Un’altra difesa è possibile

Un’altra difesa è possibile

 

Un’altra difesa è possibile, iniziativa di presentazione e lancio della campagna per la difesa non armata e non violenta. Appuntamento sabato 24 gennaio ore 16 presso la sede Arci.

 Sabato 24 gennaio a partire dalle 16 Arci Toscana e Arci Servizio Civile Toscana organizzano, presso la sede Arci (Piazza dei Ciompi 11 – Firenze), ‘Un’altra difesa è possibile – per una piena applicazione della Costituzione italiana’, iniziativa per la presentazione e il lancio della campagna per la difesa non armata e non violenta.

Questo il programma:

Saluti di Gianluca Mengozzi (Presidente Arci Toscana) e Sara Bandecchi (Presidente Arci Servizio Civile Toscana)

Intervengono:
Francesco Mancuso – CISP (centro interdisciplinare di scienze per la pace) di Siena
Sergio Bassoli – Rete per la pace
Licio Palazzini – Conferenza nazionale enti per il servizio civile
Martina Pignatti – Tavolo Interventi civili di pace
Franco Uda – Responsabile Arci Nazionale Pace e Disarmo

Durante l’iniziativa sarà possibile firmare per la campagna. Saranno inoltre disponibili i moduli per la raccolta firme.

L’Arci Empolese Valdelsa aderisce all campagna “Un’altra difesa è possibile” per una Legge di Iniziativa Popolare  per l’istituzione e il finanziamento del Dipartimento per la difesa civile, non armata e nonviolenta, promossa da:Conferenza nazionale Enti Servizio Civile, Forum Nazionale Servizio Civile, Rete della Pace, Rete Italiana per il disarmo, Sbilanciamoci!, Tavolo interventi civili di pace.

La nostra associazione sarà presente sul territorio all’interno dei circoli arci  per la raccolta delle firme: ne servono altre 50.000 per poter portare il nostro testo di legge all’attenzione del Parlamento.  La proposta che avanziamo mira a trovare uno spazio istituzionale per una forma di Difesa, prevista già dal nostro ordinamento legislativo, che non sia quella legata alle Forze Armate e allo strumento militare. Se il percorso della Legge di iniziativa popolare arriverà a compimento il Dipartimento che ne scaturirà sarà il luogo in cui sperimentare nuovi approcci e in cui rendere concreta l’idea di un modo più intelligente e meno cruento di proteggere la vita di tutti i cittadini.

Di fronte alla drammatica crisi economica e sociale del Paese, che sostanzialmente non ha sfiorato lo strumento militare, vogliamo fare un passo in avanti, promuovendo congiuntamente la Campagna per il disarmo e la difesa civile, lanciando la proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione e il finanziamento del Dipartimento per la difesa civile, non armata e nonviolenta.

Si tratta di dare finalmente concretezza a ciò che prefiguravano i Costituenti con il ripudio della guerra, e che già oggi è previsto dalla legge e confermato dalla Corte Costituzionale, cioè la realizzazione di una difesa civile alternativa alla difesa militare, finanziata direttamente dai cittadini attraverso l’opzione fiscale in sede di dichiarazione dei redditi.

Obiettivo della Campagna è quello di dare uno strumento in mano ai cittadini per far organizzare dallo Stato la difesa civile, non armata e nonviolenta – ossia la difesa della Costituzione e dei diritti civili e sociali che in essa sono affermati; la preparazione di mezzi e strumenti non armati di intervento nelle controversie internazionali; la difesa dell’integrità della vita, dei beni e dell’ambiente dai danni che derivano dalle calamità naturali, dal consumo di territorio e dalla cattiva gestione dei beni comuni – anziché finanziare cacciabombardieri, sommergibili, portaerei e missioni di guerra, che lasciano il Paese indifeso dalle vere minacce che lo colpiscono e lo rendono invece  minaccioso agli occhi del mondo. Lo strumento politico della legge di iniziativa popolare vuole aprire un confronto pubblico per ridefinire i concetti di difesa, sicurezza, minaccia, dando centralità alla Costituzione che “ripudia la guerra” (art. 11), afferma la difesa dei diritti di cittadinanza ed affida ad ogni cittadino il “sacro dovere della difesa della patria” (art. 52).

E’ un principio che non è mai stato attuato davvero, perché per difesa si è sempre e solo intesa quella armata, affidata ai militari. Dobbiamo riappropriarcene. Le grandi battaglie per il riconoscimento dell’obiezione di coscienza e del servizio civile iniziate fin dal dopoguerra hanno portato al riconoscimento nel nostro ordinamento giuridico che la difesa della patria è molto più articolata ed estesa di quella semplicemente militare. Noi oggi sappiamo che la difesa della patria è difesa della vita, dell’ambiente, del territorio, dei diritti, della dignità, della pace, del lavoro.  Per difendere davvero questi beni comuni servono strumenti adeguati, quelli della nonviolenza.

Il finanziamento della nuova difesa civile dovrà avvenire grazie all’introduzione dell’”opzione fiscale”, cioè della possibilità per i cittadini, in sede di dichiarazione dei redditi, di destinare una certa quota alla difesa non armata, togliendola in ultima analisi dai finanziamenti per la guerra.

 

La Campagna è stata presentata il 25 aprile 2014 all’Arena di Pace e Disarmo di Verona.L’iniziativa è stata rilanciata in occasione del 2 giugno 2014, Festa della Repubblica che ripudia la guerra, e della manifestazione “Un passo di Pace” a Firenze il 21 settembre 2014 (Giornata Internazionale della Pace).

http://www.difesacivilenonviolenta.org/

…Se vuoi la pace, prepara la pace…

 

 

 

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