Roma|25 ottobre, l’ARCI in piazza con la CGIL

Roma|25 ottobre, l’ARCI in piazza con la CGIL

“Il lavoro non può essere una legge, senza essere un diritto”.
(“I miserabili” – Victor Hugo)

CON LA CGIL A ROMA IL 25 OTTOBRE.

L’Arci Empolese Valdelsa aderisce alla manifestazione nazionale del 25 ottobre della CGIL ed invita i propri soci a partecipare per promuovere lavoro ed occupazione, per ridare dignità e diritti.. Si raccolgono adesioni per il pullman. Più diritti e più democrazia, a partire dal mondo del lavoro, costituiscono le vere ‘innovazioni’ che servono al nostro paese.
La crisi di questi anni è frutto dello strapotere dei poteri finanziari e di rendite di posizione che hanno svilito dignità e lavoro, e ora si pensa di uscirne cancellando i diritti, con più precarietà e più ingiustizia sociale.
La discussione sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori non è una discussione ‘tecnica’, è invece una questione che attiene al riconoscimento di un diritto fondamentale.
Per questo pensiamo che l’impostazione con cui si è affrontato il dibattito sulla disciplina del mercato del lavoro sia profondamente sbagliata.
E’ sbagliato partire dalla riduzione di tutele già previste dal nostro ordinamento indicandola come possibile soluzione della crisi. Si tratta peraltro di una ricetta che ha già fallito in tutti i paesi in cui è stata applicata.
E’ del tutto strumentale usare la disciplina dei licenziamenti come una clava per definire i confini tra ciò che è vecchio e ciò che nuovo, tra immobilisti e innovatori.
Siamo convinti del contrario: è attraverso l’uguaglianza e i diritti che si sviluppa lavoro, così come attraverso investimenti in cultura, welfare, ambiente. Un mercato del lavoro privo della cultura dei diritti fondamentali non potrà mai ‘innovare’ e rispondere al cambiamento richiesto da un nuovo e necessario modello di società e di sviluppo. Noi pensiamo invece che le forme della rappresentanza sociale siano essenziali per la costruzione della democrazia nel nostro paese, agenti di sviluppo e non fattori di immobilismo.

Anche a noi non sfugge la necessità di introdurre innovazioni nei rapporti tra forze sociali e istituzioni (in questo caso il Governo), ma questo non può significare il disconoscimento o peggio la delegittimazione del ruolo dei cosiddetti ‘corpi intermedi’ e quindi anche dei sindacati.
E’ attraverso il confronto e il dialogo con le forme della partecipazione e di rappresentanza dei cittadini che è possibile costruire un nuovo modello per uscire dalla crisi.
La nostra adesione alla manifestazione del 25 ottobre è quindi anche un appello alla riflessione per chiunque, ricoprendo responsabilità di governo (nazionale o locale), pensi che il confronto e il dialogo sui temi fondamentali del vivere comune possano essere derubricati a passerelle o sbrigativi teatrini.
L’Arci, associazione che ha tra le ragioni fondative della sua esistenza lo sviluppo della partecipazione, crede invece che sia giusto riconoscere l’apporto di chi il confronto lo pratica quotidianamente con milioni di cittadini.
Per questo saremo in piazza con la Cgil il prossimo 25 ottobre e invitiamo i nostri soci e le nostre socie a manifestare per il lavoro, la dignità e l’uguaglianza.

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