Sicurezza

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Il 2 agosto di 38 anni fa la strage di Bologna

Per non dimenticare

 

A 38 anni di distanza, Bologna non dimentica la strage del 2 agosto 1980 che distrusse parte della stazione uccidendo 85 viaggiatori e ferendo 200 persone. Fra i protagonisti di questo anniversarioanche il bus 37 sul quale furono caricate le prime vittime, simbolo della risposta immediata della città.

Erano gli anni della c.d. strategia della tensione, delle “stragi di stato”: Piazza Fontana, Piazza della Loggia…una lunga scia di sangue sui cui mandanti non fu fatta mai piena luce.

Per la strage di Bologna furono condannati i neofascisti Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini. E dopo 38 anni si è aperto un nuovo capitolo dell’inchiesta, quella sui mandanti. Dallo scorso marzo è iniziato il processo all’ex Nar Gilberto Cavallini.

Nel ribadire la nostra solidarietà e vicinanza a tutti i familiari delle vittime, ci uniamo a loro nel chiedere che finalmente si arrivi alla piena verità su quella strage, su chi la commissionò. Giustizia deve essere fatta, lo dobbiamo alle vittime, ai loro cari,  lo dobbiamo alla nostra democrazia.

Arci Nazionale, 2/8/18

Mobilitiamoci per fermare la Legge sulla Illegittima Offesa

Arci aderisce alla petizione lanciata da Antigone e alla campagna twitter #IllegittimaOffesa

Su iniziativa della Lega il Parlamento sta discutendo una proposta di legge per l’ampliamento del regime della legittima difesa. Secondo questa nuova formulazione sarà sempre legittimo anche sparare contro chi si introduca nella propria proprietà (abitazione, terreno, negozio) a prescindere dal fatto che questo rappresenti un pericolo per la propria incolumità fisica.
Così facendo si delegittima il lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura e si legittima l’omicidio.
Inoltre questa proposta, se dovesse diventare legge, porterà ad un incremento del numero di armi in circolazione, a scapito della sicurezza di tutti i cittadini.
Cose queste che spiega Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, in questo video:

Oggi mercoledì 25 luglio, alle ore 14.00 il ministro dell’Interno Matteo Salvini sarà in Commissione Affari Costituzionali al Senato per comunicazioni sulle linee programmatiche del suo Dicastero.
Durante il suo intervento facciamo sentire la nostra voce.
Dalle 14.00 alle 15.00, su twitter, pubblica questo post:

Contro la liberalizzazione dell’omicidio diciamo no alla legge sulla #IllegittimaOffesa e chiediamo al parlamento di non dare seguito a questa proposta https://bit.ly/2uVyoBE

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Firma e condividi la petizione. E’ a questo link

Arci Nazionale

Approvata la nuova legge sui testimoni di giustizia: un risultato importante per la nostra democrazia

Il comunicato di Arci, Acli, Avviso Pubblico, Centro Pio La Torre, Cgil, Cisl, Uil, Legacoop, Legambiente, Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, SOS Impresa

Salutiamo con grande soddisfazione l’approvazione definitiva della proposta di legge sui testimoni di giustizia, un provvedimento già licenziato dalla Camera dei deputati nel marzo scorso volto a garantire finalmente una loro più efficace tutela (clicca QUI per leggere l’articolo dove veniva chiesta l’approvazione della legge).

Siamo consapevoli che non è stato né semplice né facile giungere all’approvazione di questo provvedimento, generato dal lavoro svolto in Commissione parlamentare antimafia, che ha visto approvare all’unanimità una relazione specifica sul tema.

La sua gestazione è durata quattro lunghi e intensi anni di lavoro, un tempo in cui i testimoni di giustizia hanno fatto sentire più volte la loro voce, insieme al mondo delle associazioni e dei sindacati, chiedendo insistentemente alla Commissione parlamentare di farsi interprete delle loro esigenze e dei loro drammi personali affinché fosse finalmente modificata la normativa in materia.

Si tratta infatti di semplici cittadini – ad esempio imprenditori oggetto di racket o di usurai – di persone oneste che hanno messo a repentaglio la loro vita e quella dei loro familiari per dare uno specifico apporto alle indagini della magistratura e che per questo sono spesso perseguitati da gruppi criminali.

Con la nuova legge viene finalmente assicurato loro un trattamento diverso rispetto a quello dei collaboratori di giustizia, come invece accadeva fino ad oggi, superando l’impropria sovrapposizione tra questi cittadini, la cui vita è stata stravolta per il solo fatto di aver assolto ad un dovere civico con la propria testimonianza, e quella dei collaboratori di giustizia, che invece facevano parte di organizzazioni criminali e che dissociandosi sono in grado di fornire informazioni utili per lo svolgimento delle indagini.

La riforma migliora sensibilmente la condizione di vita dei testimoni, rendendo per altro il sistema più rigoroso e trasparente.

È importante quindi che la politica abbia ascoltato la loro voce perché la lotta alle mafie e alla corruzione passa anche attraverso la tutela e la valorizzazione dei testimoni di giustizia, persone oneste che hanno messo a repentaglio la loro vita e quella dei loro famigliari per denunciare mafie, corruzione e malaffare, contribuendo in questo modo a difendere la nostra democrazia e la nostra Repubblica.

Articolo tratto dal sito web di Arci Nazionale

L’arci in piazza il 25 novembre contro la violenza sulle donne

“Contro la violenza sulle donne nessuna incertezza. Noi insieme e unite possiamo vincerla” , dichiarazione di Francesca Chiavacci Presidente di Arci Nazionale.

Il 25 novembre è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

La data fu scelta da un gruppo di attiviste latinoamericane e dei Caraibi per ricordare il brutale assassinio delle tre sorelle Mirabal, torturate e massacrate il 25 novembre del 1960  per la loro opposizione  alla dittatura di Trujillo nella Repubblica dominicana.

Anche l’Arci ricorderà quella Giornata, partecipando alla manifestazione che si terrà il 25 novembre e organizzando iniziative in diverse città anche prima e dopo quella data.

La manifestazione di quest’anno mette al centro la risposta delle donne agli stupri e ai femminicidi quotidiani, alla violenza sessista nei posti di lavoro, alle molestie, alle discriminazioni e agli abusi di potere, allo sfruttamento e alla precarietà delle vite, ai ruoli di vittime o colpevoli che i giornali cuciono sui corpi delle donne e che i social media amplificano, al razzismo istituzionale giocato sul corpo delle donne.

Una manifestazione che vedrà le donne che si sono riconosciute nel #MeToo – Anche Io ho subito violenza trasformarlo nel #WeToogether – Noi Insieme e Unite possiamo vincerla.

Sono quasi 7 milioni le donne italiane che nel corso della loro vita hanno subito una qualche forma di violenza, fisica o sessuale. Uccise da mariti, fidanzati, spasimanti…ma anche vittime di uomini violenti, spesso per futili motivi. Sono numeri che ci dicono che si tratta di un fenomeno strutturale, troppo spesso condannato solo a parole ma tollerato nei fatti.

A ciascuna delle donne uccise – una ogni tre giorni secondo i dati Istat – vogliamo dedicare il nostro ricordo, perché non vengano dimenticate. E alle tante donne violentate, maltrattate, vittime di stalking vogliamo far giungere la nostra solidarietà, anche scendendo in piazza.

Roma, 9 novembre 2017

di Francesca Chiavacci

Circoli arci presidio di socialità, non fonte di pericolo per la comunità

Nella mattinata di martedì 17 gennaio l’Arci Empolese Valdelsa ha convocato una conferenza stampa dopo la sparatoria avvenuta all’interno del Circolo arci “Il Progresso” di Castelfiorentino lunedì scorso.
Alla conferenza stampa erano presenti anche rappresentanti di tutti i circoli arci del Comune di Castelfiorentino e la Prociv Arci in segno di vicinanza al Circolo di Piazza Gramsci.  Tutte queste associazioni insieme hanno condiviso e firmato un comunicato nel quale si ribadisce il ruolo e l’importanza della presenza dei  Circoli arci all’interno di un territorio.

CIRCOLI ARCI PRESIDIO DI SOCIALITA’
Le associazioni del territorio ribadiscono l’importanza della loro presenza dopo i fatti di lunedì che hanno coinvolto il “Circolo Arci Il Progresso” a Castelfiorentino

Il fatto di sangue avvenuto una settimana fa a Castelfiorentino, che ha visto il ferimento con arma da fuoco di due persone, non può non turbare qualsiasi cittadino del nostro territorio poiché è un evento duro, che colpisce, genera paura e sgomento, e scuote una comunità intera che non è abituata a tali esplosioni di violenza.

Ci auguriamo che i due feriti possano guarire velocemente e che il colpevole possa essere rintracciato per rispondere della violenza che ha portato all’interno della comunità castellana.

Come associazioni, come insieme di persone che portano avanti quotidianamente una battaglia di civiltà e di socialità, non possiamo non essere colpiti doppiamente da quello che è successo.

Prima di tutto perché coinvolge un circolo Arci, “Il Progresso” di Castelfiorentino, la porta aperta fino a tarda sera sulla piazza principale del paese, la porta che si affaccia sul mercato, sul teatro, sui giardini, che vede passare famiglie e cittadini.

In secondo luogo per le reazioni inaspettate, dure, espresse anche da persone di rilievo istituzionale che non solo con le loro parole lasciano intravedere un disconoscimento del ruolo dei circoli nelle comunità, ma minano quei legami di solidarietà che crediamo debbano rappresentare il principale punto di incontro della società civile.

Crediamo che quanto accaduto debba sollecitare nella comunità intera e nelle istituzioni maggiore impegno, e soprattutto dovrebbe incitare a collaborare per individuare ogni strumento necessario per tenere unita una comunità, sviluppando e invitando tutte quelle risorse sane e solidali presenti sul territorio a moltiplicare la propria azione. Fino a questo momento invece, purtroppo, ha prevalso uno spiacevole dibattito che ha chiamato in causa lo stesso Circolo Arci dichiarandolo luogo insicuro e rischioso per la comunità.
Crediamo che il circolo, sia una risorsa, un’importantissima e preziosissima risorsa che su quella piazza c’è, e vogliamo, insieme a chiunque pensi che sia tale, cercare le soluzioni ai problemi, impegnarci perché non sia mai messa in dubbio la positività della sua presenza.
Quando parliamo di sicurezza, spesso le percezioni non corrispondono alla realtà. E’ una semplificazione gridare alla mancanza di sicurezza senza fermarsi insieme e riflettere sui legami che si disgregano, la solitudine che aumenta, l’individualismo che dilaga.

Rivendichiamo il fatto che i nostri circoli, tutti, siano presidio di socialità permanente, e la loro presenza, oggi più che mai, può essere il vero antidito verso derive disgreganti ed individualiste

Crediamo che la sicurezza reale sia quella data dal controllo sociale, da una rete di associazioni, cittadini, amministratori, partiti, che hanno una eguale visione della comunità, dell’accoglienza e della socialità. I circoli Arci sono le uniche palestre di diversità. Sono luoghi in cui i cittadini, entrando, rafforzano l’idea di comunità e questo è quello di cui c’è bisogno anche a Castelfiorentino.

Per questo la presenza del circolo non deve essere messa in discussione ma anzi supportata e rafforzata, e solo tutti insieme possiamo farlo.

Pensiamo che lasciando solo un territorio e andando a caccia del “colpevole”, non si aiuta la comunità. Mentre le forze dell’ordine portano avanti il loro compito di indagine, noi come comunità fatta di associazioni, istituzioni e cittadini, sicuramente abbiamo il nostro, che sta nella costante e convinta promozione del senso di comunità e dell’aggregazione e socializzazioni come elementi che migliorano la qualità delle nostre vite.

Chiudendo i luoghi di accoglienza, per quanto fragili, si rende ancora più debole il territorio facendo l’opposto rispetto a quanto necessario.
Ci chiediamo quale altro luogo, oltre al Circolo, accoglie persone straniere, fasce deboli e marginali? Chi lascia la porta aperta e offre un segnale di apertura a chi le porte è abituato a vedersele chiuse sulla faccia? Il circolo è il possibile primo luogo di accoglienza in cui intrecciare rapporti, conoscenze e fondare con la quotidianità l’abitudine ad essere riconosciuto come cittadino e parte di una comunità.
Per questo chiediamo che il Circolo rimanga aperto nell’ottica di promuovere accoglienza e attività che possano essere utili alla crescita dei soci e dei nuovi cittadini nell’ottica di una serena convivenza.

Le associazioni

  • Arci Empolese Valdelsa

  • Prociv Arci castelfiorentino

  • Circolo Arci “Il Progresso Castelfiorentino”

  • Circolo Arci “Il Bastione”

  • Circolo Arci “Puppino”

  • Circolo Arci “Petrazzi”

  • Circolo Arci “I Praticelli”

  • Circolo Arci “Castelnuovo”