Replica dell’Arci Empolese Valdelsa sui fatti di Castelfiorentino

Replica dell’Arci Empolese Valdelsa sui fatti di Castelfiorentino

“Vorremmo ribadire quanto riportato all’interno del comunicato con il quale abbiamo convocato la conferenza stampa tenutasi lo scorso martedì presso il Circolo Arci Il Progresso. Conferenza stampa convocata, è bene chiarirlo, ben prima di venire a conoscenza del provvedimento di chiusura del bar di piazza Gramsci, nata dalla necessità di dire, prima di tutto, che la presenza del circolo non può e non deve essere considerata una minaccia ma una risorsa, elemento questo che non abbiamo visto emergere in nessuna delle posizioni  e dei commenti pubblicati in conseguenza dei fatti, commenti che anzi hanno denunciato la mancanza di sicurezza  in quel luogo e la necessità di “prendere provvedimenti”.

Tutto questo, lo ripetiamo, senza mai far riferimento alla necessità, a nostro avviso ben più forte, di avviare percorsi di contrasto reale a un problema che non riguarda quella casa del popolo e non riguarda la presenza del circolo Arci in quella piazza. Quello che diciamo e che durante la conferenza stampa di martedì scorso anche i dirigenti del Circolo arci “Il Progresso” hanno ricordato, è come da sempre i Circoli siano i luoghi di contaminazione e di accoglienza. I circoli arci hanno svolto da sempre un importante compito di  formazione  ed emancipazione e oggi più che mai è fondamentale lavorare proprio su questo. La posizione dell’Arci Empolese Valdelsa, dei circoli Arci e della Prociv Arci di Castelfiorentino, firmatari del comunicato stampa, non nasce dall’emissione del provvedimento, né tantomeno  riguarda  l’attribuzione della responsabilità di tale provvedimento a qualcuno: questo non lo abbiamo mai detto e non ci risulta emergere da nessuna parte. Il nostro messaggio parte da una necessità: ripartire da ciò che è accaduto per costruire insieme e non per scaricare responsabilità. Come associazioni che riconoscono nella presenza dei circoli arci del territorio un ruolo di importante presidio sociale, ci opponiamo alla semplificazione dei fatti, alla generalizzazione con cui, a seguito del fatto di sangue che si è consumato,  è stato trattato l’argomento, senza tenere in considerazione che, parlare di quello spazio, significa  parlare anche del Circolo Arci e delle sue scelte. Vorremmo quindi, da subito, anche dopo la notizia che il responsabile della sparatoria si è costituito e consegnato alle forze dell’ordine, iniziare insieme a chiunque ritenga la presenza del circolo una risorsa e non una minaccia, un reale percorso di superamento delle problematiche, all’insegna della condivisione e dell’unione e non della battaglia a scaricarsi responsabilità”.

 

Ufficio Stampa Arci Empolese Valdelsa

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