UNIONI CIVILI: IL DDL ARRIVA IN SENATO MA IL CENTRODESTRA ALZA LE BARRICATE

UNIONI CIVILI: IL DDL ARRIVA IN SENATO MA IL CENTRODESTRA ALZA LE BARRICATE

Unioni civili: il disegno di legge arriva in aula al Senato ma il centrodestra alza le barricate

L’Arci: il paese più avanti di chi lo rappresenta

Siamo ormai insieme alla Grecia gli unici due stati dell’Unione europea che all’interno del proprio ordinamento non prevedono alcuni tipo di riconoscimento per i matrimoni same sex, unioni civili e coppie di fatto. Un ritardo che ci è costato sanzioni e richiami, e che continua a ledere il diritto alla “vita privata” e alla “vita familiare” di tanti cittadini e cittadine.

Arci è impegnata insieme alle altre associazioni che compongono la Coalizione per il matrimonio egualitario per il riconoscimento di una piena uguaglianza, perseguibile attraverso l’accesso al matrimonio di rito civile. Siamo convinti che solo così si potrà parlare di estensione di cittadinanza.

Il disegno di legge incardinato ieri al Senato non è dunque il provvedimento che avremmo voluto, avremmo auspicato un maggior coraggio, convinti che sul tema dei diritti civili il nostro paese sia pronto a fare un passo avanti, molto di più dei nostri rappresentanti in parlamento. Tuttavia crediamo che sia molto importante il percorso intrapreso.

Siamo felici che finalmente di questo argomento si inizi a discutere e che il Parlamento si assuma l’onere di legiferare in materia, pienamente consapevoli della necessità affrontare il tema di un necessario riconoscimento cercando di sanare il ritardo.

Un passo avanti che ci permetterà dunque di uscire dalla condizione di arretratezza in cui ci troviamo, fanalino di coda di un’Europa che sta cambiando velocemente e che sta provando ad affrontare il tema delle diseguaglianze pur tra mille contraddizioni.

Non possiamo esimerci dall’esprimere preoccupazione per il clima che si respira intorno a questo tema. Nella giornata di ieri il disegno di legge è arrivato in Senato per l’incardinamento, ma la seduta è iniziata in ritardo per mancanza del numero legale. Questo ci induce a interrogarci su quanto il provvedimento sia realmente una priorità nell’agenda politica, benché venga agitato per animare dissensi e furori. Il rischio è che questo testo, pur ‘imperfetto’ ma che rappresenta un passo avanti per un paese con un enorme vuoto normativo, possa essere stravolto e oggetto di un fuoco incrociato: all’ostruzionismo di Ncd si aggiungono oggi le barricate annunciate da Salvini.

Sarà una partita infuocata, che verrà giocata sulla pelle delle persone, sulla pelle di chi non può assistere il proprio compagno in ospedale perché non rappresenta Nessuno, sulla pelle di chi non riesce ad intravedere un futuro possibile, sulla pelle dei bambini che non vedranno riconosciuto pubblicamente il diritto di essere amati da chi si occupa di loro. Una partita dunque giocata sulle spalle di tanti e tante, oggi invisibili agli occhi dello stato italiano.

Ed è per questi cittadini e cittadine che dobbiamo chiedere uguaglianza, dignità e pari diritti.

Roma, 15 ottobre 2015

Arci nazionale

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