5×1000

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Il tuo 5×1000 all’Arci Empolese Valdelsa

5 x 1000 ALL ‘ARCI EMPOLESE VALDELSA

I Circoli Arci sono luoghi importanti nel tuo territorio.
Nei Circoli Arci ci sono persone, ci sono spazi che ti accolgono.
Ci sono iniziative, discussioni, spettacoli, impegno, informazione, buon cibo, cultura.
Ci sono valori che ogni giorno dirigenti e soci difendono e promuovono per il bene e i diritti di tutti.
Nei circoli arci puoi anche solo guardare la tv, ma lo fai insieme a  tante persone, discutendo magari!
Nei circoli arci non si è soli.

Per questo, sostieni i Circoli Arci dell’Empolese Valdelsa!
Destinando il tuo 5 x 1000 all’Arci Empolese Valdelsa contribuirai alla riqualificazione degli spazi nei Circoli arci.
Puoi farlo inserendo nella tua dichiarazione dei redditi il nostro codice fiscale:

Arci Empolese Valdelsa  82003050489

Con i contributi del 2012-2013 e 2014 sono stati realizzati ben 21 interventi all’interno delle nostre strutture. Infatti ventuno circoli arci del nostro territorio hanno potuto contare sui tuoi contributi per fare opere di riqualificazione che hanno riguardato:il risparmio energetico, interventi strutturali oltre ai necessari e non più rimandabili adeguamenti per l’accesso ai disabili.

 

“In questa notte scura, qualcuno di noi, nel suo piccolo, è come quei “lampadieri” che,camminando innanzi, tengono la pertica rivolta all’ indietro, appoggiata sulla spalla, con il lume in cima.
Così, il “lampadiere” vede poco davanti a sé, ma consente ai viaggiatori di camminare più sicuri. Qualcuno ci prova. Non per eroismo o narcisismo, ma per sentirsi dalla parte buona della vita. Per quello che si è. Credi.”
Tom Benetollo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nella giungla dei ‘per mille’ una grande opportunità per l’Arci: il 2xMILLE alle associazioni culturali

 

di Greta Barbolini, responsabile nazionale Arci Politiche economiche

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Una delle principali novità della stagione fiscale 2016 di cui troppo poco si è parlato è la possibilità per il contribuente di destinare un 2 x1000 ulteriore della propria Irpef alle associazioni culturali. L’anticipazione era stata data in occasione della presentazione della legge di Stabilità 2016, a cui dovevano seguire, entro il 1° febbraio, i relativi decreti attuativi che avrebbero chiarito i requisiti e i criteri per l’iscrizione nell’apposito elenco presso il Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo. L’intenzione dichiarata quella di concorrere con un pacchetto di dispositivi, tra cui il  2×1000 alla cultura, ad un rilancio complessivo di un comparto strategico per l’Italia sia dal punto di vista delle politiche di coesione e crescita dei cittadini sia dal punto di vista economico.  Erano i giorni degli attentati di Parigi e delle manovre straordinarie per la sicurezza che nella volontà del governo dovevano andare di pari passo al potenziamento della cultura.

A distanza di soli pochi mesi dall’annuncio non si parla più di rilancio della cultura come alternativa strategica al terrore e alla chiusura identitaria e i decreti attuativi sono arrivati solo a fine marzo, pochi giorni prima dell’inizio della campagna fiscale, in un quadro di totale disinformazione dei cittadini e delle associazioni che hanno avuto pochi giorni a disposizione per procedere all’iscrizione negli appositi elenchi. Anche ora, a campagna fiscale avanzata, assistiamo ad un grande silenzio informativo sulla possibilità di esplicitare una ulteriore scelta a sostegno della cultura anche da parte delle stesse organizzazioni potenzialmente beneficiarie. In effetti sono tante le incognite da sciogliere: nel concreto come saranno selezionati i soggetti aventi diritto? Sarà data stabilità al provvedimento anche negli anni a venire? Sarà messo a sistema e armonizzato il sistema sempre più complesso dei ‘per mille’? Gli importi saranno assegnati in modo trasparente e tempestivo? Pur con tutti questi elementi di incertezza, sono convinta che il 2×1000 alle associazioni culturali rappresenti una importante opportunità per il mondo delle associazioni culturali a cui finalmente, anche nel campo delle scelte di devoluzione fiscale, viene riconosciuta piena soggettività e  accresciuta rilevanza.

Penso anche che sostenere il dinamismo delle associazioni culturali, spingendole a stringere un rapporto di ulteriore prossimità e reciprocità con i cittadini sia un fattore già di per sé positivo.

Il 2×1000 alle associazioni culturali rappresenta per l’Arci una grande opportunità per farsi conoscere, riconoscere e sostenere sia dai suoi soci come dalla più ampia cerchia di persone che conosce e apprezza il lavoro della rete di circoli e comitati Arci a vantaggio della qualità della vita delle comunità locali.

Nell’attuale quadro di grande frammentazione in cui le reti nazionali culturali sono spesso discontinue e poco efficaci, l’Arci è forse l’unico soggetto che  interpreta oggi in Italia la funzione integrata di attore culturale fortemente impegnato nel sociale. Il nostro è per definizione un modo di fare cultura che crea coesione sociale, rafforza la comunità, aiuta a superare diffidenze e distanze.

Abbiamo quindi di fronte una importante opportunità che, se resa stabile, ci aiuterà ad affermare il nostro modello di fare cultura, a rilanciare e consolidare il legame tra l’Arci e i suoi soci e cittadini chiedendo a tante quante più persone di fare crescere con l’Arci la cultura popolare, la cultura per tutti.

 

Arcisolidarietà Rovigo: Asilo notturno Arcobaleno per l’accoglienza di profughi e senza casa

001.JPGArci solidarietà Rovigo è nata nel 2000, per creare un coordinamento tra singoli, gruppi spontanei, associazioni e circoli che promuovono azioni di solidarietà verso tutti coloro che vedono violati i propri diritti civili e umani: immigrati, profughi, richiedenti asilo, vittime di conflitti, persone disagiate. Viene offerta ospitalità a chi non ha una casa e vive in condizioni di povertà, promuovendo la sua autonomia e valorizzandone  le risorse personali, con un’attività non di carattere assistenziale ma di accompagnamento all’emancipazione e alla responsabilizzazione. Finora sono state svolte iniziative di sensibilizzazione, di formazione sui temi dell’intercultura, gestione dei servizi, gestione diretta dell’asilo notturno Arcobaleno, con servizi di sostegno agli ospiti; la Casa della Pace, la Coccinella che offre ospitalità a donne con minori; la Rosa dei Venti, con alloggi collettivi per nuclei familiari;  laboratorio Formichina, con finalità di formazione e inserimento lavorativo. Vi si svolgono attività di stiro, cucito e riparazione bici. Dal 2015 è stato aperto anche un centro diurno per senza dimora.

Info: www.arcisolidarietarovigo.it

 

Arcisolidarietà Ora d’aria Perugia: Uno sguardo al femminile

genitorialita_carcere_sbarre_bl.jpgL’Associazione Arcisolidarietà Ora d’aria di Perugia, attraverso lo Sportello InformaCarcere, offre un servizio trasversale rivolto all’intera popolazione detenuta. Uno sguardo al femminile è un servizio pensato per le detenute che hanno i propri figli ospiti in Comunità educative e residenziali per minori.

Lo sportello opera all’interno del Nuovo Complesso Penitenziario Capanne di Perugia attraverso l’ingresso di operatori volontari tre volte alla settimana, presso la Sezione Femminile e Maschile, sia Circondariale che Penale dell’Istituto, con l’obiettivo di far fronte ai diritti civili e sociali della popolazione detenuta, fornendo consulenza psico-sociale, contatti con gli avvocati, orientamento e disbrigo pratiche.

Il progetto Uno sguardo al femminile si concentra nella sezione femminile del carcere e opera nel sostegno del nucleo familiare madre-minore offrendo servizi di accompagnamento, organizzazione di giornate della genitorialità e realizzazione di attività culturali.

Info: www.arciperugia.it

ArciReport, 28 aprile 2016