la criminalità organizzata, la violenza, il sopruso, l’illegalità diffusa e la corruzione, un ruolo insostituibile è dato dalla costruzione e diffusione di una cultura della legalità democratica, antidoto al proliferare della pratica corruttiva e della negazione dei diritti.

La scuola, intesa come fulcro centrale di un territorio, rimane più che mai il luogo in cui operare in tale direzione ed offrire un contributo decisivo per la ricostruzione di regole condivise nella società tutta, in un contesto storico in cui sembra prevalere la legge della forza più che la forza delle leggi.

Il ruolo di cittadini attivi, consapevoli e responsabili, cresce con l’accrescersi di spazi e opportunità di partecipazione, e ciò non può iniziare che dalle scuole.

Una comunità educante è quella che educa i propri cittadini, e i cittadini solo così sapranno prendersi cura della propria comunità, facendo diventare istituzioni, beni e relazioni, in tutto e per tutto beni comuni.

Quest’anno, all’interno del progetto SI CREA (che vede la partecipazione di quattro classi dell’Istituto Ferraris Brunelleschi di Empoli) cercheremo di raccontare l’antimafia dei singoli e quella delle associazioni, quella storica delle organizzazioni popolari e quella delle istituzioni. Presupposto teorico dell’educazione alla legalità democratica è la convinzione che l’azione dell’antimafia consapevole e responsabile richieda un impegno su tutti i fronti e un ruolo attivo della società attraverso tutte le sue componenti, teso innanzitutto ad infittire il tessuto sociale, a ridefinire identità individuali e collettive. Fulcro centrale del progetto sarà il concetto di bene comune, riferito ai beni confiscati alle mafie. Questi possono, infatti, configurarsi come nuovo ambito di sperimentazione sul tema dei beni comuni, partendo dall’assunto che il contrasto alla criminalità organizzata sia un interesse generale, attraverso azioni di cittadinanza responsabile, attiva e di partecipazione.

Per questi motivi, un importante lavoro di conoscenza e approfondimento si realizzerà, durante tutto il progetto, intorno al bene confiscato di Suvignano.

L’azienda agricola di Suvignano (SI) rappresenta un modello importante in merito alle buone pratiche di riutilizzo sociale dei beni confiscati, a partire dal percorso iniziato nel lontano 2007 e che ha visto istituzioni, associazioni, forze sociali e cooperative lavorare insieme e in modo responsabile per un obiettivo comune. Suvignano, inoltre, rappresenta un esempio di come le infiltrazioni della criminalità organizzata possono pervadere anche il nostro territorio toscano. Attraverso attività laboratoriali, vogliamo quindi:

– accrescere la consapevolezza nei giovani che anche la Toscana non è un territorio immune dalla illegalità;

– narrare il percorso che ha fatto un intero territorio durante il periodo della confisca;

– costruire modalità di partecipazione tra i giovani toscani affinchè possano prendere parte al patto di collaborazione per lo sviluppo sociale e culturale della tenuta di Suvignano, al fine di costruire un polo della cultura della legalità democratica regionale;

– implementare l’esperienza dei campi della legalità a Suvignano, attraverso le testimonianze dirette dei giovani toscani che hanno partecipato all’edizione del 2019.

EDUCARE ALLA MONDIALIZZAZIONE: COSTRUIRE LA PACE

In collaborazione con:

“ATLANTE DELLE GUERRE E DEI CONFLITTI DEL MONDO”

2018 – in corso

30 guerre, una decina di situazioni a rischio: la fotografia del mondo è questa. Il tutto si traduce in fame, disastri ambientali, diritti civili violati. Donne e uomini sono in cammino, ovunque. Ci sono troppe situazioni di crisi, ma solo su alcune i riflettori sono puntati. Dimentichiamo – o fingiamo di farlo – che le conseguenze di quanto accade molto lontano da noi hanno ripercussioni anche nel nostro quotidiano.

Il mondo è strettamente interconnesso, eventi remoti riescono ad avere in pochi minuti un’eco globale. I ragazzi vivono immersi in questa globalità e in questa rapidità. I mezzi di comunicazione hanno diffusione capillare. Ci raggiungono praticamente ovunque, con la radio mentre guidiamo o con la vibrazione del cellulare in una tasca. E’ un aggiornamento costante, un occhio aperto su un mondo che cambia costantemente. Sono dinamiche di una società complessa e veloce, lontana dai modelli di solo vent’anni fa. Di questi strumenti non possiamo più fare a meno e se è vero che aiutano a fare chiarezza, ad avere informazioni, è altrettanto reale che possono veicolare false notizie, cattive informazioni, manipolazioni.

‘Fake news’, bufale, storie inventate di sana pianta, punti di vista non obiettivi spacciati come verità: troppe le persone e gli enti che si inventano “informatori”, offrendo a un pubblico non sempre preparato dati e racconti fasulli. Sono il motore di dinamiche pericolose, che alimentano in molti casi la paura del diverso, idee e pregiudizi, contribuiscono a creare diffidenza e sfiducia a tutti i livelli della società, razzismo, discriminazione e timore diffuso.

L’unica reazione possibile è rimettere a posto le cose, cercando di fornire alle persone, e ai ragazzi soprattutto, strumenti adeguati per interpretare l’attualità e ciò che ci accade intorno e a distinguere fra buona e cattiva informazione.

Il rapporto con le nuove generazioni rappresenta per le nostre realtà un investimento sul futuro: nel nostro lavoro quotidiano di sensibilizzazione e di informazione, abbiamo cercato di dare valore alla rete territoriale come strumento utile alla creazione di legami e rapporti che possano far sviluppare percorsi in cui disegnare obiettivi e finalità comuni, e l’educazione alla mondializzazione fa parte di questi percorsi.

In questo contesto, lavoriamo con le giovani generazioni per sostenere, direttamente e indirettamente, i valori fondanti del nostro essere associazioni, che quindi valorizzano la relazione come elemento formativo. Di questo ce ne facciamo portavoce sul territorio. Temi come le pari opportunità, l’intercultura, la partecipazione e la cittadinanza attiva, l’accesso alla cultura sono alla base del lavoro educativo delle nostre realtà, nella progettazione, così come nella realizzazione quotidiana, e la trasmissione di un altro modo di stare insieme è ciò che anima la nostra attività.

In questo senso attribuiamo un valore fondante a tutte le opportunità di apprendimento informali e non formali, con particolare attenzione alle esperienze che possano contribuire allo sviluppo e alla crescita personale. Pensiamo che non ci possa essere democrazia senza che la società assuma la responsabilità della crescita, del benessere e dello sviluppo di bambini e ragazzi e a partire da questi principi è stato sviluppato un percorso di educazione e formazione per le scuole superiori del territorio.

Col presente progetto si propongono, quindi, percorsi di crescita e formazione rivolti specificamente ai giovani, al fine di offrire adeguate opportunità di approfondimento e di conoscenza proprio nell’età in cui cresce e si sviluppa la propria personalità.

Lo scopo del progetto, dunque, è quello di:

-stimolare il pensiero comune verso orizzonti culturali basati su libertà, diritti umani, pari opportunità, rispetto di ogni essere umano.

-favorire la prevenzione di tutti quei comportamenti aggressivi, individuali e di gruppo, da cui si generano episodi di bullismo, razzismo, aggressioni, che si esprimono con maggiore frequenza nei luoghi di aggregazione giovanile.

Cerchiamo di offrire agli studenti e ai giovani stimoli e strumenti per leggere più obiettivamente alcuni fenomeni dell’attualità europea ed italiana, chiavi utili per imparare a leggere un mondo strettamente interconnesso e per monitorare i conflitti, le violazioni dei diritti umani e quanto accade all’ambiente e al patrimonio culturale del pianeta.

Il progetto, quest’anno, conta la partecipazione di 36 classi delle seguenti scuole:

  • Istituto Superiore Enrico Fermi;

  • Istituto Professionale Leonardo Da Vinci;

  • LES Liceo Il Pontormo;

  • ISIS Liceo Il Pontormo;

  • IIS Virgilio;

  • IIS Ferraris – Brunelleschi.

RETE ERGO

2018 – in corso

La nostra associazione dal 2018, insieme ad altre realtà del terzo settore, fa parte della Rete ERGO (Empolese Valdelsa e Valdarno Inferiore in Rete per i Giovani e le Organizzazioni) che si basa sulla collaborazione di enti impegnati da anni nell’Empolese Valdelsa in progetti, servizi e percorsi formativi con e per i giovani.

Con i suoi Youth Workers gestisce e sviluppa centri giovani, esperienze residenziali  outdoor, spazi di aggregazione informale, scambi giovanili internazionali, servizio civile.

Ergo ha firmato il protocollo d’intesa del  Tavolo Giovani della Regione Toscana – Giovanisì, partecipa ad incontri nazionali di “Cose da fare con i giovani” ed al progetto europeo “Democracy Reloaded – TRIO Long Term Traininig” insieme all’Agenzia Nazionale per i Giovani.

Costituiscono il network: Consorzio Co&So Empoli (coordinatore), Cooperativa Sintesi, Cooperativa il Piccolo Principe, Cooperativa La Giostra, Cooperativa Indaco, Associazione Agrado, ARCI Empolese Valdelsa, ARCI Servizio Civile Empoli, Associazione Playground, Associazione Karibù-Arciragazzi.

Di seguito la pubblicazione Giovanisì “Youth Worker di nuova generazione”.

https://giovanisi.it/wp-content/uploads/2018/10/YouthWorker_Web_ITA.pdf

Documento Rete Ergo:

http://www.coesoempoli.it/home/sites/default/files/Documento%20Rete%20Ergo.docx.pdf

Protocollo Rete Ergo

http://www.coesoempoli.it/home/sites/default/files/Documento%20Rete%20Ergo.docx.pdf

Progetto SocializzAzione
2006 – in corso

Nato nel 2006 dalla collaborazione tra Arci Empolese Valdelsa e Comune di Empoli il progetto ha portato alla creazione di un importante spazio di aggregazione e socializzazione all’interno del circolo Arci di Ponte a Elsa, spazio grazie al quale i ragazzi possono confrontarsi quotidianamente con quella  realtà dalla quale, da sempre, emerge il senso di appartenenza a una comunità. Un patto educativo è l’insieme di impegni che bambini e adulti, anziani e giovani, educatori e genitori assumono reciprocamente per la realizzazione di un percorso di crescita nell’ambito di una cornice condivisa di valori. A partire da questo ConcentrArci è nato e in questa direzione continua a lavorare.