antifascismo

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Il 7 ottobre la PerugiAssisi

Una marcia di tutti e per tutti

E’ una Marcia della Pace che durerà più di un giorno, la Perugia-Assisi di quest’anno, perchè una parte del Paese è già in marcia. Sono oramai tante, infatti, le manifestazioni che, mettendo insieme organizzazioni della società civile e singoli cittadini, vogliono evidenziare un dissenso o semplicemente lU’esistenza di un’Italia che non ci sta. Una opposizione popolare spontanea,  che agisce come surroga a una opposizione istituzionale che stenta a sintonizzarsi con quella parte del Paese che aspira a rappresentare e farsi carico di un’azione politica strutturata e finalizzata.

L’imbarbarimento dello spazio pubblico, il continuo ricorso evocativo a paure e odio verso il diverso, la sistematica contrapposizione tra gli ultimi e i penultimi nella piramide sociale, non sono solo un’arma di distrazione di massa rispetto alle promesse elettorali, ma hanno effetti reali gravissimi nello svilimento delle istituzioni, nella credibilità internazionale del nostro Paese, nelle vite e nei corpi di chi fugge da guerre, totalitarismi e miseria per cercare un futuro possibile.

Intanto l’Italia prosegue a esportare bombe verso l’Arabia Saudita, che le fa piovere criminosamente sulla testa di bambini e civili imbelli; in Siria il regime di Bashar al-Assad prepara la propria restaurazionee la spallata finale ai ‘ribelli’, con una carneficina a Idlib ignorata dalla comunità internazionale; la Libia implode sotto lo stesso peso di una finta credibilità costruita ad arte da istituzioni internazionali ansiose solo di rimettere in moto gli affari – che puzzano di petrolio da comprare e di sangue dei migranti africani nei lager delle nuove frontiere esternalizzate – con un Paese ormai stretto nella morsa delle milizie del generale Haftar che, alla conquista di Tripoli, creerà un’asse con l’Egitto di al-Sisi su cui varrebbe la pena che tutta l’area mediterranea si allarmasse; la Turchia di Erdogan si sbriciola economicamente tra la follia di una politica estera da superpotenza che non si può permettere e le conseguenze dei dazi americani voluti dal suo ex amico Trump, consegnando a mezza Europa lo spettro dello scioglimento anticipato di quel contratto che ha di fatto arginato la rotta balcanica di immigrazione.

A casa nostra la Puglia più solidale piange i suoi lavoratori morti di caporalato, la Catania più accogliente affolla il molo per liberare i ‘sequestrati’ della Diciotti, la Milano democratica scende in piazza contro l’abominio istituzionale di un Ministro che incontra un Premier straniero per fondare un’alleanza della destra più xenofoba e antieuropeista, la Sassari antifascista si ritrova nel sagrato di una parrocchia, militarmente occupato 24 ore prima da un’indegna parata funebre di stampo fascista.

Vignetta donata da Mario Biani alla marcia della pace 2018.

Per questo dobbiamo ripartire proprio dalle città, dai luoghi di prossimità dove si affrontano le vertenze quotidiane e peculiari delle comunità, per poter poi ricollocare in un quadro più ampio i segni politici distintivi della mobilitazione. Per questo la promozione dei Comitati cittadini verso la PerugiAssisi ha il grande pregio di riportare l’agire delle organizzazioni della società civile come l’Arci nell’alveo della partecipazione dal basso, tema a noi molto caro e sul quale abbiamo speso riflessioni che oggi sarebbe necessario aggiornare e rilanciare, anche per ricreare quelle condizioni di iniziativa unitaria e a rete che costituirebbero l’infrastruttura sociale più utile anche per le occasioni future.

Il percorso di questo ultimo mese che ci separa dal 7 ottobre – giorno della Marcia – sarà segnato da tappe significative: si parte dall’Assemblea nazionale dei Comitati cittadini, ospitata al Meeting Internazionale Antirazzista di Cecina il 15 settembre. Sarà l’occasione per strutturare meglio e dare a ogni Comitato la consapevolezza di far parte di una rete più grande, innervata dalla presenza territoriale delle grandi organizzazioni nazionali; inoltre si attuerà nella pratica quel concetto di “omnicrazia” coniato da Aldo Capitini e degno di essere approfondito come frontiera delle democrazie d’oggi.

Nei giorni 5 e 6 ottobre si terrà poi a Perugia un forum di discussione organizzato dalla Rete della Pace e  dalle le associazioni che ne fanno parte. Lo scopo è mettere in campo contenuti e visione di una Marcia che non avrà alcun elemento di ritualità, ma che invece si propone di essere la prima grande manifestazione nazionale che erediterà le vertenze accumulate in questi mesi estivi e le farà simbolicamente esplodere in una grande manifestazione popolare.

Questo quadro d’intenti viene rafforzato dal manifesto “per un percorso unitario contro il razzismo e la cultura della violenza, per la costruzione di politiche di pace, diritti umani, nonviolenza, giustizia sociale e accoglienza”, sottoscritto dall’Arci insieme ad altre 10 organizzazioni e reti nazionali, che concentra attenzione politica e organizzativa dei firmatari nella PerugiAssisi  e nel percorso sinora previsto, anticipando ulteriori mobilitazioni a partire da quella del 7 ottobre.

Questa concentrazione di contenuti e di politica non deve sembrare eccessiva né irrituale per la PerugiAssisi, è il concetto stesso di Pace in discussione se Pace non significa solo né l’assenza di guerre e conflitti né un contenitore astratto in cui porre pochi e consimili concetti. La Pace diventa quindi il nome che diamo al nostro progetto politico, che vede investiti ambiti troppo spesso distinti e che invece si tengono insieme in un rapporto circolare, olistico: dai conflitti alle migrazioni, dal disarmo alla giustizia sociale, dai diritti umani alla difesa dei beni comuni, dalla giustizia climatica ai diritti civili.

Ci sarà un grande sforzo da fare per elaborare in maniera più puntuale e diffondere un nuovo approccio nell’affrontare le politiche più globali, un pensiero forte sul quale fondare nuovi movimenti per nuove generazioni. L’Arci è parte importante già da ora di questo nuovo fronte, che sa guardare al globale e occuparsi delle sue più minute comunità, che coglie la circolarità e l’interdipendenza della realtà senza cedere rispetto al necessario approfondimento e specialità di cui è costituito ciascun pezzetto.

Ripartiamo da qui quindi, dalla ParugiAssisi del 7 ottobre.

 

“Per un’Italia senza muri”, un coordinamento per unire il fronte comune contro razzismo e neofascismo

Sarà un importante momento di impegno comune la partecipazione alla Marcia PerugiAssisi della pace e della fraternità che si svolgerà domenica 7 ottobre 2018

Le numerose crisi che affliggono le nostre società hanno intaccato le fondamenta della democrazia, riportando alla luce un atteggiamento violento e aggressivo nei confronti di uomini e donne che vivono in condizioni di miseria e in pericolo di vita, accusandoli di essere la causa dei nostri problemi.

La serie di episodi di violenza nei confronti di immigrati, con una evidente connotazione razzista e spesso neofascista, impone una seria e immediata azione di contrasto che parta da una doverosa riflessione: il tessuto sociale impoverito divenuto, giorno dopo giorno, campo fertile per fomentatori di odio e di esclusione sociale.

Si stanno frantumando  i legami di solidarietà e, progressivamente, spostando l’attenzione dalle vere cause e dalle responsabilità dei governi nazionali e delle istituzioni internazionali.

La crisi è di sistema, è universale e la risposta non è più contenibile dentro i propri confini o ristretta a soluzioni parziali. Le interdipendenze tra crisi ambientale, modello di sviluppo, migrazioni forzate, guerre, illegalità, corruzione, corsa al riarmo, razzismo, rigurgiti fascisti e crisi delle democrazie, sono oramai ampiamente documentate.

È necessaria un’azione che coinvolga l’intera Europa, oggi incapace di rispondere al fenomeno delle migrazioni in modo corale, senza permettere agli egoismi dei singoli di prevalere. La solidarietà è premessa indispensabile per la lotta alle disuguaglianze e per la difesa dei diritti.

La società civile, il mondo della cultura, dell’associazionismo, dell’informazione, l’insieme delle istituzioni democratiche sono chiamate a impegnarsi nel contrasto a questa deriva costruendo una nuova strategia di mobilitazione, partendo da una piattaforma unitaria capace di fare sintesi tra le tante sensibilità e diversità che esprime la nostra società e di riaffermare il principio sancito 70 anni fa nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.”

Nel percorso che ci vede coinvolti unitariamente, dopo le  mobilitazioni che ci hanno visti impegnati a Catania e Milano, gli episodi di mobilitazione locale che si stanno moltiplicando in queste settimane e le prossime iniziative, compresa una manifestazione unitaria nazionale quando le condizioni lo permetteranno, riteniamo un importante momento di impegno comune la partecipazione alla Marcia PerugiAssisi della pace e della fraternità che si svolgerà domenica 7 ottobre 2018.

In quanto promotori di questa iniziativa siamo impegnati:

  • in un coordinamento tra i soggetti che condividono le preoccupazioni e le finalità fin qui presentate;
  • a promuovere la più ampia partecipazione alla Marcia PerugiAssisi del 7 ottobre;
  • a organizzare il 15 settembre un’assemblea di coordinamento nell’ambito del Meeting Internazionale Antirazzista di Cecina;
  • a creare un osservatorio online contro il razzismo;
  • a condividere e diffondere un Manifesto antirazzista che rappresenti le preoccupazioni e le proposte dell’insieme dei soggetti che aderiranno a questo percorso e che servirà da punto di partenza per le prossime campagne e mobilitazioni.

Anpi, Arci, Articolo 21, Aoi, Beati i Costruttori di pace, Cgil,  Cipsi, Legambiente, Libera, Rete della Pace, Tavola della Pace

NOI RISPONDIAMO CON LA CULTURA

Ancora svastiche ad imbrattare Empoli, nel parco vicino al Circolo Arci di Brusciana.
La risposta congiunta del Circolo e del Comitato Arci Empolese Valdelsa

Ancora svastiche a imbrattare e offendere Empoli, città medaglia d’oro al merito civile contro il nazifascismo, questa volta nei giardini intorno al Circolo Arci di Brusciana, circolo che promuove contenuti e valori sociali, che dà spazio alla controinformazione, rilanciando temi di cui in pochi parlano: la resistenza eroica del popolo kurdo, il dramma del popolo Palestinese, i nostri valori fondanti: dall’antifascismo, alla promozione di musica, teatro, mostre, il tutto coinvolgendo tanti giovani impegnati insieme ai più esperti consiglieri che da sempre hanno curato e hanno a cuore il Circolo.
Le foto che tutti vedranno e che già sono uscite sui social network mostrano come l’area intorno al circolo sia offesa da svastiche: sulle campane del vetro, sugli scivoli dove bambini giocano, sui prefabbricati, dove oggi leggiamo frasi da regime.
Quando abbiamo visto tutto questo, la prima reazione che noi, membri e dirigenti del Circolo Arci Brusciana e del Comitato Arci Empolese Valdelsa, abbiamo provato è stata di rabbia: rabbia per un affronto alla nostra città, al quartiere di Brusciana dove tante persone si impegnano quotidianamente per portare avanti il valore dell’antifascismo. Si tratta di un affronto perché tocca la nostra città, i luoghi dell’innocenza come un parco pubblico per bambini, e quelli vigili dell’antifascismo attivo del Circolo.

I tanti, troppi casi che, a cominciare da luglio dello scorso anno alla stele alla Vetreria Taddei, hanno macchiato Empoli, rendono evidente che la nostra città non è un’isola felice: seppure memore di grandi esempi civili e di un tessuto sociale coeso, anche su questo territorio c’è chi sceglie di reiterare o scimmiottare ideologie fasciste, ispirate alla violenza, alla sopraffazione, al razzismo e alla xenofobia.
La situazione politica nazionale non aiuta a tenere dritta la barra su quelli che sono e devono essere i valori di riferimento dettati dalla nostra Carta Costituzionale. Siamo preoccupati perché questo crescente clima di odio, oltre ad una ignoranza profonda della storia e del senso di umanità, porta a episodi che ci offendono e offendono la stessa identità del territorio.

Da parte nostra condanniamo fermamente questo episodio e auspichiamo che i colpevoli vengano trovati e puniti. Noi terremo sempre alta la vigilanza e l’impegno per continuare ancora con più forza a promuovere cultura, che rimane l’unico antidoto contro l’imbarbarimento delle idee, e a organizzare momenti di riflessione con i nostri soci, con altre associazioni e cittadini riuniti in “Unione Antifascista”.


Ufficio stampa Arci Empolese Valdelsa

Viorica Guerri

349 5329409

MAI PIU’ FASCISMI: IL 2 GIUGNO A BOLOGNA L’EVENTO DI CHIUSURA DELLA CAMPAGNA

MAI PIU’ FASCISMI: IL 2 GIUGNO A BOLOGNA L’EVENTO DI CHIUSURA DELLA CAMPAGNA

Mercoledì 30 maggio alle ore 11.30, nella Sala Stampa “Luca Savonuzzi” di Palazzo d’Accursio (Piazza Maggiore, 6) a Bologna, si terrà la conferenza stampa di presentazione della manifestazione nazionale del 2 giugno (Palazzo Re Enzo – Bologna – ore 16) promossa dal Coordinamento “Mai più fascismi”  (ACLI – ANED – ANPI – ANPPIA – ARCI – ARS – ARTICOLO 21 – CGIL – CISL – COMITATI DOSSETTI – COORDINAMENTO DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE – FIAP – FIVL – ISTITUTO ALCIDE CERVI – L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS – LIBERA – LIBERI E UGUALI – LIBERTA’ E GIUSTIZIA – PCI – PD – PRC – UIL – UISP). Nel corso della conferenza verrà comunicato l’esito della raccolta firme per l’appello “Mai più fascismi”, lanciata nel gennaio scorso, con cui si chiede alle autorità competenti lo scioglimento delle organizzazioni che si richiamano al fascismo e al razzismo.

 

INTERVERRANNO:

 

Virginio Merola – Sindaco di Bologna

Francesca Chiavacci – Presidente nazionale ARCI

Don Luigi Ciotti – Presidente di Libera, Associazioni, nomi e numeri CONTRO LE MAFIE

Andrea Cuccello – Segretario confederale della CISL

Carla Nespolo – Presidente nazionale ANPI

 

Prenderanno la parola nella manifestazione del 2 giugno, coordinati dal giornalista de la Repubblica, Paolo Berizzi:

 

Renato Balduzzi – Costituzionalista

Carmelo Barbagallo – Segretario generale della UIL

Francesca Chiavacci – Presidente nazionale ARCI

Carla Nespolo – Presidente nazionale ANPI

 

Conclusione musicale del cantautore Mirco Menna

Arci Nazionale

Protocollo Arci Toscana – Regione Toscana in materia di antifascismo

E’ stato firmato lo scorso 24 aprile un protocollo tra Regione Toscana, Arci Toscana, Anpi Toscana, ANED e Istituto Storico della Resistenza in materia di Antifascismo. 
Questo protocollo, oltre all’alto valore simbolico di riconoscimento anche istituzionale dei valori dell’antifascismo e della Resistenza e quindi anche delle nostre associazioni, assume una particolare importanza sul territorio regionale dal momento che purtroppo la Toscana non è esente da manifestazioni e atti xenofobi, razzisti, violenti, ispirati a ideologie nazifasciste.
L’Arci toscana, così come le altre associazioni firmatarie del protocollo, si impegnano ad essere osservatori antifascisti e a segnalare episodi, scritti, siti web, ecc contrari alla Costituzione, rei di essere portatori di odio razziale, xenofobia, violenza.
La Regione Toscana presso l’Agenzia di informazione della Giunta Regionale Toscana Notizie, ha costituito un Osservatorio rispetto ad atti e scritti, attraverso il monitoraggio di siti e  social. Inoltre la Regione si riserva la possibilità di costituirsi parte civile a fronte di segnalazioni provenienti da tali associazioni del territorio, in caso di procedimenti penali instaurati con riferimenti a reati di apologia del fascismo, istigazione all’odio razziale, incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi.

Inoltre Regione e associazioni si impegnano a costituire un programma annuale di iniziative rivolte ai giovani toscani con la finalità di promuovere i valori di solidarietà, uguaglianza, democrazia e libertà, alla base della nostra Costituzione e di sviluppare programmi didattici volti all’uso corretto dei social, contro le fake news a contenuto fascista e razzista, servendosi della competenza dell’Agenzia di informazione Toscana Notizie

http://www.novaradio.info/memoria-antifascismo-unintesa-difenderli-dai-rigurgiti-xenofobi-ascolta/

Circoli Resistenti

CIRCOLI RESISTENTI
Un cartellone con le iniziative dei Circoli Arci dell’Empolese Valdelsa per celebrare i valori
del 25 aprile e del 1 maggio


Torna “Circoli Resistenti”, il cartellone che raccoglie tutte le iniziative che i nostri circoli arci organizzano in occasione del 25 aprile e del 1 maggio.
Ogni anno sono molti i circoli arci che riescono a riunire decine e decine di soci e cittadini per celebrare, ricordare e spesso
attualizzare i valori della Resistenza e del lavoro e farlo in questo periodo nel quale purtroppo ci sono nuovi rigurgiti di gruppi neofascisti e movimenti xenofobi e razzisti che rialzano la testa in tutta Europa, diventa ancora più importante.
“Circoli Resistenti” rappresenta
la memoria e il futuro, rivendica il ruolo dei circoli oggi, luoghi che sono per natura e vocazione i luoghi dell’aggregazione e della cultura, della discussione e dello scambio e rivendica una storia passata che è costato sangue e sudore per la conquista di diritti e libertà.
Per questo è con orgoglio e fierezza che ogni
25 aprile e 1 maggio l’arci insieme ai propri circoli saranno sempre dalla stessa parte: contro il nazifascismo e ogni dittatura, contro la privazione dei diritti dei popoli, per il lavoro e l’uguaglianza.
I Circoli arci celebrano in vari modi, quelli più congeniali alle caratteristiche e peculiarità di ciascuno, queste ricorrenze, con pranzi, con letture e testimonianze dei partigiani rimasti, con la partecipazione ai cortei cittadini, con merende e scampagnate, con concerti rock, con balli:questa ricchezza e diversità di proposte culturali che i circolo offrono ogni anno alla propria frazione, è indice del variegato mondo dell’arci.


Al Circolo
Arci di Petroio va in scena, come da tradizione, la celebrazione sia del 25 aprile che del 1 maggio con Petrock Liberation: 25 aprile con merenda e concerto degli Stone Garden e Norimberga, 1 maggio con il pranzo sociale e merendone e concerto di Lukas Bernardini and the Straw fires e dei Rocket Lizard. L’osteria sarà aperta in entrambe le date a cena
Tanti i pranzi “resistenti” o “partigiani” organizzati dai Circoli arci insieme alle locali sezioni Anpi.
Ai Circolo
Arci S. Maria e Monterappoli (dove verrà proiettato il documentario “The antifascists” di Patrik Oberg e Emil Ramos) come anche al Circolo arci di Puppino in collaborazione con l’Anpi di Castelfiorentino, si terranno ricchi pranzi arricchiti da racconti partigiani
Anche al
circolo Arci Casenuove Empolie  al Circolo arci cascine “Garibaldi” un bel pranzo mentre al Circolo Arci pp.AA Limite “Ivo Montagni” si cena e si balla.
Nel pomeriggio del 25 al Parco di Serravalle,nell’ambito di “
Serravalle Resistente”, l’Arci sarà presente con un proprio stand con materiale informativo e soprattutto con l’appello “mai più fascismi”che tutti i cittadini possono firmare per arginare l’avanzata dei movimenti xenofobi e di destra.
Anche i lavoratori si festeggiano a tavola…
pranzi del 1 maggio al Circolo di Avane, di Martignana (dopo la scampagnata di Primavera) con la musica dei Venus e al Circolo di Pagnana che si sposta in piazza Arno.Il Circolo di Turbone aspetta tutti invece nella piazza centrale per una camminata nel verde e pranzo in cipresseta.
Vi invitiamo a prenotarvi velocemente per i pranzi e le cene poiché i posti liberi stanno rapidamente finendo (come al Circolo arci di Monterappoli).

MAI PIU’ FASCISMI, MAI PIU’ RAZZISMI. L’ARCI ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE CHE SI TERRA’ A ROMA IL 24 FEBBRAIO

Le organizzazioni promotrici dell’appello “Mai più fascismi”, che sta raccogliendo migliaia di firme in tutta Italia, hanno promosso per sabato 24 febbraio, a Roma, la manifestazione nazionale “Mai più fascismi, mai più razzismi”.

Il concentramento alle ore 13.30 in Piazza della Repubblica, per un corteo che raggiungerà Piazza del Popolo dove, dalle 15, si alterneranno gli interventi sul palco.

L’invito a partecipare è rivolto alle tante cittadine e cittadini che credono in un Paese antifascista, democratico, solidale, responsabile e civile, e che contrastano ogni deriva razzista e oscurantista.

Le intimidazioni che si sono susseguite in questi mesi, culminate nel ferimento a colpi di arma da fuoco di sei stranieri a Macerata,  non vanno assolutamente sottovalutate ma denunciate con fermezza, ribadendo i valori della nostra Costituzione e la necessità che venga applicata in ogni sua parte.

Dopo le iniziative dei mesi scorsi, e le manifestazioni a Macerata e in altre città saremo di nuovo in piazza a Roma contro tutti i fascismi e i razzismi.

In allegato l’appello che convoca la manifestazione.

Roma, 15 febbraio 2018

Appello per la manifestazione del 24 febbraio

Mai più fascismi – Raccolta firme

Mai più fascismi
L’Anpi lancia un appello al quale l’Arci aderisce contro i nuovi fascismi, insieme a tantissime altre sigle e associazioni. Obiettivo: raccogliere un milione di firme.

Nei giorni scorsi insieme a diversi soggetti, l’Arci ha aderito all’appello lanciato da ANPI “Mai più fascismi”.
Si tratta di un appello, su cui verranno raccolte le firme dei cittadini, che invita le istituzioni ad impegnarsi sul terreno della formazione, della memoria, della conoscenza, dell’attuazione piena della XII Disposizione della Costituzione (“E` vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”) e dell’applicazione integrale delle leggi Scelba e Mancino che puniscono ogni forma di fascismo e di razzismo.

L’appello è stato già sottoscritto da un amplissimo arco di forze (partiti, associazioni). Nei prossimi giorni vi comunicheremo le date e i luoghi, i nostri Circoli arci,  presso i quali sarà possibile raccogliere le firme. Raccolta firme, che ha come obiettivo numerico almeno un milione di persone e che dovrebbe culminare con un’iniziativa finale il giorno 2 giugno.

“Mai più fascismi”  è inoltre lo slogan scelto per questo 27 gennaio 2018, Giornata della Memoria, a 70 anni dall’entrata in vigore – il 1 gennaio 1948 –  della nostra Costituzione, approvata dall’Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 e promulgata dal capo provvisorio dello Stato De Nicola il 27 dicembre seguente.
Oggi, di fronte al diffondersi di episodi intimidatori da parte di movimenti e forze che si richiamano al nazifascismo e all’affermarsi di partiti di estrema destra nelle competizioni elettorali di tanti paesi euroepei (ultima l’Austria),  la memoria, il racconto degli orrori che hanno caratterizzato il secolo scorso,  la difesa dei valori costituzionali può rappresentare un argine e aiutare alla comprensione di un presente segnato ancora da guerre, violenze e ingiustizie. Solo con questo bagaglio di  conoscenza è possibile trovare gli strumenti per  progettare un futuro diverso.

Mai come in questo periodo, alla luce dei fatti sgradevoli avvenuti nei giorni scorsi proprio sul nostro territorio, è importante che ogni singolo faccia la sua parte!
Vi invitiamo quindi a seguire questa campagna e a condividere l’appello integrale:
Alle Istituzioni democratiche – Raccolta firme

E’ possibile firmare l’appello presso il Comitato Arci Empolese Valdelsa (via di Magolo n.29 Empoli) dal 12 febbraio in poi nei seguenti giorni:

Lunedì 9:00/13:00 – 15:00/19:00

Martedì 9:00/13:00 – 15:00/19:00

Mercoledi 9:00/17:00

Giovedì 9:00/13:00 – 15:00/19:00

Venerdì 9:00/13:00

E’ necessario presentarsi muniti di un documento di identità valido.

Per informazioni 0571/ 80516

Appello a tutte le istituzioni democratiche: Mai più fascismi

Noi, cittadine e cittadini democratici, lanciamo questo appello alle Istituzioni repubblicane.
Attenzione: qui ed ora c’è una minaccia per la democrazia.

Si stanno moltiplicando nel nostro Paese sotto varie sigle organizzazioni neofasciste o neonaziste presenti in modo crescente nella realtà sociale e sul web. Esse diffondono i virus della violenza, della discriminazione, dell’odio verso chi bollano come diverso, del razzismo e della xenofobia, a ottant’anni da uno dei provvedimenti più odiosi del fascismo: la promulgazione delle leggi razziali.
Fenomeni analoghi stanno avvenendo nel mondo e in Europa, in particolare nell’est, e si manifestano specialmente attraverso risorgenti chiusure nazionalistiche e xenofobe, con cortei e iniziative di stampo oscurantista o nazista, come recentemente avvenuto a Varsavia, persino con atti di repressione e di persecuzione verso le opposizioni.

Per questo, uniti, vogliamo dare una risposta umana a tali idee disumane affermando un’altra visione delle realtà che metta al centro il valore della persona, della vita, della solidarietà, della democrazia come strumento di partecipazione e di riscatto sociale.

Per questo, uniti, sollecitiamo ogni potere pubblico e privato a promuovere una nuova stagione di giustizia sociale contrastando il degrado, l’abbandono e la povertà che sono oggi il brodo di coltura che alimenta tutti i neofascismi.
Per questo, uniti, invitiamo le Istituzioni a operare perché lo Stato manifesti pienamente la sua natura antifascista in ogni sua articolazione, impegnandosi in particolare sul terreno della formazione, della memoria, della conoscenza e dell’attuazione della Costituzione.
Per questo, uniti, lanciamo un allarme democratico richiamando alle proprie responsabilità tutti i livelli delle Istituzioni affinché si attui pienamente la XII Disposizione della Costituzione (“E` vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”) e si applichino integralmente le leggi Scelba e Mancino che puniscono ogni forma di fascismo e di razzismo.

Per questo, uniti, esortiamo le autorità competenti a vietare nelle competizioni elettorali la presentazione di liste direttamente o indirettamente legate a organizzazioni, associazioni o partiti che si richiamino al fascismo o al nazismo, come sostanzialmente previsto dagli attuali regolamenti, ma non sempre applicato, e a proibire nei Comuni e nelle Regioni iniziative promosse da tali organismi, comunque camuffati, prendendo esempio dalle buone pratiche di diverse Istituzioni locali.

Per questo, uniti, chiediamo che le organizzazioni neofasciste o neonaziste siano messe nella condizione di non nuocere sciogliendole per legge, come già avvenuto in alcuni casi negli anni 70 e come imposto dalla XII Disposizione della Costituzione.

Per questo, uniti, come primo impegno verso una più vasta mobilitazione popolare e nazionale invitiamo a sottoscrivere questo appello le cittadine e i cittadini, le associazioni democratiche sociali, civili, politiche e culturali. L’esperienza della Resistenza ci insegna che i fascismi si sconfiggono con la conoscenza, con l’unità democratica, con la fermezza delle Istituzioni.

Nel nostro Paese già un’altra volta la debolezza dello Stato rese possibile l’avventura fascista che portò sangue, guerra e rovina come mai si era visto nella storia dell’umanità. L’Italia, l’Europa e il mondo intero pagarono un prezzo altissimo. Dicemmo “Mai più!”; oggi, ancora più forte, gridiamo “Mai più!”.

APPELLO DI:
ACLI – ANED – ANPI – ANPPIA – ARCI – ARS – ARTICOLO 21 – CGIL – CISL – COMITATI DOSSETTI – COORDINAMENTO DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE – FIAP – FIVL – ISTITUTO ALCIDE CERVI – L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS – LIBERA – LIBERI E UGUALI – LIBERTA’ E GIUSTIZIA – PCI – PD – PRC – UIL – UISP

 

 

 

Solidarietà dell’Arci a Repubblica e l’Espresso

Inaccettabile azione squadristica di Forza Nuova contro Repubblica e l’Espresso.
La solidarietà dell’Arci ai direttori e alle redazioni delle due testate

Un manipolo di attivisti di Forza Nuova, a volto coperto e nel consueto stile squadristico, ha compiuto nel pomeriggio un blitz davanti alla redazione romana di Repubblica e l’Espresso.

Fumogeni, striscioni che invitano a boicottare le due testate, e un proclama delirante  in cui si afferma che “questo è solo il primo attacco a chi  diffonde  il verbo immigrazionista, serve gli interessi di Ong, coop e mafie varie.   Da oggi inizia il boicottaggio sistematico e militante contro chi diffonde la sostituzione etnica e l’invasione. Oggi è iniziata la difesa dei patrioti contro il veleno di questi terroristi mascherati da giornalisti”.

Un attacco inaccettabile alla libertà di informazione in puro stile fascista. Un atto che non va assolutamente sottovalutato,  perché rappresenta l’ulteriore escalation di una serie di provocazioni e intimidazioni che hanno per protagonisti formazioni che si richiamano apertamente al fascismo e al nazismo.

Ai direttori e alle redazioni di Repubblica e l’Espresso va tutta la nostra solidarietà. Siamo certi che non saranno simili azioni a fermare il loro lavoro, caratterizzato dall’impegno a fornire un’informazione la più completa e corretta possibile.

Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci

Roma, 6 dicembre 2017