SULLE UNIONI CIVILI NESSUNA MEDIAZIONE AL RIBASSO

SULLE UNIONI CIVILI NESSUNA MEDIAZIONE AL RIBASSO

E’ in dirittura d’arrivo in Parlamento la votazione sulle unioni civili e gli strali lanciati dai banchi del centro destra si fanno infuocati, a tratti scomposti, c’è chi lancia l’idea di un referendum abrogativo e chi propone un nuovo Family Day. C’è chi invoca la libertà di coscienza e chi ancora una volta agita in maniera provocatoria e strumentale l’argomento dell’utero in affitto, che nulla ha a che vedere con il testo che andrà in discussione – per inciso,  non era nella penna di chi lo ha scritto e probabilmente neppure nella mente.
E infine proprio ieri è arrivato l’invito del cardinal Bagnasco a non indebolire la centralità della famiglia, nessuna istituzione dovrà oscurarla!

Ma ancora una volta mancano due elementi centrali per la discussione, il primo è lo status quo del nostro paese, che evidenzia in materia un vuoto normativo che è stato oggetto prima di richiami da parte della Consulta e poi della Corte di Strasburgo, diventando in ultimo argomento da vignetta satirica, dal momento che l’Italia è rimasta fanalino di coda, unico paese in Europa a non avere alcuni tipo di riconoscimento per le coppie omosessuali.

In secondo luogo stiamo parlando di diritti, che per definizione diventano tali laddove siano universali ed estendibili a tutti, per non correre il rischio di diventare privilegi. E sui diritti  non accettiamo negoziazioni o mediazioni al ribasso. La votazione in Aula determinerà la vita di tanti cittadini e cittadine, segnerà la loro pelle e il loro quotidiano. Chiediamo al Parlamento di andare avanti con coraggio, guardando al futuro e mettendo sempre al centro la dignità delle persone.

Andiamo avanti senza timori e ricordiamoci sempre che concedere un diritto in più ad alcuni nulla toglie a tutti gli altri!

Roma, 7 gennaio 2016 

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