Giornata della Memoria

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IL 3 OTTOBRE SARÀ LA GIORNATA NAZIONALE DELLA MEMORIA DELLE VITTIME DELL’IMMIGRAZIONE FINALMENTE APPROVATA LA LEGGE

Finalmente una buona notizia: oggi il Senato ha approvato in via definitiva la legge che istituisce la Giornata nazionale delle vittime dell’immigrazione. Un risarcimento simbolico per le famiglie di quelle 368 persone che il 3 ottobre del 2013 persero la vita nel mare di fronte a Lampedusa,  una delle più grandi stragi di migranti degli ultimi anni.

Nel frattempo le morti sono continuate, nel tentativo di attraversare le frontiere di un Europa sempre più fortezza, che di fronte a un esodo storico si barrica dietro muri e recinzioni.

Un esodo che non potrà che crescere, visto il diffondersi delle guerre e delle violenze in tanti paesi africani e in medio oriente, con l’intervento attivo, purtroppo,  di paesi europei.

Così migliaia di persone premono alle frontiere europee, accampate, in condizioni disumane, in attesa di poter entrare nel territorio dell’UE per chiedere protezione. Non possono andare avanti né tornare indietro: quasi sempre nei paesi d’origine non hanno più nulla. La ricerca di un luogo in cui sia possibili vivere in sicurezza è più forte della paura, fa sopportare il fango in cui si è immersi, il freddo, le cariche della polizia.

Come tre anni fa, quando chiedemmo, con il Comitato 3 Ottobre, l’istituzione della giornata della Memoria, continuiamo a avanzare le stesse richieste all’Europa e all’Italia, perché nulla è stato fatto.  Anzi, le tante vittime dell’immigrazione non sembrano aver nemmeno scalfito l’atteggiamento di chiusura dei governi dell’UE.

Si riattivi subito un’operazione di ricerca e salvataggio, si aprano canali di ingresso umanitari, si predisponga un’accoglienza dignitosa.

Solo così potremo considerare l’approvazione di questa legge un impegno reale per risolvere problemi drammatici che restano tutti aperti. L’inizio di una fase diversa, in cui il senso di umanità prevalga su piccoli, cinici interessi.

IL 27 GENNAIO LA GIORNATA DELLA MEMORIA

“Non è passato. E’ memoria”. Questa la frase scelta dall’Arci per la Giornata della Memoria 2016, che sarà di ispirazione alle tante manifestazioni culturali e non solo che la nostra Associazione organizzerà in tutta Italia.

Non parliamo di passato perché nuove discriminazioni colpiscono ancora oggi le categorie più deboli della nostra società, perché la rabbia sociale spesso si sfoga  trovando negli ultimi facili bersagli, perché l’insicurezza e la paura vengono strumentalizzate per alimentare razzismo e intolleranza.  E’ la memoria, la lettura degli orrori che hanno segnato il secolo scorso, che può aiutarci  nella comprensione di un presente caratterizzato ancora da guerre e violenza, e fornirci strumenti per progettare un futuro diverso.

La Giornata della Memoria fu istituita dalle Nazioni Unite per ricordare la tragedia dell’Olocausto. La data scelta, il 27 gennaio, è quella della liberazione di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche. Le iniziative organizzate in questa giornata si ispirano innanzitutto a quella tragedia che causò milioni di morti.

Ma per noi è Memoria  tutto l’anno, perché è anche ricordare le vittime di mafia, il dramma dei profughi in fuga che in migliaia perdono la vita, le vittime delle stragi che ancora aspettano giustizia, ma di cui conserviamo la verità storica.

Il 27 gennaio in tutta Italia i nostri  comitati e i circoli  organizzeranno iniziative per ricordare il dramma della Shoah. Usando i diversi linguaggi della cultura, nelle sue forme artistiche, espressive, musicali e cinematografiche. Promuovendo progetti specifici rivolti ai giovani come Promemoria_Auschwitz, i viaggi della memoria organizzati dall’Arci e dall’Associazione Deina, che a febbraio porterà con due treni speciali più di 1200 giovani a visitare i campi di concentramento e sterminio. Ricordare è un dovere di tutti,  ma trasmettere la memoria ai giovani ha forse un valore ancora maggiore, indispensabile per formare alla cittadinanza attiva e consapevole e per costruire futuro.   Perché, come diceva Cicerone nel De Oratore, “La storia è testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra di vita, messaggera della verità”.