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RITA, UNA DONNA CORAGGIOSA E APPASSIONATA. I TUOI INSEGNAMENTI RESTERANNO SEMPRE CON NOI.

Dichiarazione di Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci

Ieri pomeriggio si è spenta Rita Borsellino, diventata un simbolo della lotta alla mafia dopo la strage in via D’Amelio il 19 luglio 1992, in cui persero la vita il fratello Paolo,  giudice a Palermo, e la sua scorta.

In tutti questi anni i nostri percorsi si sono incrociati in moltissime occasioni, a partire dal 1994 in cui, insieme all’Arci Sicilia, Rita ha ideato e realizzato la prima Carovana Antimafie, che ha portato in giro per l’Italia e poi per l’Europa l’esperienza di un’antimafia propositiva, stringendo intrecci solidali ed etici tra cittadini, istituzioni e le diverse realtà della società civile organizzata presenti sui territori attraversati.

Rita Borsellino è stata anche vicepresidente di Libera, di cui in seguito è stata nominata presidente onoraria. E’ stata parlamentare europea e consigliera regionale, portando il suo impegno nelle istituzioni. Ha fondato, insieme ad Alfio Foti, già presidente di Arci Sicilia, i cantieri tematici di Un’altra storia, esperienza indirizzata a coinvolgere la società civile.

La sua testimonianza, la sua passione e la sua tenacia sono sempre stati di esempio per chiunque si sia impegnato in questi anni nel promuovere e diffondere la cultura della legalità.

Rita Borsellino è stata una preziosa testimone per tutte le volontarie e i volontari che ogni anno partecipano ai nostri Campi della legalità, occasione formativa e di lavoro sui beni o terreni confiscati alle mafie.

Proprio lo scorso 19 luglio era con loro in via D’Amelio a Palermo, per commemorare l’anniversario della scomparsa di suo fratello Paolo. “La memoria è vita che si coltiva ogni giorno”, ha dichiarato durante quell’evento.

Ciao Rita, lo terremo a mente ogni giorno.

Diciamo basta a ogni forma di sfruttamento, di sottosalario, di caporalato

L’Arci nazionale, insieme ad Arci Puglia e Arci Foggia, aderisce alla manifestazione dell’8 agosto a Foggia

Nel pomeriggio di ieri, la terra di Capitanata è stata teatro di un tragico incidente stradale in cui hanno perso la vita 12lavoratori agricoli.

La verità di quanto accaduto sulla Sp 105 non si esaurisce nella dinamica dell’incidente, ma ha radici ben più profonde – e ormai tristemente note – fatte di marginalità sociale estrema, di ignobile sfruttamento dello stato di bisogno di ragazzi soli e senza diritti, costretti alla sopravvivenza tra le baracche dei ghetti, in un contesto sociale che sempre più li rende preda unicamente di sentimenti di rabbia e di insofferenza.

I ragazzi stavano tornando a “casa” dopo una lunga giornata chini sotto il sole per la raccolta del pomodoro, che  deve annoverare tra i suoi costi altre 12 vite umane, che si sommano alle 4 di pochi giorni fa decedute al bivio tra Ascoli e Castelluccio, la cui fine è testimoniata in maniera quasi sarcastica dalle tracce lasciate da quei quintali di pomodori riversi dopo lo scontro e che hanno tinto di rosso la strada.

Non è, infatti, un incidente stradale come tanti pure tristemente se ne contano. Quanto accaduto accomuna tutti i lavoratori in agricoltura della Capitanata, il tema dello sfruttamento, della legalità, del sottosalario contrattuale, con diverse modalità gravi o meno gravi a secondo la debolezza dei lavoratori italiani o stranieri è una realtà sempre più presente nei nostri territori.

Per questo è il momento di dire basta ad ogni forma di sfruttamento, di sottosalario, è il momento di abbandonare le orribili pratiche di caporalato che ormai rendono i lavoratori tutti succubi di una normalità non più accettabile.

Per dire no a tutto questo, la Flai Cgil insieme a Fai Cisl, Uila Uil territoriale e le associazioni di Capitanata che operano a vario titolo sul tema dei diritti in agricoltura, hanno organizzato una manifestazione provinciale mercoledì 8 agosto con concentramento dalle ore 18.00 piazzale della Stazione; il corteo si muoverà alle ore 18.30 sino a Piazza
Cesare Battisti (Teatro Giordano), seguiranno degli interventi a chiusura della manifestazione.

L’Arci nazionale, insieme ad Arci Puglia e Arci Foggia, ha aderito alla manifestazione.

Mobilitiamoci per fermare la Legge sulla Illegittima Offesa

Arci aderisce alla petizione lanciata da Antigone e alla campagna twitter #IllegittimaOffesa

Su iniziativa della Lega il Parlamento sta discutendo una proposta di legge per l’ampliamento del regime della legittima difesa. Secondo questa nuova formulazione sarà sempre legittimo anche sparare contro chi si introduca nella propria proprietà (abitazione, terreno, negozio) a prescindere dal fatto che questo rappresenti un pericolo per la propria incolumità fisica.
Così facendo si delegittima il lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura e si legittima l’omicidio.
Inoltre questa proposta, se dovesse diventare legge, porterà ad un incremento del numero di armi in circolazione, a scapito della sicurezza di tutti i cittadini.
Cose queste che spiega Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, in questo video:

Oggi mercoledì 25 luglio, alle ore 14.00 il ministro dell’Interno Matteo Salvini sarà in Commissione Affari Costituzionali al Senato per comunicazioni sulle linee programmatiche del suo Dicastero.
Durante il suo intervento facciamo sentire la nostra voce.
Dalle 14.00 alle 15.00, su twitter, pubblica questo post:

Contro la liberalizzazione dell’omicidio diciamo no alla legge sulla #IllegittimaOffesa e chiediamo al parlamento di non dare seguito a questa proposta https://bit.ly/2uVyoBE

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Firma e condividi la petizione. E’ a questo link

Arci Nazionale

STRAGE DI VIA D’AMELIO: 26 ANNI SENZA VERITA’

Il 19 luglio del 1992 Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta trovarono la morte per mano della mafia. A poche settimane di distanza dalla strage di Capaci nella quale furono assassinati Giovanni Falcone e sua moglie Francesca Morvillo. In una delle sue ultime interviste Borsellino aveva descritto i caratteri nuovi che  era andata assumendo Cosa Nostra: quella di una vera e propria impresa, che a Sud, quanto a Nord aveva bisogno di reinvestire gli enormi capitali che le provenivano dal commercio della droga e da altre attività malavitose. Da qui la necessità di essere inserita nei circuiti del capitale finanziario e di ricercare un rapporto con le istituzioni, che spesso sconfinava nella corruzione dei suoi rappresentanti. La mancata nomina di Giovanni Falcone a capo del pool antimafia venne vista da Borsellino come il segnale esplicito di un indebolimento fatale nella lotta dello stato contro la mafia.

Da  allora sono passati 26 anni ma la verità su  queste stragi di mafia e le  eventuali responsabilità di organi dello stato  non sono mai stati chiariti. Fiammetta Borsellino, la figlia minore del magistrato, e Rita Borsellino la sorella continuano a battersi perché verità e giustizia vengano chiarite e fatte fino in fondo. Ma si trovano davanti un muro di gomma, fatto di numerosi depistaggi che hanno condotto le indagini su binari morti. La risposta a questa ricerca di verità, che è dovuta non solo ai famigliari del magistrato, ma a tutte le cittadine e i cittadini italiani, è simboleggiata in modo evidente  e terribile dalla assenza, in particolare dei senatori della Lega, alla commemorazione fatta in Senato da parte della Presidente Casellati. Le fotografie di un Senato deserto nei banchi della Lega, chiariscono in modo inequivocabile che quella ricerca di verità e giustizia non verranno perseguite dall’attuale governo. Ma non per questo chi, come i familiari,  come l’Arci e tanti cittadini, si sono battuti contro le mafie di ogni tipo smetteranno di chiedere verità e giustizia, e lo vogliamo ribadire proprio oggi nell’anniversario dell’attentato a Paolo Borsellino.

Arci Nazionale

Conclusione progetto sulla legalità “G.R.Att.”

UN VIAGGIO CHIAMATO LEGALITA’
Si è concluso il progetto sulla legalità G.R.Att. che ha coinvolto gli studenti
del biennio I.I.S “G. Ferraris- F. Brunelleschi”e gli alunni dell’Istituto Comprensivo di Cerreto Guidi. Ma tutti subito al lavoro per ripartire con nuove progettualità!

Si è concluso il progetto 2017/2018 sulla promozione della legalità democratica, “ G.R.Att. “ che l’Arci Empolese Valdelsa ha realizzato sul territorio con il contributo della legge Regione Toscana 11/99 e al coordinamento di Arci Toscana, e che ha coinvolto gli studenti del biennio I.I.S. “G. Ferraris – F. Brunelleschi” di Empoli e gli alunni dell’Istituto Comprensivo di Cerreto Guidi.
Grazie all’impegno sul tema della Regione Toscana è stato finalmente possibile dare continuità a percorsi sulla legalità rivolti ai giovani studenti, cosa che invece prima si risolveva in poche e concentratissime iniziative, sebbene molto formative ed emotivamente segnanti. Ne era un esempio la
Carovana Antimafie, nata due anni dopo le stragi di Capaci e Via d’Amelio grazie ai ragazzi dell’arci Sicilia e a Rita Borsellino che decisero di imbastire un percorso a tappe nell’isola, dove, di piazza in piazza si allestivano attività, proiezioni, piccole biblioteche per mostrare alla gente quello di cui veniva privata. Queste prime Carovane antimafia nel giro di pochi anni hanno valicato i confini siciliani fino a diventare Internazionali. Le Carovane organizzate da Arci Empolese Valdelsa in passato sono state quindi degli uragani: in una sola giornata si incontravano studenti e rappresentanti sindacali, si ospitavano testimoni e studiosi del tema, si organizzavano pranzi e cene per autofinanziamento. Giornate intense, bellissime, faticose che lasciavano in ognuno di noi la voglia di fare di più, e di pensare, per l’anno seguente ad un lavoro da far ripartire.

Da queste premesse e grazie al collaudato lavoro di cerniera fatto sul territorio da Arci Empolese Valdelsa, è stato possibile strutturare un percorso articolato in varie fasi, attività e iniziative che hanno riunito tanti soggetti sensibili a questo tema: i nostri Circoli Arci Rossetti – Cerreto, Santa Maria e Ponzano – Empoli, San Donato -Vinci, Puppino – Castelfiorentino, immancabili le Leghe SPI-CGIL di Empoli, Cerreto-Vinci, Castelfiorentino, la CGIL di Empoli, Avviso Pubblico-Firenze, l’associazione Slow Food e la Coop Cerreto-Vinci, l’I.I.S. “G.Ferraris- F Brunelleschi” e l’Istituto Comprensivo di Cerreto Guidi, l’Unione dei Comuni del Circondario Empolese Valdelsa.
“Partendo da un’attività semplice e aggregante come il confezionamento dei pacchi contenenti i prodotti arrivati dai terreni confiscati alle mafie ed affidati alle cooperative sociali ci siamo incontrati e, mentre ci passavamo pasta e ceci, marmellata e vino, ognuno ha portato il proprio contributo per arrivare ad un programma – spiega Valeria Carboncini, responsabile legalità Arci Empolese Valdelsa. “Quest’anno il lavoro con i giovani ha coinvolto gli studenti del
biennio I.I.S. “G. Ferraris- F. Brunelleschi” e gli alunni dell’Istituto Comprensivo di Cerreto Guidi, che abbiamo incontrato tante volte in plenaria e che poi hanno lavorato classe per classe, con i loro insegnanti e che sono stati coinvolti i varie attività. Una di queste, il viaggio “Empoli – Cinisi Andata e ritorno – 40 anni dopo l’omicidio di Peppino Impastato”, realizzato anche grazie al contruibuto dell ’Unione dei Comuni del Circondario Empolese Valdelsa, ha consentito a cinque studenti dell’I.I.S. “G. Ferraris- F. Brunelleschi”, Lorenzo Cavallaro, Olivia Innocenti, Gabriele Capperi, Marcello Garinei e Matteo Giffoni, accompagnati dai loro insegnanti, da educatori dell’Arci Empolese Valdelsa e da volontari di Arci Servizio Civile Empolese Valdelsa aggregati al gruppo organizzato da Don Zappolini, di fare un’esperienza diretta ed emozionante.
Con l’incontro di lunedì 14 maggio all’IIS Ferraris Brunelleschi, con la presenza di
Andrea Campinoti, Marco Antonelli, Alessandro Grazzini di Avviso Pubblico che sono stati “intervistati” dagli studenti sul fenomeno delle mafie in Toscana e la preziosa testimonianza del professore di diritto Giuseppe Staltari, si è concluso il progetto empolese con la richiesta ai ragazzi di lavorare ad un “prodotto di restituzione” che sarà il trait-d’union con il lavoro dell’anno prossimo.

Il 24 maggio, invece, al Circolo arci Rossetti di Cerreto Guidi getteremo le basi per il lavoro dell’anno prossimo insieme ad Alessandro Gallo.

A Cinisi sulle orme di Peppino Impastato

“Empoli-Cinisi andata e ritorno”

L’Arci Empolese Valdelsa, grazie al contributo della Regione Toscana e dell’Unione dei Comuni, ha organizzato un viaggio-studio a Cinisi in occasione delle commemorazioni della morte di Peppino Impastato, coinvolgendo i ragazzi dell’IIS Ferraris-Brunelleschi, istituto con il quale c’è  da anni una collaborazione e partecipazione a percorsi sulla legalità.
“Empoli-Cinisi Andata e Ritorno’ sarà  una tre giorni in Sicilia sui luoghi di Peppino Impastato a quarant’anni dalla sua morte.
Cinque studenti del biennio dell’IIS empolese, accompagnati dalla docente Silvia Desideri, dalla responsabile legalità Arci Valeria Carboncini e da Andrea Nerla, uno dei nostri tre  ragazzi che sta svolgendo il servizio civile proprio all’Arci, partiranno martedì 8 e torneranno giovedì 10 maggio.
In questo viaggio saranno tante le occasioni di conoscere maggiormente la realtà siciliana e l’impegno di Peppino attraverso il confronto con Giovanni Impastato e la partecipazione al corteo commemorativo e al concerto di Daniele Silvestri.
In questi tre giorni ricchi di impegni si svolgeranno visite e incontri anche nei luoghi simbolo della memoria come Corleone e Portella della Ginestra.

Presto Andrea invierà il diario giornaliero del viaggio che potrete leggere qui di seguito.
State collegati!

IL DIARIO DI ANDREA (clicca per leggere!)

Sosteniamo la Cooperativa Lavoro e non solo dopo l’ennesimo grave furto

Ciao a tutti
oggi giornata da dimenticare.Questa mattina, Giuseppe e Bernardo arrivano a Canicattì per completare i lavori nel vigneto che noi gestiamo e trovano una brutta sorpresa, il portone del capannone dove ricoveriamo i mezzi e gli attrezzi agricoli era aperto e i 2 trattori cingolati, il camion, l’aratro e la trincia erba rubati.”

Comincia così la mail che Calogero Parisi, presidente della Cooperativa siciliana “Lavoro e non solo” e nostro compagno nelle tante iniziative comuni sulla legalità, ha inviato a tutti i partner e sostenitori per avvertire dell’ennesimo boicottaggio che la Cooperativa, che lavora sui terreni confiscati alle mafie a Corleone e Canicattì, ha subito e per lanciare una richiesta di aiuto.
Negli ultima anni sono stati tanti i furti e danneggiamenti subiti a Canicattì, atti ben ponderati dalla malavita per scoraggiare e mettere in ginocchio la produzione agricola, i cui frutti, mantengono in vita la cooperativa stessa che dà lavoro onesto e pulito a tanti soci e persone con problemi mentali.

Per questo, poiché è chiaro che i furti e i danneggiamenti non vengono commessi da semplici ladri o vandali, ma poiché dietro c’è una regia mafiosa, che rivendica ancora potere e proprietà su quelle terre contro chi invece ne ha fatto un baluardo di legalità, risulta ancora più raccapricciante e odioso questo ennesimo grave boicottaggio.

Gli autori del furto infatti tengono costantemente osservate le cooperative e anche stavolta sono arrivati organizzati: i trattori sono cingolati e quindi necessitano di pianali e camion per il trasporto.
Ed è ancora più grave se si pensa che, oltre al gravissimo danno economico dovuto ai macchinari rubati, queste attrezzature sono fondamentali proprio in questo periodo nella gestione dei vigneti, nei quali tra pochi mesi arriveranno giovani da tutta Italia, anche dal nostro territorio per l’esperienza estiva dei campi di lavoro e della legalità.
La Cooperativa Lavoro e non solo fa sapere che posiamo sostenere il loro lavoro attraverso una sottoscrizione con questi estremi:
Cooperativa Lavoro e non solo
iban: IT05 B050 1804 6000 0001 1178 985 – bic CCRTIT2T
presso Banca Popolare Etica – Filiale di Palermo

Oppure attraverso la piattaforma di raccolta fondi on line “Produzioni dal basso”: https://www.produzionidalbasso.com/project/lavoro-e-non-solo/

In questo momento è sicuramente molto importante e molto gradita una sottoscrizione, di qualunque entità, anche come segno di vicinanza e di sostegno ad una battaglia di legalità e vi invitiamo caldamente a contribuire.
Nel caso inoltre si volesse organizzare qualche iniziativa più strutturata nella quale si possa raccontare il lavoro della cooperativa e il loro impegno quotidiano nella costruzione di legalità, e si volesse raccogliere cifre più importanti, il nostro Comitato Arci Empolese Valdelsa vi invita a rivolgersi a noi per organizzare insieme tali iniziative.

Alimentiamo la legalità

ALIMENTIAMO LA LEGALITA’
Lunedì 19 marzo una serata con cena dedicata alla legalità al Circolo Arci “L. Rossetti” di Cerreto Guidi con il coinvolgimento degli studenti dell’Istituto Comprensivo e la partecipazione di Danilo Sulis, direttore siciliano di Rete Cento passi e amico di Peppino Impastato.

 

Lunedì 19 marzo l’Arci Empolese Valdelsa organizza una serata con cena dal titolo “Alimentiamo la legalità” insieme al Circolo arci “Rossetti” di Cerreto Guidi, luogo in cui si svolgerà l’iniziativa. In questa serata sono stati coinvolti gli studenti dell’Istituto comprensivo di Cerreto Guidi, che hanno iniziato un percorso sulla legalità, e dalle 18,30 daranno vita all’appuntamento “Io vedo, io sento, io parlo” nel quale intervisteranno un ospite d’eccezione: Danilo Sulis, direttore siciliano di Rete Cento passi e amico di Peppino Impastato. Sarà quindi un’occasione importante di confronto con esperienze e testimonianze importanti per un percorso di crescita personale oltre che di informazione sul tema per i giovani e per la cittadinanza che interverrà.
L’iniziativa rientra all’interno del progetto G.R.A.T.T.  finanziato dalla Legge Regionale Toscana 11/99.
Momento culminante dell’iniziativa sarà la “Cena della legalità” che si terrà alle ore 20, il cui ricavato verrà interamente dedicato alla realizzazione del progetto. Durante la cena gli studenti si alterneranno con letture di brani, canzoni e scritti di Peppino Impastato. Il menù della cena, al costo di  15 euro per gli adulti e di 10 per i ragazzi fino a 14 anni, comprende antipasto toscano, risotto del contadino, tacchino alla boscaiola, fagioli all’uccelletta, dolci casalinghi. Per partecipare alla cena è necessario prenotarsi entro il giorno 16 marzo chiamando uno dei seguenti numeri: 057155085 (Circolo Arci “L Rossetti”), 057180516 (Arci Empolese Valdelsa), 3476073685 (Susanna)

Collaborano all’iniziativa Cgil, Spi Cgil, i circoli Arci di S. Maria, di S. Donato, di Ponzano e Puppino di Castelfiorentino, Slow Food, Unicoop sezione soci di Vinci-Cerreto Guidi, Avviso Pubblico, Istituto Comprensivo Cerreto Guidi, Orme Radio (il loro servizio verrà trasmesso anche su Radio Cento passi).

 

Appello a tutte le istituzioni democratiche: Mai più fascismi

Noi, cittadine e cittadini democratici, lanciamo questo appello alle Istituzioni repubblicane.
Attenzione: qui ed ora c’è una minaccia per la democrazia.

Si stanno moltiplicando nel nostro Paese sotto varie sigle organizzazioni neofasciste o neonaziste presenti in modo crescente nella realtà sociale e sul web. Esse diffondono i virus della violenza, della discriminazione, dell’odio verso chi bollano come diverso, del razzismo e della xenofobia, a ottant’anni da uno dei provvedimenti più odiosi del fascismo: la promulgazione delle leggi razziali.
Fenomeni analoghi stanno avvenendo nel mondo e in Europa, in particolare nell’est, e si manifestano specialmente attraverso risorgenti chiusure nazionalistiche e xenofobe, con cortei e iniziative di stampo oscurantista o nazista, come recentemente avvenuto a Varsavia, persino con atti di repressione e di persecuzione verso le opposizioni.

Per questo, uniti, vogliamo dare una risposta umana a tali idee disumane affermando un’altra visione delle realtà che metta al centro il valore della persona, della vita, della solidarietà, della democrazia come strumento di partecipazione e di riscatto sociale.

Per questo, uniti, sollecitiamo ogni potere pubblico e privato a promuovere una nuova stagione di giustizia sociale contrastando il degrado, l’abbandono e la povertà che sono oggi il brodo di coltura che alimenta tutti i neofascismi.
Per questo, uniti, invitiamo le Istituzioni a operare perché lo Stato manifesti pienamente la sua natura antifascista in ogni sua articolazione, impegnandosi in particolare sul terreno della formazione, della memoria, della conoscenza e dell’attuazione della Costituzione.
Per questo, uniti, lanciamo un allarme democratico richiamando alle proprie responsabilità tutti i livelli delle Istituzioni affinché si attui pienamente la XII Disposizione della Costituzione (“E` vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”) e si applichino integralmente le leggi Scelba e Mancino che puniscono ogni forma di fascismo e di razzismo.

Per questo, uniti, esortiamo le autorità competenti a vietare nelle competizioni elettorali la presentazione di liste direttamente o indirettamente legate a organizzazioni, associazioni o partiti che si richiamino al fascismo o al nazismo, come sostanzialmente previsto dagli attuali regolamenti, ma non sempre applicato, e a proibire nei Comuni e nelle Regioni iniziative promosse da tali organismi, comunque camuffati, prendendo esempio dalle buone pratiche di diverse Istituzioni locali.

Per questo, uniti, chiediamo che le organizzazioni neofasciste o neonaziste siano messe nella condizione di non nuocere sciogliendole per legge, come già avvenuto in alcuni casi negli anni 70 e come imposto dalla XII Disposizione della Costituzione.

Per questo, uniti, come primo impegno verso una più vasta mobilitazione popolare e nazionale invitiamo a sottoscrivere questo appello le cittadine e i cittadini, le associazioni democratiche sociali, civili, politiche e culturali. L’esperienza della Resistenza ci insegna che i fascismi si sconfiggono con la conoscenza, con l’unità democratica, con la fermezza delle Istituzioni.

Nel nostro Paese già un’altra volta la debolezza dello Stato rese possibile l’avventura fascista che portò sangue, guerra e rovina come mai si era visto nella storia dell’umanità. L’Italia, l’Europa e il mondo intero pagarono un prezzo altissimo. Dicemmo “Mai più!”; oggi, ancora più forte, gridiamo “Mai più!”.

APPELLO DI:
ACLI – ANED – ANPI – ANPPIA – ARCI – ARS – ARTICOLO 21 – CGIL – CISL – COMITATI DOSSETTI – COORDINAMENTO DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE – FIAP – FIVL – ISTITUTO ALCIDE CERVI – L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS – LIBERA – LIBERI E UGUALI – LIBERTA’ E GIUSTIZIA – PCI – PD – PRC – UIL – UISP

 

 

 

Approvata la nuova legge sui testimoni di giustizia: un risultato importante per la nostra democrazia

Il comunicato di Arci, Acli, Avviso Pubblico, Centro Pio La Torre, Cgil, Cisl, Uil, Legacoop, Legambiente, Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, SOS Impresa

Salutiamo con grande soddisfazione l’approvazione definitiva della proposta di legge sui testimoni di giustizia, un provvedimento già licenziato dalla Camera dei deputati nel marzo scorso volto a garantire finalmente una loro più efficace tutela (clicca QUI per leggere l’articolo dove veniva chiesta l’approvazione della legge).

Siamo consapevoli che non è stato né semplice né facile giungere all’approvazione di questo provvedimento, generato dal lavoro svolto in Commissione parlamentare antimafia, che ha visto approvare all’unanimità una relazione specifica sul tema.

La sua gestazione è durata quattro lunghi e intensi anni di lavoro, un tempo in cui i testimoni di giustizia hanno fatto sentire più volte la loro voce, insieme al mondo delle associazioni e dei sindacati, chiedendo insistentemente alla Commissione parlamentare di farsi interprete delle loro esigenze e dei loro drammi personali affinché fosse finalmente modificata la normativa in materia.

Si tratta infatti di semplici cittadini – ad esempio imprenditori oggetto di racket o di usurai – di persone oneste che hanno messo a repentaglio la loro vita e quella dei loro familiari per dare uno specifico apporto alle indagini della magistratura e che per questo sono spesso perseguitati da gruppi criminali.

Con la nuova legge viene finalmente assicurato loro un trattamento diverso rispetto a quello dei collaboratori di giustizia, come invece accadeva fino ad oggi, superando l’impropria sovrapposizione tra questi cittadini, la cui vita è stata stravolta per il solo fatto di aver assolto ad un dovere civico con la propria testimonianza, e quella dei collaboratori di giustizia, che invece facevano parte di organizzazioni criminali e che dissociandosi sono in grado di fornire informazioni utili per lo svolgimento delle indagini.

La riforma migliora sensibilmente la condizione di vita dei testimoni, rendendo per altro il sistema più rigoroso e trasparente.

È importante quindi che la politica abbia ascoltato la loro voce perché la lotta alle mafie e alla corruzione passa anche attraverso la tutela e la valorizzazione dei testimoni di giustizia, persone oneste che hanno messo a repentaglio la loro vita e quella dei loro famigliari per denunciare mafie, corruzione e malaffare, contribuendo in questo modo a difendere la nostra democrazia e la nostra Repubblica.

Articolo tratto dal sito web di Arci Nazionale